Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Legge Mancino’

“Under pressure” per la legge contro l’omofobia…

RAINBOW VALSESIALa Camera dei Deputati sta discutendo l’estensione della Legge Reale-Mancino ai casi di omofobia e transfobia.

Arcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli, in accordo con un’iniziatva di Arcigay Nazionale, invita le associazioni, i gruppi e le singole cittadine e cittadini a sollecitare i propri rappresentati in Parlamento perché diano finalmente all’Italia una normativa civile in materia di protezione dell’incolumità e dignità delle persone omosessuli, bisessuali e transessuali e colmino così il ritardo rispetto a tutti gl altri paesi europei.

Come Arcigay “Rainbow” ha fatto con quelli del Collegio Piemonte 2,
vi chiediamo di inviare una e-Mail a tutti i rappresentanti eletti nel vostro Collegio Elettorale per segnalare loro l’importanza e l’urgenza della lotta all’ omo\transfobia.

A titolo di esempio segue la e-Mail che Arcigay Nazionale ha mandato ai parlamentari PD e ai firmatari di “Temposcaduto”.

Temposcaduto

Ricordiamo che per comporre l’idirizzo e-mail a partire dal nominativo basta mettere il cognome, il trattino basso, l’iniziale del nome e @camera.it   ES: Gianluca Buonanno avrà l’email   buonanno_g@camera.it.

O attraverso il sito della Camera dei Deputati\ Deputati e organi:

http://www.camera.it/leg17/28

è possibile generare l’elenco dei Deputati del proprio Colleggio Elettorale.
Di seguito l’elenco degli eletti alla Camera dei Deputati del Collegio Piemonte2.

Piemonte2II_Camera

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Arcigay sulla legge contro l’omofobia: “istituzionalizza la discriminazione e l’infamia ed elegge zone franche in cui l’odio può essere coltivato”.

UnknownPubblichiamo un comunicato stampa di Arcigay Nazionale.

BOLOGNA, 19 Settembre – Spunta un subemendamento di Gregorio Gitti (Scelta Civica) all’emendamento di Walter Verini (Pd) per le aggravanti di omofobia alla legge Mancino, e l’Arcigay – finora accomodante nel difficile dibattito in Parlamento – insorge e lancia un appello ai deputati Pd: ”ascoltate l’appello di Sel e M5S”. ”Con grande preoccupazione – scrive il presidente Arcigay, Flavio Romani – seguiamo in queste ore il dibattito alla Camera sulla legge contro l’omotransfobia. Nell’emendamento a firma Pd che avrebbe dovuto estendere le aggravanti della Mancino compare oggi un sub emendamento irricevibile che definisce persone, ruoli e luoghi di immunità rispetto a quella norma. Un’eventualità gravissima che tiene espressamente vivo il principio della discriminazione, esponendo tra l’altro la scuola e i luoghi della formazione a questa sciagura. Anziché cogliere l’occasione di proiettare l’Italia verso un modello europeo, questa legge rischia di certificare l’arretratezza di questo Paese, istituzionalizza la discriminazione e l’infamia ed elegge zone franche in cui l’odio può essere coltivato. Il Pd prenda le distanze da questo approccio e accolga il sostegno pieno che Sel e Movimento 5 stelle stanno offrendo alla possibilità di votare una buona legge”. Anche per il senatore Sergio Lo Giudice (Pd) l’emendamento Gitti è irricevibile, e twitta così: ”subemendamento Gitti inaccettabile: crea zona franca per antisemitismo, razzismo, omofobia”. (ANSA).

Omofobia – Se questo governo non sa produrre un cambiamento, è auspicabile che cada.

UnknownPubblichiamo un comunicato di Arcigay Nazionale.

