Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Giornata Internazionale contro l’Omo\bi\transfobia”’

“Ho molti amici gay”: Filippo Maria Battaglia alla Libreria Mondadori – Vercelli, 27 maggio 2017

Nell’ambito delle nostre iniziative per la XIV “Giornata internazionale contro l’omo\bi\transfobia, “Arcigay “Rainbow” Valsesia -Vercelli e Biella è particolarmente lieta di invitarVi tutt*

Sabato 27 maggio 2017,
alle ore 18.30

presso la

Libreria Mondadori,
in Via Cavour, 4 a Vercelli,

all’incontro con
Filippo Maria Battaglia

che presenterà il suo libro

 “Ho molti amici gay.
La crociata omofoba della politica italiana
“.

Modererà la serata il nostro Consigliere Filippo Stramaccioni.

Non possono fare gli insegnanti né i capi scout, non devono baciarsi e tenersi per mano in pubblico, vanno curati e, se possibile, redenti. Da sempre la politica italiana dice di non avere «nulla contro gli omosessuali» eppure, da sempre, li discrimina. C’è chi invoca «sobrietà», chi domanda «discrezione», chi chiama in causa la Bibbia, chi ricorre a citazioni d’autore. Passano gli anni, cambiano i toni e gli interlocutori ma il risultato – nonostante gli ultimi passi in avanti – resta lo stesso: diffidenza e fastidio, fino all’aggressione verbale e all’insulto. Sin dal dopoguerra la crociata contro i «malati» e gli «anormali» recluta quasi tutti: capi di Stato e di Governo, ministri e parlamentari, segretari e leader di partito. Attecchisce a destra, ma spopola anche a sinistra, coinvolgendo figure insospettabili e venerati padri della patria. «Ho molti amici gay» non è solo l’immancabile premessa di rito prima di ogni discorso omofobo, dentro e fuori dall’Aula: è la storia, succinta e dettagliata, di quanto la discriminazione e il pregiudizio contro gli omossessuali siano radicati nella politica e nella nostra società. Garantendo all’Italia l’infelice primato del Paese con la classe dirigente più omofoba in Europa.

http://www.bollatiboringhieri.it/libri/filippo-maria-battaglia-ho-molti-amici-gay-9788833928395/

Non mancate!

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“ROCK FOR LOVE!” Gran concerto contro l’omo\bi\transfobia a Vercelli – 20 maggio 2017

In occasione della XIV “Giornata internazionale contro l’omo\bi\transfobia” e contro ogni genere di odio Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella vi invita tutt* a combattere le discriminazioni a suon di musica con

“ROCK FOR LOVE!”

Flash Mob “Rainbow love”
e
maratona musicale contro l’omo\bi\transfobia

sabato 20 maggio 2017
a partire dalle ore 15:00

in Piazza Cavour a Vercelli

Alle ore 15:00 unitevi al flash mob a cura del nostro Gruppo AfricArcigay

e a segurire, con la maratona musicale che riempirà dei colori dell’arcobaleno tutta Piazza Cavour fino a sera, si esibiranno per voi ben

!dieci gruppi musicali!

MAD HOUSE – RIVER DEEP – CAROLINA & TOM
ANDREA DEREGIBUS  & THE RIVERMEN
MARIA OLIVERO – GET ON MEDLEY – OSLAVIA
NOALTER – 2.0 – FANALE

E troverete anche il nostro stand con i gadgets dell’Associazione, le t-shirts, i gadgets e gli opuscoli della campagna nazionale Arcigay contro l’omo\transfobia; ci sarà anche materiale informativo per sensibilizzare sulle MST e le pratiche di sesso sicuro, verrà distribuito gratuitamente materiale di prevenzione e

avrete la possibilità di tesserarvi ad Arcigay “Rainbow”!

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i gruppi musicali che con la loro disponibilità hanno reso possibile l’evento, il Comune di Verecelli che lo patrocina e il Caffè Cavour che ci ospita.

Non perdete quest’opportunità unica di divertimento e impegno: unitevi a noi!

Recensione: “Biella diversamente innamorata. Testimonianze raccolte da A.Ge.D.O. Biella” di AA.VV.

Biella diversamente innamorataPubblichiamo una recensione del libro

“Biella diversamente innamorata. Testimonianze raccolte dall’A.Ge.D.O. Biella”
di AA.VV. a cura di Ilva Gibba, Marco Gallina, Giorgio Fogliano,

s.i.p, pp. 128;
Arte Stampa Editrice, maggio 2016.

Presentato lo scorso 17 maggio in occasione della XII “Giornata Internazionale contro L’Omo\Bi|Transfbobia” in un affollato “Salone delle Colonne” a Biella, presente il Sindaco, avv. Marco Cavicchioli e l’Assessore alle Politiche Sociali, dott.sa Francesca Salivotti.

