Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Serena Segantini’

Segnalazione: Ebine Yamaji – “Love My Life, Free Soul, Inidigo Blue”

La nostra Serena ci segnala tre manga di Ebine Yamaji,

lovemylife“Love My Life”,

pp. 198, € 8,50;
Kappa Edizioni 2005.

Dopo la morte della madre, la giovane Ichiko riesce a costruire un rapporto di amicizia col padre e a creare tra loro una certa confidenza, prima impensabile. Ichiko studia inglese per poter un giorno tradurre come lui romanzi americani, ed è a lui che decide di rivelarsi finalmente senza filtri, presentandogli la ragazza che ama. Non saranno però queste dichiarazioni a sconvolgere la vita di Ichiko, quanto piuttosto le inaspettate rivelazioni del padre su quale fosse realmente il rapporto che lo legava alla moglie.

In Love My Life le vicende sono ridotte alla loro essenzialità per far emergere il percorso individuale della protagonista, messo in scena senza ipocrite reticenze, anche nelle scene di sesso, ma non per questo meno pudico nel suo svelamento. Ebine Yamaji s’interroga con delicata naturalezza sulla natura complessa di tutte le relazioni amorose. Il tono del racconto è nervoso e moderno, ma nello stesso tempo elegante, tanto nella composizione grafica quanto nella scrittura dei dialoghi. La narrazione sembra avvenire in presa diretta, e la quotidianità esplode leggera, ma la vita dei personaggi si colora spesso di malinconia, come se una sottile minaccia mettesse sempre a rischio la loro felicità.

FreeSoul1“Free Soul”,

pp. 206, € 8,50;
Kappa Edizioni 2006.

Dopo aver abbandonato la casa della madre ed essersi rifugiata da un’anziana ed eccentrica artista, la giovane disegnatrice Keito è più che mai alla ricerca di sé stessa, tanto sul piano sentimentale che su quello professionale. Nella nuova casa, la ragazza conosce Sumihiko, assistente della donna nonché suo modello e cuoco.

Nella maggior parte delle storie i due finirebbero presto o tardi con l’innamorarsi, sotto gli sguardi benevoli della loro ospite. Ma i fumetti di Ebine Yamaji non sono come tutti gli altri, e la vicenda prende una piega ben diversa.

Keito sta cercando di realizzare un fumetto in cui investe tutte le sue energie, la cui storia è incentrata su una cantante nera e lesbica di nome Angie, suo alter ego, ma anche suo ideale femminile. Ed ecco che a un certo punto sogno e realtà si sovrappongono. Il suo incontro con Niki, una musicista che sembra l’incarnazione di Angie, le fa perdere irrimediabilmente ogni equilibrio. Questa passione non sembra però avere futuro perché Niki è un’anima libera, poco accessibile, instabile.

Attraverso un racconto segnato da tensioni e incomprensioni, Keito inizia alla fine il suo funambolico viaggio verso la maturità.

In questo libro Ebine Yamaji s’interroga nuovamente con delicata naturalezza sulla natura complessa di tutte le relazioni amorose.

9788874711635_200_indigo-blue_haftad“Indigo Blue”,

pp. 196, € 11,00;
Kappa Edizioni 2007.

Rutsu ha già provato amore per un’altra donna, ma ha sempre represso questo sentimento. Ora, però, sta attraversando un momento della sua vita dove tutto è possibile. Nel suo ultimo romanzo, per esempio, c’è un personaggio dal sesso indeterminato, chiamato semplicemente “ Y”, che accarezza una giovane donna con le dita intrise di colore blu. Rutsu sa che Y è in realtà una femmina, ma non l’ha mai detto a nessuno.

Ad accorgersi dell’ambiguità è Tamaki, redattrice di una rivista d’arte, che entra all’improvviso nella vita della ragazza. La ricerca letteraria e quella sessuale si legano così indissolubilmente nel racconto, e Rutsu si scoprirà preda di una passione che non riuscirà a gestire, e che la allontanerà a poco a poco dal suo ragazzo Ryuji.

