Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Archivio per la categoria ‘recensioni e segnalazioni’

Segnalazione: Federico García lorca – “Sonetti dell’amore oscuro – Suites”

Segnaliamo la traduzione dei sonetti omoerotici di Federico García Lorca,

“Sonetti dell’amore oscuro”,

Introduzione di Carlo Bo
Prefazione, traduzione e note di Mario Socrate

pp. 288, € 8,00;
Grzanti Editore, 2017.

Era noto da tempo, anche oltre la cerchia degli amici e dei più fedeli lettori, che tra i lasciti di Federico García Lorca – abbozzi, testi incompiuti da sistemare e definire – giaceva una corona di sonetti ispirati tutti al suo “eros diverso”, opera ultimata o interrotta dalla sua morte.
Custoditi gelosamente per anni dalla famiglia del poeta e pubblicati per la prima volta in Spagna solo nel 1984, i Sonetti dell’amore oscuro, opera forse interrotta dalla morte dell’autore, sono tra i lasciti più preziosi di Federico García Lorca. Definiti da Neruda versi di «incredibile bellezza», ci appaiono come una raffinata danza intorno all’amore: una corona di liriche tutte ispirate all’«eros diverso» di Lorca, dove ricordo, lamento, sensazioni sfiorano le cose, dissolvendone i confini. In quest’edizione i Sonetti sono proposti insieme a una scelta di Suites, anch’esse datate agli anni Venti e fortunosamente ritrovate.

http://www.garzanti.it/libri/federico-garcia-lorca-sonetti-dellamore-oscuro-suites-9788811811589/

http://www.culturagay.it/recensione/10394

Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca,  (Fuente Vaqueros, 5 giugno 1898Víznar, 19 agosto 1936), è stato un poeta e drammaturgo spagnolo appartenente alla cosiddetta generazione del ’27, un gruppo di scrittori che affrontò le Avanguardie europee con risultati eccellenti, tanto che la prima metà del Novecento viene definita la Edad de Plata della letteratura spagnola. Apertamente a favore delle forze repubblicane, scoppiata la Guerra civile spagnola viene catturato a Granada presso la casa di amici, e fucilato dalla polizia franchista perché di sinistra, omosessuale e massone, dopodiché è gettato “in un burrone ad alcuni chilometri alla destra di Fuentegrande” presumibilmente dagli stessi esecutori, miliziani del nazionalismo franchista.

https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Garc%C3%ADa_Lorca

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Segnalazione: AA.VV. – “Terzo tempo Fair play”

Segnaliamo la raccolta di saggi a cura di Giuliana Valerio, Manuela Claysset, Paolo Valerio

“Terzo tempo, fair play. I valori dello sport per il contrasto all’omofobia e alla transfobia”,

pp. 1450, € 16,00;
Mimesis Editore,  2017.

Questo volume raccoglie i contributi presentati al convegno “TERZO TEMPO, FAIR PLAY. I valori dello sport per il contrasto all’omofobia e alla transfobia”, che si è svolto il 22 aprile 2015 a Napoli, organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope in collaborazione con il C.I.R.B., il Centro “Servizi per l’inclusione attiva e partecipata degli studenti” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’UISP (Unione Italiana Sport per tutti), la Fondazione Genere Identità Cultura e le Associazioni per i diritti delle persone LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender e Intersessuali) Arcigay e Arcilesbica. Vuole rappresentare un supporto per sensibilizzare educatori, professionisti e tutti coloro che sono impegnati nel campo delle attività motorie e sportive a promuovere una cultura più inclusiva e rispettosa nello sport, a sviluppare azioni di prevenzione della discriminazione nei confronti di persone LGBTI, e a condannare qualsiasi manifestazione di intolleranza nei loro confronti.

http://mimesisedizioni.it/libri/terzo-tempo-fair-play.html

Segnalazione: Camilla Vivian – “Mio figlio in rosa”

Segnaliamo il testo di Camilla Vivian,

“Mio figlio in rosa”,

pp. 192, € 16,00;
Manni Editore,2017.

