Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Vladimir Luxuria’

Segnalazione: Vladimir Luxuria – “Il coraggio di essere una farfalla”

978885665731hig_23ced2bf584a6cfba3ece6a5cf95b5afSegnaliamo l’ultimo libro di Vladimir Luxuria,

“Il coraggio di essere una farfalla”,

pp. 252, € 17,50;
Edizioni Piemme , 2017.

“Sarai trans anche tu! Tutti transitiamo in questo mondo, siamo solo di passaggio.
Si nasce, si muore, forse ci reincarniamo… chi lo sa. L’unica cosa certa è che non siamo immortali e quella cosa che chiamiamo vita non è altro che un transito racchiuso nel tempo d’un sogno”.

Da questa provocazione prende il “volo” la farfalla Luxuria, che in questo libro si posa su tante questioni spinose della nostra quotidianità svelandone i lati trasformistici, ondivaghi, transgenici, trasmutanti.
Alzi la mano chi non ha mai cambiato opinione o il voto? …lavoro o città? …abitudini o idee? Lo si fa per opportunismo, per sopravvivenza, per autentica convinzione, ma sono ancora pochi quelli che hanno il coraggio di indossare il “proprio vestito”, infischiandosene dell’opinione dominante. Vladi lo ha fatto dopo un lungo percorso di crescita e di ricerca che l’ha portata a concludere: «Ho imparato ad amarmi per quella che sono, optional compresi, e non per come mi volevano gli altri».

I tanti frizzanti capitoletti di questa riflessione sono svolazzi irresistibili sul tempo presente e i suoi problemi, un’escursione in alta quota – lucida, graffiante, scanzonata – capace di allargare orizzonti per scoprire che «il mondo non è fatto solo di diversi colori, ma di un numero infinito di sorprendenti sfumature».

http://www.edizpiemme.it/libri/il-coraggio-di-essere-una-farfalla

http://www.freeskipper.it/2017/03/vladimir-luxuria-il-nuovo-libro-le.html

images-2Vladimir Luxuria, artista ed ex parlamentare, nata a Foggia nel 1965 come Vladimiro Guadagno, è oggi la transgender più famosa d’Italia.
Una laurea in Lingue con 110 e lode, attrice e scrittrice, è stata per anni la regina indiscussa del Muccassassina, storico locale gay romano.
“Chi ha paura della Muccassassina?” è anche il titolo della sua autobiografia uscita nel 2007 per Bompiani.
All’attività nel mondo dello spettacolo, fatta anche di radio e tv, ha sempre affiancato una grande partecipazione alla battaglia in favore dei diritti civili di tutte le minoranze. Il suo impegno politico ha raggiunto il culmine nel 2006, quando è stata eletta deputata nelle file di Rifondazione comunista: prima transgender a entrare nel Parlamento italiano.
La sua partecipazione all’Isola dei Famosi, conclusasi con la vittoria dell’edizione 2008 del programma, ha scatenato un acceso dibattito. Nel 2009 ha pubblicato con Bompiani “Favole non dette” e nel 2011 “Eldorado”.

 

“Frocinorosi” all’ambasciata russa di Roma…

imageSu segnalazione di Mattia Galdiolo, Consigliere di Arcigay “Tralaltro” di Padova pubblichiamo il lungo resoconto di Pasquale Ciano della manifestazione di protesta in sostegno degli omosessuali e transessuali russi e per il rilascio di Vladimir Luxuria organizzata dalle Associazioni lgbt di Roma nei pressi dell’abasciata russa della Capitale.

“Ci raduniamo lentamente intorno alle 20 davanti all’ambasciata russa a roma, erano con me Aurelio Mancuso Cupello e Guido Allegrezza Carrozza ci si salutava e si scambiavano sorrisi con chi man mano arrivava, a Enrico Cupido, Fiorenzo De Vecchis, l’Ipocoana Nera, Dario Gizzi, si aggiungevano Carmelo Mono Pappalardo, Gaia Logan, Salvo De Rosa Giam, Imma Battaglia, Fabrizio Marrazzo, Paola Dee, Andrea Maccarrone, Giuseppe Pecce, Angelo Ferro, Massimo Giorgi, Caramella Drag e tanti altri andavano aggregandosi PACIFICAMENTE.

