Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Gabriella Romano’

Segnalazione: AA.VV. – “Fuori dalla norma”

copertina2Segnaliamo la raccolta di saggi a cura di Nerina Milletti e Luisa Passerini,

“Fuori della norma. Storie lesbiche nell’Italia della prima metà del Novecento.”

pp. 241, € 24,00;
Rosemberg & Sellier Editore, 2007.

Con questo libro la storiografia italiana inserisce per la prima volta nella storia del nostro Novecento anche le voci delle donne che trasgredivano alla norma eterosessuale. In questo senso, dunque, donne eccezionali e, in quanto tali, fuori della norma esse stesse. Sei autrici (Elena Biagini, Alessandra Cenni, Nerina Milletti, Nicoletta Poidimani, Gabriella Romano, Laura Schettini), coordinate da Nerina Milletti e Luisa Passerini, tratteggiano personaggi e documentano singoli episodi emblematici della storia, finora ignorata, del lesbismo in Italia nella prima metà del secolo scorso.

http://www.fuoricampo.net/fuori_della_norma/recensioneLianaBorghi.html

Nerina_MillettiNerina Milletti (Firenze,1952 ) è una donna lesbica, femminista, scrittrice, docente presso la Scuola Estiva di Storia delle Donne a Pontignano nel 1996 e all’Università gay e lesbica d’estate nel 1998 a Pisa.
Si laurea in Scienze Naturali a Firenze conseguendo il dottorato di ricerca. Ha scritto articoli per Quir, Babilonia, Rivista di Scienze Sessuologiche, Zapruder.
Ha pubblicato una ricerca sulla rappresentazione delle lesbiche nell’antropologia criminale di Lombroso (Analoghe sconcezze, DWF, 1994).
Ha scritto la voce “Italy” per l'”Encyclopedia of lesbian Histories and Cultures” (New York, Garland, 2000) ed alcune recensioni su <European journal of Women’s Studies>.
È la creatrice del portale della comunità lesbica italiana Ellexelle.com e collaboratrice del portale Culturagay.it. Partecipa al movimento femminista del 1976 e del movimento lesbico del 1979.

http://www.wikipink.org/index.php?title=Nerina_Milletti

OLYMPUS DIGITAL CAMERALuisa Passerini (Asti, 1941) è una storica delle tradizioni orali, scrittrice e Professoressa di storia. Ha iniziato la sua carriera come ricercatrice in Tanzania e Zambia. Tornata in Italia partecipa ai movimenti dei tardi anni ’60 e ’70 sui quali scrive una memoria, “Autobiografia di una generazione”. Ha insegnato in Australia, Germania e negli Stati Uniti oltre che in Italia, dove è Professore di Storia Culturale all’Università di Torino e ha tenuto un semestre come Professore Esterno di Storia del XX Secolo all’ European University Institute di Firenze. È autrice di sette libri e curatrice di otto volumi. Ha prodotto studi pionieristici di soria orale sul periodo della II Guerra Mondiale, concentrandosi sui temi della memoria e della Resistenza, del Fascismo e della classe operaia; attualmente sta lavorando a una storia intellettuale dell’identità europea in relazione all’idea di amore.

(Traduzione a nostra cura)

http://www.wworld.org/about/board/luisa_passerini.htm

http://www.personalweb.unito.it/luisa.passerini/

“La storia di Lucy” a Novara – 16 maggio 2014.

lucyNell’ambito della “Rassegna antifascista contro l’omo\transfobia”

LIBERati DAL PREGIUDIZIO,

Arcigay “Rainbow” Valsesia Vercelli vi ricorda l’appuntamento con la presentazione del libro\documentario

La storia di Lucy. L’Italia del XX secolo nei ricordi di una transessuale

 venerdì 16 maggio 2014
ore 21:00

presso la
Sala ex Consiglio di Quartiere
Porta Mortara

in Via M.te S. Gabriele, 19\c a Novara

https://rainbowvalsesia.wordpress.com/2013/11/18/segnalazione-gabriella-romano-il-mio-nome-e-lucy/

 

 

Segnalazione: Gabriella Romano – “La Tarantina e la sua dolce vita”.

tarantinaSegnaliamo l’ultimo testo di Gabriella Romamo,

La Tarantina e la sua “dolce vita”. Racconto autobiografico di un femminiello napoletano.Con un saggio di Eugenio Zito.

pp. 107, € 10,00;
Ombre Corte Edizioni, 2013.

