Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘omosessualità’

Recensione: “Più che amiche” di Jennifer Quiles

UnknownPubblichiamo la recensione della nostra Serena, che ringraziamo sempre tantissimo, all’ormai classico manuale di Jennifer Quiles,

“Più che amiche. Manuale di autoaiuto per donne che amano le donne”,

pp. 240, € 17,50;
Edizioni Ultra, 2014.

Jennifer Quiles si è battuta con determinazione e coraggio per la difesa dei diritti delle donne lesbiche in Spagna e si è impegnata in prima persona per abbattere tabù, luoghi comuni e idee erronee.

Questo libro è una vera e propria guida per le ragazze che almeno una volta nella loro vita hanno provato attrazione per una donna e si sentono spaesate e senza punti di riferimento di fronte a questo forte sentimento nuovo.
Il saggio è molto tecnico e fornisce una vastissima gamma d’informazioni sul tema della sessualità umana, con l’obiettivo di abbattere pregiudizi radicati sull’omosessualità: addirittura nella parte finale si possono trovare tre appendici apposite per i genitori che si trovano a dover gestire le loro emozioni contrastanti di fronte a una figlia che si scopre omosessuale o bisessuale.
L’ho trovato esauriente e molto interessante; può essere letto da tutti, anche da coloro che semplicemente sono interessate all’argomento trattato o nutrono pregiudizi sull’omosessualità e vorrebbero saperne di più e in maniera più obiettiva.

Nelle ultime pagine vengono consigliati altri libri a tematica LGBT e segnalate associazioni, collettivi e locali gay/lesbo in Italia.

 Serena Segantini

 http://lezpop.it/jennifer-quiles-piu-che-amiche/

UnknownJennifer Quiles (1968-2005), nata da genitori spagnoli, ha vissuto a Barcellona sin dall’età di due anni. Ha studiato giornalismo presso l’Università Autonoma di Barcellona prima di diventare redattrice della «Vanguardia», «El Mundo Deportivo» e direttrice della rivista lesbica «Nosotras». Amante della cultura omosessuale e della letteratura lesbica,  si è battuta con determinazione e coraggio per la difesa dei diritti delle donne lesbiche in Spagna e si è impegnata in prima persona per abbattere tabù, luoghi comuni e idee erronee; con il passare degli anni è diventata un importante punto di riferimento per la comunità lesbica internazionale. E continua a esserlo anche dopo la sua morte avvenuta nel marzo del 2005.

http://www.castelvecchieditore.com/piu-che-amiche/

Segnalazione: Giovanni Dall’Orto – “Tutta un’altra storia”

Cover libroSegnaliamo l’importante saggio di Giovanni Dall’Orto,

“Tutta un’altra storia. L’omosessualità dall’antichità al secondo dopoguerra”,

pp. 728, € 27,00;
Il Saggiatore Editore, maggio 2015.

Per lungo tempo, la storia dell’omosessualità si è risolta nel racconto spettacolare delle vicende biografiche di individui eccezionali – Oscar Wilde, Leonardo, Caravaggio –, certamente famosi per i propri amori, ma tutt’oggi ricordati per gli scandali di cui si resero protagonisti, le controversie non ancora sopite che li riguardano o i loro contributi all’arte, alla scienza, al pensiero. Al contrario, la quotidianità del vivere omosessuale nel corso dei secoli è stata di frequente relegata sullo sfondo della storia del costume, quando non scopertamente ignorata dagli studiosi, più interessati all’eccezione che alla regola. A colmare questa vistosa lacuna interviene Tutta un’altra storia, in cui lo storico e militante Giovanni Dall’Orto raccoglie il frutto di anni di ricerca, disegnando una traiettoria che dalla classicità grecoromana arriva – attraversando gli snodi imprescindibili della nascita della cristianità, del colonialismo e dell’età vittoriana – all’Europa dei totalitarismi: frammenti lirici, lettere private, appunti diaristici, atti processuali, molti dei quali mai pubblicati prima in Italia, vanno a comporre un mosaico immane, tanto eterogeneo nei luoghi e nei tempi quanto coerente nei temi che lo percorrono, restituendo infine voce a chi, per secoli, non l’ha avuta. Con uno stile capace di unire al rigore storiografico il gusto caustico per l’invettiva, Giovanni Dall’Orto affronta scandali e repressioni, riti e consuetudini che hanno accompagnato l’omosessualità occidentale nel suo divenire storico, e in questi corsi e ricorsi trova le ragioni profonde delle divisioni di oggi, delle battaglie, delle conquiste. Nella certezza che soltanto dalla comprensione di ciò che è stato si producono consapevolezza critica e senso di responsabilità – i frutti più maturi della conoscenza storica che, soli, possono nutrire il domani. Il passato, come scrisse William Faulkner, non è morto, «anzi non è nemmeno passato».

