Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Matrimonio egualitario’

Segnalazione in memoriam: Stefano Rodotà – “Diritto d’amore”

Layout 1Per ricordare la vita e l’opera di Stefano Rodotà in occasione della sua recente scomparsa, torniamo a segnalare il suo saggio

“Diritto d’amore”,

pp. 158, Euro 14,00;
Laterza Editore, 2015.

Parlare di diritto d’amore non serve a legittimarlo, l’amore non ha bisogno di legittimazione. L’amore vuol farsi diritto per realizzarsi pienamente.

Le parole diritto e amore sono compatibili o appartengono a logiche conflittuali? Nell’esperienza storica, il diritto si è impadronito dell’amore. Lo ha chiuso in un perimetro, l’unico giuridicamente legittimo: il matrimonio. Un contratto di diritto pubblico, sorvegliato dallo Stato, basato sulla stabilità sociale, la procreazione, l’educazione dei figli e portatore di una morale ritenuta prevalente, quella cattolica. Obbedienza e subordinazione per le donne, logica autoritaria e patrimonialistica, un blocco compatto nel quale l’amore riusciva con fatica ad aprire qualche breccia.
Oggi troviamo il futuro declinato in modo ben diverso dal passato e sembriamo prendere congedo da un diritto ostile all’amore. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea vieta ogni discriminazione e legittima, in condizioni di parità, unioni diverse da quella matrimoniale. La Corte costituzionale italiana ha cominciato a riconoscere alle persone dello stesso sesso il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia. Ma se rivolgiamo lo sguardo alla società italiana, cogliamo ancora troppe tracce di una politica del disgusto che continua a ritenere inaccettabili i diritti dell’amore. Una politica che si nutre di pregiudizi, sorda ai richiami dell’Europa, ostacola l’abbandono delle discriminazioni e nega alle persone diritti fondamentali, come l’accesso paritario di tutte le coppie al matrimonio. Ma una più profonda cultura dell’amore si diffonde, richiama i principi di dignità ed eguaglianza, e obbliga così il diritto a prendere atto dei profondi mutamenti sociali, a rispettare fino in fondo la libertà delle persone.

http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858121245

http://www.repubblica.it/cultura/2015/11/19/news/stefano_rodota_com_e_povero_il_diritto_se_non_parla_d_amore_-127714582/

UnknownStefano Rodotà (Cosenza 30 maggio 1933 – Roma 23 giugno 2017), si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dove attualmente è Professore ordinario di Diritto civile. È stato deputato al Parlamento dal 1979 al 1994, eletto prima nelle liste del PCI (come indipendente di sinistra) e poi in quelle del PDS. È stato presidente dell’Autorità garante per la tutela dei dati personali. Ha tenuto corsi e seminari nelle Università di Parigi, Francoforte, Strasburgo, Edimburgo, Barcellona, Lima, Caracas, Rio de Janeiro, Città del Messico. È inoltre Visiting fellow, presso l’All Souls College dell’Università di Oxford e Professor alla Stanford School of Law, California. È vice-Presidente dell’International Society for Cultural Property; membro del Gruppo di esperti della Commissione dell’Unione Europea per l’etica delle biotecnologie e del Legal Advisory Board for Market Information. Dirige le riviste “Politica del diritto” e “Rivista critica del diritto privato”. Contemporaneamente alla sua attività politica e civile ha offerto i suoi maggiori contributi teorici in settori come il diritto civile, i diritti individuali e il sistema politico. Negli ultimi anni ha concentrato la sua attenzione sulle libertà e i diritti fondamentali, analizzando le inedite questioni che in questo campo sollevano le innovazioni dell’informatica e della biomedicina.

http://www.emsf.rai.it/biografie/anagrafico.asp?d=496

http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Rodot%C3%A0

“Lei disse sì” al Cinema “Verdi” di Candelo contro l’Omo\Bi\Transfobia – 10 maggio 2016

12998242_1590954311219992_2999538252308003210_o In occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omo\bi\transfobia” Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella e il Comitato Territoriale Arci Biella, Vercelli, Ivrea sono particolarmente orgogliose di invitarVi tutt* alla proiezione del film di Ingrid Lamminpää, Maria Pecchioli e Lorenza Soldani

“LEI DISSE SÌ”

martedì 10 maggio 2016
alle ore 21:30

presso il Cinema “Verdi”
in via M. Pozzo, 2 a Candelo (BI).

