Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Laura Leone’

Arcigay “Rainbow” per la “Giornata Internazionale contro l’Omo\Bi\Transfobia” – 17 maggio 2016

In occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omo\Bi\Transfobia” pubblichiamo un intervento della nostra Presidente, Laura Leone.

Quest’anno Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella celebra il 17 maggio, “Giornata Internazionale contro l’Omo\Bi\Transfobia”, con l’impegno delle sue attiviste e attivisti subito dopo l’approvazione di una legge che finalmente consente il riconoscimento in un quadro giuridico chiaro e la tutela di un gruppo di diritti minimi per le coppie omosessuali e con questo apre finalmente anche in Italia la possibilità del riconoscimento simbolico della dignità umana e sociale del nostro amore in tutti gli ambiti della convivenza civile; una legge che tuttavia non possiamo festeggiare, non solo per la mole di menzogne, insulti e minacce alla dignità e persino alla esistenza stessa delle persone LGBT che il dibattito, prima nel Paese e parlamentare poi, ha sollevato, mostrando così ancora una volta quanto grande è ancora il lavoro da fare per sconfiggere l’omofobia, ma soprattutto perché è una legge che ci arriva monca e in ritardo su tutte le legislazioni delle democrazie occidentali, non riconoscendo la piena dignità familiare e il diritto alla genitorialità delle coppie omosessuali e la piena tutela dei loro figli e figlie davanti alla legge e alla società.

Non possiamo dimenticare nemmeno che a oggi ancora non c’è in Italia una legge che introduca la specifica aggravante di omofobia per reati perpetrati contro le persone Lgbt a motivo della loro specifica condizione e che il disegno di legge che ne proponeva l’inserimento tra le fattispecie previste dalla legge “Mancino” giace da ormai tre anni bloccato in Senato in una palude di opportunismi e indifferenza in spregio alla sicurezza delle persone Lgbt e col pretesto di assecondare la presuntuosa pretesa di alcuni superstiziosi e superstiziose che le loro opinioni valgono più perfino della protezione della vita dei loro concittadini e concittadine.

E intanto in questo Paese ancora qualche giovane persona continua a essere costretta a scegliere di morire per non dovere più incontrare l’insulto, la minaccia, il rifiuto e l’esclusione: l’omo\bi\transfobia!
Recenti fatti di cronaca ci raccontano appunto non solo di una coppia di ragazzi di Torino che, dopo un anno di vessazioni e discriminazioni quotidiane da parte di alcuni condomini, hanno dovuto lasciare l’appartamento dove vivevano, ma addirittura di un ragazzo appena diciottenne che si è tolto la vita poiché rifiutato dalla famiglia: di fronte a queste tragiche vicende ci domandiamo come sia possibile che la classe politica italiana non si decida a prendere dei seri e concreti provvedimenti!?

Perciò è grande la responsabilità di tutte quelle istanze culturali e forze politiche che hanno lavorato attivamente perché tutto ciò accadesse e continuasse ad accadere, perché non si potesse pensare a un futuro differente e più umano per tutte e per tutti: grande responsabilità e imperdonabile per tutto quello che è stato così distrutto e non potrà più esserci restituito. A tutt* loro diciamo che anche noi conosciamo e conserviamo i nomi, i nomi delle vittime, ma anche quelli delle assassine e degli assassini e non li dimenticheremo mai!

Sarà allora nostro compito fondamentale continuare a mantenere alta l’attenzione nei nostri territori su questi argomenti e provvedere attivamente a fornire una corretta informazione in grado di decostruire gli stereotipi negativi colpevoli di fatti sempre spiacevoli, troppe volte purtroppo anche irrimediabili, stereotipi che colpiscono non solo le persone LGBT, ma la stessa qualità della vita sociale e politica di tutte le cittadine e cittadini.

11034633_10206339448628920_1162400184_oLaura Leone, Presidente di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella

Cinque anni di Arcigay “Rainbow”: 08 marzo 2011- 8 marzo 2016

Oggi, 8 marzo 2016, “Giornata Internazionale della Donna”, festeggiamo il nostro quinto anniversario.

