Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Vincenzo Branà’

Elezioni europee 2014 – Arcigay smaschera buoni e cattivi.

UnknownPubblichiamo un comunicato di Arcigay Nazionale.

Al via la campagna “A far l’Europa comincia tu”: già 82 candidati e candidate hanno sottoscritto l’impegno per i diritti delle persone lgbti, in testa L’altra Europa per Tsipras (36) e Movimento 5 stelle (21).

Bologna, 5 maggio 2014 – Una piattaforma in 10 punti, intitolata “Come out” e elaborata da Ilga Europe (International Gay & lesbian Association), che passa in rassegna tutte le azioni che il Parlamento europeo può mettere in campo per il pieno riconoscimento dei diritti delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali): questo è l’impegno che Arcigay, assieme a Anddos (associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale), chiede ai candidati e alle candidate italiani per il Parlamento Europeo. La piattaforma è il cuore della campagna “A far l’Europa comincia tu” che Arcigay e Anddos mettono in campo per le elezioni europee 2014 e che parte ufficialmente oggi con la messa on line del sito http://www.cominciatu.eu. “L’obiettivo – spiega il presidente di Arcigay, Flavio Romani – è innanzitutto quello di portare al centro del dibattito di questa campagna elettorale il tema del riconoscimento dei diritti, che deve diventare la vera moneta unica di questa Europa. Oggi la mappa dei diritti è a macchia di leopardo e questa profonda diseguaglianza tradisce lo spirito con cui l’Unione europea è nata: non si può non considerarla una priorità. Ilga, la federazione internazionale Lgbti alla quale Arcigay aderisce, ha messo in fila dieci azioni per dare un’agenda al Parlamento europeo per il prossimo quinquennio: su quelle azioni chiediamo l’impegno dei candidati e delle candidate del nostro Paese”.

Tra le dieci azioni che compongono la piattaforma Come Out ci sono l’adozione di una tabella di marcia per il riconoscimento di uguali diritti alle persone LGBTI, la stretta sorveglianza sul rispetto dei diritti umani negli Stati membri, il completamento di una legislazione globale contro le discriminazioni e un impegno legislativo contro la violenza omotransfobica e a tutela di chi, di quella violenza, è vittima. Si chiedono inoltre la promozione di una definizione inclusiva di famiglia, che comprenda anche famiglie monogenitoriali e omogenitoriali, e la tutela dei diritti delle persone trans, anche attraverso la revisione dei requisiti per il riconoscimento giuridico di genere, tema che interessa in particolare l’Italia, dove quel riconoscimento è vincolato al completamento di un iter chirurgico . La piattaforma infine contiene azioni contro il bullismo scolastico, contro la discriminazione e le disuguaglianze nelle politiche per la salute, e garanzie sulla piena attuazione della legislazione Ue in materia di richiedenti asilo Lgbti.

Sono già 82 i candidati e le candidate italiani che hanno sottoscritto la piattaforma Come out: 36 sono della Lista “L’Altra Europa per Tsipras”, 21 del Movimento 5 stelle, 15 del Pd, 7 di Scelta Europea, 2 dei Verdi, 1 di Forza Italia. Sul sito http://www.cominciatu.eu gli elettori e le elettrici potranno firmare una petizione, diffusa sul circuito change.org, per sollecitare i candidati ad impegnarsi.”Oltre a chiedere la sottoscrizione della piattaforma – prosegue Romani – monitoreremo le azioni e le dichiarazioni conseguenti, dei candidati e delle candidate prima, degli eletti e delle elette poi”.