“Lei disse si” è una storia d’amore fatta di musica, di rifiuto e abbandono, di accoglienza e condivisione, di imprevisti, speranze, amici e parenti, testimoni allegri di un sogno che si avvera. E’ il racconto di due donne che si amano. “Lei disse si” è un frammento di Italia, di boschi e laghi svedesi ed è una festa dove il menù di nozze è a base di diritti civili. Un progetto d’amore ad alto valore sociale e politico: due donne decidono di rendere pubblico il loro giorno più bello, anche se sanno che così facendo si esporranno all’incomprensione di un Paese, l’Italia, dove il matrimonio omosessuale non è ancora riconosciuto. Dal loro seguitissimo blog nasce questo film, che racconta le avventure di due promesse spose fino a fatidico sì. E che non è solo la storia tenera e divertente dei preparativi per una cerimonia italo-svedese, tra una festa di fidanzamento in Toscana e la conta delle porzioni di aringhe. È una denuncia contro la grave arretratezza italiana in materia di diritti civili, e un modo per indicare la direzione giusta: la strada fino a quella cerimonia nei boschi, a quella famiglia allargata riunita senza pregiudizi attorno alla realtà dell’amore.

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Dopo la proiezione avremo un collegamento telefonico con la regista, Maria Pecchioli che risponderà alle domande del pubblico

Inoltre all’ingresso troverete il nostro stand con i gadgets dell’Associazione, le t-shirts, i gadgets e gli opuscoli della campagna nazionale Arcigay contro l’omo\transfobia; ci sarà anche materiale informativo per sensibilizzare sulle MST e le pratiche di sesso sicuro e verrà distribuito gratuitamente materiale di prevenzione.

Entrata gratuita.

Non mancate!

Alcune ovvietà sul DdL “Cirinnà”…

UnknownIl dibattito sul Ddl “Cirinnà” attualmente in votazione al Senato oltre alla preziosa possibilità di esprimere la cultura, l’umanità e l’alto senso civico degli italiani e delle italiane ha dato purtroppo anche nuova visibilità a politicanti mummificati, riciclati vari screditati da vent’anni di fallimenti professionali e umani e a tutto un circo di piccole, spesso piccolissime associazioni confessionali per lo più finanziate da regimi stranieri più o meno autoritari, ma sempre poco raccomandabili. Di fronte a questo rigurgito di malcostume che crede di poter essere ancora protagonista della vita civile del Paese è necessario ribadire quello che in tutte le democrazie occidentali è una verità della ragione civile, un valore della vita associata e il buon senso della vita quotidiana.

L’omosessualità e l’eterosessualità sono condizioni esistenziali di pari dignità umana e sociale e l’orientamento sessuale è in sé irrilevante per la salute psicologica e le capacità intellettuali e morali di una persona. Ogni volta che l’omosessualità è associata a una mancanza psichica, intellettuale o morale, questa circostanza è una pura coincidenza o è il danno prodotto da una discriminazione ingiusta e violenta. Perciò chi lavora attivamente per mantenere la discriminazione giuridica, sociale e simbolica delle persone LGBT non agisce per una superiore razionalità o moralità, ma nasconde con argomenti più o meno puerili la volontà di danneggiare le persone omosessuali per un pregiudizio nutrito spesso da oscuri e inconfessabili motivi.

Quando si riconosce pari dignità giuridica alle persone LGBT, non si creano nuovi diritti, ma si elimina una discriminazione irrazionale e odiosa ristabilendo l’equilibrio dell’ordine giuridico.

Da quasi un secolo nel diritto delle democrazie occidentali il matrimonio è il luogo della pari dignità dei coniugi e con ciò del sostegno materiale e morale al libero sviluppo delle loro personalità: su questa base la differenza sessuale dei coniugi è irrilevante dal momento che le coppie omosessuali ed eterosessuali sono altrettanto stabili e capaci di prestarsi reciproca assistenza e di contribuire al libero e armonico sviluppo dei loro componenti, perciò non c’è nessuna ragione razionale per restringere l’istituto matrimoniale alle sole coppie eterosessuali.

