Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Transfobia’

Segnalazione: Filippo Maria Battaglia – “Ho molti amici gay”

Nell’ambito delle nostre inizitive per la XIV “Giornata Internazionale contro l’omo\transfobia” segnaliamo il saggio di Filippo Maria Battaglia che presenteremo con l’autore alla Libreria Mondadori di Vercelli sabato 27 maggio

https://rainbowvalsesia.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=10910&action=edit

“Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana”,

pp. 135, € 11,00;
Bollati Boringhieri Editore, 2017.

Non possono fare gli insegnanti né i capi scout, non devono baciarsi e tenersi per mano in pubblico, vanno curati e, se possibile, redenti. Da sempre la politica italiana dice di non avere «nulla contro gli omosessuali» eppure, da sempre, li discrimina. C’è chi invoca «sobrietà», chi domanda «discrezione», chi chiama in causa la Bibbia, chi ricorre a citazioni d’autore. Passano gli anni, cambiano i toni e gli interlocutori ma il risultato – nonostante gli ultimi passi in avanti – resta lo stesso: diffidenza e fastidio, fino all’aggressione verbale e all’insulto. Sin dal dopoguerra la crociata contro i «malati» e gli «anormali» recluta quasi tutti: capi di Stato e di Governo, ministri e parlamentari, segretari e leader di partito. Attecchisce a destra, ma spopola anche a sinistra, coinvolgendo figure insospettabili e venerati padri della patria. «Ho molti amici gay» non è solo l’immancabile premessa di rito prima di ogni discorso omofobo, dentro e fuori dall’Aula: è la storia, succinta e dettagliata, di quanto la discriminazione e il pregiudizio contro gli omossessuali siano radicati nella politica e nella nostra società. Garantendo all’Italia l’infelice primato del Paese con la classe dirigente più omofoba in Europa.

http://www.bollatiboringhieri.it/libri/filippo-maria-battaglia-ho-molti-amici-gay-9788833928395/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/13/ho-molti-amici-gay-storia-del-pregiudizio-contro-gli-omosessuali-dai-soliti-leghisti-agli-insospettabili-del-pci/3518129/

https://www.facebook.com/QuanteStorieRai3/?hc_ref=NEWSFEED&fref=nf

Filippo Maria Battaglia (Palermo, 1984), giornalista di «Sky TG24», vive a Milano. Ha scritto tra l’altro per le pagine culturali di «Panorama», «Il Foglio», «Il Giornale» e del dorso siciliano di «la Repubblica». Con Bollati Boringhieri ha pubblicato: “Lei non sa chi ero io! La nascita della Casta in Italia” (2014), “Stai zitta e va’ in cucina. Breve storia del maschilismo in politica da Togliatti a Grillo” (2015) e “Bisogna saper perdere. Sconfitte, congiure e tradimenti in politica da De Gasperi a Renzi” (con P. Volterra, 2016).
È inoltre autore di: “A sua insaputa. Autobiografia non autorizzata della seconda repubblica” (con A. Giuffrè, 2013), “I sommersi e i dannati. La scrittura dispersa e dimenticata nel ’900 italiano” (2013). Ha curato diverse antologie giornalistiche, tra cui “Professione reporter. Il giornalismo d’inchiesta nell’Italia del dopoguerra” (con B. Benvenuto, 2008) e “Scusi, lei si sente italiano?” (con P. Di Paolo, 2010).

http://www.bollatiboringhieri.it/autori/filippo-maria-battaglia/

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Segnalazione: Mattia Cesari – “Omofollia”

Nell’ambito delle nostre inizitive per la XIV “Giornata Internazionale contro l’omo\bi\transfobia” segnaliamo il libro di Mattia Cesari,

“Omofollia. Ho 19 anni e vi racconto come l’omofobia ha cambiato la mia vita”,

pp. 197, € 17,00;
Rizzoli Editori, 2016.