Non appena qualcuno ha tirato fuori una enorme bandiera rainbow e ci stavamo muovendo per sventolarla sotto l’ambasciata dell’amico Putin, gli agenti in assetto ANTISOMMOSSA hanno fatto muro per impedirci di manifestare.
Attoniti e incazzati – da quando il diritto di manifestare pacificamente è stato sospeso anche in Italia con metodi “russi”? – ognuno urla il proprio disappunto come meglio crede, poi decidiamo di aggirare l’ostacolo passando da Via Castro Pretorio, dove all’incrocio decidiamo per un sit-in estemporaneo in attesa dell’autorizzazione ad esporre il nostro simbolo di liberà davanti all’ambasciata.

Cosa che a chi comanda pare sia sembrata un’intollerabile pretesa privilegistica… tant’è che ci circondano, noi tuttti seduti sulla rainbow intenzionati a non mollare, loro con caschi e scudi contro quattro froci in croce… nell’assordante silenzio dei mass media.

Decidono che stavamo bloccando il traffico.. con corsie libere e 3 macchine ogni 5 minuti che ci potevano comodamente aggirare… vabbè, la presa per il culo continua.
Gli animalisi prendono il megafono e denunciano le atrocità del governo Putin: legge contro i gay, omicidi di giornalisti scomodi, genocidio in cecenia, sterminio di cani randagi per ripulire le Olimpiadi di Sochi…

La rabbia montava e nonostante fossimo PACIFICI, SEDUTI e NON VIOLENTI decidono di caricarci come i peggiori dei delinquenti, mi strattonano per farmi alzare e così Ferrante Iaccaria, e bruno @kastKastaDiva Queen, quest’ultimo addirittura isolato e portato al commissariato. Noi ci risediamo a terra e non schiodiamo più.

Con noi c’erano una Consigliera Comunale, un Consigliere Regionale e una Deputata della Repubblica a garantire la non violenza della nostra azione, ciononostante ci hanno trattato come dei FROCINOROSI da tenere a bada.

La nostra richiesta era semplice: fare sventolare la rainbow davanti ai russi. NIET. Partono gli appelli Facebook e Twitter a raggiungerci e a supportarci, Eva Grimaldi ci porta un po’ d’acqua e del cioccolato. Alle 22 una trattativa sblocca la situazione: una delegazione di “2 massimo 3 persone” può andare a sventolare il temibile tessuto colorato in Via Gaeta, li avremmo aspettati e avremmo marciato fino a Termini. Si sarebbe potuto marciare fino al Campidoglio, prendere la palla al balzo e denunciare come siamo stati trattati anche qui in Italia, non solo vilipesi in Russia, ma trattati come appestati A CASA NOSTRA. Ma gli accordi erano già presi e quindi addio Campidoglio.

La cosa però devo dire commovente è stato vedere i leader delle nostre Associazioni finalmente parlarsi, incazzarsi assieme, prendere decisioni condivise, inventarsi strategie efficaci e difensive, cosa che non succedeva dal World Pride di 14 anni fa. 14 ANNI. Ma meglio tardi che mai.

Sicuramente la strada da percorrere è questa: combattere per i nostri diritti a ESISTERE, manifestare, formare una famiglia ecc. senza divisioni, focalizzandoci solo sugli obiettivi, magari uno alla volta, ma per ottenere risultati CONCRETI, non promesse, o “solidarietà assolutamente”, o “impegni non più rimandabili”
…AVETE FINITO DI PREDERCI PER IL CULO.
Sappiamo come lottare e sappiamo dove arriveremo: a vincere.