“D’improvviso la guerra ci sembrò lontana, ci scrollammo di dosso la polvere, la fame, la fatica del dopoguerra, per la prima volta alzammo gli occhi e guardammo avanti. Il peggio era finito. A quei tempi Roma era una calamita, tutti sognavano di vivere nella città del cinema, delle star, la capitale dell’eleganza e della ?modernità di cui leggevamo sui rotocalchi: e il miraggio era a portata di mano, proprio lì?, a pochi chilometri di distanza”. “La ‘dolce vita’ romana incalzava, mi seduceva, mi spronava a buttarmi a capofitto in situazioni sempre più scandalose, perché erano anni di grande euforia, sfrenatezza, c’era il gusto di esagerare, di infrangere i tabù del passato… Via Veneto era una passerella a tutte le ore, i caffè erano sempre affollatissimi. Io in quella via mi sentivo una regina, ero ricercata perché, in quegli anni, gli anni Cinquanta e Sessanta, non esisteva quasi nessuno come me, ero una mosca bianca”. Protagonista della “dolce vita” romana, indiscussa regina dei Quartieri Spagnoli, amata e corteggiata. La vita della Tarantina è stata certo tutto questo, ma non solo. Come molti altri “femminielli” della sua generazione o delle successive, la sua è stata anche un’esistenza faticosa, fatta di dolorosi rifiuti (in particolare da parte della famiglia e della comunità di origine), di precarietà e disperazione, di carcere e sogni infranti. Dal suo racconto senza veli e ricco di incontri spesso inaspettati, esce il ritratto a tutto tondo e a tinte forti di una persona che ha vissuto con coraggio e ostinazione, alla ricerca della felicità, senza mai negare se stessa. Coraggio e ostinazione che ancora oggi, alla soglia degli ottant’anni, non sembrano affatto averla abbandonata – come già testimonia questo suo raccontarsi in pubblico.

23184851_oltre-le-differenze-per-ricordare-le-tante-vittime-dell-omocausto-0Gabriella Romano è documentarista e saggista. Ha lavorato a lungo a Londra nell’ambito della produzio- ne e della ricerca televisiva, collaborando con la Rai e numerose società di produzione inglesi, americane e canadesi, tra cui la Bbc. È autrice di diversi documentari, nonché di saggi e racconti. Per i nostri tipi a pubblicato I sapori della seduzione (2006), mentre per Donzelli Il mio nome è Lucy. L’Italia del XX secolo nei ricordi di una transessuale (2009).

Segnalazione: Gabriella Romano – “Il mio nome è Lucy”.

thumbs.phpNell’imminenza dello TDoR segnaliamo il testo ormai classico di Gabriella Romano,

Il mio nome è Lucy. L’Italia del XX secolo nei ricordi di una transessuale.

pp. 96, € 16,00
Donzelli Editore, 2009.

Il secolo breve con occhi diversi: quelli di Luciano, classe 1924, dapprima bambino inquieto della provincia piemontese, poi adolescente «diverso» nella Bologna fascista, e subito dopo disertore con l’8 settembre, deportato a Dachau e liberato dagli alleati, e nel dopoguerra trasmigrato a Torino sulle ali del boom economico, dove cambia sesso in pieni anni ottanta per poi tornare, da donna matura, nella casa e nel quartiere che lo hanno conosciuto ragazzino. Una storia lunga ottant’anni che si intreccia a quella del nostro paese e delle sue svolte sociali, culturali e politiche, e getta luce sui suoi lati più in ombra, sugli espedienti, i luoghi, i linguaggi, le trasformazioni di una diversità sessuale, sempre in bilico tra il segreto e l’esibizione, tra l’insicurezza e la piena rivendicazione di un’alterità consapevole. La Lucy di oggi, ormai ottantenne, racconta, in queste pagine, il Luciano di un tempo e l’età di mezzo con la serenità di chi, con grande tenacia, ha saputo ricavarsi un angolo di mondo in cui coltivare gioie e dolori di una vita vissuta controcorrente. L’ipocrisia della piccola provincia, il regime, la guerra, la deportazione, il dopoguerra, le fatiche per campare, i cabaret en travesti, la vita notturna, la prostituzione, le feste, gli amori, gli arresti, e poi l’incontro coi nascenti movimenti di liberazione sessuale. Si dipana in queste pagine l’esperienza di una differenza vissuta «senza rete», nel bozzolo di una individualità ancora ben lontana da qualsiasi forma di rivendicazione collettiva di un diritto. E nel racconto di questa esperienza così unica – che Lucy affida alle accorte mani di Gabriella Romano, studiosa da anni impegnata nella ricerca sull’omosessualità e il fascismo –, a catturare il lettore è proprio la linearità, l’asciuttezza e la ricchezza di dettagli di una testimonianza che senza nulla concedere alla morbosità, al compiacimento o all’autocommiserazione, si presenta come un rarissimo spaccato del nostro recente passato.

23184851_oltre-le-differenze-per-ricordare-le-tante-vittime-dell-omocausto-0Gabriella Romano è film-maker indipendente, scrittrice e giornalista. Ha lavorato a lungo a Londra nell’ambito della produzione e della ricerca televisiva, collaborando con la Rai e numerose società di produzione inglesi, americane e canadesi, tra cui la Bbc. È autrice di diversi documentari, nonché di saggi e racconti; l’ultimo suo libro è I sapori della seduzione (ombre corte, 2006).

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