La storia di Federico, 10 anni, bambino che si sente anche una bambina, raccontata da sua madre Camilla, la quale non gli chiede di rinunciare alla parte femminile di sé…

Mio figlio sa di essere biologicamente maschio. Non mi ha mai detto “Io sono una bambina” come invece so che fanno molti ragazzi simili a lui. Non ha mai affermato di appartenere all’altro genere. Lui dice di essere tutti e due. Quando però gli chiedo “Ma se sei tutti e due allora ogni tanto puoi anche vestirti da maschio” lui salta su con un “Che sei matta!? Non ci penso nemmeno!”

Camilla ha 46 anni, vive con tre figli dai 14 agli 8 anni e un cane.
La sua è una famiglia “normale”, con la particolarità che Federico, il secondogenito, biologicamente maschio, fin da quando ha un anno e mezzo ha manifestato il desiderio e l’esigenza di essere (anche) una bambina: vuole indossare gonne e abiti rosa e sbrilluccichini, preferisce la compagnia di amiche femmine, nei giochi si identifica con le fatine e non con Spider-Man.
E Camilla ha deciso di non ostacolarlo, di mettersi in ascolto, di assecondarlo. Perché così Federico è più felice.
Ha iniziato a documentarsi, a leggere, a trovare in Internet delle storie simili alla sua. Ha scoperto che esiste la disforia di genere, ed esistono i bambini transgender, quelli gender fluid, quelli gender smoothie, i non binari, e altri ancora. Esistono insomma molte strade in cui si incanalano gli sviluppi atipici dell’identità di genere, e Federico percorre la sua.
Con determinazione e delicatezza, e una buona dose di ironia, Camilla racconta la storia di Federico, 9 anni, bambino sereno e consapevole, con i capelli lunghi e lo smalto rosa.
Racconta la quotidianità della sua famiglia, con la scuola e la piscina, la spesa dal salumiere, le festicciole di compleanno, le pressioni del contesto sociale.
Racconta i propri dubbi e timori, il suo continuo interrogarsi e cercare di comprendere.
È tutto alquanto complicato, ma di una cosa Camilla è certa: non è la persona non conforme che deve adeguarsi, non sono i genitori a dovere accordare il figlio per proteggerlo, ma sono gli altri che devono imparare a conoscere, capire e accogliere.

http://www.mannieditori.it/libro/mio-figlio-rosa

http://cappelli.blogautore.repubblica.it/2017/01/31/mio-figlio-in-rosa/

https://www.pianetamamma.it/donna-e-mamma/mio-figlio-in-rosa-intervista-a-camilla-vivian.html

Cresciuta in molti luoghi differenti, fotografa, interprete di inglese ma soprattutto mamma di tre splendidi figli, a settembre 2016 decide di aprire il blog Miofiglioinrosa per raccontare la storia della sua famiglia che si trova ad affrontare la quotidianità con un figlio di otto anni che si sente anche una bambina. Dopo anni di studi personali sull’argomento e confronto con famiglie di altri paesi, decide che è giunto il momento che anche in Italia si parli della fluidità di genere, argomento molto difficile da affrontare nel nostro paese. Il blog attira l’attenzione della gente comune e dei media. Sta ora concludendo il libro sulla sua storia e si sta dedicando ad altri progetti come la creazione di una associazione che aiuti le famiglie come la sua a sentirsi “normali”.

http://www.tedxvicenza.com/camilla-vivian/

Segnalazione: Jeanette Winterson – “Dodici racconti di Natale”

Segnaliamo la raccolta di racconti a tema di Jeanette Winterson,

“Dodici racconti di natale”

pp. 296, Euro 20,00;
Mondadori Editore, ottobre 2017.

Fantasmi irriverenti e spiriti del Natale; incontri d’amore e trabocchetti; ghiaccioli e slitte e rane d’argento; case stregate e mamme di neve; zuppa inglese allo sherry di papà Winterson e ravioli della «Shakespeare and Company». Dodici racconti e dodici ricette natalizie di Jeanette Winterson.

https://www.librimondadori.it/libri/dodici-racconti-di-natale-jeanette-winterson/

220px-Jeanette_Winterson_01Jeanette Winterson (1959),
nata a Manchester, viene adottata da una coppia pentecostale che la cresce ad Accrington, Lancashire, nella speranza che diventi una missionaria cristiana.

Annuncia di avere una relazione lesbica all’età di 16 anni e va via di casa. Studia inglese al St Catherine’s College a Oxford.