Gita di terza elementare, tutti in pullman, destinazione la necropoli etrusca di Cerveteri. Due bambine di un’altra classe sedute sul sedile davanti si girano verso di me. Una allunga la mano e mi afferra una ciocca lunga e bionda di capelli. Non tira, li accarezza stupita e dice: «Come ti chiami?». «Mattia.» «Mh-mh. E perché hai i capelli da femmina?» Non lo sapevo che quelli fossero «capelli da femmina». Per me erano i capelli come li portava quel figo di mio padre e gli avevo chiesto di lasciarmeli crescere proprio come i suoi, ma evidentemente su di me l’effetto era, come dire, diverso.
Da quel momento, anno dopo anno, Mattia inizia a vedere le cose da un altro punto di vista, a riconoscere e accettare gradualmente la sua identità sessuale, a confrontarsi con l’ottusità della gente, quella che lui definisce «omofollia», e a tentare talvolta di aprire almeno una piccola breccia nel muro dell’omofobia. Il tutto sullo sfondo della sua improvvisa e inaspettata popolarità sul web – con i pro e i contro che comporta – e la voglia di crescere ogni giorno di più. Una voce fresca e sincera per raccontare la storia di un adolescente normale.

http://www.rizzoli.eu/libri/omofollia/

http://francilettricesognatrice.blogspot.it/2016/01/recensione-omofollia-di-mattia-cesari.html

http://www.recensionilibri.org/2016/04/omofollia-di-mattia-cesari.html

Mattia Cesari (Roma, 1997) è un ragazzo come tanti che a 16 anni ha iniziato per gioco a postare video in cui imitava Belén Rodríguez e nel giro di poco è diventato noto sui social. Col tempo, a questo suo lato ironico, Mattia ne ha affiancato uno più intimo: dopo aver fatto coming out, ha iniziato a raccontare i suoi sentimenti e le sue posizioni sul mondo gay e sull’omofobia in modo onesto, tenero e magnetico, trasformandosi in un punto di riferimento per molti giovani della sua età che trovano in lui una voce amica e un esempio.

http://www.rizzolilibri.it/autori/mattia-cesari/

 

XVIII International Transgender Day of Remembrance – 20 novembre 2016

1399953450309“Tis very true: my grief lies within, And these external manners of laments

Are merely shadows to the unseen grief That swells with silence in the tortured soul.”

W. Shakespeare, Richard II, act 4, sc.1, 285-8.

Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella

partecipa al diciottesimo “International Transgender Day of Remembrance” e dà il suo sostegno così come invita a sostenere tutte le Associazioni e persone che lottano per il riconoscimento pubblico della dignità e dei diritti delle persone transessuali e transgender;

ribadisce con tutta la forza delle parole e degli atti delle sue volontarie e volontari il diritto intangibile delle persone transessuali e transgender a esprimere liberamente la propria autentica personalità in ogni luogo pubblico o privato senza essere per questo irrise, discriminate, marginalizzate, vessate, aggredite o uccise;

denuncia il numero sconvolgente di donne e uomini transessuali e transgender uccisi ogni anno in tutto il mondo, spesso in modo particolarmente brutale per negarne l’ umanità, e si oppone al tentativo dei mezzi di informazione e di parte della società di sminuire la dignità delle vittime;

pretende che si compia ogni sforzo per assicurare alla giustizia i colpevoli e chiede con sdegno per il ritardo accumulato rispetto a tutte le legislazioni europee che anche in Italia venga stabilita un’aggravante specifica che riguardi finalmente tutti i crimini motivati da odio;

riafferma il diritto delle persone transessuali a essere umanamente ricordate e compiante nella loro preziosa e irripetibile individualità e identità e il diritto per chi le ha amate al riconoscimento pubblico e al rispetto del proprio lutto.

In questa giornata del ricordo Arcigay “Rainbow” si unisce quindi a tutt* coloro che vegliando piangono le vittime e ne conservano la memoria ed è particolarmente vicina a chi ha perso una persona cara a causa dell’odio e della violenza transfobica.

Il Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Varcelli e Biella,
Borgosesia, 20 novembre 2016.

Segnalazione: Beatrice Gusmano e Tiziana Mangarella – “Di che genere sei?”