Da tempo e per fortuna la riproduzione non è più il fondamento e il fine dell’istituto del matrimonio, tanto che la capacità riproduttiva dei coniugi è irrilevante per la sua validità e i figli nati fuori e dentro il matrimonio hanno finalmente raggiunto anche in Italia pari dignità giuridica e sociale; a sostenere il contrario restano solo i propagandisti prezzolati di una “famiglia confessionale” il cui riferimento ideologico e giuridico è il Codice Canonico di uno stato straniero, Codice che ha però una concezione volgare e inumana del rapporto matrimoniale ridotto a contratto d’uso reciproco degli organi genitali dei coniugi!

Ormai, nel Diritto delle democrazie occidentali, solo se garantisce tutti questi presupposti un matrimonio viene riconosciuto come il luogo più adatto per dare il supporto materiale, morale ed educativo necessario allo sviluppo armonico dei bambini e delle bambine, come dimostra ampiamente tutta la legislazione e giurisprudenza sulla sospensione della potestà parentale.

Inoltre le associazioni degli Psicologi, degli psichiatri, dei pediatri e degli educatori delle principali democrazie occidentali e la totalità degli studi scientificamente accreditati sull’argomento concordano che i bambini e le bambine non hanno bisogno di generiche e astratte “figure” paterne e materne, ma di persone concrete che siano presenti, competenti e amorevoli: quindi, dal momento che il sesso e l’orientamento sessuale del genitore è irrilevante per la salute fisica e psichica del figlio, non c’è nessun argomento razionale per negare la genitorialità alle persone omosessuali. Su questo punto tra gli esperti non c’è nessun contrasto o divisione e chi afferma il contrario per incompetenza o malafede compie un falso e un danno gravissimo non solo alla verità, ma soprattutto alla vita di migliaia di famiglie!

Per tutte queste ragioni è evidente che chi oggi lavora contro i diritti matrimoniali delle persone LGBT in realtà lavora contro la parità giuridica e sociale di tutte le donne, confinate al loro ruolo riproduttivo e ridotte quindi tradizionalmente, loro sì, a uteri in affitto in cambio di un minimo di riconoscimento sociale ed economico; lavora contro la parità di diritti dei bambini nati fuori del matrimonio, parità raggiunta non a caso tanto tardi e con tanta fatica nel nostro Paese; lavora contro la vita, la serenità e la felicità dei figli delle coppie omoparentali, fino a poter concepire la follia inumana e spregevole di strapparli agli unici genitori che hanno mai conosciuto; lavora contro la stessa esistenza di tutti i bambini e le bambine concepite grazie alle tecniche di fecondazione assistita, gestazione per altri compresa, bambini e bambine che si pretende mostruosamente e vigliaccamente non vengano al mondo, perfino contro la volontà stessa dei loro genitori, perché la loro nascita sarebbe contro la “retta ragione” e la “dignità umana”!

Di fronte al pozzo di squallore di questa follia superstiziosa e inumana, noi di Arcigay “Rainbow” chiediamo a tutte le persone di buona intelligenza, buon cuore, buon senso e buona volontà di mobilitarsi, di fare sentire la loro voce in modo chiaro e non equivoco in tutti gli spazi pubblici di discussione, di non tacere, non sfumare, ma condannare il pregiudizio, la menzogna, la, falsificazione, la violenza e la discriminazione! Perché oggi è minacciata non l’estensione dei diritti di una minoranza, ma la qualità stessa della nostra vita civile e la verità della nostra democrazia, perché i diritti di uno sono sempre i diritti di tutti! Grazie!