Dopo essersi trasferita a Londra, a ventisei anni, pubblica il suo primo romanzo, “Non ci sono solo le arance” vincendo il Whitbread First Novel Award. Il romanzo viene in seguito adattato in una serie TV dal titolo omonimo, che vince il BAFTA come migliore serie televisiva.

http://it.wikipedia.org/wiki/Jeanette_Winterson

http://federiconovaro.wordpress.com/2012/03/09/jeanette-winterson-perche-essere-felice-quando-puoi-essere-normale-mondadori-2012-segnalazione/

http://www.i-libri.com/jeanette-winterson-lperche-essere-felice-quando-puoi-essere-normaler.html

Segnalazione: Virginia Woolf – “Orlando”

Ancora in tempo per gli ultimi regali di Natale Segnaliamo la riedizione del romanzo capolavoro di Virginia Woolf,

“Orlando”,

pp. 272, € 10,00;
Feltrinelli Editore, novembre 2017.

Orlando è stato scritto nel 1928 e dedicato alla poetessa (e grande giardiniera) Vita Sackville-West, di cui per un certo periodo Virginia Woolf fu amante, tanto da far dire al figlio di Vita Sackville-West che questo romanzo è “la più lunga lettera d’amore della storia”. Al centro della narrazione le mirabolanti avventure di Orlando, giovane e melanconico cortigiano dell’epoca di Elisabetta I, il quale nel corso di quasi quattro secoli non solo si troverà a vivere diverse vite, in varie e suggestive epoche storiche, ma anche a cambiare sesso, diventando così una donna, dopo un sonno di sette giorni consecutivi, in quel di Istanbul. Aggregata a una carovana di zingari, avrà modo poi di tornare a Londra, rivivendo così dapprima le atmosfere di inizio Settecento, dei tempi della regina Anna, e in seguito del Romanticismo, fino ai primordi degli anni venti del Novecento, sempre all’inseguimento del vero amore e del senso profondo della poesia. Il romanzo nel corso nel Novecento è diventato un libro “cult” non solo nella letteratura inglese, ma chiaramente anche nelle comunità LGBT.
La vicenda è stata ripresa più volte dal grande schermo. Tra le diverse versioni, quella premiata con gli Oscar di Sally Potter del 1992, con Tilda Swinton nei panni della protagonista.

http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/orlando/#descrizione

virginia-woolfAdeline Virginia Woolf, nata Stephen (Londra, 25 gennaio 1882 – Rodmell, 28 marzo 1941), è stata una scrittrice, saggista e attivista britannica. Considerata come una delle principali figure della letteratura del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi; fu, assieme al marito, militante del fabianesimo. Nel periodo fra le due guerre fu membro del Bloomsbury Group e figura di rilievo nell’ambiente letterario londinese.
Con le stesse tecniche operate da James Joyce in Irlanda, Marcel Proust in Francia e Italo Svevo in Italia, Virginia Woolf abbandonò la tecnica di narrazione tradizionale per svilupparne una più moderna. Eliminando la forma comune di dialogo diretto e la struttura tradizionale della trama porta l’attenzione del romanzo al monologo interiore del soggetto preso in questione.
Le sue più famose opere comprendono i romanzi “La signora Dalloway” (1925), “Gita al faro” (1927) e “Orlando” (1928). Tra le opere di saggistica emergono “Il lettore comune” (1925) e “Una stanza tutta per sé” (1929); in quest’ultima opera compare il famoso detto: «Una donna deve avere denaro, cibo adeguato e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi.»
I suoi lavori sono stati tradotti in oltre cinquanta lingue.

https://it.wikipedia.org/wiki/Virginia_Woolf

 

Segnalazioni: Edmund White – “Jack Holmes e il suo amico” e “Un giovane americano”.

Segnaliamo la nuova edizione del primo romanzo della tetralogia autobiografica di Edmund White,

 

Un giovane americano,
pp. 260, Euro 17,00;
Playground Editore, 2017.