Bologna, 5 settembre 2013 – “Se questo governo deve stare in piedi per garantire un salvacondotto a un pregiudicato, per togliere l’Imu eliminando gli incentivi al lavoro e per tacere, in sede internazionale, dinanzi alle ignobili leggi omofobe di Putin, senza garantire nel contempo la giusta tutela alle persone vittime di violenza in questo Paese, allora è giusto che cada. Anzi: è auspicabile”.
Flavio Romani, presidente di Arcigay, replica sul sito Gay.it all’intervista dell’onorevole Ivan Scalfarotto (Pd), relatore alla Camera della legge contro l’omotransfobia. Il deputato democratico aveva argomentato la necessità di un’alleanza con il Pdl sull’estensione della legge Reale Mancino sostenendo che “non possiamo dimenticare che c’è un governo in carica e che, davanti a un suo parere contrario, ci saremmo trovati davanti alla necessità di scegliere tra il governo e la legge”. “Del ragionamento di Scalfarotto- è la replca di Romani – trovo assolutamente inaccettabile l’aut aut  – o la legge o il governo – attraverso il quale si tenta di giustificare l’accordo con il Pdl, come se fossero gay, lesbiche e trans a doversi prendere la responsabilità dell’eventuale caduta dell’esecutivo, sbandierata a giorni alterni dai falchi berlusconiani”. ” A questo governo – prosegue il presidente di Arcigay –  era stato chiesto di produrre un cambiamento, che sui temi lgbt passa sì attraverso l’estensione della legge Mancino, ma che soprattutto attende la messa in campo di un serio dibattito sull’uguaglianza, in grado di produrre leggi che traducano quell’uguaglianza in diritti: al matrimonio, all’adozione, alla definizione della propria identità e, più in generale, alla felicità”.

http://www.gay.it/channel/attualita/36036/Romani-risponde-a-Scalfarotto—Le-rivoluzioni-sono-un-altra-cosa-

http://www.gay.it/channel/attualita/36003/Omofobia-Scalfarotto-Senza-accordo-col-Pdl-governo-a-rischio.html

Discriminati da una legge contro le discriminazioni!

UnknownPubblichiamo un comunicato stampa di Arcigay Nazionale.

23 luglio 2013 – Conclusi i lavori della Commissione Giustizia della Camera sul testo della legge contro l’omo\transfobia, Arcigay lancia un messaggio di forte allarme: “Attualmente – spiega il presidente Flavio Romani – il testo licenziato dalla Commissione non estende le aggravanti previste dall’art.3 della legge Mancino ai reati di origine omotransfobica. Insomma siamo di fronte al paradosso di una legge contro le discriminazioni che al suo interno contiene una gravissima discriminazione, e questo, oltre che assurdo, è evidentemente inaccettabile. È indispensabile allora che quel testo sia emendato in aula affinché preveda l’estensione piena della legge Mancino, così come è scritto a chiare lettere nel programma elettorale del centrosinistra, che su questa posizione può realisticamente costruire un’ampia maggioranza alla Camera. Ogni arretramento rispetto a questo punto – prosegue Romani – sarà interpretato come un atto grave di slealtà delle forze politiche del centrosinistra, un vero e proprio tradimento nei confronti dell’elettorato, sufficiente ad aprire una profonda crisi di rappresentanza per tutti gli eletti e le elette di questa Legislatura”. Per Arcigay inoltre sono allarmanti le notizie diffuse dai mezzi di informazione circa un emendamento firmato da alcuni deputati del Pd e attraverso il quale si vorrebbero escludere i cosiddetti “hate speech” omotransfobici, cioè l’incitamento e la propaganda alla discriminazione di omosessuali e transessuali, dalle rilevanza penale sancita per tutti gli altri casi dalla legge Mancino. “Nessuno tocca la libertà d’opinione – precisa Romani – chi la tira in ballo sta mistificando: incitare la violenza è molto oltre l’espressione di un parere. Mostrarsi indulgenti verso quegli atti significa legittimare ed armare la mano dei violenti”. “Il Pd non faccia scherzi – avverte Romani – e si guardi dal mostrarci ancora quel teatrino di guerre fra bande e franchi tiratori che già più volte in questi mesi abbiamo visto messo in scena. Siano leali al programma e all’elettorato – chiosa il Presidente di Arcigay – oppure saranno evidentemente un partito al capolinea”.