http://www.ilsaggiatore.com/argomenti/storia-cultura/9788842818748/tutta-unaltra-storia/

imagesGiovanni Dall’Orto (Milano 1958) ha fatto studi classici; storico, giornalista e scrittore è un militante gay dal 1976; nel 1985 è socio fondatore dell’Associazione “Solidarietà Aids” di Milano, per due volte Presidente dell’Arcigay di Milano e membro della segreteria nazionale dell’Arcigay.
Ha collaborato con varie riviste (fra le altre “Panorama”); dal 1985 al 1998 ha lavorato in modo quasi esclusivo per la rivista “Babilonia” di cui è stato anche direttore responsabile nel 1997-1998 e ha curato per la casa editrice della rivista il settore librario nonché l’annuario di cultura “La fenice di Babilonia”. Dal luglio 1999 collabora anche con il mensile “Pride”, del quale è stato direttore responsabile dal marzo 2000, fino al gennaio 2008.
Ha pubblicato alcuni libri sulla tematica omosessuale; “Leggere omosessuale. Bibliografia”, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1983; “Aids” (in collaborazione con il dott. Riccardo Ferracini]), Edizioni Gruppo Abele, Torino 1985; “La pagina strappata. Interviste su omosessualità e cultura”, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1985; “Figli diversi” (in collaborazione con la madre, Paola Dall’Orto), Sonda, Torino 1991; Manuale per coppie diverse, Editori Riuniti, Roma 1994.

http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:G.dallorto

Segnalazione: Jennifer Quiles – “Più che amiche”

UnknownLa nostra Serena, che ringraziamo sempre tantissimo, ci segnala la riedizione dell’ormai classico manuale di Jennifer Quiles,

“Più che amiche. Manuale di autoaiuto per donne che amano le donne”,

pp. 240, € 17,50;
Edizioni Ultra, 2014.

Sono lesbica? Sono bisessuale? Questa domanda attraversa almeno una volta nella vita la mente di molte donne. A chi lo dico e come? Lo devo dire ai miei genitori? Ai miei figli? Sul lavoro? Posso avere figli con la mia compagna? Questo libro è diretto alle donne che si sentono attratte, o si sono sentite attratte qualche volta, da altre donne e non hanno saputo come prenderla. Alle donne che sono sicure dei propri sentimenti ma che soffrono e non sanno che strada intraprendere. A tutte le lesbiche e le bisessuali che sono ancora in cerca di risposte a determinati interrogativi. Ma anche a tutte le persone che sono curiose dei rapporti affettivi e sessuali tra donne e che vogliono ampliare le proprie conoscenze al di là dei luoghi comuni. “Più che amiche” quindi è un manuale di riferimento per tutte le donne che si trovano ad affrontare il tema “omosessualità”, sia in prima persona che indirettamente, che si sentono sole e insicure e desiderano un sostegno, un confronto, o che, molto semplicemente, vogliono vivere con serenità la loro vita emotiva ed emanciparsi da una cultura quasi esclusivamente “etero”.  Questo libro è per tutte le lesbiche e le bisessuali che cercano risposte e che non vogliono vivere la loro sessualità nella paura e nella repressione.