Grazie a chi ha riacceso in me questa fiammella, grazie a tutti quelli che non hanno mangiato, che hanno saltato cene e lavori, per ottenere una semplice sventolata di solidarietà a Vladimir Luxuria E A TUTTI GLI OMOSESSUALI RUSSI.”

http://www.gaiaitalia.com/2014/02/17/roma-volevamo-solo-portare-la-bandiera-rainbow-davanti-lambasciata-russa-cronaca-di-una-vittoria/
http://www.gay.it/news/Tensioni-Roma-al-sit-gay-ambasciata-russa-Luxuria

http://www.lapresse.it/foto/cronaca/roma-protesta-associazioni-gay-davanti-ambasciata-russa-1.462177

I vigliacchi commenti omotransfobici sul fermo di Vladimir Luxuria a Sochi…

UnknownPubblichiamo la bella lettera di Ottavia Voza, responsabile Arcigay per i diritti delle persone trans, in merito agli ancora troppi commenti idioti, squallidi e vigliacchi seguiti al fermo di polizia di Vladimir Luxuria per aver  sventolato a Sochi una bandiera rainbow con scrtitto in russo “gay è ok”. A Vladimir Luxuria Arcigay “Rainbow” vuole esprime tutta la sua gratitudine, solidarietà e vicinanza.

Nelle quattro ore che sono trascorse tra l’arresto di Vladimir Luxuria e la sua liberazione (complimenti alla Farnesina per la concretezza e la tempestività dell’azione) la cosa più agghiacciante alla quale abbiamo dovuto assistere (io personalmente l’ho fatto in silenzio, allibita e sconfortata) sono le migliaia di commenti omotransfobici, violenti e volgari di cui la rete è stata disseminata, dai più rozzi “Piscia in piedi” ai sarcastici “Un’altra occasione per farsi pubblicità, si vede che siamo in campagna elettorale” (?).
Su quelli di primo tipo vale la pena di ricordare, proprio in relazione alla crudezza di quei commenti, quanto siamo inguaiati anche in Italia in tema di odio e disprezzo della persone omosessuali e trans, e che è proprio di ieri l’azione indegna da parte della vice ministro Guerra contro la diffusione nelle scuole, concordata e programmata anche con il MIUR dal 2012, di un programma formativo per i docenti organizzato dall’Unar, dunque con la firma del ministero per le Pari Opportunità, sul tema del rispetto delle diversità. Vale a dire che nelle scuole italiane gli insegnanti di religione possono serenamente raccontare, con uno stipendio pagato da noi tutti, cosa deve essere per tutti noi la “normalità” in termini di orientamento sessuale, matrimonio eccetera, ma che nessuno può permettersi “impunemente” di trasmettere i valori del rispetto per la persona.
Sui commenti di secondo tipo mi viene immediatamente da pensare che un personaggio pubblico (e Vladimir lo è non solo per i suoi trascorsi politici ma anche per le altre cose che tutti conoscono – io un pó di meno perché guardo pochino la TV) abitualmente utilizza la propria visibilità per dare un contributo ad una causa o ad una battaglia. È una azione lecita e condivisibile, e decine di personaggi pubblici, attrici ed attori, hanno utilizzato la propria visibilità per dare un contributo alle cause più disparate. Se lo fa una persona transgender la motivazione che viene addotta è “la bieca ed egoistica ricerca delle notorietà”. Credo che questo atteggiamento nasconda una inconfessata e recondita transfobia, che si traduce appunto in una automatica “attribuzione di indegnità”, anche da parte di persone da cui mai ti aspetteresti atteggiamenti di questo tipo.
Felice per l’immediata liberazione di una amica, spero che questa azione possa contribuire ancora di più ad accendere i riflettori sulla tristissima situazione delle persone omosessuali e trans di tutte le Russie.

Un link  ad alcuni dei commenti.
http://www.spetteguless.it/2014/02/vladimir-luxuria-arrestata-i-commenti-choc-su-facebook/

logoOttavia Voza,
Responsabile Arcigay
per i diritti delle persone trans.

“Dimenticare a Memoria” a Genova…

dimenticare_a_memoriaPubblichiamo un comunicato di Arcigay “Approdo” di Genova con cui ci complementiamo per la quantità e qualità degli eventi che ha organizzato, eventi cui vi invitiamo caldamente a partecipare se ne avete l’occasione.