Indigo Blue è una delle prove narrative più intense di Ebine Yamaji.

Con sincerità e acume l’autrice si avvicina a temi fin’ora solo sfiorati, come la paura dell’omosessualità e il suo conseguente rifiuto. I dialoghi si fanno più sostenuti, quasi a sottolineare una distanza generazionale tra le donne di questo romanzo a fumetti e le adolescenti del suo precedente Love My Life.

Solo al termine di una lunga riconciliazione con le proprie contraddizioni, Rutsu scoprirà come il cammino alla scoperta di sé stessi sia infinito, e come le radici della nostra maturità siano radicate in fondo alle nostre paure.

AVT_Ebine-Yamaji_3097.pjpegEbine Yamaji è una delle più raffinate narratrici del nuovo fumetto giapponese. Le protagoniste dei suoi manga sono donne alle prese con la scoperta o l’accettazione di amori difficilmente tollerati dal mondo che le circonda, sia esso la famiglia, l’ambiente sociale o il luogo di lavoro.

Tra le opere più famose di questa mangaka ricordiamo Love My Life, Free Soul e Indigo Blue. Love My Life è stato nominato ai premi del Festival di Angouleme 2005 e selezionato dalla francese Mang’s Arte a sostegno della rivalutazione del patrimonio e della ricchezza del fumetto giapponese.

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XIII Campagna Nazionale per la ricerca contro la fibrosi cistica, 10-25 ottobre 2015

ciclamino-e1441882866276Grazie alla nostra Serena vi segnaliamo un’importante iniziativa per la lotta alla Fibrosi cistica :

10-25 ottobre 2015
XIII Campagna Nazionale per la Ricerca FFC Onlus

CS-Campagna-FFC-2015-2

Per tutto il mese di ottobre i volontari della “Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica Onlus” saranno presenti in centinaia di piazze per offrire il Ciclamino della Ricerca, che contribuisce a sostenere il lavoro dei ricercatori impegnati nei progetti selezionati dal Comitato Scientifico FFC per migliorare le cure, accrescere la qualità e la durata di vita dei malati e colpire alla radice il difetto che causa la fibrosi cistica. Cerca la postazione di offerta a te più vicina nella mappa o nella lista divisa per Regioni.

http://www.fibrosicisticaricerca.it/campagne-di-sostegno/13a-campagna-nazionale/mappa-ciclamino-della-ricerca/

Se invece desideri unirti ai volontari FFC e organizzare un punto di offerta del ciclamino nella tua città, contatta la Fondazione ai numeri 045 8123604 / 3605 oppure scrivi a Fabio all’indirizzo: fabio.cabianca@fibrosicisticaricerca.it.

Ti aspettiamo! footer-logo

 

Un italiano su 25 circa è portatore sano di fibrosi cistica.
Circa una coppia su 600 è composta da due portatori sani del gene CFTR mutato e a ogni gravidanza ha il 25% di probabilità di avere un bambino malato di fibrosi cistica.
Oggi è possibile riconoscere i portatori sani con il test genetico del portatore,
eseguito in laboratori specializzati in tecniche di genetica molecolare,
su presentazione di richiesta del medico curante.

La fibrosi cistica è la più comune fra le malattie genetiche gravi ed è presente dalla nascita; altera le secrezioni di molti organi che, risultando più dense, disidratate e poco fluide, contribuiscono al loro danneggiamento. A subire la maggiore compromissione sono i bronchi e i polmoni: al loro interno il muco tende a ristagnare, generando infezione e infiammazione ingravescenti. Queste, nel tempo, tendono a portare all’insufficienza respiratoria.
Oltre che respiratori, i sintomi sono a carico del pancreas, che non svolge l’azione normale di riversare nell’intestino gli enzimi: ne deriva un difetto di digestione dei cibi, diarrea, malassorbimento, ritardo di crescita nel bambino e scadente stato nutrizionale nell’adulto. Il progredire del danno pancreatico porta spesso con l’età a una forma di diabete. Altre manifestazioni possono riguardare l’intestino, il fegato, le cavità nasali e nel maschio i dotti deferenti.