http://lezpop.it/jennifer-quiles-piu-che-amiche/

UnknownJennifer Quiles (1968-2005), nata da genitori spagnoli, ha vissuto a Barcellona sin dall’età di due anni. Ha studiato giornalismo presso l’Università Autonoma di Barcellona prima di diventare redattrice della «Vanguardia», «El Mundo Deportivo» e direttrice della rivista lesbica «Nosotras». Amante della cultura omosessuale e della letteratura lesbica,  si è battuta con determinazione e coraggio per la difesa dei diritti delle donne lesbiche in Spagna e si è impegnata in prima persona per abbattere tabù, luoghi comuni e idee erronee; con il passare degli anni è diventata un importante punto di riferimento per la comunità lesbica internazionale. E continua a esserlo anche dopo la sua morte avvenuta nel marzo del 2005.

http://www.castelvecchieditore.com/piu-che-amiche/

Segnalzione: AA.VV. – “La violenza normalizzata”

cirus_coverSegnaliamo un’ importante raccolta di saggi a cura di Cirus Rinaldi.

“La violenza normalizzata. Omofobie e transfobie negli scenari contemporanei”

pp. 316, € 30,00;
Kaplan Editore Torino, 2013.

 

La violenza normalizzata riflette sui temi delle omofobie e delle transfobie nei contesti contemporanei secondo un approccio interdisciplinare in grado di tenere conto dei principali processi di mutamento sociale, culturale e politico in atto. Prediligendo una prospettiva costruttivista, una serie di discipline (la sociologia, la filosofia del diritto e la filosofia politica, la storia, la teoria e critica letteraria, la psicologia, la pedagogia e il diritto) si confrontano su un tema di confine e controverso, sul quale si stanno misurando il conflitto politico, giuridico e culturale nazionale e internazionale.

http://www.edizionikaplan.com/allegati/cirus_indice+intro.pdf

http://www.intersexioni.it/la-violenza-normalizzata-omofobie-e-transfobie-negli-scenari-contemporanei/

Con saggi di Charlie Barnao, Lorenzo Benadusi, Lorenzo Bernini, Claudio Cappotto, Massimo Cerulo, Pietro Cinquemani, Fabio Corbisiero, Dario Davì, Maria Chiara Di Gangi, Raquel (Lucas) Platero, Alessandro Porrovecchio, Marco Pustianaz, Pietro Saitta, Cirus Rinaldi, Maurilia Scamardo, Cristina Scardamaglia, Federico Zappino.

 

Sbadatelli a Varallo.

RAINBOW VALSESIAIn data 9 maggio 2014 si è tenuto il Consiglio Comunale di Varallo Sesia in cui era prevista la votazione di un Ordine del Giorno relativo alla lotta e contrasto all’omo\transfobia, votazione che nella precedente seduta era già stata rimandata per esaminare meglio il testo.

L’Ordine del Giorno, presentato dai Consiglieri di minoranza Augusto Luttore e Franco Camosso, invitava la Giunta Comunale a “sostenere, in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica per una cultura del rispetto delle differenze e al fine di condannare qualsiasi forma di discriminazione, nella speranza che si possa procedere in tempi rapidi all’approvazione di una legge nazionale specifica di tutela per atti di discriminazione relativa all’orientamento sessuale”.

Nello specifico, si invitava il Comune di Varallo Sesia ad “appoggiare e incentivare le attività di lotta all’omo\transfobia che si tengono regolarmente sul territorio comunale durante la settimana del 17 maggio (Giornata Mondiale di Lotta contro l’Omo\transfobia), siano esse appuntamenti informativi, conferenze e proiezioni di filmati inerenti al tema”.

Si chiedeva anche al Comune di “attivare nuovi incontri con gli studenti di scuole medie inferiori e superiori con l’ausilio e la collaborazione degli esperti forniti dalle associazioni provinciali di riferimento e dell’associazione AGEDO (Associazione GEnitori Di Omosessuali) e di incentivare in prima persona, fornendo il patrocinio, i progetti già avviati con le scuole di Varallo Sesia, vedi per esempio gli incontri con gli studenti e i banchetti informativi gestiti dagli studenti delle scuole superiori della zona”.

Nessun* può onestamente dubitare che il contenuto e l’intento di questo documento sono di elevata rilevanza per tutte le cittadine e i cittadini, soprattutto giovani, che devono poter crescere in un ambiente che li protegga, capisca e aiuti a vivere senza affrontare i traumi legati alle difficoltà oggettive derivate dal proprio orientamento sessuale, difficoltà che ancora oggi purtroppo segnano una società che deve cambiare per migliorarsi.