“Se taceranno costoro, si metteranno a gridare le pietre” (Luca 19,40)
(p. 24)

Un testo prezioso e toccante che lascia sorpresi e grati per il numero e la qualità delle testimonianze e per il luogo in cui sono state raccolte; trentatré racconti autobiografici di omosessuali soli e sole o in coppia, una transessuale MtF e un bisessuale che presentano il loro percorso di scoperta, accettazione o rifiuto, coming out, incontri clandestini o meno, amore e a volte, ma sempre più spesso, vita di coppia con tutte le incombenze del quotidiano… un percorso che è allo stesso tempo la storia delle comunità di un intero territorio che passa dal silenzio e dalla ferocia contro la vita delle persone LGBT a una timida apertura e a una graduale e faticosa accoglienza come ancora in molta parte della provincia del nostro Paese. Un percorso che nella sua parte pubblica ha una data di svolta il 14 giugno 2008, data del Biella Pride, primo in Piemonte a tenersi fuori da Torino.

Con un passato di totale silenzio confessato degli storici locali in un territorio raccontato spesso come duro, chiuso e particolarmente diffidente, iniziando con alcune figure mitiche degli anni quaranta e cinquanta, indimenticabile la transgender Marcellina che evanescente attraversa la memoria come promessa di una vita più gentile per tutti e tutte, il libro apre uno spiraglio sulla vita delle persone LGBT dalle valli alpine popolate di “orsi” al centro Città col passeggio in Via Italia, attraverso i troppi incontri sgraditi sulle corriere di linea ritmati dagli insulti, le comitive che si trovano nei bar il fine settimana perché non c’è un solo locale friendly, ma “è meglio così perché meno ghettizzante”… e il via vai del “battuage” in posti fuori mano, ma mai abbastanza perchè un conoscente non passi al momento sbagliato… e le strategie di sopravvivenza nei paesini montani e nelle famiglie di Biella che si stringono per proteggere o per stritolare: prima fra tutte l’emigrazione a Milano o Torino, e oltre, per chi ha la fortuna di poterlo.

Scritti in prima persona spesso con un linguaggio semplice e piano a testimoniare, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’omosessualità si trova in tutti gli strati sociali, tutte le professioni e tutti i livelli di cultura, basterebbero i testi raccolti in questo libro per dare a tutti e tutte un’idea precisa di che cos’è stata e cos’è l’omofobia in questo Paese: un percorso comune che destina all’invisibilità chi può mimetizzarsi negli stereotipi di genere, pagando però sempre il prezzo di una vita mutilata e l’angoscia di essere scoperti e scoperte, ma che impone il calvario precocissimo del ridicolo, degli insulti, delle minacce e del bullismo scolastico, e non solo, per chi ancor prima di esserne cosciente mostra  nel suo solo aspetto o nei suoi modi una diversità inequivocabile rispetto agli stereotipi dei ruoli sessuali. Troppo spesso non risparmiando neppure  l’esperienza lacerante dell’incomprensione e del rifiuto da parte della famiglia, esperienza che A.Ge.D.O. opera per sanare.
Senza tacere, dove è molto sentita, la questione delle dolorose condanne da parte della religione cristiano cattolica, condanne mitigate da poche meritevoli aperture, ma anche dalla scoperta preziosa dell’accoglienza nella Chiesa Valdese o di altre forme di spiritualità.

Un testo imprescindibile per la storia delle persone LGBT nel nostro Paese.

Davide Depaulis

“Non so perché ti odio” con i GD contro Omo\Bi\Transfobia a Vercelli – 22 maggio 2016

13266101_1008052975908712_3813111458638935287_nIn occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia” celebrata lo scorso 17 maggio, Arcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli e Biella partecipa a un incontro di sensibilizzazione della cittadinanza vercellese sul tema dei diritti civili della comunità LGBT promosso dai Giovani Democratici di Vercelli con la proiezione del documentario

“Non so perché ti odio”
di Filippo Soldi

domenica 22 maggio 2016
alle ore 17:00

presso la sede del Circolino ARCI dei Lavoratori di P.ta Torino
in C.so Marcello Prestinari, 193 a Vercelli.

Presentato nel 2014 al Festival Internazionale del Film di Roma. Il lungometraggio si addentra nell’analisi dei fattori sociali e psicologici dell’omofobia, mostrandone le più diverse sfumature: dall’outing di giovani omosessuali che viene misconosciuto quando non deriso dalla loro famiglie d’origine, al fenomeno delle “Sentinelle in piedi”, passando per le testimonianze di chi ha vissuto direttamente l’intolleranza.

http://www.movimentofilm.it/archivio-film/film/162

Alla proiezione del documentario seguirà l’intervento di Daniele Viotti, europarlamentare PD, di Ludovica Cioria, segretario dei Giovani Democratici del Piemonte e del nostro Filippo Stramaccioni.
Gli interventi saranno moderati da Andrea Formaggio, segretario provinciale dei Giovani
Democratici.

