Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘gay pride’

Il “Pavia Pride”! – 6 giugno 2015

imagesPubblichiamo un comunicato di Arcigay “Coming Out” Pavia:

Carissim*,

con molta emozione siamo lieti di annunciarvi che quest’anno la città di Pavia ospiterà il

“PAVIA PRIDE”!

Sarà una grande festa per tutte e per tutti.
Vogliamo che sia la celebrazione dell’orgoglio LGBTI pavese ma non solo, vogliamo che sia un modo per ribadire che Pavia è contro tutte le forme di discriminazione e che è dalla parte dei diritti e del diritto alla felicità.
Da anni stiamo cercando di costruire una città che sia l’orgoglio di tutte le diversità e in cui nessun cittadino e nessuna cittadina si senta escluso o di serie b.
Nel 2005 a Pavia nasceva “Coming-aut”, una scommessa che sembrava solo un sogno e invece oggi è una realtà importante e un punto di riferimento per tutta la comunità LGBTI pavese e non solo.
Vogliamo celebrare il nostro decimo compleanno con una grande festa, il “PAVIA PRIDE” che si inserisce nell’ <<Onda Pride>> nazionale.
La giornata scelta è sabato 6 giugno 2015, ci sarà un grande corteo per le vie del centro di Pavia insieme a tutte le associazioni e realtà con cui da anni collaboriamo e che condividono le nostre idee e la nostra visione di città. Seguirà una parte in piazza Vittoria dedicata alla “Festa delle Diversità” con gazebi delle associazioni, delle organizzazioni e delle realtà che aderiranno. Ampio spazio sarà dedicato all’arte, la danza, la musica e gli altri linguaggi e per lanciare dal microfono messaggi di inclusione e non discriminazione, così come negli anni passati durante la “Festa delle Diversità”, evento che ha avuto l’importante riconoscimento da parte di UNAR e il patrocinio delle istituzioni locali (comune, provincia e regione).

Il Pavia Pride ha già ricevuto il patrocinio del Comune e della Provincia di Pavia.
#10annidi #comingaut #aspettanfoilpride
https://www.facebook.com/pridepavia?fref=ts

Niccolò Angelini, Presidente di
Arcigay Pavia “Coming-aut”

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Arcigay “Rainbow” al Milano Pride – 29 giugno 2013.

400679_527766610594703_2122724297_nArcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli aderisce ai valori e si unisce alla richiesta di diritti civili del Milano Pride 2013: partecipa e invita tutti a partecipare alla sfilata per le vie di Milano.

Sabato 29 giugno dalle 16:00, in Piazza Duca d’Aosta, sfilerà per le vie della città il
Milano Pride 2013: la Marcia e la Parata dei Diritti LGBT. L’intenzione è quella di realizzare un PRIDE che oltre a essere una festa della
comunità LGBT che celebra l’anniversario dei moti di Stonewall del giugno
1969, sia anche una manifestazione politica dovuta al mancato
riconoscimento dei diritti civili in Italia.

https://www.facebook.com/events/577889492231154/

Chi è interessato a partecipare o a sfilare con noi al Milano Pride può contattarci tramite le e-mail della sezione “contatti” di questo blog oppure direttamente ai seguenti recapiti telefonici:

cell. 3470188849  Anita

cell. 3495272350 Laura

Il Pride una buffonata? Risponde Arcigay “Rainbow”…

RAINBOW VALSESIAIn seguito ad alcune affermazioni qualunquiste e omofobe di personaggi pubblici in merito alla parata del Pride, spesso definita una carnevalata o una sfilata di eccessi (eccessi, poi, rispetto a cosa?), Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli ritiene importante diffondere una informazione corretta in merito alla manifestazione e al movimento LGBT, acronimo che sta per Lesbica, Gay, Bisessuale, Transessuale.