9788861533875_largeConcludiamo il ciclo di segnalazioni in occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omo\bi\transfobia” con il manuale a cura di Beatrice Gusmano e Tiziana Mangarella,

“Di che genere sei? Prevenire il bullismo sessista e omotransfobico”

pp. 192, € 18,50;
Edizioni la Meridiana, 2014

Chi può dire chi si deve amare? Chi ha il diritto di negare l’identità di qualcun altro o qualcun’altra? Chi stabilisce come ci si debba mostrare, come ci si debba vestire, quale tipo di vita e di relazioni desiderare?
Agli insegnanti viene sempre più chiesto di adeguare gli apprendimenti, di formare competenze, di preparare le “risorse umane” da spendere in un futuribile mercato del lavoro, mentre, nel frattempo, rischia di scivolare sullo sfondo la centralità dei ragazzi come persone impegnate a gestire, troppo spesso in solitudine, il proprio sviluppo, elaborare le proprie rappresentazioni di femminilità e maschilità e, attraverso queste, definire la qualità delle relazioni con se stessi e con i coetanei.
La dimensione relazionale resta un terreno irrinunciabile d’impegno per gli educatori, e ancor più la dimensione delle relazioni tra generi, così come l’approccio con i diversi orientamenti sessuali, in un momento nel quale si intensifica la stereotipizzazione dell’immaginario maschile e femminile e i fenomeni di bullismo sessista e omofobico.

Questo denso e ricco manuale intende fornire molto più che una necessaria cornice teorica. Offre anche concreti strumenti di analisi degli stereotipi di genere e, soprattutto, un variegato repertorio di strumenti operativi per agire in contesti educativi con adolescenti.
Incrociando una lettura interdisciplinare, introduce a percorsi d’aula per prevenire e contrastare le discriminazioni sessiste e il bullismo omotransfobico, in tutte le possibili declinazioni.

http://www.lameridiana.it/SchedeDettaglio/DettaglioPubblicazione/tabid/61/Default.aspx?isbn=9788861533875

http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2016/02/08/di-che-genere-sei-prevenire-il-bullismo-sessista-e-omotransfobico/23849/

http://www.dols.it/2014/03/16/di-che-genere-sei-prevenire-il-bullismo-sessista-e-omotransfobico/

Beatrice Gusmano, sociologa, si occupa di educazione al genere nei contesti scolastici; politiche pubbliche per il riconoscimento dei diritti per le persone LGBT; discriminazione, tutele e coming out in ambito lavorativo; micropolitiche e dell’intimità.

Tiziana Mangarella, sociologa, svolge attività di ricerca, monitoraggio, valutazione e formazione in ambito educativo e socio-sanitario, occupandosi di tutela e salute dei minori, politiche per l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia. Collabora con enti pubblici, scuole e organizzazioni non profit che lavorano per la prevenzione del disagio, la promozione delle pari opportunità e il contrasto agli stereotipi di genere.

Arcigay “Rainbow” per la “Giornata Internazionale contro l’Omo\Bi\Transfobia” – 17 maggio 2016

In occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omo\Bi\Transfobia” pubblichiamo un intervento della nostra Presidente, Laura Leone.

Quest’anno Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella celebra il 17 maggio, “Giornata Internazionale contro l’Omo\Bi\Transfobia”, con l’impegno delle sue attiviste e attivisti subito dopo l’approvazione di una legge che finalmente consente il riconoscimento in un quadro giuridico chiaro e la tutela di un gruppo di diritti minimi per le coppie omosessuali e con questo apre finalmente anche in Italia la possibilità del riconoscimento simbolico della dignità umana e sociale del nostro amore in tutti gli ambiti della convivenza civile; una legge che tuttavia non possiamo festeggiare, non solo per la mole di menzogne, insulti e minacce alla dignità e persino alla esistenza stessa delle persone LGBT che il dibattito, prima nel Paese e parlamentare poi, ha sollevato, mostrando così ancora una volta quanto grande è ancora il lavoro da fare per sconfiggere l’omofobia, ma soprattutto perché è una legge che ci arriva monca e in ritardo su tutte le legislazioni delle democrazie occidentali, non riconoscendo la piena dignità familiare e il diritto alla genitorialità delle coppie omosessuali e la piena tutela dei loro figli e figlie davanti alla legge e alla società.

Non possiamo dimenticare nemmeno che a oggi ancora non c’è in Italia una legge che introduca la specifica aggravante di omofobia per reati perpetrati contro le persone Lgbt a motivo della loro specifica condizione e che il disegno di legge che ne proponeva l’inserimento tra le fattispecie previste dalla legge “Mancino” giace da ormai tre anni bloccato in Senato in una palude di opportunismi e indifferenza in spregio alla sicurezza delle persone Lgbt e col pretesto di assecondare la presuntuosa pretesa di alcuni superstiziosi e superstiziose che le loro opinioni valgono più perfino della protezione della vita dei loro concittadini e concittadine.

