Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Sergio Lo Giudice’

Sciogliere i pregiudizi, liberare nuove energie: #DirittiPdOra – Pistoia, 19 settembre 2014

10462560_234597863417330_7371383462690397788_nPubblichiamo un comunicato di Arcigay “La Fenice” Pistoia.

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.»(*)

Esaurita la «primavera dei diritti» (divorzio, aborto, obiezione di coscienza, scuola media unica, servizio sanitario nazionale, statuto dei diritti dei lavoratori ed altri ancora) che fiorì negli anni Settanta e che ebbe come protagonisti i Socialisti ed assieme a loro i Radicali, da qualche tempo capita di registrare finalmente anche in Italia un’apertura al dialogo sui diritti civili: un campo in cui il nostro Paese indossa da sempre, nel confronto con gli altri paesi d’Europa, una triste maglia nera, anche a causa dell’influenza molto maggiore che le gerarchie ecclesiastiche e i teodem esercitano da noi sui partiti e sul Parlamento. D’altra parte si sa: un partito ha il dovere di generare consenso e aggregazione attorno ai temi importanti della società. Ed è così che oggi ci ritroviamo in situazioni solo apparentemente contraddittorie, in cui i conservatori inglesi assumono posizioni analoghe a quelle dei progressisti americani, entrambe ben più avanzate di quelle che è disposto a sostenere il centro-sinistra italiano.

Ma i diritti appartengono a quella sfera irrinunciabile per l’individuo sancita dalla nostra Costituzione e che rappresenta uno dei principi su cui si basa l’Unione Europea: uguaglianza nelle diversità. Perché la diversità è una ricchezza. Perché l’amore è un diritto, e quella straordinaria pietra miliare giuridica che è la Costituzione americana, non a caso, iscrive il “diritto alla felicità” fra le libertà civili.

Il PD ha oggi la possibilità irripetibile di realizzare, al di là delle formule e degli accordi politici e «di potere», la sostanziale unità delle forze politiche laiche e di sinistra, facendo proprie alcune proposte in materia di diritti civili che oggi non sono al centro dei programmi del suo partito, ma senza le quali il Pd non potrà amalgamarsi a pieno nel gruppo dei partiti socialisti europei.

Facendo seguito all’incontro di Bologna del 06 Settembre, anche Pistoia apre un confronto sul tema dei diritti: il Circolo PD Pistoia Centro insieme al Circolo PD Pistoia Ovest ha organizzato un incontro aperto, libero da appartenenze di mozioni e aree politiche. Partecipa all’evento, diffondi il messaggio.

“SCIOGLIERE I PREGIUDIZI, LIBERARE NUOVE ENERGIE: #DirittiPdOra”

19 settembre 2014

Aurelio Mancuso – Presidente Equality(**)
Sergio Lo Giudice – Senatore PD
Daniela Belliti – Assessore Comune di Pistoia
Ferdinando Orabona – Presindete ArciGay

Modera: Bert D’arragon – Scrittore
Introduce: Marco Frediani

(*)(Art.1 Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo)

(**) Aurelio Mancuso è anche membro della Commissione di Garanzia del PD.

Arcigay Pistoia “La Fenice”
http://www.arcigaypistoia.itpistoia@arcigay.it
+39.389.93.44.667
Profilo Facebook: https://www.facebook.com/lafenice.arcigay

Lo Giudice: “Norme contro la discriminazione matrimoiniale”.

UnknownDa un comunicato di Arcigay Nazionale pubblichiamo un estratto del resoconto della seduta della Commissione Giustizia del 26 giugno 2013 che ha esaminato le “Norme contro la discriminazione matrimoiniale” presentate dal senatore Sergio Lo Giudice.