Non è accettabile il tentativo di ridurre il significato del Pride ai sui aspetti più coloriti, che pure ci sono e rivendichiamo in quanto emblema dell’uguaglianza tra gli esseri umani al di là delle loro differenze, aspetti che i mezzi di comunicazione enfatizzano a scapito delle migliaia di partecipanti che, con un aspetto che agli occhi anche dei più conservatori risulterebbe “normale”, sfilano per le strade delle nostre città chiedendo il rispetto di diritti che sono di tutti.

Ricordiamo che, tra le nostre rivendicazioni, emerge il riconoscimento di diritti alle coppie omosessuali: il Parlamento Europeo, con la Raccomandazione del 16 marzo 2000 e ancora con la Risoluzione del 4 settembre 2003 sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione Europea, ha sollecitato gli Stati membri ad attuare il diritto al matrimonio e all’adozione di minori da parte di persone omosessuali. È risaputo il mancato adeguamento da parte dell’ordinamento giuridico italiano a tali norme, diversamente da molti Stati europei, ultima la Francia, i quali garantiscono alcuni diritti alle unioni tra persone dello stesso sesso. La nostra Costituzione (art. 29) non esclude una regolazione di tali unioni, così come non esclude che tali coppie possano adottare figli e quindi mantenerli, istruirli ed educarli.

Le cosiddette “Famiglie arcobaleno” già esistono in Italia: secondo una ricerca condotta da Arcigay con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità, già nel 2005 nel nostro paese i bambini con genitori omosessuali erano circa 100.000.

Ma quali possono essere su un bambino gli effetti di una crescita con due genitori dello stesso sesso? A risponderci è l’American Psychological Association la quale, supportata da altre autorevoli istituzioni operanti nel campo pediatrico e psicologico, nel luglio 2004 ha dichiarato: «La ricerca ha dimostrato che la stabilità, lo sviluppo e la salute psicologica dei bambini non ha collegamento con l’orientamento sessuale dei genitori, e che i bambini allevati da coppie gay e lesbiche hanno la stessa probabilità di crescere bene quanto quelli allevati da coppie eterosessuali».

Ribadiamo che questo nostro intervento ha lo scopo di diffondere una corretta conoscenza e di sensibilizzare la popolazione alle nostre tematiche, sperando di stimolare il senso critico di fronte alle affermazioni omofobe e strumentali di alcuni personaggi pubblici, mossi soltanto dall’odio e dall’opportunità di catturarsi una fetta di consensi. Rivendichiamo una dignità in quanto cittadini italiani, valsesiani, gay, lesbiche, bisessuali, transessuali ed eterosessuali.

Il Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli.

“I froci hanno perso quel loro sguardo ferito”.*

stonewall-1 Stonewall images Stonewall rioting transgender_screamingqueens 596x373_17725_stonewall 1969-stonewall-riotsI moti di Stonewall  furono una serie di violenti scontri fra gli omosessuali e la polizia a New York. La prima notte degli scontri fu quella di venerdì 27 giugno 1969.

Approssimativamente all’ 1 e 20 di notte otto ufficiali del primo distretto, dei quali solo uno era in uniforme, entrarono nel bar di Christopher Street, The Stonewall Inn. Gran parte degli avventori fu in grado di sfuggire all’arresto, poiché gli unici arrestati furono “coloro i quali si trovavano privi di documenti di identità, quelli vestiti con abiti del sesso opposto, e alcuni o tutti i dipendenti del bar”.
I dettagli su come ebbe inizio la rivolta variano. Secondo un resoconto Sylvia Rivera, la donna transessuale diventata simbolo dei moti, scagliò una bottiglia contro un agente, dopo essere stata pungolata con un manganello. Un’altra versione dichiara che una lesbica, trascinata verso un’auto di pattuglia, oppose resistenza, incoraggiando così la folla a reagire.
Bottiglie e pietre vennero lanciate dai dimostranti che scandivano lo slogan “Gay Power!”. La folla, stimata in 2.000 persone, battagliò contro oltre 400 poliziotti.