Sulla legge contro l’omo\transfobia nessuna “moratoria”.

UnknownPubblichiamo un Comunicato di Arcigay Nazionale.

Bologna, 22 luglio 2013 – Arcigay bolla come “vergognosa e paradossale” la proposta di moratoria avanzata da una parte dei parlamentari del Pdl, riportata questa mattina dagli organi di stampa e attraverso la quale si vuole evidentemente sabotare l’approdo in aula della legge contro l’omo\transfobia. “È innanzitutto una mistificazione – commenta il presidente di Arcigay Flavio Romani – includere l’omotransfobia tra i temi eticamente sensibili. La tutela dei cittadini e delle cittadine gay, lesbiche e trans dalle violenze e dalle discriminazioni che subiscono quotidianamente non può sollevare alcun dubbio etico. I parlamentari del Pdl che usano questa formula lo fanno per camuffare maldestramente  l’ennesimo opportunismo asservito agli interessi del Vaticano. La Commissione Giustizia della Camera – prosegue Romani – sta in queste ore lavorando al testo di una legge che nei fatti estenda le sanzioni previste dalla legge Mancino ai reati e alle discriminazioni di origini omotransfobica: una legge attesa da anni e  che oggi non può subire né ridimensionamenti né ulteriori rinvii. Legiferare è il primo compito di chi siede un Parlamento – attacca Romani – chi oggi cerca di disattendere a questo dovere denuncia pubblicamente la propria inadeguatezza al ruolo che ricopre”. Il presidente di Arcigay lancia infine un appello: “Ai parlamentari di buon senso chiediamo di isolare questi abusivi della poltrona e di non arrestare l’iter della legge contro l’omotransfobia. Dimostrateci – chiosa Romani – che la risposta ai bisogni e alle attese delle persone conta più dell’istinto di autoconservazione di un Parlamento immobile”.

Alcune considerazioni in merito all’Ordine Del Giorno presentato da Emanuele Pozzolo…

RAINBOW VALSESIA

Alcune considerazioni in merito all’Ordine Del Giorno presentato da Emanuele Pozzolo, Capogruppo di Avanguardia Vercellese – per Fratelli d’Italia al Consiglio Comunale della Città di Vercelli.

Posto che le opinioni di un esponente di una confessione religiosa poco dovrebbero influire con le decisioni politiche di uno Stato laico, ci chiediamo innanzitutto in quale modo e da quale punto di vista il riconoscimento di diritti alle unioni di fatto anche omosessuali potrebbe ledere l’istituzione della famiglia tradizionale.

Sicuramente e fortunatamente non spetta poi ad Angelo Bagnasco decidere come sia meglio tutelare i diritti individuali delle cittadine e dei cittadini italiani ed è comunque inopportuno che si esprima con tanta sufficienza sulla loro mancanza di tutela chi invece si è speso tanto per godere di un trattamento privilegiato da parte dello Stato Italiano.

Questo atteggiamento dovrebbe essere respinto dalla buona politica che ha il compito di lavorare per il bene di tutti e non di fare di alcuni fortunati una casta di privilegiati non permettendo a cittadini dello stesso sesso stabilmente conviventi e legati da un rapporto affettivo, di poter scegliere quale assetto conferire ai propri rapporti giuridici e patrimoniali come avviene per tutti gli altri cittadini.

E’ evidente l’iniquità della situazione legislativa italiana e si DEVE affermare in questo campo un elementare principio di uguaglianza giuridica: la pari dignità sociale dei cittadini, secondo quanto scritto nell’articolo 3, primo comma, della nostra Costituzione. E una legge che riconosca i matrimoni tra persone dello stesso sesso non sarebbe certo incostituzionale – vedi articolo 29 della Costituzione.