Il senatore LO GIUDICE (PD)  esprime vive compiacimento per il fatto di intervenire in discussione generale proprio nel giorno in cui la Corte Suprema degli Stati Uniti ha pronunciato una sentenza storica, dichiarando l’incostituzionalità della recente legge con la quale si escludevano dalla tutela della legge federale i matrimoni omosessuali celebrati nei dieci Stati che hanno finora riconosciuto tale istituto.
L’Europa del resto non è certo indietro agli Stati Uniti per quanto riguarda il riconoscimento del diritto dei cittadini a non essere discriminati a secondo delle proprie preferenze sessuali.
Ovviamente l’Europa non è uno stato federale, e tuttavia vi è una sufficiente base di testi normativi, si pensi in particolare al trattato costituzionale europeo oltre alle numerose direttive, nonchè di interpretazioni giurisprudenziali, da poter dire che quello della parità di trattamento davanti alla legge, indipendentemente dall’orientamento sessuale, è un principio acquisito a livello continentale.
Molti Paesi aderenti all’unione, in realtà, hanno riconosciuto negli ultimi anni il matrimonio omosessuale, mentre altri hanno apprestato nuovi e specifici strumenti giuridici al fine di dare il riconoscimento alle coppie composte da persone dello stesso sesso.
Questo principio è stato in particolare riconosciuto anche in Italia con la sentenza della Corte Costituzionale n. 138 del 2010, che ha riconosciuto il diritto degli omosessuali ad una propria vita familiare, lasciando al legislatore, come è già stato ricordato dal relatore, la scelta di intervenire estendendo alle persone dello stesso sesso la tutela apprestata dall’articolo 29 della Costituzione alla famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio, ovvero regolamentando le unioni omosessuali con un apposito istituto giuridico, in attuazione della promozione delle formazioni sociali nelle quali si svolge la personalità umana prevista dall’articolo 2 della Carta costituzionale.
Questa duplicità di risposte corrisponde del resto a quella che è stata l’esperienza storica europea in questi anni dove, accanto a Paesi che hanno più rapidamente percorso la strada del matrimonio egalitario, ve ne sono stai altri – in particolare i Paesi scandinavi, la Germania e il Regno Unito – che hanno introdotto istituti specifici per la regolamentazione delle Coppie omosessuali.
Va detto però che proprio la previsione di una disciplina differenziata rispetto a quella derivante dal matrimonio ha determinato una serie di interventi delle Corti costituzionali nazionali o della Corte europea dei diritti umani che hanno indotto dapprima i paesi del nord, e fra poco anche il Regno Unito, mancando unicamente il voto della Camera dei Lords, ad estendere l’istituto matrimoniale alle persone dello stesso sesso.
Nell’osservare come proprio tale considerazione lo abbia indotto a presentare un disegno di legge che segue l’opzione del matrimonio egalitario, osserva però come sia improprio considerare i disegni di legge in titolo come espressione delle due diverse opzioni offerte dalla Corte costituzionale al legislatore.
Infatti, se è vero che i disegni di legge nn. 15, 204 e 393 rispondono ad una di tali alternative, e cioè all’estensione del matrimonio alle persone dello stesso sesso, non è parimenti vero che i disegni di legge nn. 197, 239 e 314 si muovano nel solco della seconda alternativa proposta dal giudice delle leggi, dal momento che essi non introducono un nuovo istituto giuridico destinato a regolamentare le relazioni fra persone dello stesso sesso, ma rispondono ad un’altra esigenza, certamente anch’essa estremamente meritevole di tutela da parte del legislatore, che è quella di dare un riconoscimento giuridico alle coppie conviventi – eterosessuali o omosessuali che siano – che per qualunque motivo decidano di non unirsi in matrimonio.
Fu proprio la mancanza della consapevolezza di quanto fossero diversi i beni giuridici tutelati, che determinò nel corso della XV legislatura – quando proprio questa Commissione esaminò l’introduzione nel nostro ordinamento dei patti di solidarietà ovvero dei cosiddetti “DICO” – il fallimento di quel tentativo.
A suo parere quindi i due gruppi di disegni di legge dovrebbero avere un percorso separato.
Per quanto riguarda i secondi, poi, egli osserva come essi perseguano l’obiettivo di tutelare i diritti delle persone conviventi secondo due strade molto diverse.
I disegni di legge nn 197 e 239, infatti, intendono istituire una sorta di patto o contratto tra le persone conviventi, al quale sono collegate determinate conseguenze; il disegno di legge n. 314 del senatore Barani, invece – a suo parere più correttamente, proprio perché lo scopo dell’intervento legislativo proposto è quello di regolamentare e tutelare diritti e doveri che discendono da una convivenza non sancita dal matrimonio – fa discendere tali conseguenze direttamente dalla circostanza di fatto della convivenza.
Rispondendo ad una richiesta di precisazioni da parte del relatore Falanga, poi, il senatore Lo Giudice precisa che nel disegno di legge da lui presentato non si detta una disciplina specifica per l’adozione da parte delle coppie conviventi in quanto si è scelto di sostituire semplicemente la nozione di coniugi a quella di marito e moglie dovunque ricorra nella legislazione, una scelta che di per sé determinrebbe l’estensione dell’adozione anche alle coppie coniugate omosessuali.
In ogni caso egli osserva che, indipendentemente da come si sceglierà di regolamentare la materia delle adozioni, è comunque importante che, con l’introduzione nel nostro ordinamento del matrimonio egalitario, venga stabilita una condizione di genitorialtà di entrambi i coniugi nei confronti del figlio di uno di questi, soprattutto a tutela dei diritti del bambino, in caso ad esempio di morte del genitore naturale.