Dal 25 gennaio al 2 febbraio 2014 si terrà presso il Mu.MA – Museoteatro della Commenda di Pré (secondo piano) l’esposizione d’arte contemporanea Dimenticare a Memoria, promossa in occasione della Giornata della Memoria del 2014 da Approdo Comitato Territoriale Arcigay Genova in collaborazione con Loredana Galante, con la Galleria d’Arte Contemporanea Sabrina Raffaghello, con il Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e della Navigazione e Consorzio Sol.co Liguria. Saranno esposte le otto installazioni degli artisti Gianluca Chiodi, Massimo Festi, Loredana Galante, Pierpaolo Koss, Julia Krahn, Giancarlo Marcali, Stefano Scheda e Mona Lisa Tina.
Attraverso il linguaggio dell’arte, la mostra vuole coinvolgere l’osservatore in un’esclusiva esperienza emotiva e corporea, invitandolo ad una serie di riflessioni sui temi dell’Omocausto e di tutte le deportazioni.
I temi con cui gli artisti si rapportano accolgono considerazioni su ogni tipo di emarginazione – passata e presente – con attenzione particolare al significato, a più livelli, dei termini “straniero” e “diverso”.

L’inaugurazione è prevista per sabato 25 gennaio alle ore 18:30.

Partecipano:
Pierangelo Campodonico, Direttore Mu.MA
Vladimir Luxuria, Scrittrice e attivista
Flavio Romani, Presidente Arcigay Nazionale
Carla Peirolero, Direttrice Festival e Compagnia SUQ
Ostilia Mulas, Presidente di Approdo Comitato Territoriale Arcigay Genova

Eventi correlati alla mostra presso il Museoteatro della Commenda di Prè tranne il dibattito di lunedì 27 gennaio, che si terrà allo Starhotel  President,  in Corte Lambruschini 4:
Sabato 25 gennaio
ore 17:30  Performance «Ich höre dir zu» di Loredana Galante e Mona Lisa Tina. Prenotazione obbligatoria
ore 18:30  Conferenza di inaugurazione
Domenica 26 gennaio
ore 10:30  Workshop di arte-terapia «I colori dell’incontro» a cura di Mona Lisa Tina (primo ciclo). Prenotazione obbligatoria
ore 15:30  Workshop di arte-terapia «I colori dell’incontro» a cura di Mona Lisa Tina (secondo ciclo). Prenotazione obbligatoria
Lunedì 27 gennaio
ore 16:30  Dibattito «Dai silenzi sull’Omocausto ad internet.
Conflitti in Rete tra diritti civili e omofobia» con Fulvio Marcello Zendrini, Chiara Reali e Yuri Guaiana.
Mercoledì 29 gennaio
ore 16:30  Dibattito «Nemici e nemiche dell’Uomo Nuovo. La storia, il romanzo» con Giuliana Franchini, Lorenzo Benadusi, Roberto Paterlini e Nicoletta Poidimani.
Venerdì 31 gennaio
ore 16:30  Dibattito «Vent’anni di Legge Mancino. Quali sviluppi per i diritti LGBT?» con Damiano Fiorato, Sergio Lo Giudice e Lara Trucco.
Sabato 1 febbraio
ore 16:30  Dibattito «Olocausti dimenticati. Omocausto, Porrajmos e Aktion T4 ieri e oggi» con Ostilia Mulas, Luciano Rosasco, Silvana Baroni e Francesco Cassata.
Domenica 2 febbraio
ore 16:00  Reading «Leggere la Memoria» a cura di Officina Letteraria.

ORARI DI APERTURA
Da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 17:00
Sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:00
Lunedì chiuso
In presenza di eventi collaterali l’orario di apertura sarà esteso
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Si possono prenotare visite guidate alle ore 10:30 dal 28 gennaio al 2 febbraio e alle 15:00 dal 28 gennaio all’1 febbraio (cell. 3403126349)

UnknownINFORMAZIONI:
Sito: http://www.arcigaygenova.it
E-mail: memoria@arcigaygenova.it
Cell. 3403126349

https://www.facebook.com/events/807669519249956/812551722095069/?notif_t=plan_mall_activity

Segnalazione: Vladimir Luxuria – “L’Italia migliore”.

vladimir-luxuria-italia-migliore-cover-219x300Segnaliamo l’ultimo romanzo di Vladimir Luxuria,

L’Italia migliore,

pp. 280, € 16,00;
Edizioni Bompiani , 2013.