E intanto in questo Paese ancora qualche giovane persona continua a essere costretta a scegliere di morire per non dovere più incontrare l’insulto, la minaccia, il rifiuto e l’esclusione: l’omo\bi\transfobia!
Recenti fatti di cronaca ci raccontano appunto non solo di una coppia di ragazzi di Torino che, dopo un anno di vessazioni e discriminazioni quotidiane da parte di alcuni condomini, hanno dovuto lasciare l’appartamento dove vivevano, ma addirittura di un ragazzo appena diciottenne che si è tolto la vita poiché rifiutato dalla famiglia: di fronte a queste tragiche vicende ci domandiamo come sia possibile che la classe politica italiana non si decida a prendere dei seri e concreti provvedimenti!?

Perciò è grande la responsabilità di tutte quelle istanze culturali e forze politiche che hanno lavorato attivamente perché tutto ciò accadesse e continuasse ad accadere, perché non si potesse pensare a un futuro differente e più umano per tutte e per tutti: grande responsabilità e imperdonabile per tutto quello che è stato così distrutto e non potrà più esserci restituito. A tutt* loro diciamo che anche noi conosciamo e conserviamo i nomi, i nomi delle vittime, ma anche quelli delle assassine e degli assassini e non li dimenticheremo mai!

Sarà allora nostro compito fondamentale continuare a mantenere alta l’attenzione nei nostri territori su questi argomenti e provvedere attivamente a fornire una corretta informazione in grado di decostruire gli stereotipi negativi colpevoli di fatti sempre spiacevoli, troppe volte purtroppo anche irrimediabili, stereotipi che colpiscono non solo le persone LGBT, ma la stessa qualità della vita sociale e politica di tutte le cittadine e cittadini.

11034633_10206339448628920_1162400184_oLaura Leone, Presidente di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella

Segnalazione: Filippo Soldi – “Non so perché ti odio”

551fb0e30f31fIn occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omo\bi\transfobia” segnaliamo il film di Filippo Soldi, “Non so perché ti odio”.

DA SECOLI L’OMOSESSUALITÀ È OGGETTO DI RIPROVAZIONE E DI CONDANNA. TALVOLTA SUCCEDE DI COGLIERE UNAVENATURA DI FASTIDIO ANCHE NELLE PAROLE DI CHI, APERTAMENTE, NEGA DI NUTRIRE SENTIMENTI NEGATIVI VERSO DI ESSA. MA PERCHÉ? CHE COSA OFFENDE COSÌ TANTO NEL COMPORTAMENTO OMOSESSUALE?
“NON SO PERCHÉ TI ODIO” pone questa domanda a persone che hanno subito aggressioni omofobiche, persone che le hanno compiute e persone che rappresentano quei movimenti che, negli ultimi tempi, hanno preso posizioni nettamente contrarie alle istanze del mondo LGBT.
Ho incontrato un uomo che è stato condannato per l’omicidio di un omosessuale, il giovane che ha sparato al taxista che, secondo lui, gli aveva fatto proposte. Ma anche il presidente di “Giuristi per la Vita”, che ha inviato una lettera aperta ai parlamentari italiani perché non approvassero il disegno di legge che intende punire l’omofobia, il protavoce di “La Manif pour Tous”, movimento che ha organizzato manifestazioni e
convegni contro l’approvazione della stessa legge, il rappresentante nazionale di “Le sentinelle in piedi”, i portavoce di “Forza Nuova”. E, in mezzo, ho raccolto le testimonianze di chi ha subito aggressioni violente, di chi ha vissuto la propria
adolescenza fra le prese in giro dei compagni, di chi ha più volte pensato al suicidio per non dover vivere una vita da omosessuale. Di chi ha visto il proprio figlio togliersi la vita.

http://www.movimentofilm.it/archivio-film/film/162

filippo-soldi-intervista-1-400x300Filippo Soldi ha lavorato con Luca Ronconi, Werner Schroeter, Aurelio Grimaldi, Lino Capolicchio, Diego Ronsisvalle e altri e ha tenuto diversi laboratori teatrali per il teatro di Lecco, il Comune di Codogno. Per RAIUNO ha scritto Bakhita, miniserie in due puntate per la regia di Giacomo Campiotti.