Primo volume della tetralogia dello scrittore americano Edmund White, racconta la formazione di un adolescente in una famiglia di una normalità stravagante, negli Stati Uniti ingenui e moralisti degli anni Cinquanta. Il terrore degli altri, il senso di solitudine, il desiderio di appartenere al gruppo e di diventare popolare, l’indifferenza del padre, l’eccessivo attaccamento della madre, lo sforzo di capire se stesso. Sono queste le angosce e le aspirazioni che il giovane protagonista fronteggia, immergendosi nell’arte e nell’immaginazione. Universi che considera più decifrabili e abitabili, ma che non riescono a esentarlo dalla vita. Questa, infatti, incombe nella forma del desiderio erotico per gli uomini, costringendolo a combattere senso di colpa e vergogna, per arrivare, infine, a una più piena consapevolezza di sé.

EdmundWhiteEdmund White (1940, Cincinnati)
Romanziere, commediografo e critico letterario, ha esordito nella narrativa con Forgetting Elena (1973) e ha conseguito un enorme successo di pubblico e critica con la tetralogia di ispirazione autobiografica A Boy’s Own Story (1982), The Beautiful Room Is Empty (1988), The Farewell Symphony (1997) e The Married Man (2000) in Italia tradotta con i titoli Un giovane americano, La bella stanza è vuota, La sinfonia dell’addio e L’uomo sposato. Nel 1994 ha vinto il prestigioso National Book Critics Circle Award per la sua biografia di Jean Genet, in Italia pubblicata con il titolo Ladro di stile.
Playground ha pubblicato nel 2007 My Lives, nel 2008 Hotel de Dream, nel 2009 Caos e nel 2010 Ragazzo di città e nel 2011 Un giovane americano con una nuova traduzione.

 

Segnalazione: Tommaso Giartosio – “Non aver mai finito di dire. Classici gay, letture queer”

Segnaliamo l’ultimo saggio di Tommaso Giartosio,

“Non aver mai finito di dire. Classici gay, letture queer”,

pp. 256, € 18,00;
Quodlibet Editore, 2017.

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire». La definizione (anch’essa classica) di Italo Calvino è un invito a guardare ai grandi libri con occhi nuovi. Ma queste nuove letture non ci costringono forse a ripensare l’idea stessa di tradizione dei classici, e in generale ciò che crediamo di poter dare per assodato riguardo alla letteratura?
Questo libro si propone di utilizzare un unico tema specifico – la trattazione letteraria dell’omosessualità – come chiave per interrogare testi molto diversi tra loro e accedere a questioni molto più vaste. Questioni come la natura della tradizione, appunto: di cui si propone un diagramma non ad albero ma a caverna, esposto a pressioni e deformazioni. E poi l’autonomia dell’arte (ripensata sulla scorta di Colori proibiti di Mishima); l’umorismo (in Proust); il racconto di sé (attraverso Isherwood); l’etica della scrittura (con Dante e Auden). Non mancano capitoli avventurosi come quello dedicato ai Promessi sposi, oggetto di una lettura controcorrente centrata sul rapporto tra sessualità e identità nazionale, o interventi di critica culturale come quelle sulla fenomenologia del James Bond gay portato sugli schermi da Sam Mendes.
Sotto l’avvicendarsi delle analisi letterarie – che mirano a una rigorosa onestà intellettuale – va poi gradualmente emergendo il basso continuo di una riflessione sulla realtà italiana. Così raccontare il laboratorio dello scrittore gay e la sua mutata (diminuita?) posizione culturale diventa un’occasione per mettere in luce le contraddizioni del presente, i conflitti tra ethos dominante e minoranze, i concreti vantaggi e pericoli dell’identitarismo.

http://www.leparoleelecose.it/?p=29930

Roma 25 marzo 2010.
Tommaso Giartosio, scrittore e giornalista radiofonico, fotografato nell’ambito della manifestazione -LIBRI COME- a Roma.
Foto: RINO BIANCHI

Tommaso Giartosio ha studiato letteratura italiana e comparata a Roma e a Berkeley. Ha pubblicato saggi, racconti, poesie, tra cui Doppio ritratto (Fazi 1998, Premio Bagutta Opera Prima), Perché non possiamo non dirci. Letteratura, omosessualità, mondo (Feltrinelli 2004), La città e l’isola. Omosessuali al confino nell’Italia fascista (con Gianfranco Goretti, Donzelli 2006), L’O di Roma (Laterza 2012). È redattore di «Nuovi Argomenti» e conduttore del programma di Rai RadioTre «Fahrenheit».

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