Se con la ratifica della Carta di Nizza, la nostra legislazione ha già accettato tutte una serie di pratiche di tutela dei diritti positivi delle persone rispetto al loro orientamento sessuale e la loro identità di genere, i giudici della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione hanno stabilito e più volte sollecitato che spetta ai legislatori che siedono in Parlamento razionalizzare e integrare i pochi diritti già goduti dai conviventi, perché solo una legge organica può intervenire efficacemente per tutelare le unioni di fatto, anche omosessuali, riconoscendone e proclamandone innanzitutto la dignità e il valore sociale.
Quindi aspettiamo che le recentissime proposte di legge che riguardano le coppie dello stesso sesso e la possibilità di poter decidere di sposarsi, da poco presentate a Roma, diventino efficaci al più presto facendo sì che la legislazione sui diritti umani nel nostro Paese si adegui all’evoluzione della coscienza politica europea che altro non è che un’evoluzione di civiltà.

Se poi pensiamo che i matrimoni o le unioni civili anche per le persone omosessuali sono già legge non solo in Belgio, Olanda, Danimarca, Norvegia, Svezia, Spagna, Portogallo, Islanda, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Andorra, Lichtenstein, Lussemburgo, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Austria, Germania, Finlandia, ma anche in Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Brasile, Uruguay, Città del Messico, Colombia, Ecuador, New York, Washington DC, Massachusetts, Connecticut, Vermont, New Hampshire, Iowa, Maine, Maryland, Delaware, Rhode Island, Minnesota e Canada, allora l’avanguardia di Pozzolo non è solo finita fuori dall’Europa: è proprio fuori dal mondo, sicuramente fuori dal mondo libero!

Ricordiamo anche a tutti gli avanguardisti da settant’anni in retromarcia che l’onere e la responsabilità di fare le leggi spetta alle donne e agli uomini eletti in Parlamento: non c’è nessun legislatore naturale se non nella testa di pochi curiosi mitomani, che però guarda caso ne sentono la necessità solo per limitare i diritti degli altri cittadini, mai i propri privilegi.

In riferimento invece all’aggravante per le violenze con motivazioni omofobiche, sottolineiamo come la “Risoluzione del Parlamento europeo sull’omofobia in Europa” del 18 gennaio 2006 richiama gli Stati membri “ad assicurare che le persone GLBT vengano protette da discorsi omofobici intrisi d’odio e da atti di violenza omofobici e di garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società” e ancora “chiede agli Stati membri di adottare qualsiasi altra misura che ritengano opportuna nella lotta all’omofobia e alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale e di promuovere e adottare il principio dell’uguaglianza nelle loro società e nei loro ordinamenti giuridici”.

Per questo ci auguriamo che la proposta di legge attualmente in discussione che chiede l’ampliamento della “legge Mancino” riguardante i reati commessi per odio, vada a equiparare l’odio basato sull’orientamento sessuale e l’identità di genere a quello, già punito nel nostro ordinamento, basato su motivi razziale, etnici, nazionali o religiosi. Questa semplice “modifica” racchiude un enorme portato di civiltà che avrà effetti sostanziali nella lotta alla violenza e all’odio.
Infatti un’aggravante specifica è un deterrente efficace proprio perché non solo aggrava la pena, ma segnala e avverte che il crimine ha una particolare condanna sociale, come avviene per l’antisemitismo e il razzismo già sanzionati dalla “legge Mancino” o come avverrà con una speriamo prossima legge contro il femminicidio.

In un clima in cui l’istigazione all’omofobia è prassi, anche le violenze contro le persone LGBT sono sentite come impunibili e questo in qualche modo giustifica e arma i violenti.
Segnare il limite con un’aggravante specifica rende coscienti delle conseguenze possibili quando l’intolleranza passa dal pensiero all’azione, sottolineando che le istituzioni prendono distanze morali ANCHE dai pregiudizi che provocano tali reati senza ambiguità e senza ammiccamenti.

Invece Pozzolo per continuare a non sentirsi in imbarazzo nel presentare i suoi ordini del giorno pretenderebbe da noi tutti di non riconoscere un’aggravante specifica nell’azione di insultare, aggredire, ferire, menomare, uccidere un altro essere umano unicamente perché omosessuale o transessuale?

I fautori della libertà d’opinione contrari ad una legge contro l’omofobia si assumano piuttosto la responsabilità di invocare l’abolizione dell’intera Legge Mancino, così… tanto per coerenza.
Se non lo fanno, forse è perché giustamente pensano che antisemitismo, razzismo e maschilismo non sono modi legittimi della libertà di espressione e di religione, ma pregiudizi violenti che mirano solo a svilire le persone per ottenere un guadagno dalla loro sottomissione. E allora forse pensano che i reati mossi da omofobia non siano reati gravi e meritevoli di aperta condanna sociale come quelli motivati da odio razziale e religioso?

Ma come l’antisemitismo, il razzismo e il maschilismo anche l’omofobia, che è anche un disturbo mentale e comportamentale, svilisce e mette in pericolo le vite delle sue vittime e né l’esperienza, né il buon senso né i principi della “legge naturale”, possono mai scusarla e giustificarla: una legge che aiuti a combattere l’omofobia non è solo utile e urgente per le vittime, è utile e urgente per tutta la società che ne è la vittima meno considerata, e proprio la presentazione di questo Ordine Del Giorno dimostra che è utile soprattutto per le persone, come Pozzolo, che pensano ancora di non averne bisogno.

Per tutti questi motivi riteniamo l’Ordine Del Giorno del Capogruppo Pozzolo pessimo per le sue fonti, pessimo per i suoi pregiudizi, pessimo per le sue richieste e invitiamo quindi il Sindaco della Città di Vercelli, Signor Andrea Corsaro a prenderne le distanze pubblicamente e con forza e invitiamo anche tutto il Consiglio Comunale a respingerlo con sdegno censurandolo e anzi a calendarizzare immediatamente un O.D.G. che condanni ogni forma di discriminazione e violenza omofobica, così che anche Vercelli possa essere dichiarata: Città libera dall’omofobia!

Il Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli.

Articolo inviato in forma leggermente diversa a La Stampa, NotiziaOggi Valsesia, NotiziaOggi Vercelli, La Sesia. Pubblicato non in forma integrale da NotiziaOggi Vercelli del 01  luglio 2013.

Legge contro l’omofobia: qualcosa si muove?

UnknownPubblichiamo un comunicato stampa di Arcigay nazionale.

Segnali importanti arrivano dalle istituzioni: ieri (05 giugno 2013) con un deciso intervento il Ministro Josefa Idem ha annunciato la partecipazione all’inaugurazione del Palermo Pride 2013.  Alla manifestazione di rivendicazione dei diritti negati a gay, lesbiche e trans e per la lotta all’omofobia parteciperà anche la Presidente della Camera, Laura Boldrini.

La Commissione Giustizia della Camera poi ha avviato stamattina con l’intervento di Ivan Scalfarotto del Pd e di Antonio Leone del Pdl la discussione sul progetto di legge di contrasto contro l’omofobia (la proposta di legge n. 245  Scalfarotto, Zan, Tinagli, Chimienti e altri, “Modifiche alla legge 13 ottobre 1975, n. 654, e al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, per il contrasto dell’omofobia e della transfobia”).

Per parte sua il capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza ha segnalato alla riunione dei capigruppo l’urgenza di esaminare la proposta in aula. Il calendario d’aula di giungo prevede la continuazione del dibattito sulla legge in Commissione e, se la discussione sarà conclusa, in aula già a luglio.

“Sono piccoli e grandi segnali, tutti molto importanti, che vanno sostenuti e rafforzati perché vanno nella giusta direzione”, spiega Flavio Romani, Presidente di Arcigay.

“La proposta di legge oggetto di discussione chiede l’estensione della cosìddetta Legge Mancino ai reati commessi per odio verso le persone omosessuali e e transessuali. In sostanza si vuole equiparare l’odio basato sull’orientamento sessuale, l’identità di genere a quello, già punito dal nostro ordinamento, basato su motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. E’ una legge semplice con un enorme portato di civiltà e che avrà effetti sostanziali nel contrasto alla violenza e all’odio antigay. Ci auguriamo che i lavori procedano speditamente”, conclude Romani.

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