La polizia inviò rinforzi composti dalla Tactical Patrol Force, una squadra anti-sommossa originariamente addestrata per contrastare i dimostranti contro la Guerra del Vietnam. Le squadre anti-sommossa arrivarono per disperdere la folla, ma non riuscirono nel loro intento e vennero bersagliate da pietre e altri oggetti. Ad un certo punto si trovarono di fronte a una fila di drag queen che le prendeva in giro cantando:

« We are the Stonewall girls
We wear our hair in curls
We wear no underwear
We show our pubic hair
We wear our dungarees
Above our nelly knees!»

Alla fine la situazione si calmò, ma la folla ricomparve la notte successiva. Le schermaglie tra rivoltosi e polizia proseguirono fino alle 4 del mattino.
Il terzo giorno di rivolta si svolse cinque giorni dopo la retata allo Stonewall Inn. In quel mercoledì, 1.000 persone si radunarono al bar e causarono gravi danni alle cose. La rabbia contro il modo in cui la polizia aveva trattato i gay nei decenni precedenti affiorò in superficie. Vennero distribuiti volantini con la scritta “Via la mafia e gli sbirri dai bar gay!”.

La rivolta del 28 giugno 1969 è considerata un momento di rottura nella storia della comunità omosessuale proprio perché ciò che ne venne fuori aveva molte più somiglianze con i movimenti di lotta politica non gay di quegli anni, piuttosto che con i movimenti omofili che fino a quel giorno avevano condotto la lotta per i diritti degli omosessuali. La principale differenza fu che mentre il movimento omofilo cercava d’integrare gli omosessuali nella società così come essa era, il nuovo movimento, che si autodefinì, usando un termine gergale, “gay”, rifiutava l’integrazione in una società giudicata incapace di accettare le diversità, sostenendo che essa andasse rivoluzionata.

“Stonewall” è generalmente considerato da un punto di vista simbolico il momento di nascita del movimento di liberazione gay moderno in tutto il mondo. Per questo motivo il 28 giugno è stato scelto dal movimento LGBT come data della “Giornata Mondiale dell’Orgoglio LGBT” o “Gay pride”.

http://it.wikipedia.org/wiki/Moti_di_Stonewall

* “I froci hanno perso quel loro sguardo ferito”: commento ai moti di Stonewall attribuito al poeta Allen Ginsberg.

“La nostra presa della Bastiglia”: The Stonewall Inn – New York\Greenwich Village, 28 giugno 1969.

Unknown-2Quella notte a Stonewall.
Brano tratto da “E LA BELLA STANZA E’ VUOTA”
di Edmund White, (Edizioni Einaudi, 1992 – originale del 1988)