Sono già passati cinque anni dalla nascita della nostra Associazione e per noi di Arcigay “Rainbow” Valsesia e Vercelli è una grande soddisfazione. Sono stati anni intensi, difficili, impegnativi anche dal punto di vista personale, ma indubbiamente cinque anni bellissimi. Durante il nostro percorso siamo cresciut* tanto, sia a livello professionale sia a livello umano. Le molteplici esperienze, i vari impegni e tutte le persone con cui abbiamo collaborato o che abbiamo avuto il piacere di conoscere hanno fatto sì che le nostre competenze aumentassero sempre di più. Abbiamo pian piano allargato la copertura e aumentato la nostra presenza sul territorio di tutta la Valsesia e la provincia di Vercelli, trovato nuov* attivist* che con grande entusiasmo e impegno si sono mess* al lavoro fin da subito, aiutandoci così a portare avanti tutti i nostri progetti.
Ci stiamo accorgendo sempre più di come siano cambiate le cose da quando abbiamo iniziato le attività. Rispetto a cinque anni fa mi sento di affermare che la sensibilità nei confronti delle tematiche di cui ci occupiamo è aumentata notevolmente: c’è una maggior conoscenza di tutto ciò che riguarda l’orientamento sessuale, l’identità di genere, la discriminazione, le malattie sessualmente trasmissibili, ecc.
Anche lo scenario politico e sociale italiano sta mutando e a livello nazionale e locale sono state fatte diverse riforme importanti che stanno portando pian piano l’Italia al passo con la maggior parte dei Paesi europei; Arcigay “Rainbow” Valsesia e Vercelli ha dato un ottimo contributo a questi successi attingendo l’energia e la voglia di andare avanti dalle persone che ci hanno seguito e sostenuto e che spero continueranno a farlo.
La grande partecipazione e la condivisione delle nostre campagne indica che l’esigenza di una uguaglianza effettiva e concreta è quanto mai sentita. Ogni cittadino ha il sacrosanto diritto di vedere riconosciuti i propri diritti civili e umani, siano essi individuali, di coppia o di genitore. Troppe persone sono rimaste, in parte o totalmente, senza tutela per troppo tempo, una situazione che non è più possibile accettare!

Mi accorgo inoltre di come la nostra Associazione sia diventata un piacevole “luogo” di confronto, dove molte persone provenienti da realtà diverse hanno modo di incontrarsi, conoscersi e completarsi a vicenda proprio perché, come abbiamo sempre sostenuto e incoraggiato, le differenze sono fonte di ricchezza e non di divisione e questo per Arcigay “Rainbow” è molto gratificante. I risultati ottenuti finora sono tantissimi, molti di più di quelli che ci saremmo aspettat*: questo per noi però non è un punto d’arrivo, bensì un ulteriore incoraggiamento a migliorarci, impegnarci e continuare a lottare per far sì che ogni persona possa vivere liberamente la propria vita, fino a che la società non avrà più nessuna forma di discriminazione nei confronti di lesbiche, gay, transessuali, bisessuali. La strada è ancora lunga, ma con il vostro sostegno ce la possiamo fare.

Grazie di vero cuore, a tutt*!

11034633_10206339448628920_1162400184_oLaura Leone, Presidente di
Arcigay “Rainbow” Valsesia e Vercelli

 

Le foto di #svegliativercelli e i nostri ringraziamenti – 23 gennaio 2016

DSC_7717 12472400_10208428819107154_3034374087762576708_n 7 11594_23_medium 8 11585_23_medium DSC_7624 11584_23_medium 11586_23_medium DSC_7669 11575_23_medium 11597_23_medium 11571_23_medium 11556_23_medium DSC_7376 12549064_10208258003996791_539447115929482246_n 12552998_10208888465318516_5603123867339902460_n 12573040_10208257944435302_6902129283978945449_n 12642915_10208257850712959_3371703694065972428_n DSC_7400 12565455_10208257834752560_8265926015184477195_n 11560_23_medium 11561_23_medium 11562_23_medium 11566_23_medium 11568_23_medium DSC_7561 DSC_7550 DSC_7340 DSC_7719 DSC_7353

Grazie a tutt* per la spendida giornata che ha scaldato un inverno italino durato troppo tempo! Grazie a chi ci ha aiutat* a organizzare l’evento; grazie a tutt* i e le rappresentanti di associazioni, forze sociali, locali pubblici e partiti politici intevenut*, in particolare all’Amministrazione della Città di Vercelli nella persona del Sindaco, Maura Forte, rappresentant* che hanno preso la parola per sostenere con forza la causa della giustizia e dell’eguaglianza di tutt* gli italiani e le italiane di fronte alla legge; grazie soprattutto alle decine di coppie etero e omosessuali che hanno portato a tutt* la loro testimonianza della necessità e urgenza di un riconoscimento delle unioni civili! Grazie a tutt* i e le cittadine e cittadini vercellesi che con calore si sono unit* a noi, ai media locali che hanno seguito con partecipazione la manifestazione… e un grazie speciale a tutt* i e le nostr* splendid* attivist*, Laura, Anita, Giulia, Filippo, Chiara, Michela… e tutt* gli e le altr*! Siamo tantissim*!

#sveglititvercelli, #svegliatitalia!

Foto di Samuele Giatti (VercelliYN.it), Sabrina Falanga (LaSesia) e Laura Leone.

 

 

Un anno con Arcigay “Rainbow”… 2015

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Contro il Cyber – Bullismo : un intervento della nostra Presidente

DSC_7069Pubblichiamo un articolo della nostra Presidente, Laura Leone, sul tema del contrasto al bullismo informatico.

Nell’era della tecnologia e dei “social network” la comunicazione non conosce più limiti, nel bene e nel male. Perché se è vero che si ha la possibilità illimitata, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi posto, di entrare in contatto con chiunque, è altrettanto vero che spesso si rischia di trovarsi in situazioni troppo grandi da gestire e da poter fermare. Se si pensa ad esempio al bullismo, si può facilmente immaginare come possano essere devastanti questi mezzi: la bravata, lo scherzo troppo spinto, le battute, le minacce fino a qualche tempo fa restavano nella cerchia dei protagonisti di tali situazioni e quindi abbastanza controllabili. Adesso invece, nel giro di pochi minuti, questi fatti diventano di pubblico dominio grazie proprio a internet. Il cyberbullismo è un fenomeno molto grave perché in pochissimo tempo le vittime possono vedere la propria reputazione danneggiata in una comunità molto ampia, anche perché i contenuti, una volta pubblicati, possono riapparire a più riprese in luoghi diversi. Spesso i genitori e gli insegnanti ne rimangono a lungo all’oscuro, perché non hanno accesso alla comunicazione in rete degli adolescenti. Pertanto può essere necessario molto tempo prima che un caso venga alla luce. Ed è così che, tramite un post, una foto, un video (immagini che la vittima aveva messo in rete precedentemente o che aveva mandato a un amico, file modificati tramite Photoshop o simili, video o foto scattati nella vita reale per immortalare un “gesto goliardico”), si diventa lo zimbello di tutti, il bersaglio facile, quello/a da mettere alla gogna in pubblica piazza e non sono sufficienti tutti i provvedimenti, anche penali, di questo mondo per cancellare la vergogna, la rabbia e la sofferenza dal cuore di queste vittime, che nella maggior parte dei casi non raggiungono i venti anni d’età. Non tutti sono abbastanza corazzati da riuscire a reagire o a restarne immuni, questa è la legge della rete: chi lo è sopravvive e chi no soccombe, in molti casi nel vero senso della parola. Purtroppo la cronaca, troppo spesso negli ultimi anni, ci racconta di queste anime sensibili che non reggono, che vengono schiacciate dal peso di parole pronunciate senza pensare alle conseguenze. Come il bullismo tradizionale, il cyber bullismo può essere molto dannoso per il benessere e la salute mentale dei giovani. Il malessere viene spesso espresso tramite stati di ansia, bassa concentrazione, basso rendimento scolastico e può sfociare in comportamenti più gravi come depressione, isolamento e tentativi di suicidio che molte volte vanno purtroppo a buon fine. Chi si imbatte in rete in una foto imbarazzante di un compagno/a di classe e la diffonde, senza pensarci su, si rende artefice di mobbing anche senza volerlo, e se lo fa coscientemente, ancora peggio! Il mobbing non è cosa da poco e può essere paragonato a una rissa: se si è in cinque o in sei, è facile sopraffare una persona sola. Ciò non è una dimostrazione di forza, ma è una terribile azione di violenza. Tutto quello che si fa in un gruppo e proteggendosi con la forza del gruppo è un atto di viltà. Inoltre la possibilità di aprire un account con un falso profilo da una qualunque piattaforma rende impossibile identificare il colpevole. La vittima a volte non sa da chi viene attaccata, e questa sensazione di incertezza è davvero straziante. Come detto prima i principali protagonisti di questo fenomeno sono gli adolescenti, i maggiori utenti della rete. Chiaramente non si può sempre tenere