Per RaiCinema ha realizzato i cortometraggi Mio figlio, con Claudio Santamaria e Alba Rohrwacher (presentato al Festival del Cinema di Roma 2008), Esserci, con Ileana Argentin e Raz Degan, Storia di Mario con Ricky Memphis e Solo cinque minuti con Valeria Golino.

Selezionato nella cinquina dei David di Donatello, Solo cinque minuti ha vinto il Festival NICE USA 2007. In tram, con Piera Degli Esposti e Gigio Alberti, ha vinto il Festival NICE USA 2003 in base ai voti del pubblico di New York e San Francisco.

In teatro ha diretto attori come Laura Curino, Lucilla Giagnoni e Caterina Vertova.

Per RaiCinema ha diretto il documentario Case chiuse, presentato al Festival del Cinema di Roma nel novembre 2011 e menzionato nei Nastri d’Argento 2012.

http://www.suicidioitalia.it/biografie/filippo-soldi-regista/

 

Segnalazione: Franco Cambi – “Omofobia a scuola”

4403In vista della XII “Giornata internazionale per la lotta contro l’Omo\Bi\Transfobia”, segnaliamo il testo di Franco Cambi,

“Omofobia a scuola. Una classe fa ricerca”,

pp. 88, € 18,00;
Edizioni ETS, 2015.

Prima allusioni, poi prese in giro, fino agli insulti. Come si può reagire in una scuola media quando si presenta un caso di bullismo omofobico?
In questo libro didattico, Franco Cambi prova a calarsi nei panni degli studenti di una terza media e immagina il percorso che una classe può fare per capire il pregiudizio e affrontarlo riflettendo, ricercando e imparando.
L’omofobia, l’aggressività, l’odio, diventano un’occasione per interrogarsi sulle paure, uno stimolo a conoscere imparando a farsi delle domande e, soprattutto, indagando l’identità personale in uno dei suoi aspetti più forti: la sessualità – proprio quando sta per risvegliarsi.

http://www.edizioniets.com/scheda.asp?n=9788846741738#tab2

ImagePath.ashx.htmlFranco Cambi (Firenze 1940) è stato professore ordinario di Pedagogia generale all’università di Firenze. È considerato uno dei più autorevoli e operosi specialisti di teoria e di storia dell’Educazione d’Italia e ha ricoperto e ricopre numerose cariche istituzionali. È stato direttore del Dipartimento di Scienze dell’Educazione (poi anche dei Processi culturali e formativi) dal 1994 al 2000 e dal 2003 al 2006. Divenuto Presidente dell’IRRE-Toscana dal 2002 al 2005, poi Commissario straordinario e rieletto presidente nel 2006. È direttore e fondatore della rivista “Studi sulla formazione”. Dirige inoltre diverse collane di studi pedagogici presso numerose case editrici. I suoi studi si sono concentrati su differenti ambiti dell’educazione e ad oggi ha all’attivo la pubblicazione di oltre sessanta volumi, oltre ad un cospicuo numero di articoli. Tra le sue opere più recenti si ricordano: “Collodi, De Amicis, Rodari. Tre immagini d’infanzia” (1985), “Storia della pedagogia” (1995), “Mente e affetti nell’educazione contemporanea” (1996), “Nel conflitto delle emozioni. Prospettive pedagogiche” (1997), “Itinerari nella fiaba” (1999), Manuale di filosofia dell’educazione (2000), “Erasmo da Rotterdam, Le buone maniere dei ragazzi” (2000), “Pedagogia generale” – con E. Colicchi, M. Muzi, G.Spadafora – (2001), “L’autobiografia come metodo formativo” (2002), “Le pedagogie del Novecento” (2005), “La cura di sé come processo formativo” (2010), “Incontro e dialogo. Prospettive della pedagogia interculturale” (2012).
Con questo libro si mette in gioco e lo fa con un esperimento pedagogico rivolto ai ragazzi.

http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_cambi+franco-franco_cambi.htm

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