Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘omofobia’

XIX International Transgender Day of Remembrance (TDoR) – 20 novembre 2017

1399953450309“Tis very true: my grief lies within,
And these external manners of laments

Are merely shadows to the unseen grief
That swells with silence in the tortured soul.”

W. Shakespeare, Richard II, act 4, sc.1, 285-8.

Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella

partecipa al diciannovesimo “International Transgender Day of Remembrance” e dà il suo sostegno così come invita a sostenere tutte le Associazioni e persone che lottano per il riconoscimento pubblico della dignità e dei diritti delle persone transessuali e transgender;

ribadisce con tutta la forza delle parole e degli atti delle sue volontarie e volontari il diritto intangibile delle persone transessuali e transgender a esprimere liberamente la propria autentica personalità in ogni luogo pubblico o privato senza essere per questo irrise, discriminate, marginalizzate, vessate, aggredite o uccise;

denuncia il numero sconvolgente di donne e uomini transessuali e transgender uccisi ogni anno in tutto il mondo, spesso in modo particolarmente brutale per negarne l’ umanità, e si oppone al tentativo dei mezzi di informazione e di parte della società di sminuire la dignità delle vittime;

pretende che si compia ogni sforzo per assicurare alla giustizia i colpevoli e chiede con sdegno per il ritardo accumulato rispetto a tutte le legislazioni europee che anche in Italia venga stabilita un’aggravante specifica che riguardi finalmente tutti i crimini motivati da odio;

riafferma il diritto delle persone transessuali a essere umanamente ricordate e compiante nella loro preziosa e irripetibile individualità e identità e il diritto per chi le ha amate al riconoscimento pubblico e al rispetto del proprio lutto.

In questa giornata del ricordo Arcigay “Rainbow” si unisce quindi a tutt* coloro che vegliando piangono le vittime e ne conservano la memoria ed è particolarmente vicina a chi ha perso una persona cara a causa dell’odio e della violenza transfobica.

Il Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Varcelli e Biella,
Borgosesia, 20 novembre 2017.

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Segnalazione: Giuseppe Burgio – “Adolescenza e violenza”

Segnaliamo il saggio di Giuseppe Burgio,

“Adolescenza e violenza. Il bullismo omofobico come educazione alla mascolinità”,

pp. 252, € 20,00;
Mimesis Edizioni, 2012.

La letteratura scientifica sul bullismo, sia quella italiana sia quella straniera, si limita a una trattazione generale del fenomeno, senza analizzare le variabili rappresentate dalle caratteristiche delle vittime. Questo libro si concentra invece sulla costruzione sociale e relazionale del bullismo omofobico al fine di individuare possibili spiegazioni di come esso nasca e perché. L’autore studia i legami tra genere maschile, orientamento sessuale e violenza in adolescenza, sulla base dell’ipotesi – assolutamente innovativa – che il bullismo omofobico possa costituire in adolescenza una tappa della costruzione della maschilità e che alcuni ragazzi ricavino un “vantaggio” dall’esercitarlo. Il bullismo omofobico emerge quindi come un modo per produrre (e sottolineare) la differenza tra eterosessuali e omosessuali in quel periodo nodale nella costruzione dell’identità sessuale che è l’adolescenza. La violenza si mostra allora come performance utilizzata per affrontare i compiti di sviluppo connessi all’identità maschile, come manifestazione di genere, come uno dei modi per costruire e mettere in scena la virilità

Giuseppe Burgio, professore associato di Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi di Enna “Kore”, è Graduated SYLFF Fellow della Nippon Foundation di Tokyo. Oltre a contributi in volumi collettanei e in riviste scientifiche in Italia, Francia e Spagna, ha pubblicato il volume La diaspora interculturale. Analisi etnopedagogica del contatto tra culture: i Tamil in Italia (2007) e Mezzi maschi. Gli adolescenti gay dell’Italia meridionale. Una ricerca etnopedagogica (Mimesis, 2008). Nel 2002, il suo corso di formazione Bulli e prepotenti nella scuola. Prevenzione e tecniche educative ha ottenuto il premio “Bonsignore” dell’Associazione Italiana Formatori.

Adolescenza e violenza

http://www.sololibri.net/Adolescenza-e-violenza-Il-bullismo.html

 

Segnalazione: Filippo Maria Battaglia – “Ho molti amici gay”

Nell’ambito delle nostre inizitive per la XIV “Giornata Internazionale contro l’omo\transfobia” segnaliamo il saggio di Filippo Maria Battaglia che presenteremo con l’autore alla Libreria Mondadori di Vercelli sabato 27 maggio

https://rainbowvalsesia.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=10910&action=edit

“Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana”,

pp. 135, € 11,00;
Bollati Boringhieri Editore, 2017.

