Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Segnaliamo la prima traduzione italina integrale delle opere narrative di Saki,

“Racconti”,

pp. 664, € 45,00;
Il Saggiatore Editore, 2017,

con prefazione di Graham Greene.

Grottesco e pungente, cortigiano e selvaggio, il genio di Saki – pseudonimo dello scrittore britannico Hector Hugh Munro – ha attraversato come uno spettro il Novecento letterario europeo. Nato in un villaggio di pescatori in Birmania durante il colonialismo vittoriano e cresciuto nelle contraddizioni dell’Inghilterra edoardiana, i suoi racconti sono brevi e mordaci ritratti di un’epoca, quella moderna, che ha i contorni della fiaba orientale, chimerica e sospesa, e l’incalzare notturno di un incubo in cui realtà storiche e fantasie si confondono continuamente.
Creature ripugnanti o angeliche abitano queste pagine: licantropi che adescano bambini nei boschi, gatti e folletti dai poteri portentosi, spettri di nobili defunti che perseguitano dall’aldilà i loro debitori, consiglieri demonici che instaurano un Parlamento Infernale, e re che vessano i poveri, poveri che detronizzano i principi, principi di regni votati alla perversione che diventano santi. Poco importa se i fatti narrati si svolgano in un Medioevo fantastico, sotto l’Impero di Augusto o nell’anticamera della Prima guerra mondiale, se i personaggi si muovano in una scena di caccia nelle gelide campagne russe o sorseggino champagne a un garden party di aristocratici londinesi: le loro storie sembrano ordite dallo stesso inesorabile destino. Un Fato che agisce all’insegna della vendetta pirotecnica e della pantomima, del travestimento burlesco e dell’inganno, portando alla luce tutte le brutture, tutti i sogni e le meravigliose debolezze del genere umano.
Nei Racconti di Saki – inediti in Italia e ora proposti dal Saggiatore nella loro forma completa, con una prefazione di Graham Greene – riecheggiano le vanità opulente di Wilde, le tempeste di neve di Turner, l’efferatezza panica di Kipling, i grigiori infantili di Dickens, i motti arguti della commedia plautina e quelli sapienziali delle Sacre Scritture, in un vertiginoso e mai scontato rincorrersi di allusioni, echi e parodistiche citazioni. Un vortice inarrestabile all’interno del quale si muovono – con grazia superba e spirito affilato – personaggi assoluti come Reginald e Clovis, destinati a entrare per sempre nell’Olimpo degli antieroi.

http://www.lastampa.it/2017/02/26/cultura/tuttolibri/graham-greene-presenta-i-racconti-grotteschi-di-saki-s54Pa14OfiOmgOo3vbVUsJ/pagina.html

Saki, pseudonimo di Hector Hugh Munro (1870-1916), è stato uno dei più importanti scrittori britannici otto-novecenteschi.

http://www.ilsaggiatore.com/argomenti/narrativa/9788842819875/racconti/

https://en.wikipedia.org/wiki/Saki

Segnaliamo il nuovo saggio semiserio di Dario Accolla,

“Il gender: la stesura definitiva. Tutto quello che ancora non sai sull’ideologia che farà di tuo figlio un gay”,

pp. 210, Euro 15,00;
Villaggio Maori Edizioni, 2017.

La nostra strategia è semplice, come le vostre menti: il sesso è natura, e può essere ricondotto a Dio. Il genere è cultura, e quello è affar nostro. Vogliamo sostituire al vostro credo le nostre più oscure convinzioni. Vi faremo credere che il crocifisso è Conchita Wurst che fa l’aeroplano. Riscriveremo i testi sacri, tutti. Eva non sarà più nata da una costola di Adamo, ma da un orecchino di Vladimir Luxuria. E Dio non ha mai distrutto Sodoma: ha solo ristrutturato il privé.