Camilla vive in un paese di provincia. Una vita tranquilla: marito, figlio e vecchia madre malata di Alzheimer. Marianna è tutt’altro: una nota conduttrice tv, che si fa di coca e ha ottenuto il programma L’Italia migliore andando a letto con il disgustoso direttore di Italia tv, una immaginaria rete privata. In sei puntate verranno presentati altrettanti personaggi che hanno compiuto atti di eroismo. Gli ascoltatori eleggeranno con il televoto il vincitore, e questi otterrà un premio in denaro. Ma i concorrenti sono davvero degli eroi votati all’accoglimento degli altri? E Marianna è proprio  solo una star tutta bizze e tic nervosi? Forse no. Forse la falsa cartomante che a Roma l’ha convinta a tornare al paese per un incontro con l’anziana madre malata non aveva torto, era uno strumento di un destino bizzarro ma necessario.
C’è un dramma alle spalle di Marianna, e molti sono i colpevoli nella sua famiglia. Tornare a casa significherà confrontarsi con gli attori di quel dramma, con se stessa, con una vita che reclama un senso finale.

images-2Vladimir Luxuria, artista ed ex parlamentare, nata a Foggia nel 1965 come Vladimiro Guadagno, è oggi la transgender più famosa d’Italia.
Una laurea in Lingue con 110 e lode, attrice e scrittrice, è stata per anni la regina indiscussa del Muccassassina, storico locale gay romano.
“Chi ha paura della Muccassassina?” è anche il titolo della sua autobiografia uscita nel 2007 per Bompiani.
All’attività nel mondo dello spettacolo, fatta anche di radio e tv, ha sempre affiancato una grande partecipazione alla battaglia in favore dei diritti civili di tutte le minoranze. Il suo impegno politico ha raggiunto il culmine nel 2006, quando è stata eletta deputata nelle file di Rifondazione comunista: prima transgender a entrare nel Parlamento italiano.
La sua partecipazione all’Isola dei Famosi, conclusasi con la vittoria dell’edizione 2008 del programma, ha scatenato un acceso dibattito. Nel 2009 ha pubblicato con Bompiani “Favole non dette” e nel 2011 “Eldorado”.

http://www.huffingtonpost.it/2013/09/01/vladimir-luxuria-reality-_n_3851916.html

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2013/10/06/news/ferrara_festival_di_internazionale_vlad_luxuria_e_l_italia_migliore-68016663/

Recensione: “Eldorado” di Vladimir Luxuria.

UnknownPubblichiamo una recensione del romanzo di Vladimir Luxuria e due poesie che ne sono state ispirate della nostra amica e collaboratrice Serena Segantini che ringraziamo molto per la cortesia che ci fa:

Eldorado,
294 pp. brossura,
Prezzo € 17,50
Bompiani Editore,  2011.

“Eldorado” di Vladimir Luxuria è un romanzo da leggere e non da raccontare.
Ci sono emozioni da provare intimamente, da vivere da soli, ognuno nell’intimità del proprio cuore e soprattutto ognuno a modo suo.
E’ la storia di Raffaele, un anziano omosessuale originario di Foggia che vive da solo a Milano da molti anni.
Una sera sente di avere tanto bisogno di compagnia e sfida il freddo uscendo per cercare un po’ di calore umano.
Offre un passaggio a un giovane ragazzo piuttosto attraente che sembra intenzionato a sedurlo, ma poi viene malamente aggredito e lasciato per la strada senza auto e documenti.
Dovendo denunciare il triste incidente alla Polizia, si trova obbligato a cercare il numero di targa dell’auto e quello diviene un pretesto per sfogliare l’album dei ricordi.
La sua mente torna al suo amico d’infanzia Michele con cui trascorre il periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale e ai tempi in cui si esibiva in un locale gay a Berlino, l’ELDORADO appunto, con le simpatiche, ironiche e pungenti “ sorelle” Karl e Franz fino al giorno in cui questo venne invaso dalle SS e loro vennero portati ad Auschwitz, dove ha inizio l’inferno…