La giornata terminerà con uno spazio dedicato al libero dibattito fra i relatori e il pubblico.

Non mancate!

https://www.facebook.com/events/1730798487191774/

Arcigay “Rainbow” per la “Giornata Internazionale contro l’Omo\Bi\Transfobia” – 17 maggio 2016

In occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omo\Bi\Transfobia” pubblichiamo un intervento della nostra Presidente, Laura Leone.

Quest’anno Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella celebra il 17 maggio, “Giornata Internazionale contro l’Omo\Bi\Transfobia”, con l’impegno delle sue attiviste e attivisti subito dopo l’approvazione di una legge che finalmente consente il riconoscimento in un quadro giuridico chiaro e la tutela di un gruppo di diritti minimi per le coppie omosessuali e con questo apre finalmente anche in Italia la possibilità del riconoscimento simbolico della dignità umana e sociale del nostro amore in tutti gli ambiti della convivenza civile; una legge che tuttavia non possiamo festeggiare, non solo per la mole di menzogne, insulti e minacce alla dignità e persino alla esistenza stessa delle persone LGBT che il dibattito, prima nel Paese e parlamentare poi, ha sollevato, mostrando così ancora una volta quanto grande è ancora il lavoro da fare per sconfiggere l’omofobia, ma soprattutto perché è una legge che ci arriva monca e in ritardo su tutte le legislazioni delle democrazie occidentali, non riconoscendo la piena dignità familiare e il diritto alla genitorialità delle coppie omosessuali e la piena tutela dei loro figli e figlie davanti alla legge e alla società.

Non possiamo dimenticare nemmeno che a oggi ancora non c’è in Italia una legge che introduca la specifica aggravante di omofobia per reati perpetrati contro le persone Lgbt a motivo della loro specifica condizione e che il disegno di legge che ne proponeva l’inserimento tra le fattispecie previste dalla legge “Mancino” giace da ormai tre anni bloccato in Senato in una palude di opportunismi e indifferenza in spregio alla sicurezza delle persone Lgbt e col pretesto di assecondare la presuntuosa pretesa di alcuni superstiziosi e superstiziose che le loro opinioni valgono più perfino della protezione della vita dei loro concittadini e concittadine.

E intanto in questo Paese ancora qualche giovane persona continua a essere costretta a scegliere di morire per non dovere più incontrare l’insulto, la minaccia, il rifiuto e l’esclusione: l’omo\bi\transfobia!
Recenti fatti di cronaca ci raccontano appunto non solo di una coppia di ragazzi di Torino che, dopo un anno di vessazioni e discriminazioni quotidiane da parte di alcuni condomini, hanno dovuto lasciare l’appartamento dove vivevano, ma addirittura di un ragazzo appena diciottenne che si è tolto la vita poiché rifiutato dalla famiglia: di fronte a queste tragiche vicende ci domandiamo come sia possibile che la classe politica italiana non si decida a prendere dei seri e concreti provvedimenti!?

Perciò è grande la responsabilità di tutte quelle istanze culturali e forze politiche che hanno lavorato attivamente perché tutto ciò accadesse e continuasse ad accadere, perché non si potesse pensare a un futuro differente e più umano per tutte e per tutti: grande responsabilità e imperdonabile per tutto quello che è stato così distrutto e non potrà più esserci restituito. A tutt* loro diciamo che anche noi conosciamo e conserviamo i nomi, i nomi delle vittime, ma anche quelli delle assassine e degli assassini e non li dimenticheremo mai!

Sarà allora nostro compito fondamentale continuare a mantenere alta l’attenzione nei nostri territori su questi argomenti e provvedere attivamente a fornire una corretta informazione in grado di decostruire gli stereotipi negativi colpevoli di fatti sempre spiacevoli, troppe volte purtroppo anche irrimediabili, stereotipi che colpiscono non solo le persone LGBT, ma la stessa qualità della vita sociale e politica di tutte le cittadine e cittadini.

11034633_10206339448628920_1162400184_oLaura Leone, Presidente di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella

Segnalazione: Filippo Soldi – “Non so perché ti odio”

551fb0e30f31fIn occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omo\bi\transfobia” segnaliamo il film di Filippo Soldi, “Non so perché ti odio”.