Il libro si propone di affrontare la questione seguendo un doppio binario: quello dell’ironia, fornendo una chiave di lettura sulla qualità del dibattito che si è svolto fino ad ora; e quello di un’informazione più rigorosa, attraverso la documentazione giornalistica e attraverso i contributi e gli studi di esperti ed esperte del settore.

http://www.villaggiomaori.com/#!/Dario-Accolla-Il-gender-la-stesura-definitiva/p/83855214/category=22483438

“La prima parte è più dissacrante, quasi comica. La seconda parte riguarda invece la vita di tutti i giorni, investe la declinazione del termine “gender” rispetto a quegli aspetti che riguardano l’agire dell’individuo nella sfera sociale, dal rapporto con la chiesa alla scuola, dalla sessualità all’identità. Mi sono posto, insomma, di fronte a due questioni. Si può affrontare con serietà il fantasma creato ad arte che viene chiamato “gender”? No di certo. E allora di quel castello di mistificazioni è meglio ridere. La vita delle persone, invece, va trattata in modo opposto a come è stato fatto da coloro che sono scesi in piazza per i vari family day: con rispetto e dicendo le cose come stanno. E così la seconda parte è più politica, ma anche più intimista. Ho voluto, in altri termini, fare un’opera “satirica” nel senso più vero del termine.”

http://www.gaynews.it/primo-piano/item/580-il-gender-la-stesura-definitiva-,-l-ultimo-libro-di-dario-accolla-tra-saggio-e-parodia.html

Dario Accolla, ha un dottorato in Filologia moderna ed è un attivista per i diritti delle persone Lgbt. Tra i fondatori del sito di informazione Gaypost.it, ha un blog su Linkiesta.it. Ha pubblicato i saggi “I gay stanno tutti a sinistra – Omosessualità, politica, società” (Aracne, Roma 2012), “Mario Mieli trent’anni dopo”, con Andrea Contieri (Circolo Mario Mieli, Roma 2013), la raccolta di racconti “Da quando Ines è andata a vivere in città” (Zona, Arezzo 2014) e il saggio “Omofobia, bullismo e linguaggio giovanile” (Villaggio Maori Edizioni, Catania 2015). “Il gender: la stesura definitiva” (Villaggio Maori Edizioni, Catania 2017) è la sua ultima opera. Il suo blog personale è Elfobruno. Nel tempo libero insegna.

http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/daccolla/

Segnaliamo la ripubblicazione del corso di Michel Foucault,

“Gli Anormali. Corso al Collège de France (1974-1975)”

pp. 336, € 14,00;
Feltrinelli Editore, maggio 2017.

Il corso su Gli anormali prosegue le analisi che Foucault, a partire dal 1970, ha dedicato alla formazione del sapere e del potere di normalizzazione. Sulla base di numerose fonti teologiche, giuridiche e mediche, Foucault affronta il problema di quegli individui “pericolosi” che, nel corso del diciannovesimo secolo, sono stati definiti “anormali”. Emergono tre figure che hanno storie differenti ma finiscono per congiungersi nella figura dell’anormale: il mostro umano, nozione il cui quadro di riferimento erano le leggi della natura e le norme della società; l’individuo da correggiere, di cui si faranno carico i nuovi dispositivi di disciplinamento del corpo; l’onanista che, già dal diciottesimo secolo, è oggetto di una campagna per il controllo della famiglia moderna. Foucault esamina le perizie medico-legali che hanno consentito alla psichiatria di entrare e fissarsi nei meccanismi giudiziari; espone i piani per ricerche rimaste incompiute (per esempio lo studio sull’ermafroditismo); offre tracce importanti di progetti poi abbandonati (tra gli altri, quello sulle pratiche di confessione e direzione di coscienza nell’età moderna). Pone così le premesse teoriche di una serie di tesi portate avanti nell’insegnamento al Collège de France e riprese nelle opere successive.

http://www.lafeltrinelli.it/libri/michel-foucault/anormali-corso-college-de-france/9788807889462?zanpid=2319177958138655744&gclid=CL_14MHX_NQCFW4B0wodwOYCRg

http://www.filosofiprecari.it/wordpress/?p=1876

Paul-Michel Foucault (Poitiers, 15 ottobre 1926 – Parigi, 25 giugno 1984) è stato un filosofo, sociologo, storico, accademico e saggista francese.

Filosofo, “archeologo dei saperi”, saggista letterario, professore al Collège de France, tra i grandi pensatori del XX secolo, Foucault fu l’unico che realizzò il progetto storico-genealogico propugnato da Friedrich Nietzsche allorché segnalava che, nonostante ogni storicismo, continuasse a mancare una storia della follia, del crimine e del sesso.