Ad oggi, le cure sono dirette ai sintomi e alla prevenzione delle complicanze. Esistono protocolli terapeutici condivisi a livello internazionale che, presso centri specializzati, vengono adattati all’età e ai sintomi del singolo malato. In linea generale prevedono antibiotici per le infezioni polmonari, aerosol di antibiotici e farmaci fluidificanti le secrezioni, fisioterapia respiratoria, enzimi digestivi, nutrizione ipercalorica, trattamento delle complicanze. Il trapianto polmonare è una prospettiva terapeutica per i pazienti con insufficienza respiratoria irreversibile.

 

Recensione: “Più che amiche” di Jennifer Quiles

UnknownPubblichiamo la recensione della nostra Serena, che ringraziamo sempre tantissimo, all’ormai classico manuale di Jennifer Quiles,

“Più che amiche. Manuale di autoaiuto per donne che amano le donne”,

pp. 240, € 17,50;
Edizioni Ultra, 2014.

Jennifer Quiles si è battuta con determinazione e coraggio per la difesa dei diritti delle donne lesbiche in Spagna e si è impegnata in prima persona per abbattere tabù, luoghi comuni e idee erronee.

Questo libro è una vera e propria guida per le ragazze che almeno una volta nella loro vita hanno provato attrazione per una donna e si sentono spaesate e senza punti di riferimento di fronte a questo forte sentimento nuovo.
Il saggio è molto tecnico e fornisce una vastissima gamma d’informazioni sul tema della sessualità umana, con l’obiettivo di abbattere pregiudizi radicati sull’omosessualità: addirittura nella parte finale si possono trovare tre appendici apposite per i genitori che si trovano a dover gestire le loro emozioni contrastanti di fronte a una figlia che si scopre omosessuale o bisessuale.
L’ho trovato esauriente e molto interessante; può essere letto da tutti, anche da coloro che semplicemente sono interessate all’argomento trattato o nutrono pregiudizi sull’omosessualità e vorrebbero saperne di più e in maniera più obiettiva.

Nelle ultime pagine vengono consigliati altri libri a tematica LGBT e segnalate associazioni, collettivi e locali gay/lesbo in Italia.

 Serena Segantini

 http://lezpop.it/jennifer-quiles-piu-che-amiche/

UnknownJennifer Quiles (1968-2005), nata da genitori spagnoli, ha vissuto a Barcellona sin dall’età di due anni. Ha studiato giornalismo presso l’Università Autonoma di Barcellona prima di diventare redattrice della «Vanguardia», «El Mundo Deportivo» e direttrice della rivista lesbica «Nosotras». Amante della cultura omosessuale e della letteratura lesbica,  si è battuta con determinazione e coraggio per la difesa dei diritti delle donne lesbiche in Spagna e si è impegnata in prima persona per abbattere tabù, luoghi comuni e idee erronee; con il passare degli anni è diventata un importante punto di riferimento per la comunità lesbica internazionale. E continua a esserlo anche dopo la sua morte avvenuta nel marzo del 2005.

http://www.castelvecchieditore.com/piu-che-amiche/

Recensione: “La vera storia dei miei capelli bianchi” di Paola Concia

cop_conciaPubblichiamo una recensione della nostra Serena, che ringraziamo molto, all’autobiografia di Paola Concia

“La vera storia dei miei capelli bianchi”,

pp. 149, € 17,00;
Mondadori, 2012.

Ecco un’altra biografia di un’altra donna lesbica, scritta a quattro mani con Maria Teresa Meli, emotivamente molto differente rispetto a quella di Francesca Vecchioni.

Qui la strada verso l’accettazione di sé e del coming out è molto più tortuosa, così come molto più numerosi sono stati gli ostacoli soprattutto ideologici attraverso cui ha dovuto passare e che ancora non ha abbattuto.

Parliamo di Anna Paola Concia, deputata PD che in questo libro racconta senza censure e ipocrisie la sua lunga e sofferta lotta interiore per accettare sé stessa e per abbattere i pregiudizi che perseguitano chiunque non abbia comportamenti conformi a quelli della società.