Non possono fare gli insegnanti né i capi scout, non devono baciarsi e tenersi per mano in pubblico, vanno curati e, se possibile, redenti. Da sempre la politica italiana dice di non avere «nulla contro gli omosessuali» eppure, da sempre, li discrimina. C’è chi invoca «sobrietà», chi domanda «discrezione», chi chiama in causa la Bibbia, chi ricorre a citazioni d’autore. Passano gli anni, cambiano i toni e gli interlocutori ma il risultato – nonostante gli ultimi passi in avanti – resta lo stesso: diffidenza e fastidio, fino all’aggressione verbale e all’insulto. Sin dal dopoguerra la crociata contro i «malati» e gli «anormali» recluta quasi tutti: capi di Stato e di Governo, ministri e parlamentari, segretari e leader di partito. Attecchisce a destra, ma spopola anche a sinistra, coinvolgendo figure insospettabili e venerati padri della patria. «Ho molti amici gay» non è solo l’immancabile premessa di rito prima di ogni discorso omofobo, dentro e fuori dall’Aula: è la storia, succinta e dettagliata, di quanto la discriminazione e il pregiudizio contro gli omossessuali siano radicati nella politica e nella nostra società. Garantendo all’Italia l’infelice primato del Paese con la classe dirigente più omofoba in Europa.

http://www.bollatiboringhieri.it/libri/filippo-maria-battaglia-ho-molti-amici-gay-9788833928395/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/13/ho-molti-amici-gay-storia-del-pregiudizio-contro-gli-omosessuali-dai-soliti-leghisti-agli-insospettabili-del-pci/3518129/

https://www.facebook.com/QuanteStorieRai3/?hc_ref=NEWSFEED&fref=nf

Filippo Maria Battaglia (Palermo, 1984), giornalista di «Sky TG24», vive a Milano. Ha scritto tra l’altro per le pagine culturali di «Panorama», «Il Foglio», «Il Giornale» e del dorso siciliano di «la Repubblica». Con Bollati Boringhieri ha pubblicato: “Lei non sa chi ero io! La nascita della Casta in Italia” (2014), “Stai zitta e va’ in cucina. Breve storia del maschilismo in politica da Togliatti a Grillo” (2015) e “Bisogna saper perdere. Sconfitte, congiure e tradimenti in politica da De Gasperi a Renzi” (con P. Volterra, 2016).
È inoltre autore di: “A sua insaputa. Autobiografia non autorizzata della seconda repubblica” (con A. Giuffrè, 2013), “I sommersi e i dannati. La scrittura dispersa e dimenticata nel ’900 italiano” (2013). Ha curato diverse antologie giornalistiche, tra cui “Professione reporter. Il giornalismo d’inchiesta nell’Italia del dopoguerra” (con B. Benvenuto, 2008) e “Scusi, lei si sente italiano?” (con P. Di Paolo, 2010).

http://www.bollatiboringhieri.it/autori/filippo-maria-battaglia/

Segnalazione: Mattia Cesari – “Omofollia”

Nell’ambito delle nostre inizitive per la XIV “Giornata Internazionale contro l’omo\bi\transfobia” segnaliamo il libro di Mattia Cesari,

“Omofollia. Ho 19 anni e vi racconto come l’omofobia ha cambiato la mia vita”,

pp. 197, € 17,00;
Rizzoli Editori, 2016.

Gita di terza elementare, tutti in pullman, destinazione la necropoli etrusca di Cerveteri. Due bambine di un’altra classe sedute sul sedile davanti si girano verso di me. Una allunga la mano e mi afferra una ciocca lunga e bionda di capelli. Non tira, li accarezza stupita e dice: «Come ti chiami?». «Mattia.» «Mh-mh. E perché hai i capelli da femmina?» Non lo sapevo che quelli fossero «capelli da femmina». Per me erano i capelli come li portava quel figo di mio padre e gli avevo chiesto di lasciarmeli crescere proprio come i suoi, ma evidentemente su di me l’effetto era, come dire, diverso.
Da quel momento, anno dopo anno, Mattia inizia a vedere le cose da un altro punto di vista, a riconoscere e accettare gradualmente la sua identità sessuale, a confrontarsi con l’ottusità della gente, quella che lui definisce «omofollia», e a tentare talvolta di aprire almeno una piccola breccia nel muro dell’omofobia. Il tutto sullo sfondo della sua improvvisa e inaspettata popolarità sul web – con i pro e i contro che comporta – e la voglia di crescere ogni giorno di più. Una voce fresca e sincera per raccontare la storia di un adolescente normale.

http://www.rizzoli.eu/libri/omofollia/

http://francilettricesognatrice.blogspot.it/2016/01/recensione-omofollia-di-mattia-cesari.html

http://www.recensionilibri.org/2016/04/omofollia-di-mattia-cesari.html

Mattia Cesari (Roma, 1997) è un ragazzo come tanti che a 16 anni ha iniziato per gioco a postare video in cui imitava Belén Rodríguez e nel giro di poco è diventato noto sui social. Col tempo, a questo suo lato ironico, Mattia ne ha affiancato uno più intimo: dopo aver fatto coming out, ha iniziato a raccontare i suoi sentimenti e le sue posizioni sul mondo gay e sull’omofobia in modo onesto, tenero e magnetico, trasformandosi in un punto di riferimento per molti giovani della sua età che trovano in lui una voce amica e un esempio.

http://www.rizzolilibri.it/autori/mattia-cesari/

 

XVII “Giorno della Memoria delle Vittime del Nazifascismo”

Arcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli partecipa al diciassettesimo “Giorno della Memoria delle vittime del nazifascismo” e in occasione del settantatreesimo anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz – Birkenau avvenuto il 27 gennaio 1945,

200px-Pink_triangle.svgricorda tutte le vittime della consapevole barbarie nazifascista, così come tutt* coloro che le si opposero proteggendo e salvando a rischio della propria vita i e le perseguitat*, dimostrando in questo modo che era ancora possibile non ignorare, non accettare, non collaborare a quell’infamia;

ricorda in particolare le quasi 100.000 persone omosessuali imprigionate tra il 1933 e il 1945 in base al paragrafo 175 del Codice Penale tedesco del 1871 che perseguiva ogni “… atto sessuale innaturale commesso fra persone di sesso maschile …”, paragrafo inasprito dal Nazismo nel giugno 1935 fino a sanzionare qualsiasi manifestazione di desiderio o affetto omosessuale;

ricorda le 15.000 di loro poi internate come triangoli rosa, che nei campi di concentramento nazisti morirono, furono sottoposti a orribili esperimenti medici per ristabilirne la “virilità” o vennero fatti oggetto di ogni sorta di vessazione perfino dagli altri internati;

ricorda che alla fine del conflitto mondiale tali perseguitati, considerati alla stregua di criminali comuni, passarono spesso direttamente a una prigione “civile” e che anche in seguito la persecuzione penale dell’omosessualità nella Repubblica Federale Tedesca non cessò, che le condanne fino al 1968 si contavano ogni anno a migliaia e che il paragrafo 175, dopo essere stato “attenuato” nel 1969 e 1973, fu definitivamente abrogato solo dopo la riunificazione, nel 1994;

ricorda infine che la stessa esistenza e il significato dell’esperienza dei perseguitati omosessuali venne rimossa per decenni dalle loro società d’appartenenza e le loro testimonianze vennero respinte e cancellate, continuando così su un altro piano l’opera di persecuzione e di annientamento nazifascista e generando una colpevole distorsione della memoria storica, dell’opinione pubblica e della vita civile, culturale e politica che solo di recente l’attività dei movimenti omosessuali e una storiografia più avvertita tenta di rimediare.

11034633_10206339448628920_1162400184_oIl Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli e Biella
Borgosesia, 27 gennaio 2017

 

Segnalazione: Patricia Nell Warren – “La corsa di Billy”

corsa-billy-light-671x1024Segnaliamo la traduzione di Silvia Nono del romanzo “The Front Runner” di Patricia Nell Warren,

“La corsa di Billy”,

pp. 332, € 18,50;
Fazi Editore, gennaio 2017.

A metà degli anni Settanta, l’allenatore Harlan Brown viene cacciato dalla prestigiosa Penn State University per sospetta omosessualità. Perde tutto – famiglia, lavoro, amici –, e trova rifugio dal suo passato e da se stesso in un piccolo college di New York, dove cerca di mascherare il proprio conflitto sessuale con un’esistenza il più spartana e conformista possibile. Si è fatto una promessa che ha intenzione di mantenere: non innamorarsi mai più di un uomo. Ma la sua vita viene nuovamente sconvolta quando tre giovani atleti si presentano nel suo ufficio: l’esuberante Vince Matti, il timido Jacques LaFont e il ventiduenne Billy Sive, un potenziale grande talento per i diecimila metri. Vittime a loro volta di discriminazione sessuale, non vogliono rinunciare ai propri sogni. L’uomo è profondamente diviso: se accetterà di allenarli, alimenterà i pettegolezzi su di lui, ma i tre hanno stoffa e questa potrebbe essere la sua ultima occasione di puntare in alto. Alla fine, poste condizioni ferree, accetta di prenderli sotto la sua ala. Harlan è subito affascinato dal talento di Billy e capisce che il ragazzo ha le qualità per partecipare alle Olimpiadi di Montréal del ’76. Quando, molto presto, la sua ammirazione si trasforma in una sensazione che non provava da anni, deve fare la scelta più difficile della sua vita: combattere i propri sentimenti o uscire allo scoperto e sfidare l’ultraconservatore establishment sportivo, rischiando di far sfumare per sempre il sogno olimpico dei tre ragazzi. Amore, passione e lotta politica si fondono così in un crescendo di tensione, fino all’esplosivo finale, giocato sullo spettacolare palcoscenico olimpico.
Pubblicato per la prima volta nel 1974, La corsa di Billy è stato il primo romanzo gay a diventare subito un libro di culto, ottenendo un grandissimo successo internazionale.

https://fazieditore.it/catalogo-libri/la-corsa-billy/

https://www.cinemagay.it/rassegna-stampa/2017/01/13/esce-oggi-la-corsa-billy-patricia-nell-warren-primo-romanzo-denuncia-lomofobia-negli-ambienti-sportivi/

patricianellwarrenPatricia Nell Warren, nata nel 1936, è cresciuta in una fattoria nel Montana. Giornalista, editor, editrice e scrittrice di grande successo, vive in California ed è una delle più rispettate autrici di letteratura gay. Attivista politica, è particolarmente nota per la sua vicinanza e l’appoggio ai fenomeni di emancipazione del mondo omosessuale. È stata anche un’atleta: una delle prime donne a correre la maratona di Boston, nel 1968. La corsa di Billy, il suo primo romanzo, ebbe un’eco tale da ispirare la nascita, nel 1974, dei Frontrunners (dal titolo originale del libro): un gruppo di atleti gay, lesbiche, bisessuali e transessuali di San Francisco che si riunivano per praticare sport. A oggi, esistono club di Frontrunners in Europa, Canada, America meridionale e centrale, Australia e Nuova Zelanda.

https://fazieditore.it/autore/patricia-nell-warren/

 

XVIII International Transgender Day of Remembrance – 20 novembre 2016

1399953450309“Tis very true: my grief lies within, And these external manners of laments

Are merely shadows to the unseen grief That swells with silence in the tortured soul.”

W. Shakespeare, Richard II, act 4, sc.1, 285-8.

Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella

partecipa al diciottesimo “International Transgender Day of Remembrance” e dà il suo sostegno così come invita a sostenere tutte le Associazioni e persone che lottano per il riconoscimento pubblico della dignità e dei diritti delle persone transessuali e transgender;

ribadisce con tutta la forza delle parole e degli atti delle sue volontarie e volontari il diritto intangibile delle persone transessuali e transgender a esprimere liberamente la propria autentica personalità in ogni luogo pubblico o privato senza essere per questo irrise, discriminate, marginalizzate, vessate, aggredite o uccise;

denuncia il numero sconvolgente di donne e uomini transessuali e transgender uccisi ogni anno in tutto il mondo, spesso in modo particolarmente brutale per negarne l’ umanità, e si oppone al tentativo dei mezzi di informazione e di parte della società di sminuire la dignità delle vittime;

pretende che si compia ogni sforzo per assicurare alla giustizia i colpevoli e chiede con sdegno per il ritardo accumulato rispetto a tutte le legislazioni europee che anche in Italia venga stabilita un’aggravante specifica che riguardi finalmente tutti i crimini motivati da odio;

riafferma il diritto delle persone transessuali a essere umanamente ricordate e compiante nella loro preziosa e irripetibile individualità e identità e il diritto per chi le ha amate al riconoscimento pubblico e al rispetto del proprio lutto.

In questa giornata del ricordo Arcigay “Rainbow” si unisce quindi a tutt* coloro che vegliando piangono le vittime e ne conservano la memoria ed è particolarmente vicina a chi ha perso una persona cara a causa dell’odio e della violenza transfobica.

Il Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Varcelli e Biella,
Borgosesia, 20 novembre 2016.

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