sotto controllo i propri figli, anche perché in alcuni casi si potrebbe ottenere l’effetto contrario, ma si può sicuramente cercare di prevenire l’insorgere di tali situazioni, instaurando con loro una comunicazione improntata alla fiducia, interessandosi a come utilizzano i media e discutendo con loro di questo fenomeno. È importante far capire che si deve trattare i dati e i fatti privati altrui con la stessa sensibilità e accortezza usata per i propri e stimolare in loro un’empatia con chi è già stato protagonista di questi episodi. Fate riflettere vostro/a figlio/a su cosa farebbe e come si sentirebbe se qualcuno lo/la vessasse su Internet o tramite il cellulare. Oltre a insegnar loro a rispettare il privato di ogni persona, è fondamentale educare alle differenze. In molti di questi casi la causa scatenante del bullismo è la discriminazione. Può essere per motivi di etnia, estrazione sociale, orientamento sessuale, disabilità fisica ecc. In relazione alle tematiche trattate dalla nostra associazione, la discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere nel cyber bullismo è estremamente pericolosa, in quanto rivela una parte molto delicata della vita privata di una persona, che non sempre è nota. Il coming out è qualcosa che si raggiunge al termine ( o all’inizio ) di un percorso e solo i diretti interessati hanno il diritto di scegliere se, quando, come e con chi dichiararsi. Rendere pubblica un’informazione così riservata può creare danni inimmaginabili. Provate a pensare se un adolescente decide di non dichiararsi perché i genitori hanno mostrato più volte astio o, peggio ancora, odio verso le persone omosessuali. Supponiamo che questo/a ragazzo/a sia già alle prese con una difficile accettazione di se stesso/a, oppure se nel luogo dove lavora ha sentito ripetute battute o espressioni omofobe. Raccontare la storia di chiunque contro la sua volontà può mettere in condizioni di estrema difficoltà o addirittura di pericolo. E molte volte queste persone non reggono il peso della pressione, troppo spesso compiono gesti estremi per liberarsi dalla vergogna e dagli attacchi. Qualche settimana fa un ragazzo della provincia di Siracusa si è tolto la vita impiccandosi. Era solo un 16enne e come tutti i suoi coetanei avrebbe dovuto “spaccare” il mondo conquistando e realizzando i suoi sogni di adolescente. Avrebbe dovuto vivere con spensieratezza i suoi 16 anni senza vedere come un problema il suo orientamento sessuale, ma le continue vessazioni ricevute sui social network lo hanno portato a prendere questa drastica e terribile decisione. Preso di mira perché gay, non ce l’ha fatta, ha solo trovato la forza di stringersi una corda intorno al collo e uscire così di scena, la scena della vita che per lui, come per molti altri, era iniziata da pochissimo. Poco importa se la sua omosessualità fosse certa o presunta, tanto è bastato per iniziare a perseguitarlo, insultarlo, additarlo. Di recente è accaduto, nella provincia di Vercelli, un caso di bullismo. In questo caso la persona presa di mira probabilmente aveva “la colpa”di essere timido, di avere un carattere chiuso. Atti di bullismo e scherzi sempre più pesanti, come chiuderlo in un bidone dell’immondizia, fotografarlo e pubblicare l’immagine su Facebook hanno causato in lui una forte depressione che lo ha portato all’estremo gesto. Le motivazioni quindi possono essere diverse, ma le conseguenze sono tutte ugualmente pericolose ed è quindi necessario cercare di prevenire l’insorgere di queste situazioni attraverso l’educazione al rispetto, alla diversità e all’inclusione, sia da parte della famiglia che nelle scuole, iniziando dai primi gradi scolastici, perché l’età dei suicidi si sta abbassando sempre più. È bene ricordarsi che domani potrebbe essere vostro figlio o vostra figlia “la grassona”, “il marocchino”, ”la sfigata” o “il finocchio” da bersagliare e colpire senza nessuna pietà.

11034633_10206339448628920_1162400184_oLaura Leone, Presidente di
Arcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli

Articolo pubblicato su Vercelli.Oggi.it :

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?titolo=VERCELLI_-_Cyberbullismo__una_piaga_pericolosa__che_mette_a_rischio_soprattutto_i_soggetti_pi%F9_deboli_-_Mai_abbassare_la_guardia%3A_genitori__scuola__forze_dell%92Ordine&id=64474&id_localita=2

Dal Congresso di Albano Vercellese…

11034633_10206339448628920_1162400184_oPubblichiamo un articolo del nostro Giacomo, che ringraziamo moltissimo per la precisione e l’affetto che mostra nei suoi interventi, sull’Assembela congressuale di Arcigay “Rainbow” ad Albano Vercellese.

In una cornice inedita (la sede del Parco delle Lame del Sesia di Albano Vercellese), quanto sobriamente elegante, si è svolto domenica 14 giugno il secondo Congresso di Arcigay Rainbow Valsesia-Vercelli. La piccola sala concessaci si è riempita rapidamente di una buona rappresentanza di iscritt* e di attivist*. Tutte o quasi le persone più impegnate nel progetto Rainbow erano presenti a questo momento di ritrovo, di convivialità e di bilancio. A fianco della “Presidentessa” uscente, Anita Sterna per tutto il tempo del Congresso c’era il Segretario e cancelliere Davide Depaulis: la sua attività è stata fin dai primordi fondamentale per gli atti ufficiali dell’Associazione, come mi confiderà più tardi la stessa Anita. Tra i compiti del Congresso, la nomina del nuovo Presidente e Vicepresidente e dei Consiglieri, che si occuperanno poi delle deleghe a loro affidate. Le votazioni palesi si svolgono senza particolari sussulti e nemmeno quelle a scrutinio segreto, coordinate dalle scrutatrici Chiara Hasanaj e Giulia Bodo, registrano eventi di rilievo: nuova “Presidentessa” viene eletta all’unanimità l’unica candidata Laura Leone e Anita Sterna diviene Vicepresidente a larghissima maggioranza: da registrare però i tre voti inaspettati a favore dell’outsider Mauro Paolotti. In seguito la discussione dei punti all’ordine del giorno si inceppa sulla questione dei Probiviri (una delle parole chiave della giornata) e delle regole per l’espulsione di un membro, ma l’aggiornamento del Congresso è l’occasione per gustare le specialità dolci della casa: torta alle pesche, crostata, marmellate e macedonia accompagnati da grandi bicchieri di vino e sigarette. La discussione riprende anche se in ritardo e riceviamo la visita di varie realtà del territorio, tra cui il Circolo dei Lavoratori di Porta Torino di Vercelli nella persona di Costantino Zappino, il Partito Democratico di Vercelli e Valsesia nella persona del Consigliere di Arcigay “Rainbow”, Filippo Stramaccioni e il Partito di Rifondazione Comunista rappresentato da Giuseppe Iriti. Alla fine viene il momento del cambio di guardia al vertice: la “Presidentessa” uscente Anita rievoca i tre anni di attività, il primo Congresso, i primi iscritt* e le avventure vissute assieme a un gruppo di persone che sono uscite tutte arricchite da questa esperienza iniziata in un ambiente piccolo, isolato e non sempre facile. Le emozioni prendono il sopravvento e Anita si abbandona alla commozione, ma l’applauso del pubblico e la dichiarazione di amicizia di Laura Leone sono al tempo stesso un nuovo inizio e un segnale di continuità. Le parole di Laura riassumono bene il percorso di molte persone LGBT in un paese di provincia, il loro isolamento, la gioia e la forza che traggono dal partecipare a un’esperienza comune e condivisa. È tempo di chiudere il Congresso, salutare chi parte e prendere un aperitivo per chi si ferma a cena; il secondo Congresso di Arcigay Rainbow Valsesia-Vercelli (nome ufficiale della nostra realtà, approvato assieme al nuovo logo) non si è risolto in una sterile discussione burocratica ma, come sempre, è stata un’occasione di rinsaldare amicizie e rapporti di collaborazione e militanza.

Giacomo Tessaro

l’Organigramma e le nuove cariche di Arcigay “Rainbow” elette dall’Assemblea Congressuale – Albano Vercellese, 14 Giugno 2015

11034633_10206339448628920_1162400184_oLa prima Assemblea Congressuale di Arcigay “Rainbow” Valsesia- Vercelli, svoltasi domenica 14 giugno 2015 ad Albano Vercellese, come da Statuto ha rinnovato tutte le cariche associative per il triennio 2015-2018: ne pubblichiamo di seguito l’elenco completo.

PRESIDENTE
Laura Leone;

VICEPRESIDENTE
Anita Sterna;

CONSIGLIERI
Davide Depaulis, Stefano Fanzaga, Alex Rzzi, Filippo Stamaccioni;

TESORIERE
Monica Leone;

 PROBIVIRI
Maria Scarognina (Presidente), Sergio Marola, Andrea Verri;

SEGRETARIO
Tamara Zanone;

RAPPRESENTANTE al CONSIGLIO NAZIONALE
Filippo Stramaccioni;

 Di seguito l’Organigramma completo dell’Associazione:

Organigramma Arcigay “Rainbow” 2015 – 2018

Il Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli.

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