Sul portale della campagna verranno infatti monitorati i candidati e le candidate di otto delle liste in corsa per il voto del 25 maggio (Partito Democratico, Movimento 5 stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, L’Altra Europa per Tsipras, Ncd-Udc, Lega Nord, Scelta Europea), registrando in un database facilmente consultabile l’adesione alla piattaforma Come Out e ogni intervento o presa di posizione pubblica sulle istanze della comunità Lgbti. Sulla base di quelle informazioni si tenterà di orientare il voto degli elettori e delle elettrici: in homepage appariranno infatti dei consigli di voto, rappresentati come match tra due esponenti dello stesso partito valutati (uno con pollice in alto, l’altro con pollice verso) a seconda delle dichiarazioni rilasciate sui diritti delle persone LGBTI. All’interno di ciascun partito verranno insomma individuati e valorizzati i candidati e le candidate ritenuti affidabili, a scapito di quelli e quelle ritenuti, al contrario, inaffidabili. Infine, ciascun internauta potrà votare online i propri candidati preferiti, contribuendo a determinare il loro “rainbow factor”, un punteggio che, assieme alla piattaforma Ilga e al giudizio di Arcigay, contribuirà a determinare il profilo di ciascuno dei nomi in corsa. “Una sorta di miniprimarie, online e trasversali alle forze politiche – spiega Romani – che chiamano la comunità lgbti e chi la sostiene a determinare “dal basso” una scrematura delle liste elettorali”.

Il sito http://www.cominciatu.eu sarà anche il luogo di raccordo e visibilità di tutte le iniziative “offline” in cui si articolerà la campagna “A far l’Europa comincia tu”: banchetti, dibattiti, flashmob, interviste ai candidati o e alle candidate, volantinaggi animati dalle volontarie e dai volontari dei circoli Arcigay di tutta Italia. All’indomani del voto, il sito si trasformerà in uno strumento di monitoraggio puntuale dei 73 eurodeputati italiani e in un canale di contatto diretto tra l’elettorato e i rappresentanti a Strasburgo.

“A far l’Europa comincia tu” è una campagna ideata da Arcigay, e sostenuta dal finanziamento della Fondazione Open Society Institute in collaborazione con Osife (Open Society Initiative for Europe). Il progetto si avvale del contributo di Anddos (Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale) e della collaborazione di Ireos. Il sito http://www.cominciatu.eu è realizzato da Latte creative.

Ufficio stampa Arcigay – Vinvenzo Branà

Arcigay aderisce alla campagna “1 ora d’amore”.

Pubblichiamo un comunicato di Arcigay Nazionale.

Bologna, 24 aprile 2014 – Arcigay ha aderito alla campagna “1 ora d’amore” (https://www.change.org/it/petizioni/educazione-sentimentale-nelle-scuole-1oradamore) a sostegno della proposta di legge per l’istituzione dell’educazione sentimentale nelle scuole. “Da oltre 10 anni – commenta il presidente di Arcigay, Flavio Romani – la nostra associazione mette in campo nelle scuole un’azione metodica e ostinata di educazione alla diversità e di formazione del personale docente e non docente sui temi della discriminazione, del bullismo e dell’educazione sessuale. Un’ora d’amore, cioè l’istituzione di un’ora di educazione sentimentale nelle scuole, non rappresenterebbe perciò soltanto il doveroso adempimento di una delle azioni previste dalla Convenzione di Istanbul, ma anche la messa a regime di uno sforzo che da molto tempo la rete delle associazioni produce, nella convinzione che sia nelle scuole il punto nevralgico in cui si riproduce una cultura degli stereotipi, quella che genera pregiudizi, perciò discriminazioni e atti d’odio. Dotare gli studenti e le studentesse degli strumenti per vivere serenamente e a pieno la propria primavera affettiva, fornire loro i luoghi e le occasioni per una discussione trasparente e sana sui propri sentimenti e sui propri desideri, non vuol dire solo scommettere concretamente sul futuro di quelle generazioni, ma anche sabotare quella cultura della doppia morale e dei retroscena in cui i minori diventano spesso vittime della furbizia degli adulti”.

Ufficio stampa Arcigay – Vincenzo Branà.

Flavio Romani: Sulle coppie omosessuali ecco i primi cattolici folgorati sulla via di Damasco mentre la sinistra continua ad arretrare.

UnknownPubblichiamo un comunicato stampa di Arcigay Nazionale.