11034633_10206339448628920_1162400184_oIl Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli

 

Articolo pubblicato integralmente su :

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?titolo=VERCELLI_-_Il_Ddl_Cirinn%E0_ha_dato_nuova_visibilit%E0_a_politicanti_mummificati_-_L%27Arcigay_%27%27Rainbow%27%27_dice_la_sua_sul_decreto_legge_pi%F9_discusso_degli_ultimi_tempi&id=66319&id_localita=2

Le foto di #svegliativercelli e i nostri ringraziamenti – 23 gennaio 2016

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Grazie a tutt* per la spendida giornata che ha scaldato un inverno italino durato troppo tempo! Grazie a chi ci ha aiutat* a organizzare l’evento; grazie a tutt* i e le rappresentanti di associazioni, forze sociali, locali pubblici e partiti politici intevenut*, in particolare all’Amministrazione della Città di Vercelli nella persona del Sindaco, Maura Forte, rappresentant* che hanno preso la parola per sostenere con forza la causa della giustizia e dell’eguaglianza di tutt* gli italiani e le italiane di fronte alla legge; grazie soprattutto alle decine di coppie etero e omosessuali che hanno portato a tutt* la loro testimonianza della necessità e urgenza di un riconoscimento delle unioni civili! Grazie a tutt* i e le cittadine e cittadini vercellesi che con calore si sono unit* a noi, ai media locali che hanno seguito con partecipazione la manifestazione… e un grazie speciale a tutt* i e le nostr* splendid* attivist*, Laura, Anita, Giulia, Filippo, Chiara, Michela… e tutt* gli e le altr*! Siamo tantissim*!

#sveglititvercelli, #svegliatitalia!

Foto di Samuele Giatti (VercelliYN.it), Sabrina Falanga (LaSesia) e Laura Leone.

 

 

Segnalazione: Stefano Rodotà – “Diritto d’amore”

Layout 1Segnaliamo il nuovo saggio di Stefano Rodotà,

“Diritto d’amore”,

pp. 158, Euro 14,00;
Laterza Editore, 2015.

Parlare di diritto d’amore non serve a legittimarlo, l’amore non ha bisogno di legittimazione. L’amore vuol farsi diritto per realizzarsi pienamente.

Le parole diritto e amore sono compatibili o appartengono a logiche conflittuali? Nell’esperienza storica, il diritto si è impadronito dell’amore. Lo ha chiuso in un perimetro, l’unico giuridicamente legittimo: il matrimonio. Un contratto di diritto pubblico, sorvegliato dallo Stato, basato sulla stabilità sociale, la procreazione, l’educazione dei figli e portatore di una morale ritenuta prevalente, quella cattolica. Obbedienza e subordinazione per le donne, logica autoritaria e patrimonialistica, un blocco compatto nel quale l’amore riusciva con fatica ad aprire qualche breccia.
Oggi troviamo il futuro declinato in modo ben diverso dal passato e sembriamo prendere congedo da un diritto ostile all’amore. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea vieta ogni discriminazione e legittima, in condizioni di parità, unioni diverse da quella matrimoniale. La Corte costituzionale italiana ha cominciato a riconoscere alle persone dello stesso sesso il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia. Ma se rivolgiamo lo sguardo alla società italiana, cogliamo ancora troppe tracce di una politica del disgusto che continua a ritenere inaccettabili i diritti dell’amore. Una politica che si nutre di pregiudizi, sorda ai richiami dell’Europa, ostacola l’abbandono delle discriminazioni e nega alle persone diritti fondamentali, come l’accesso paritario di tutte le coppie al matrimonio. Ma una più profonda cultura dell’amore si diffonde, richiama i principi di dignità ed eguaglianza, e obbliga così il diritto a prendere atto dei profondi mutamenti sociali, a rispettare fino in fondo la libertà delle persone.

http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858121245

http://www.repubblica.it/cultura/2015/11/19/news/stefano_rodota_com_e_povero_il_diritto_se_non_parla_d_amore_-127714582/