Per negare la sua omosessualità è arrivata addirittura a sposare un uomo, autoconvincendosi di amarlo e di poter vivere come qualsiasi donna eterosessuale.

Accanto alla storia personale compare la cronaca di un’ Italia ancora arretrata su qualsiasi tipo di tema, specialmente su quello dei diritti civili e sulla considerazione delle donne come figure paritarie a quella maschile.
Una favola scritta con passione, quella del brutto anatroccolo incompreso che poi però diventa cigno, si sposa con una donna tedesca in Germania e il giorno del matrimonio riceve una commovente lettera dal padre da sempre cattolico ( che non ha potuto essere fisicamente presente per motivi di salute), lettera che tutti i padri dovrebbero scrivere per i loro figli omosessuali.

Non smetteremo mai di sognare che il matrimonio tra persone dello stesso sesso prima o poi sarà possibile anche nel nostro Paese.

Serena Segantini

90135Anna Paola Concia è nata ad Avezzano, in Abruzzo.

Diplomata all’Isef e laureata in scienze motorie, è maestra di tennis, sport che ha praticato a livello agonistico. Ha cominciato a interessarsi di politica alla fine degli anni Ottanta. Nel 1996 è stata consulente per il ministero delle Pari Oppurtunità, nel 1998 consulente per lo Sport.

Nel 2001 fa coming out e comincia la sua battaglia sui diritti civili di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Nel 2008 è stata eletta parlamentare del Partito Democratico.

CONTR-Meli-200x250-e1306402080550Maria Teresa Meli è giornalista politica del “Corriere della Sera”.

Ha una rubrica molto seguita su “ Io donna”.

 

Recensione: “T’innamorerai senza pensare” di Francesca Vecchioni

6037222_373694Pubblichiamo una recensione della nostra Serena, che ringraziamo molto, all’autobiografia di Francesca Vecchioni,

“T’innamorerai senza pensare”,

pp. 144, € 14,90;
Mondadori, 2015.

Francesca Vecchioni, figlia del celebre cantautore, madre di due figlie avute con la sua ex moglie, ha deciso di raccontarsi in una autobiografia che ha intitolato con la canzone che le dedicò suo padre alla sua nascita.
Ha sempre saputo di essere omosessuale, non ne ha mai fatto un problema, ed ha deciso di vivere tutto con estrema naturalezza, dal coming-out, all’annuncio di volere dei figli con sua moglie, fino all’atto di portare le sue figlie al mare insieme alla sua ex come una qualsiasi famiglia eterosessuale, facendo ricredere anche i vicini di ombrellone che sulla famiglia arcobaleno erano restii.

Forse è anche per questa sua scelta di vivere con naturalezza la sua sessualità che Francesca è stata molto più fortunata rispetto ad altre persone omosessuali, e non ha incontrato nessun ostacolo, né in famiglia e nemmeno fuori, quindi la sua storia può essere letta come un messaggio di speranza.
Certo, bisogna avere anche la fortuna di avere a fianco una famiglia aperta e intelligente, cosa che a lei non è certo mancata.
Molto bella anche l’ultima parte del libro, che è una vera e propria “guida per eterosessuali per sopravvivere nello strano mondo LGBTQI” con lo scopo di abbattere pregiudizi su omosessualità e omogenitorialità ancora purtroppo radicati nel senso comune.

Serena Segantini

10645106_429990397139181_2578661206760122666_nFrancesca Vecchioni (1975), nata a Firenze, cresciuta a Roma, vive a Milano.
Laureata in Scienze politiche, attivista per i diritti civili, esperta in comunicazione e giornalista, è madre di due bambine. Crede che la diversità sia una ricchezza e per questo ha fondato l’associazione Diversity (diversitylab.it) di cui è Presidente.
Suoi contributi sono apparsi tra l’altro su “La 27esima ora” del “Corriere della Sera” e nel volume Le cose cambiano (2013, Isbn Edizioni).