Quindi con profondo rammarico apprendiamo che anche stavolta il documento non è stato votato perché incredibilmente “dimenticato” fuori dall’elenco degli atti in discussione.

Notiamo allora con sorpresa e delusione che i temi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere vengono tenuti in scarsissima considerazione da chi, ad ogni livello istituzionale, dovrebbe invece essere attento alle esigenze di tutte le cittadine e i cittadini che amministra.

Perciò chiediamo innanzitutto che l’Amministrazione si impegni formalmente a mettere ai voti l’Ordine del Giorno quanto prima. Ma, vista l’importanza del documento “smarrito”, non possiamo neppure fare finta di nulla di fronte a questa “dimenticanza” e perciò, per rispetto non solo delle Consigliere e dei Consiglieri, in particolare quelle quelli che hanno lavorato al documento e che ringraziamo, ma anche di tutte le cittadine e cittadini,

riteniamo come minimo che siano necessarie le scuse formali della Amministrazione Comunale nella Persona del Sindaco, Sig. Eraldo Botta; scuse che in occasione del Consiglio non sono purtroppo pervenute.

Questa resta infatti una grave mancanza di sensibilità e rispetto di fronte a un tema che tocca diritti fondamentali delle cittadine e dei cittadini ancora oggi negati e diciamo questo consapevoli del fatto che moltissime sono le valsesiane e i valsesiani che vogliono una società migliore e che ritengono questa battaglia patrimonio comune, soprattutto in politica.

Il Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli

 

Segnalazione: Guardi \ Vanzan – “Che genere di Islam”.

untitledSegnaliamo il saggio di Jolanda Guardi e Anna Vanzan,

“Che genere di Islam. Omosessuali, queer e transessuali tra shari’a e nuove interpretazioni”,

pp. 208, € 12,00;
Ediesse Editore, 2012.

L’immagine che l’Occidente ha della cultura musulmana è quella, tra l’altro, di una cultura omofobica e avversa alle sfumature di genere. C’è chi ritiene che l’omosessualità, intesa come rapporto paritario, non sarebbe esistita nel mondo musulmano fino all’incontro con la modernità occidentale; chi predica invece che l’omosessualità sia sempre stata diffusa nelle società musulmane a causa della segregazione tra i sessi, rivelando il proprio insito razzismo perché la riduce al mero atto sessuale e a una forzata necessità. C’è chi considera «tutto ciò che altera l’ordine del mondo» un grave «disordine, fonte di male e, fondamentalmente, anarchia». Meglio allora la transessualità intesa come cambiamento di sesso che il travestitismo; meglio maschie barbe che il volto sbarbato; meglio imputare l’omosessualità alla «decadente» cultura occidentale, e rinnegare in tal modo la sua matrice autoctona. In realtà, la storia dell’omosessualità nelle società musulmane è complessa e articolata, e presenta sostanziali variazioni nel tempo e nelle realtà socio-geografiche e una vasta gamma di atteggiamenti tra i musulmani stessi.
Il presente libro offre una panoramica ampia ed esaustiva, spesso dissacrante e provocatoria, del rapporto omosessualità-islam. Partendo dall’analisi dei testi sacri musulmani (Corano e hadith), il volume affronta l’argomento con un’analisi condotta in prospettiva teorica, storico-sociale e letterario-artistica, con grande rigore linguistico nell’uso o nella traduzione di termini arabi e persiani. Ampio spazio è dato alla situazione attuale, soprattutto al dibattito che coinvolge milioni di musulmani che vogliono conciliare l’essere «diversi» con la propria fede.

http://www.ediesseonline.it/catalogo/sessismoerazzismo/che-genere-di-islam

http://affrica.org/che-genere-di-islam-omosessuali-queer-e-transessuali-tra-sharia-e-nuove-interpretazioni/

http://www.independnews.com/cultura-design-e-spettacolo/omosessulai-e-sharia-il-genere-di-islam-di-anna-vanzan-e-jolanda-guardi/

bouira5-e1373442413758Jolanda Guardi – Arabista, attualmente svolge attività di ricerca presso l’Universitat Rovira i Virgili di Tarragona (Spagna) con un progetto sulla letteratura algerina in lingua araba e presso l’Università degli Studi di Milano, dove coordina la sezione araba del progetto VocA per la creazione di un database terminologico sulle tematiche dell’EXPO 2015.
I suoi principali interessi di ricerca sono il rapporto tra intellettuali e potere, declinato anche nella variante di genere e la Critical Disocurse Analysis (CDA-F) applicata a testi in lingua araba.
È membro del comitato scientifico del SIMREF, Seminari Interdisciplinar de Metodologia de Recerca Feminista dell’Università di Tarragona; della rivista Komunikatjia i Kultura dell’Università di Belgrado e collabora con diverse riviste specialistiche internazionali. È autrice di numerose pubblicazioni anche in lingua araba.
Nel 2008 è stata insignita del Premio Internazionale Benhadūga per la traduzione dall’arabo; nel 2010 del Custodian of the Two Holy Mosquees King Abdullah International Prize for Translation e nel 2011 del titolo di Teologa Honoris Causa dal CTI, Coordinamento Teologhe Italiane.
Ha un blog che si occupa di quanto pubblicato sul mondo arabo musulmano:

http://www.letturearabe.altervista.org.

foto-0003b-2Anna Vanzan (1955) Iranista e islamologa, Ph.D. in Near Eastern Studies presso la New York University. Attualmente insegna Cultura araba all’Università Statale di Milano e Genere e Pensiero islamico al Master MIM Ca’ Foscari (Ve) e al Master on line EUMES. Si occupa soprattutto di tematiche di genere nel mondo islamico.
È socia fondatrice e redattrice della rivista africa&orienti e membra del comitato scientifico di riviste nazionali e internazionali tra cui Acta Turcica e il Journal of Shi’a and Islamic Studies. Fra gli ultimi articoli, “Naso e libertà. L’ossessione per la rinoplastica nell’Iran contemporaneo”, in Genesis, 1, X, 2011, pp. 99-110; la voce “Anticolonialismo. Tradite e traditrici”, in Femministe a parole, Essediesse, Roma, 2012, pp. 17-21; “Posht-e pardeh, Behind the painting: Women as art gallery managers in contemporary Iran”, in http://www.persiangendernetwork.org/; “The Women of Allah: a personal Journey through Islamic Feminisms”, in Alam-e niswan 19, 1, 2012, pp. 1-10. L’ultima monografia è Le donne di Allah, viaggio nei femminismi islamici (Bruno Mondadori, Milano, 2010).

http://www.annavanzan.com.

 

Arcigay aderisce alla campagna “1 ora d’amore”.

Pubblichiamo un comunicato di Arcigay Nazionale.

Bologna, 24 aprile 2014 – Arcigay ha aderito alla campagna “1 ora d’amore” (https://www.change.org/it/petizioni/educazione-sentimentale-nelle-scuole-1oradamore) a sostegno della proposta di legge per l’istituzione dell’educazione sentimentale nelle scuole. “Da oltre 10 anni – commenta il presidente di Arcigay, Flavio Romani – la nostra associazione mette in campo nelle scuole un’azione metodica e ostinata di educazione alla diversità e di formazione del personale docente e non docente sui temi della discriminazione, del bullismo e dell’educazione sessuale. Un’ora d’amore, cioè l’istituzione di un’ora di educazione sentimentale nelle scuole, non rappresenterebbe perciò soltanto il doveroso adempimento di una delle azioni previste dalla Convenzione di Istanbul, ma anche la messa a regime di uno sforzo che da molto tempo la rete delle associazioni produce, nella convinzione che sia nelle scuole il punto nevralgico in cui si riproduce una cultura degli stereotipi, quella che genera pregiudizi, perciò discriminazioni e atti d’odio. Dotare gli studenti e le studentesse degli strumenti per vivere serenamente e a pieno la propria primavera affettiva, fornire loro i luoghi e le occasioni per una discussione trasparente e sana sui propri sentimenti e sui propri desideri, non vuol dire solo scommettere concretamente sul futuro di quelle generazioni, ma anche sabotare quella cultura della doppia morale e dei retroscena in cui i minori diventano spesso vittime della furbizia degli adulti”.

Ufficio stampa Arcigay – Vincenzo Branà.

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