(…)I poliziotti fecero entrare a spintoni metà dei baristi in una macchina della polizia e se ne andarono, lasciandosi alle spalle parecchi altri poliziotti, barricati dentro lo Stonewall con il resto del personale. Tutti quanti fischiavano contro i poliziotti; proprio come se stessero commettendo un atto vergognoso. Continuavamo a sbirciarci intorno, eccitati e impauriti. Avevo voglia di comportarmi in maniera responsabile e di disperdere la folla pacificamente, mandando tutti a casa. Dopo tutto, per cosa protestavamo? Per avere diritto alla nostra “patetica malattia”? (…)Qualcuno accanto a me gridò: “Gay è bello”, a imitazione del nuovo slogan che diceva: “Nero è bello”, e ridemmo tutti quanti e ci accalcammo verso la porta. (…) A un certo punto qualcuno disse: “Siamo le pantere rosa”, e questo ci fece ridere di nuovo. Poi mi sorpresi a immaginare scioccamente che un giorno i gay potessero costituire una comunità e non una diagnosi. “Questa potrebbe essere la prima rivoluzione buffa”, disse Lou. (…) Le doppie porte di legno dello Stonewall si schiantarono. Sentivo i poliziotti dentro gridare nelle ricetrasmittenti. Uno di loro uscì fuori tenendo una mano alzata per calmare la folla, ma lo fischiarono tutti e cominciarono a prenderlo a spintoni finché non si ritirò dentro a Fort Disco. I bidoni di spazzatura della città traboccavano di bicchieri di carta, tovaglioli unti e giornali buttati via. Arrivò di corsa un nuovo gruppo di gay, svuotò un bidone nel vano della porta abbattuta, lo bagnò con il liquido da accendini e gli dette fuoco. Si sollevò una nuvola di fumo grigio. (…) I poliziotti sgombrarono il marciapiede, formarono un cordone e spinsero in fretta e furia il resto dei baristi nel furgoncino al di là della spazzatura fumante, ma la folla fischiò ancora più forte. Una volta partito il furgoncino, i poliziotti ci allontanarono lentamente dall’entrata del bar. Lungo la strada, alcuni dei nostri ribaltarono una Volkswagen parcheggiata. I poliziotti si precipitarono in quella direzione mentre dietro di loro veniva rovesciata un’altra macchina. I finestrini andarono in frantumi e caddero sul selciato. Adesso cantavano tutti la canzone dei diritti civili, We Shall Overcome. Venne chiamata la squadra antitumulti. Protetta dagli scudi, marciò come un esercito romano lungo Christopher Street, partendo dalla prigione femminile, che risuonava di fischi e del fracasso delle tazzine di metallo contro le sbarre di acciaio. La squadra, roteando i manganelli, respinse i gay giù per Christopher Street, ma ritornarono tutti indietro per Gay Street e spuntarono dietro la squadra disposti in una fila di ballerine che ballavano il can-can. “Uh-hu, uh-hu”, gridavano. (…) Rimasi a dormire da Lou. A letto ci abbracciammo come fratelli, ma eravamo troppo eccitati per dormire. Ci precipitammo a comprare i giornali del mattino per vedere come era stata descritta la rivolta di Stonewall. – E proprio la nostra presa della Bastiglia – disse Lou. Ma sulla stampa non trovammo nemmeno una parola sulla svolta delle nostre vite.

EdmundWhiteEdmund White (1940, Cincinnati)
Romanziere, commediografo e critico letterario, ha esordito nella narrativa con Forgetting Elena (1973) e ha conseguito un enorme successo di pubblico e critica con la tetralogia di ispirazione autobiografica A Boy’s Own Story (1982), The Beautiful Room Is Empty (1988), The Farewell Symphony (1997) e The Married Man (2000) in Italia tradotta con i titoli Un giovane americano, La bella stanza è vuota, La sinfonia dell’addio e L’uomo sposato. Nel 1994 ha vinto il prestigioso National Book Critics Circle Award per la sua biografia di Jean Genet, in Italia pubblicata con il titolo Ladro di stile.
Playground ha pubblicato nel 2007 My Lives, nel 2008 Hotel de Dream, nel 2009 Caos e nel 2010 Ragazzo di città e nel 2011 Un giovane americano con una nuova traduzione.

http://www.playgroundlibri.it/libri.php?lid=47

Arcigay “Rainbow” sfila al Torino Pride 2013.

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Arcigay “Rainbow” al Torino Pride – 08 giugno 2013.

970002_504941556225701_155781017_nArcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli aderisce ai valori e si unisce alla richiesta di diritti civili* del Torino Pride 2013: partecipa e invita tutti a partecipare alla sfilata per le vie di Torino dell’ 8 giugno.

Chi è interessato a partecipare o a sfilare con noi al Pride può contattarci tramite le e-mail della sezione “contatti” di questo blog oppure direttamente ai seguenti recapiti telefonici:

cell. 3470188849  Anita

cell. 3495272350 Laura

family pride  8 giugno 2013* Di seguito ripubblichiamo il documento con le richieste politiche del Family Pride: matrimonio egualitario, disciplina delle unioni civili etero- e omosessuali, adozione per i singoli e per le coppie omosessuali, riconoscimento dei diritti del genitore non biologico, nuova normativa per la procreazione medicalmente assistita, legge contro l’omo\transfobia, nuova normativa per il cambio di genere sessuale, depatologizzazione della transessualità, divieto di riassegnazione coatta del sesso per le persone intersessuali, disciplina del testamento biologico.

TORINO PRIDE 2013 – Documento Politico

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