Per conoscere approfonditamente il suo personaggio e la sua associazione, è possibile visitare il sito ufficiale http://www.francescavecchioni.it/

 

Segnalazione: Jennifer Quiles – “Più che amiche”

UnknownLa nostra Serena, che ringraziamo sempre tantissimo, ci segnala la riedizione dell’ormai classico manuale di Jennifer Quiles,

“Più che amiche. Manuale di autoaiuto per donne che amano le donne”,

pp. 240, € 17,50;
Edizioni Ultra, 2014.

Sono lesbica? Sono bisessuale? Questa domanda attraversa almeno una volta nella vita la mente di molte donne. A chi lo dico e come? Lo devo dire ai miei genitori? Ai miei figli? Sul lavoro? Posso avere figli con la mia compagna? Questo libro è diretto alle donne che si sentono attratte, o si sono sentite attratte qualche volta, da altre donne e non hanno saputo come prenderla. Alle donne che sono sicure dei propri sentimenti ma che soffrono e non sanno che strada intraprendere. A tutte le lesbiche e le bisessuali che sono ancora in cerca di risposte a determinati interrogativi. Ma anche a tutte le persone che sono curiose dei rapporti affettivi e sessuali tra donne e che vogliono ampliare le proprie conoscenze al di là dei luoghi comuni. “Più che amiche” quindi è un manuale di riferimento per tutte le donne che si trovano ad affrontare il tema “omosessualità”, sia in prima persona che indirettamente, che si sentono sole e insicure e desiderano un sostegno, un confronto, o che, molto semplicemente, vogliono vivere con serenità la loro vita emotiva ed emanciparsi da una cultura quasi esclusivamente “etero”.  Questo libro è per tutte le lesbiche e le bisessuali che cercano risposte e che non vogliono vivere la loro sessualità nella paura e nella repressione.

http://lezpop.it/jennifer-quiles-piu-che-amiche/

UnknownJennifer Quiles (1968-2005), nata da genitori spagnoli, ha vissuto a Barcellona sin dall’età di due anni. Ha studiato giornalismo presso l’Università Autonoma di Barcellona prima di diventare redattrice della «Vanguardia», «El Mundo Deportivo» e direttrice della rivista lesbica «Nosotras». Amante della cultura omosessuale e della letteratura lesbica,  si è battuta con determinazione e coraggio per la difesa dei diritti delle donne lesbiche in Spagna e si è impegnata in prima persona per abbattere tabù, luoghi comuni e idee erronee; con il passare degli anni è diventata un importante punto di riferimento per la comunità lesbica internazionale. E continua a esserlo anche dopo la sua morte avvenuta nel marzo del 2005.

http://www.castelvecchieditore.com/piu-che-amiche/

Recensione: “La vita di Adèle” di Abdellatif Kechiche.

adelePubblichiamo la recensione della nostra Serena al film “La vita di Adele”.

“La vita di Adele (Capitoli 1 & 2 )” è un film del 2013 diretto da Abdellatif Kechiche ispirato al romanzo a fumetti “Il blu è un colore caldo” di Julie Maroh. Il film si è aggiudicato la Palma d’oro al Festival di Cannes 2013.

Adele è una giovane studentessa amante della letteratura, che ambisce a diventare insegnante e che conduce una vita apparentemente tranquilla, tra amici, famiglia e primo fidanzatino.

E’ bastato però incrociare lo sguardo di Emma, misteriosa e affascinante ragazza dai capelli blu, in un pomeriggio come tanti, per stravolgere tutte le sue certezze.

Adele si ritrova a pensarla continuamente, a desiderarla, tanto da realizzare che col suo attuale fidanzato non è completa.

Una sera, il suo amico omosessuale Valentine la invita ad accompagnarlo in un locale gay, dove verrà avvicinata proprio da quella ragazza dagli occhi e capelli blu profondo, che fa ritratti, espone i suoi lavori, studia Belle Arti ed è circondata da raffinati amici intellettuali.

Tra le due nascerà un’intensa relazione ricca di fisicità e passione, complicata dalla diversa estrazione sociale delle due, che si evolverà in maniera inaspettata.

Il-Blu-è-un-colore-Caldo-00Graphic novel e film presentano finali differenti, ma la trama è la medesima.

Emma permetterà ad Adele di fare un viaggio dentro sé stessa, e di esplorare mondi che credeva fosse proibito anche solo sfiorare, scoprendosi uno spirito libero.

Questo film ha indubbiamente avuto un impatto molto forte sul pubblico in quanto le scene di sesso saffico sono molto esplicite e dettagliate e per quest’ultima ragione è stato molto criticato perché secondo molti rafforzerebbe i pregiudizi che già ci sono sul mondo lesbico.

Io ci ho visto invece una normale storia d’amore, come ce ne sono migliaia tra uomo e donna, addirittura arricchita da una certa dose di arte, che è oggetto di ampie discussioni tra i vari personaggi per gran parte della durata del film.

Ci sono stati film migliori, ma questo non è obiettivamente tra i peggiori perché comunque apre una finestra su un mondo che esiste e su cui c’è ancora molto, troppo pregiudizio e andrebbe letto andando oltre le scene di sesso.

Serena Segantini.

http://www.youtube.com/watch?v=VaY9exBvJfs

NEWS_1369645752_okok.PNGAbdellatif Kechiche è nato a Tunisi il 7 dicembre 1960 e immigrato a Nizza con la famiglia quando era solo un bambino. Prima di passare alla regia Kechiche colleziona numerose esperienze come attore di teatro e di cinema. Debutta a teatro nel 1978. Nel 1984 sul grande schermo come protagonista in “Le thé à la menthe” di Abdelkrim Bahloul. Da questo momento alterna ruoli cinematografici e teatrali. Nel 1984 grazie al ruolo da protagonista in “Bezness” di Nouri Bouzid ottiene il premio d’interpretazione al Festival del Film Francofono di Namur (1992).
L’esordio dietro la macchina da presa avviene nel 2000 con “Tutta colpa di Voltaire”, vincitore del Premio Luigi De Laurentiis per la migliore Opera Prima al Festival di Venezia. Nella sua prima prova da regista, dando ampio rilievo all’indagine sociale, Kechiche affronta con impegno civile la difficile condizione degli emigrati magrebini, protagonisti anche del successivo “La schivata” (2005), ambientato tra i ragazzi della banlieue parigina, un film di gran successo nei festival di tutto il mondo e vincitore di quattro premi César.
Nel successivo “Cous cous” (La Graine et le mulet, 2007), partendo da suggestioni autobiografiche, Kechiche continua il suo viaggio nella comunità magrebina in Francia, attraverso la storia di una famiglia di Sète (Marsiglia), divisa dalle tensioni e dalle piccole ripicche che allontanano sempre più i componenti, che ritrova però l’unità quando cerca di inseguire a tutti i costi il sogno del padre, lavoratore portuale distrutto dalla fatica che vuole aprire un ristorante, quasi fosse l’ultima possibilità per ritrovare l’armonia con se stesso e con gli altri. Il film conquista il pubblico e la critica alla 64esima Mostra del cinema di Venezia dove si aggiudica il Premio Speciale della Giuria, il Premio Marcello Mastroianni come miglior rivelazione (alla giovane Hafsia Herzi). Nel 2008 torna in laguna per presiedere la giuria del premio De Laurentis alla migliore opera prima.
Va in una direzione diversa il successivo “Venere nera” (2010), racconto in costume sulla vita reale di Saartjie Baartman, giovane ottentotta esibita come fenomeno da baraccone agli inizi del XIX secolo per la peculiarità dell’apparato genitale.
Il 2013 Kechiche torna con un nuovo film, “La vita di Adele”, storia d’amore e di formazione incentrata sul rapporto tra due adolescenti che trionfa al Festival di Cannes aggiudicandosi la Palma d’Oro.

http://trovacinema.repubblica.it/attori-registi/abdellatif-kechiche/284872

http://www.mymovies.it/biografia/?r=17228

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