I lavori di Foucault si concentrano su un argomento simile a quello della burocrazia e della connessa razionalizzazione trattato da Max Weber. Egli studiò lo sviluppo delle prigioni, degli ospedali, delle scuole e di altre grandi organizzazioni sociali. Sua è la teorizzazione che vide il modello del Panopticon, ideato da Jeremy Bentham come paradigma della società moderna.

Importanti sono anche gli studi di Foucault sulla sessualità, che egli crede non sia sempre esistita così come la conosciamo oggi e così come soprattutto ne discutiamo. In particolare negli ultimi due secoli la sfera del sesso è stata oggetto di una volontà di sapere, di una pratica confessionale che prosegue in maniera blanda ma comunque diffusa la volontà di potere e di sapere istituita con la modernità dalle istituzioni prima religiose e poi secolari.

Altro tema ampiamente trattato dal filosofo francese è quello della cura di sé, un principio filosofico rintracciabile nel periodo ellenistico greco e nell’età tardo imperiale romana. Assieme a Gilles Deleuze e Pierre Klossowski, fu un pensatore molto importante per il post-strutturalismo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Foucault

 

Segnaliamo il saggio di Maria Carolina Vesce,

“Altri transiti. Corpi, pratiche, rappresenrazioni di femminielli e transessuali;

introduzione di Simonetta Grilli,
postfazione di Porpora Marcasciano;

pp. 202, € 20,00;
Mimesis Edizioni,  2017.

Nel cuore della città di Napoli, nella sua provincia e nelle provincie limitrofe, gli omosessuali effeminati, più o meno esplicitamente travestiti, sono detti, da tempo immemore, femminelle (o femminielli). Nello spazio sociale dei Quartieri questi soggetti trova(va)no una loro naturale collocazione, potendo agire in piccoli spazi di creatività durante “riti” come il matrimonio, la figliata o la juta a Montevergine. L’omologazione ai modelli dominanti di omosessualità e transessualità, i processi di istituzionalizzazione e medicalizzazione dei soggetti trans hanno minacciato l’identità culturale dei femminielli napoletani, mettendo a rischio la loro stessa esistenza. Non più costrette in un tragico corpo maschile che incarna una sensibilità femminile le femminelle si sarebbero trasformate in altre identità. Eppure l’antropologa le trova ancora lì, protagoniste di un vero e proprio processo di patrimonializzazione, soggetti resistenti e contesi, figure leggendarie e polimorfe, come le sirene.

Il volume è frutto del lavoro di ricerca premiato dal Premio Studi Maurice GLBTQ 2012.

http://mimesisedizioni.it/altri-transiti.html

Maria Carolina Vesce, Ph.D. in Antropologia e studi storico-linguistici (Università di Messina), ha svolto ricerche sul campo a Napoli e in Samoa. I suoi interessi si concentrano sui temi del corpo, del genere e della persona, con particolare riguardo per le esperienze di genere non eteronormative e per l’impatto delle categorie biomediche di genere sui contesti locali. È autrice di saggi comparsi in libri e riviste, tra cui “Corpi che cambiano. Una ricerca etnografica sulle femminelle napoletane”.

BLA BLA DRINK di Arcigay “Rainbow” VVB!

Cosa c’è di meglio di una birra fresca d’estate?
Due birre in nostra compagnia!
Ti aspettiamo

domenica 2 LUGLIO
dalle ore 21:00 alle ore 1:00
al Circolo dei Lavoratori di Porta Torino
in Corso Marcello Prestinari, 193 a VERCELLI e

OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE
sempre dalle ore 21:00!

Arcigay Rainbow VVB ha tantissime novità e vuole condividerle con te: se hai voglia di diventare un attivista, se hai voglia di sapere cosa stiamo macchinando, se hai voglia di incontrare gente nuova, se vuoi diventare soci* arcigay, o, semplicemente, vuoi chiedere informazioni mentre bevi una bionda prima di un altro blue monday (come facciamo noi), vieni a trovarci a Il Circolino!

Layout 1Per ricordare la vita e l’opera di Stefano Rodotà in occasione della sua recente scomparsa, torniamo a segnalare il suo saggio

“Diritto d’amore”,

pp. 158, Euro 14,00;
Laterza Editore, 2015.

Parlare di diritto d’amore non serve a legittimarlo, l’amore non ha bisogno di legittimazione. L’amore vuol farsi diritto per realizzarsi pienamente.

Le parole diritto e amore sono compatibili o appartengono a logiche conflittuali? Nell’esperienza storica, il diritto si è impadronito dell’amore. Lo ha chiuso in un perimetro, l’unico giuridicamente legittimo: il matrimonio. Un contratto di diritto pubblico, sorvegliato dallo Stato, basato sulla stabilità sociale, la procreazione, l’educazione dei figli e portatore di una morale ritenuta prevalente, quella cattolica. Obbedienza e subordinazione per le donne, logica autoritaria e patrimonialistica, un blocco compatto nel quale l’amore riusciva con fatica ad aprire qualche breccia.
Oggi troviamo il futuro declinato in modo ben diverso dal passato e sembriamo prendere congedo da un diritto ostile all’amore. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea vieta ogni discriminazione e legittima, in condizioni di parità, unioni diverse da quella matrimoniale. La Corte costituzionale italiana ha cominciato a riconoscere alle persone dello stesso sesso il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia. Ma se rivolgiamo lo sguardo alla società italiana, cogliamo ancora troppe tracce di una politica del disgusto che continua a ritenere inaccettabili i diritti dell’amore. Una politica che si nutre di pregiudizi, sorda ai richiami dell’Europa, ostacola l’abbandono delle discriminazioni e nega alle persone diritti fondamentali, come l’accesso paritario di tutte le coppie al matrimonio. Ma una più profonda cultura dell’amore si diffonde, richiama i principi di dignità ed eguaglianza, e obbliga così il diritto a prendere atto dei profondi mutamenti sociali, a rispettare fino in fondo la libertà delle persone.

http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858121245

http://www.repubblica.it/cultura/2015/11/19/news/stefano_rodota_com_e_povero_il_diritto_se_non_parla_d_amore_-127714582/

UnknownStefano Rodotà (Cosenza 30 maggio 1933 – Roma 23 giugno 2017), si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dove attualmente è Professore ordinario di Diritto civile. È stato deputato al Parlamento dal 1979 al 1994, eletto prima nelle liste del PCI (come indipendente di sinistra) e poi in quelle del PDS. È stato presidente dell’Autorità garante per la tutela dei dati personali. Ha tenuto corsi e seminari nelle Università di Parigi, Francoforte, Strasburgo, Edimburgo, Barcellona, Lima, Caracas, Rio de Janeiro, Città del Messico. È inoltre Visiting fellow, presso l’All Souls College dell’Università di Oxford e Professor alla Stanford School of Law, California. È vice-Presidente dell’International Society for Cultural Property; membro del Gruppo di esperti della Commissione dell’Unione Europea per l’etica delle biotecnologie e del Legal Advisory Board for Market Information. Dirige le riviste “Politica del diritto” e “Rivista critica del diritto privato”. Contemporaneamente alla sua attività politica e civile ha offerto i suoi maggiori contributi teorici in settori come il diritto civile, i diritti individuali e il sistema politico. Negli ultimi anni ha concentrato la sua attenzione sulle libertà e i diritti fondamentali, analizzando le inedite questioni che in questo campo sollevano le innovazioni dell’informatica e della biomedicina.

http://www.emsf.rai.it/biografie/anagrafico.asp?d=496

http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Rodot%C3%A0

Pubblichiamo un comunicato di Arcigay Nazionale e ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di Stefano Rodotà.

Bologna, 23 giugno 2017 – “Con dolore profondo apprendiamo della scomparsa del professor Stefano Rodotà, straordinario protagonista della nostra storia istituzionale ma anche della battaglia per i diritti di tutte e tutti”: cosi Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. “La tenacia e la grande competenza del professor Rodotà hanno per decenni rappresentato uno stimolo irrinunciabile nel dibattito politico di questo Paese. Le battaglie a difesa dei diritti, quelle per la laicità dello Stato, quelle per il rispetto e la piena attuazione della Costituzione, quelle per l’uguaglianza di tutte e tutti, hanno sempre trovato in Stefano Rodotà una voce forte, un pensiero lucido, una grande integrità e una rara lungimiranza. Il nostro Paese perde oggi un uomo grande, che ha saputo mettersi a servizio, dentro e fuori dalle istituzioni, dell’intera nazione, dei primi e degli ultimi. Salutiamo commossi un instancabile militante e un amico generoso. Alla sua famiglia rivolgiamo il nostro più sentito cordoglio”, conclude Piazzoni.

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