Mi ha particolarmente colpito la triste storia di Franz ed ho tratto questo piccolo pensiero, immaginando di essere lui, come se lui avesse scritto una sorta di lettera…

L’UCCELLO IN GABBIA
Ero un bambino a cui han tolto il futuro.
Nato maschio, ma mi ornavo tutta per nasconderlo.
Le mie belle e lunghe gambe mi han portato a far carriera.
E fu così che divenni una delle tre sorelle dell’Eldorado.
Applausi alla mia voce, applausi al mio trucco, applausi al nostro show!
Poi quella sera i cani randagi irruppero e ci portarono via ogni sogno.
Venimmo bollate come “ le più pericolose delle invertite”,
ci sentimmo come rose appassite,
ma lo spettacolo non si dovrà fermare,
così m’inventai dei numeri anche in quell’orrore.
I carnefici però vollero vedere danzare l’uccellino in gabbia
E con la paura nel cuore detti il mio meglio.
Volevo stupire quei maledetti.
Cantavo e ballavo finchè tuonò uno sparo
E un dolore sordo alla mia gamba
Ma continuavo a guaire e a zoppicare,
non volevo cedere
finchè la ballerina dentro di me non si lanciò nel filo spinato
perché le avevano rubato la sua candida bellezza.
Ora volteggio nel vento per l’eternità,
senza trovare mai un senso a quello che ci è accaduto.

Dopo aver scritto questo pensiero, pensavo e ripensavo, non ero soddisfatta, mancava qualcosa…
Anche la vita di Karl meritava di essere raccontata.
Così prendo carta e penna, ed ecco quello che ne è uscito…

USIGNOLO FERITO
Mi chiamo Karl
E canto nel vento,
ma non mi do ancora pace per quello che ho subito nella vita terrena.
Ero un bambino felice fino a quel giorno in cui fui mandato via di casa
Solo perché avevo dato un po’ d’amore a un altro ragazzo.
Andai a Berlino vendendo il mio corpo
Fino a quando trovai una famiglia accogliente come la zuppa calda di mamma.
All’Eldorado ero una delle “ tre sorelle” più in vista.
Fino a quella notte in cui ebbe inizio la nostra fine.
Catturati, portati in campi di lavoro, ammassati e torturati.
Sguardi ostili da tutti ricevevo, solo un uomo mi capiva.
Per gli altri altro non ero che un pagliaccio.
Persi le speranze dopo la morte orribile di “ sorella” Franz.
Scrissi a mamma e papà poco prima di essere portato via dal campo.
Un dottore voleva guarirmi,
io mi opposi,
ma mi fecero bere quella sostanza….
Mi svegliai legato,
con camici bianchi intorno.
Ero la loro cavia su cui fare esperimenti meschini.
Aghi mi perforarono la carne,
buio di nuovo,
un gran mal di testa…
Vedevo mamma e sentivo il profumo del sapone che usava per farmi il bagno da piccolo,
sentivo la sua voce calda e avvolgente,
odore morbido di lavanda…
Poi fu buio per sempre.
Fu così che mi guarirono.

Serena Segantini.

images-2Vladimir Luxuria, artista ed ex parlamentare, nata a Foggia nel 1965 come Vladimiro Guadagno, è oggi la transgender più famosa d’Italia.
Una laurea in Lingue con 110 e lode, attrice e scrittrice, è stata per anni la regina indiscussa del Muccassassina, storico locale gay romano.
“Chi ha paura della Muccassassina?” è anche il titolo della sua autobiografia uscita nel 2007 per Bompiani.
All’attività nel mondo dello spettacolo, fatta anche di radio e tv, ha sempre affiancato una grande partecipazione alla battaglia in favore dei diritti civili di tutte le minoranze. Il suo impegno politico ha raggiunto il culmine nel 2006, quando è stata eletta deputata nelle file di Rifondazione comunista: prima transgender a entrare nel Parlamento italiano.
La sua partecipazione all’Isola dei Famosi, conclusasi con la vittoria dell’edizione 2008 del programma, ha scatenato un acceso dibattito. Nel 2009 ha pubblicato con Bompiani “Favole non dette”.

http://www.youtube.com/watch?v=T09yj8bXk0g

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