DA SECOLI L’OMOSESSUALITÀ È OGGETTO DI RIPROVAZIONE E DI CONDANNA. TALVOLTA SUCCEDE DI COGLIERE UNAVENATURA DI FASTIDIO ANCHE NELLE PAROLE DI CHI, APERTAMENTE, NEGA DI NUTRIRE SENTIMENTI NEGATIVI VERSO DI ESSA. MA PERCHÉ? CHE COSA OFFENDE COSÌ TANTO NEL COMPORTAMENTO OMOSESSUALE?
“NON SO PERCHÉ TI ODIO” pone questa domanda a persone che hanno subito aggressioni omofobiche, persone che le hanno compiute e persone che rappresentano quei movimenti che, negli ultimi tempi, hanno preso posizioni nettamente contrarie alle istanze del mondo LGBT.
Ho incontrato un uomo che è stato condannato per l’omicidio di un omosessuale, il giovane che ha sparato al taxista che, secondo lui, gli aveva fatto proposte. Ma anche il presidente di “Giuristi per la Vita”, che ha inviato una lettera aperta ai parlamentari italiani perché non approvassero il disegno di legge che intende punire l’omofobia, il protavoce di “La Manif pour Tous”, movimento che ha organizzato manifestazioni e
convegni contro l’approvazione della stessa legge, il rappresentante nazionale di “Le sentinelle in piedi”, i portavoce di “Forza Nuova”. E, in mezzo, ho raccolto le testimonianze di chi ha subito aggressioni violente, di chi ha vissuto la propria
adolescenza fra le prese in giro dei compagni, di chi ha più volte pensato al suicidio per non dover vivere una vita da omosessuale. Di chi ha visto il proprio figlio togliersi la vita.

http://www.movimentofilm.it/archivio-film/film/162

filippo-soldi-intervista-1-400x300Filippo Soldi ha lavorato con Luca Ronconi, Werner Schroeter, Aurelio Grimaldi, Lino Capolicchio, Diego Ronsisvalle e altri e ha tenuto diversi laboratori teatrali per il teatro di Lecco, il Comune di Codogno. Per RAIUNO ha scritto Bakhita, miniserie in due puntate per la regia di Giacomo Campiotti.

Per RaiCinema ha realizzato i cortometraggi Mio figlio, con Claudio Santamaria e Alba Rohrwacher (presentato al Festival del Cinema di Roma 2008), Esserci, con Ileana Argentin e Raz Degan, Storia di Mario con Ricky Memphis e Solo cinque minuti con Valeria Golino.

Selezionato nella cinquina dei David di Donatello, Solo cinque minuti ha vinto il Festival NICE USA 2007. In tram, con Piera Degli Esposti e Gigio Alberti, ha vinto il Festival NICE USA 2003 in base ai voti del pubblico di New York e San Francisco.

In teatro ha diretto attori come Laura Curino, Lucilla Giagnoni e Caterina Vertova.

Per RaiCinema ha diretto il documentario Case chiuse, presentato al Festival del Cinema di Roma nel novembre 2011 e menzionato nei Nastri d’Argento 2012.

http://www.suicidioitalia.it/biografie/filippo-soldi-regista/

 

Segnalazione: Ingrid Lamminpää, Maria Pecchioli e Lorenza Soldani – “Lei disse sì”

lei-disse-siIn occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omo\bi\transfobia” segnaliamo il film di Ingrid Lamminpää, Maria Pecchioli e Lorenza Soldani,“LEI DISSE SÌ” che verrà proiettato

martedì 10 maggio 2016
alle ore 21:30

presso il Cinema “Verdi”
in via M. Pozzo, 2 a Candelo (BI).

“Lei disse si” è una storia d’amore fatta di musica, di rifiuto e abbandono, di accoglienza e condivisione, di imprevisti, speranze, amici e parenti, testimoni allegri di un sogno che si avvera. E’ il racconto di due donne che si amano. “Lei disse si” è un frammento di Italia, di boschi e laghi svedesi ed è una festa dove il menù di nozze è a base di diritti civili. Un progetto d’amore ad alto valore sociale e politico: due donne decidono di rendere pubblico il loro giorno più bello, anche se sanno che così facendo si esporranno all’incomprensione di un Paese, l’Italia, dove il matrimonio omosessuale non è ancora riconosciuto. Dal loro seguitissimo blog nasce questo film, che racconta le avventure di due promesse spose fino a fatidico sì. E che non è solo la storia tenera e divertente dei preparativi per una cerimonia italo-svedese, tra una festa di fidanzamento in Toscana e la conta delle porzioni di aringhe. È una denuncia contro la grave arretratezza italiana in materia di diritti civili, e un modo per indicare la direzione giusta: la strada fino a quella cerimonia nei boschi, a quella famiglia allargata riunita senza pregiudizi attorno alla realtà dell’amore.

 Leidissesi_Pressbook_ITA_web

Dopo la proiezione avremo un collegamento telefonico con la regista, Maria Pecchioli che risponderà alle domande del pubblico

http://www.leidissesi.net/

youtube.com/watch?v=3cjZZ1pQfHo

 

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