Bologna, 5 gennaio 2014 –  “Inedito e a tratti paradossale”: così Flavio Romani, presidente di Arcigay, commenta il dibattito in corso sul riconoscimento giuridico delle coppie formate da persone dello stesso sesso. “Sul tema – dice Romani – la stampa rappresenta in questi giorni uno sgretolamento del fronte dei cattolici contrari: pesano certamente le parole del pontefice, per quanto riscritte ogni volta all’indomani dalla sala stampa vaticana, ma soprattutto attirano l’attenzione quelle di alcuni rappresentanti di partito, “folgorati” sulla via di Damasco. Ad esempio, il segretario dell’Udc di Genova, Massimiliano Tovo, in un’intervista rilasciata oggi al quotidiano la Repubblica, sprona il centro cattolico al superamento del tabù del riconoscimento delle coppie omosessuali. Un’importante novità che però purtroppo, nel contesto generale, non riesce ad essere determinante per colpa di un centrosinistra schiacciato su posizioni di assoluta retroguardia. E il paradosso – dice Romani – sta tutto qui: nella discussione di questi giorni sul riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso, minimo e massimo coincidono e puntano entrambi alla creazione di un nuovo istituto giuridico che non risolve il problema della discriminazione. Fa bene Tovo a ricordare il dibattito che, subito dopo la seconda guerra mondiale, si sollevò in Italia sul tema del suffragio femminile e le argomentazioni misogine che quel passaggio nevralgico portò a galla. Eppure quel dibattito, il segretario genovese dell’Udc questo lo dimentica, non portò a un riconoscimento parziale o progressivo del diritto di voto delle donne, bensì all’estensione piena del suffragio, da quel momento universale. Rispetto ad allora, oggi manca proprio questo, cioè lo sguardo puntato verso il principio di uguaglianza, ormai estinto anche nelle formazioni politiche che hanno voluto includere nel proprio nome il concetto di democrazia. Dove sono finiti in questa discussione – chiede Romani – i politici che si battono per la piena uguaglianza tra tutti i cittadini e le cittadine? Può chi si batte per l’uguaglianza considerare la diseguaglianza  un compromesso accettabile? E’ questo il vuoto che sbilancia questa discussione e  che la snatura, mettendo in mostra posizioni “anni Quaranta”, nelle quali alla misoginia di allora subentra l’omotransfobia di oggi, e facendo sparire il riferimento all’unico vero valore – l’uguaglianza – che è tale per i credenti e per i non credenti, e che l’Italia aveva ben presente quando sulla linea gotica combattevano i partigiani ma che oggi sembra pericolosamente sbiadito, se non addirittura perso. È invece tenendo fede a quel valore che la nostra battaglia continua a essere quella per l’estensione del matrimonio civile alle coppie omosessuali, senza cedere alle lusinghe di chi, con retorica da piazzista, tenta oggi di far passare per “rivoluzionario” un istituto giuridico discriminatorio  che continua a considerarci cittadine e cittadini di serie B”.

Vincenzo Branà

L’Italia antigay su L’Espresso…

1186193_176375189212857_120668622_nSu segnalazione di Vincenzo Branà http://www.vincenzobrana.it

L’Espresso di questa settimana dedica il servizio di copertina al fenomeno dell’omofobia. Alla realizzazione di questo servizio hanno contribuito sia Arcigay che il Gay Center di Roma.

Il rapporto di 6 pagine è a firma di Tommaso Cerno che Arcigay “Rainbow” Valsesia Vercelli vuole particolarmente ringraziare per il prezioso lavoro e la sensiibilità dimostrata.

“l’Espresso ha incrociato per la prima volta i dati, le denuncie e le storie di tanti gay e lesbiche italiane. Per tracciare una mappa dell’Italia antigay”

” Secondo l’Istat, il 47,4 per cento degli italiani ammette di aver sentito amici o parenti insultare un omosessuale.”

“Sono Roma e Milano le città dove l’omofobia miete più vittime. Fra 2012 e 2013 abbiamo catalogato circa 20 mila richieste di aiuto… le tre regioni a più alto tasso di denuncie sono il Lazio e la Lombardia, cui segue l’Emilia Romagna. (Gaycenter)”

“Spesso le regioni che registrano meno casi, come la Sicilia o la Calabria, sono quelle dove è maggiore l’omertà, non dove gli omofobi sono di meno.”

“… nell’Italia senza leggi anti-omofobia, solo un caso su dieci viene segnalato e denunciato.”

“Una legge serve anche a questo, a mostrare alle famiglie più retrograde che tu esisti per lo stato, che non sei un paria della socità. Oltre a colpire comportamenti criminosi o garantire il godimento dei diritti, serve a modificare la cultura della società (Franco Grillini).”

Di seguito il testo del servizio

espresso 6 ottobre 2013

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: