Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Ombre Corte Edizioni’

Segnalazione: Federico Zappino – “Il genere…”

zappinoSegnaliamo la raccolta di saggi a cura di Federico Zappino.

“Il genere tra neoliberismo e neofondamentalismo”,

pp. 207, € 18,00;
Ombre CorteEdizioni,  settembre 2016.

Nell’ora dell’offensiva neofondamentalista contro il gender cosa significa difendere la tesi per cui il “genere” costituisca ancora uno strumento di critica, e di lotta, anche in epoca neoliberista? Il neoliberismo, come noto, mira ad aggirare quelle esclusioni fondate sul genere ancora determinanti in epoca fordista, e lo fa mettendo in campo strumenti atti a includere le minoranze di genere e sessuali nei processi produttivi e di valorizzazione (diversity management, pinkwashing), come anche offrendo possibilità di soggettivazione, individuali e collettive, facendo leva sulla smobilitazione e sulla privatizzazione di soggetti e istanze un tempo conflittuali. Ma questi processi di inclusione coincidono con una sovversione delle gerarchie sulle quali si basavano le precedenti esculsioni, oppure non sono una naturalizzazione di quelle stesse gerarchie, sempre suscettibile di cambiare di segno nel momento in cui le condizioni dell’inclusività diventano precarie? L’odierna crociata neofondamentalista contro il gender, infatti, sembra innestarsi su questa precarizzazione delle condizioni di inclusività, attraverso la quale lo stesso neoliberismo esibisce il suo lato più repressivo, e autoritario.
A partire da approcci teorici e politici distinti, i saggi raccolti in questo volume sostengono la tesi secondo cui la riflessione transfemminista e queer sul genere costituisca un punto di osservazione irrinunciabile per la comprensione delle razionalità con cui opera oggi il potere.

Indice:

Filosofia sociale dell’odio antiomosessuale, di Cristian Lo Iacono
La natura del gender. Il conflitto sulla cittadinanza sessuale, tra dicotomie e ambivalenze, di Elisa Bellè, Caterina Peroni ed Elisa Rapetti
Cannibalismo queer. Gramsci e le strategie di trasformazione molecolare, di Gianfranco Rebucini
Tempo di essere incivili. Una riflessione terrona sull’omonazionalismo in Italia al tempo dell’austerity, di Alessia Acquistapace, Elisa A.G. Arfini, Barbara De Vivo, Antonia Anna Ferrante e Goffredo Polizzi
Diversity management, pinkwashing aziendale e omo-neoliberismo. Prospettive critiche sul caso italiano, di Renato Busarello
Governo neoliberale dei corpi disabili e immaginari di resistenza, di Brunella Casalini
De-patologizzazione trans*, tra riconoscimento e redistribuzione, di Olivia Fiorilli e Stefania Voli
Le conseguenze dell’amore ai tempi del biocapitalismo. Diritti riproduttivi e mercati della fertilità, di Angela Balzano
“Il personale è politico”. La ristrutturazione neoliberista della casa, di Carlotta Cossutta
Femminismo e neoliberismo. Italian Theory femminista e vite precarie, di Cristina Morini
Gender Strike! Il Tariffario del lavoro gratuito, di Bruna Mura, Caterina Peroni e Camilla Veneri
“Cosa possono fare i corpi insieme?” Intervista con Judith Butler, di Federica Castelli
Fare e disfare il sesso. Oltre il binarismo dei generi, di Beatrice Busi
Sovversione dell’eterosessualità / II, di Federico Zappino

Federico Zappino è dottore di ricerca in Filosofia politica. Tra le sue ultime pubblicazioni, Genealogie del presente (con L. Coccoli e M. Tabacchini, Mimesis 2014), Norma sacrificale / Norma eterosessuale (in M. Filippi, M. Reggio, Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali, Mimesis 2015), Fare giustizia (con A. Simone, Mimesis 2016). Ha inoltre tradotto e curato opere di Eve Kosofsky Sedgwick e di Judith Butler.

http://www.ombrecorte.it/more.asp?id=474&tipo=novita

http://ilmanifesto.info/fare-e-disfare-la-norma/

Sovversione dell’eterosessualità – di Federico Zappino

 

Segnalazione: Donatella Lanzarotta – “Corpi ad arte”

LanzarottaGrazie a Delos – Gruppo Glbteq Vicenza, segnaliamo il saggio di Donatella Lanzarotta

“Corpi ad Arte. La drag queen e l’illusoria consistenza del genere”

pp. 160, € 16,00;
Ombre Corte, 2014.

In precisi spazi e tempi della vita sociale, la pratica rituale del travestimento rende lecito assumere abiti, lineamenti e atteggiamenti comunemente assegnati a individui di un sesso (ovvero, di un genere) diverso dal proprio. Se però scambiarsi ruoli e accessori per motivi spirituali, artistici o ricreativi richiede la piena consapevolezza del processo che genera il prodotto finale, cosa succede quando gli stessi abiti, lineamenti e atteggiamenti sono parte di ciò che chiamiamo “identità di genere”? Qual è il confine tra imparare a recitare un genere e imparare a riconoscersi in esso?
Idealmente scandito dalle fantasiose metamorfosi della “Drag Queen”, insieme soggetto narrante e spunto di osservazione, il “corpo ad arte” è un viaggio antropologico che (tra letteratura e mitologia, arti dello spettacolo e fenomeni di costume) sfoglia il corpo come un vocabolario fatto di verbi, sostantivi e soprattutto desinenze somatiche – attraverso cui il genere e i suoi modelli sono scritti e codificati, tramandati o rielaborati, incorporati per tradizione o impersonati, per l’appunto, ad arte.

Donatella Lanzarotta insegna al Liceo artistico di Treviso. Si è laureata in Lingue Straniere e in Antropologia Culturale presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Questo libro nasce dalla sua ricerca/studio sulle nostre amate Drag Queen fatta nel 2013 al Padova Pride Village

https://www.facebook.com/events/1424154434514391/

http://www.ombrecorte.it/more.asp?id=379&tipo=novita

http://www.padovando.com/incontri-convegni/le-misteriose-madrine-del-borgo-arcobaleno/

Segnalazione: Guazzo \ Rieder \ Scuderi – “R\esistenze lesbiche nell’Europa nzifascista.”

LesboSegnaliamo la raccolta di saggi curata da Paola Guazzo, Ines Rieder e Vincenza Scuderi

“R\esistenze lesbiche nell’Europa nazifascista”,

pp. 190, € 19,00;
Ombre Corte Edizioni; 2010.

In un contesto in cui la ricerca storica europea appare ancora fortemente condizionata da istanze maschili-bianche e le reti accademiche non sembrano certo distinguersi nell’investire sensibilità ed energie sulla storia dei soggetti “altri”, quali le lesbiche sono indubbiamente, i lavori qui presentati assumono sicuramente una rilevanza particolare nel panorama storiografico.
Frutto di un lavoro corale sulle poche fonti e testimonianze di cui ancora si dispone, il volume si avvale dei contributi di alcune note storiche del lesbismo che si occupano di esistenze e resistenze lesbiche nell’Europa dei nazifascismi, includendo anche il franchismo spagnolo. La barra che si è scelto di apporre su “r/esistenze” sta infatti a indicare come per le lesbiche la stessa esistenza possa essere considerata una forma di resistenza (all’eterosessualità obbligatoria, alla cancellazione di sé e delle proprie passioni), ancor più in periodi di forzata “normalizzazione” di tutte le donne come furono quelli dei fascismi europei del Novecento. Ma la “resistenza” che trova spazio in questo libro è anche quella di lesbiche politicamente consapevoli, che fronteggiarono e combatterono con determinazione e coraggio le dittature di Mussolini, di Hitler e di Franco.
Nel volume vengono inoltre affrontate anche le questioni, spesso rimosse, relative alla “zona grigia” della sopravvivenza durante l’internamento e ai rapporti fra “asociali” e “politiche” nei Lager.

Paola Guazzo ha recentemente pubblicato il romanzo Un mito, a suo modo e curato con altre Il movimento delle lesbiche in Italia.
Ines Rieder dagli anni Novanta si occupa principalmente di ricerca storica. Suoi lavori sono stati pubblicati in diverse riviste internazionali.
Vincenza Scuderi è ricercatrice di Lingua tedesca e traduzione presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Catania.

Segnalazione: Gabriella Romano – “La Tarantina e la sua dolce vita”.

tarantinaSegnaliamo l’ultimo testo di Gabriella Romamo,

La Tarantina e la sua “dolce vita”. Racconto autobiografico di un femminiello napoletano.Con un saggio di Eugenio Zito.

pp. 107, € 10,00;
Ombre Corte Edizioni, 2013.

“D’improvviso la guerra ci sembrò lontana, ci scrollammo di dosso la polvere, la fame, la fatica del dopoguerra, per la prima volta alzammo gli occhi e guardammo avanti. Il peggio era finito. A quei tempi Roma era una calamita, tutti sognavano di vivere nella città del cinema, delle star, la capitale dell’eleganza e della ?modernità di cui leggevamo sui rotocalchi: e il miraggio era a portata di mano, proprio lì?, a pochi chilometri di distanza”. “La ‘dolce vita’ romana incalzava, mi seduceva, mi spronava a buttarmi a capofitto in situazioni sempre più scandalose, perché erano anni di grande euforia, sfrenatezza, c’era il gusto di esagerare, di infrangere i tabù del passato… Via Veneto era una passerella a tutte le ore, i caffè erano sempre affollatissimi. Io in quella via mi sentivo una regina, ero ricercata perché, in quegli anni, gli anni Cinquanta e Sessanta, non esisteva quasi nessuno come me, ero una mosca bianca”. Protagonista della “dolce vita” romana, indiscussa regina dei Quartieri Spagnoli, amata e corteggiata. La vita della Tarantina è stata certo tutto questo, ma non solo. Come molti altri “femminielli” della sua generazione o delle successive, la sua è stata anche un’esistenza faticosa, fatta di dolorosi rifiuti (in particolare da parte della famiglia e della comunità di origine), di precarietà e disperazione, di carcere e sogni infranti. Dal suo racconto senza veli e ricco di incontri spesso inaspettati, esce il ritratto a tutto tondo e a tinte forti di una persona che ha vissuto con coraggio e ostinazione, alla ricerca della felicità, senza mai negare se stessa. Coraggio e ostinazione che ancora oggi, alla soglia degli ottant’anni, non sembrano affatto averla abbandonata – come già testimonia questo suo raccontarsi in pubblico.

23184851_oltre-le-differenze-per-ricordare-le-tante-vittime-dell-omocausto-0Gabriella Romano è documentarista e saggista. Ha lavorato a lungo a Londra nell’ambito della produzio- ne e della ricerca televisiva, collaborando con la Rai e numerose società di produzione inglesi, americane e canadesi, tra cui la Bbc. È autrice di diversi documentari, nonché di saggi e racconti. Per i nostri tipi a pubblicato I sapori della seduzione (2006), mentre per Donzelli Il mio nome è Lucy. L’Italia del XX secolo nei ricordi di una transessuale (2009).

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