UnknownStefano Rodotà
Nato a Cosenza nel 1933, si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dove attualmente è Professore ordinario di Diritto civile. È stato deputato al Parlamento dal l979 al l994, eletto prima nelle liste del PCI (come indipendente di sinistra) e poi in quelle del PDS. È stato presidente dell’Autorità garante per la tutela dei dati personali. Ha tenuto corsi e seminari nelle Università di Parigi, Francoforte, Strasburgo, Edimburgo, Barcellona, Lima, Caracas, Rio de Janeiro, Città del Messico. È inoltre Visiting fellow, presso l’All Souls College dell’Università di Oxford e Professor alla Stanford School of Law, California. È vice-Presidente dell’International Society for Cultural Property; membro del Gruppo di esperti della Commissione dell’Unione Europea per l’etica delle biotecnologie e del Legal Advisory Board for Market Information. Dirige le riviste “Politica del diritto” e “Rivista critica del diritto privato”. Contemporaneamente alla sua attività politica e civile ha offerto i suoi maggiori contributi teorici in settori come il diritto civile, i diritti individuali e il sistema politico. Negli ultimi anni ha concentrato la sua attenzione sulle libertà e i diritti fondamentali, analizzando le inedite questioni che in questo campo sollevano le innovazioni dell’informatica e della biomedicina.

http://www.emsf.rai.it/biografie/anagrafico.asp?d=496

http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Rodot%C3%A0

Le foto del “Cammino dei diritti” a Vercelli! 17 agosto 2015

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Lunedì il “Cammino dei diritti” ha fatto tappa a Vercelli ed è stato accolto di fronte al Municipio da molte cittadini e cittadine, dalle nostre e dai nostri nostri militanti festanti e ufficialmente come si conviene dalle Autorità cittadine tra le quali vogliamo ricordare il discorso toccante della Consigliera comunale Lorenzina Opezzo; successivamente ci siamo accomodati nella Sala della Giunta comunale su invito della Sig.ra Sindaco, Maura Forte, del Presidente del Consiglio comunale e di tre Assessori che tutt* hanno significato la loro vicinanza personale e della Amministrazione tutta alle rivendicazioni sostenute dall’iniziativa.

Cogliamo l’occasione per Ringraziare i e le camminanti e loro sostenitori e sostenitrici, le Autorità, tutt* i e le convenut*, ma vogliamo ricordare e ringraziare anche la nostra Giulia e il nostro Filippo che si sono spesi perché i e le camminanti avessero un degno ricevimento! Grazie a tutt*!

Foto di Pietro Spina e Giulia Bodo.

 

Il “Cammino dei diritti” fa tappa a Vercelli! 17 agosto 2015

48e1ed_175019eee0bf4ef3a73fef4e22ae1e5a.jpg_srz_p_134_100_75_22_0.50_1.20_0.00_jpg_srzArcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli accoglierà i\le partecipanti al
“CAMMINO DEI DIRITTI”

lunedì 17 agosto
alle ore 18:00

presso il Municipio
in Piazza Municipio, 5 a Vercelli.

Vi invitiamo tutt* a festeggiare con noi e le autorità della Città di Vercelli (Sindaco, Consiglieri e Capigruppo) i\le partecipanti al pellegrinaggio laico che da Torino arriverà a Roma lungo la via Fracigena per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere al Governo Italiano una legge che garantisca alle coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale diritti equiparabili a quelli delle coppie sposate e una legge che garantisca alle coppie dello stesso sesso che lo desiderano di potersi sposare civilmente!

Chi è interessato, può accompagnare il cammino anche solo in una parte del percorso od ospitare i\ le camminanti… trovate tutte le informazioni sul sito:

http://camminodeidiritti.wix.com/camminodeidiritti

https://www.facebook.com/pages/Cammino-dei-Diritti/1537874093147720

Arcigay “Rainbow” sarà presente per l’occaisone anche il con un suo stand presso il quale troverete le nostre volontarie e volontari che proporranno, oltre ai gadgets dell’Associazione, le t-shirts, i gadgets e gli opuscoli della campagna nazionale Arcigay contro l’omo\transfobia; ci sarà anche materiale informativo per sensibilizzare sulle MST e le pratiche di sesso sicuro e verrà distribuito gratuitamente materiale di prevenzione.

Dopo la cerimonia di accoglienza per rifocillare i\le camminanti seguirà una cena al

10153285_812548118841940_4691434938435854744_n “Ristorante D’Italia”

in Via Galileo Ferraris, 2
con uno spendido affaccio su Piazza Cavour.

Menù a 15,00

Per prenotazioni e per qualsiasi ulteriore informazione vi preghiamo di contattare i numeri:

3495272350 Laura Leone

3428008798 Filippo Stramaccioni

3334371436 Giulia Bodo

Il Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli.

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