Davico (Lega Nord): “Bene Zaia, la proposta in discussione domani contro la discriminazione matrimoniale porta anche la mia firma”.

imagesPubblichiamo con piacere un comunicato stampa del senatore piemontese Michelino Davico (Lega Nord), ex Sottosegretario al Ministero dell’Interno.

“I segnali di modernità e sensibilità che ieri sono arrivati dal mio movimento, in occasione dell”incontro di Milano, a proposito di rispetto dei diritti di uomini e donne omosessuali sono una importante novità che portano la Lega in una dimensione di modernità che condivido in pieno.
Nei giorni scorsi, rispondendo alle sollecitazioni di colleghi di vari schieramenti ed accogliendo le istanze che da più parti mi giungevano, già da molto tempo ho voluto contribuire come legislatore ad eliminare la discriminazione che attualmente sussiste, nei nostri Codici, tra matrimoni tra persone eterosessuali e persone dello stesso sesso. Ho così apposto la mia firma a sostegno della proposta di legge che domani comincerà il suo iter in Commissione Giustizia.
Ho voluto attendere, ed ho chiesto per questo anche al collega Lo Giudice, promotore dell’iniziativa legislativa, di attendere a sua volta, per divulgare questa mia iniziativa, che sottoporrò al mio Gruppo augurandomi il massimo sostegno ed anche una sostanziosa adesione, che trascorressero i giorni del “Gay Pride”, una manifestazione che, a mio modo di vedere, rischia di travisare e coprire di lustrini e frastuono propri di una festa un concetto che emerge invece con vigore in questo momento: dal punto di vista civile, non è più accettabile una discriminazione di qualsivoglia genere, men che meno se basata sui gusti sessuali.
m_441507ffd5Regolamentare i rapporti tra coppie dello stesso sesso avrà certamente la conseguenza positiva di riportare all’interno della legalità centinaia di migliaia di situazioni che, diversamente, resterebbero in un limbo intollerabile per uno stato di diritto”.

Roma, lunedì 17 giugno 2013

Parte al Senato la discussione sul matrimonio egualitario – Sergio Lo Giudice: “confrontiamoci senza tabù”.

UnknownPubblichiamo un comunicato di Arcigay Nazionale.

“In ritardo nei confronti dell’Europa, dei richiami della Corte Costituzionale e, soprattutto, di un diritto fondamentale negato, anche il Parlamento italiano comincia a discutere di matrimoni fra persone dello stesso sesso: Martedi 18 giugno, la Commissione giustizia del Senato inizierà infatti la discussione sui disegni di legge già depositati in materia, relatori i colleghi senatori Cirinnà (PD) e Falanga (PDL). Spero che alla discussione parlamentare si affianchi un dibattito vero nel Paese, perché su questi temi ci si confronta con argomenti razionali e non sulla base d tabù e pregiudizi”.

Lo dichiara Sergio Lo Giudice, senatore del Partito democratico, già presidente di Arcigay e primo firmatario del Ddl 15 ” Norme contro le discriminazioni matrimoniali”, commentando l’iscrizione ai lavori della Commissione Giustizia del Senato dei progetti di legge sull”estensione del matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso e di quelli sulle coppie di fatto.

“Dopo la Francia, la Gran Bretagna sarà presto il decimo Stato europeo ad estendere il matrimonio alle coppie gay e lesbiche e molti altri Paesi del mondo hanno fatto la stessa scelta. La mia proposta – spiega Lo Giudice, che si é sposato ad Oslo con il suo compagno Michele nel 2011 – è molto semplice: si cancelli la discriminazione nell’accesso al matrimonio civile delle coppie dello stesso sesso, in nome di quel principio di uguaglianza di fronte alla legge delle persone indipendentemente dal loro orientamento sessuale sancito dal Trattato costituzionale europeo”.

Roma 11 giugno 2013

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: