Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Flavio Romani’

MigrArcigay si costituesce a Ronco Biellese! 8 settembre 2016

14233266_1673080613020697_4408575113830132843_nGiovedì 8 settembre scorso si è ufficialmente costituito il gruppo AfricArcigay di Arcigay “Rainbow” Valsesia Vercelli e Biella: pubblichimao il racconto della giornata del nostro Giacomo.

Giovedì 8 settembre è stata una giornata molto importante per la nostra Arcigay: le nostre iniziative a favore dei migranti fuggiti dal loro Paese a causa delle persecuzioni contro le persone LGBT sono state in qualche modo sancite e rese ufficiali da una festa organizzata in primo luogo dai rifugiati stessi nella casa a loro assegnata dalla cooperativa Pacefuturo a Ronco Biellese.

Ci incontriamo alla stazione di Biella San Paolo dove troviamo ad aspettarci Cristian Berra, che cura diversi progetti di accoglienza di rifugiati LGBT tra Milano e Torino. Tra un bicchiere di vino e le informazioni che Cristian ci fornisce attendiamo l’arrivo di Flavio Romani, presidente nazionale dell’Arcigay; oggi è il suo compleanno e sarà festeggiato a dovere dai ragazzi di Ronco. Ora però è il momento di dirigerci verso le colline soprastanti Biella, verso la casa che ospita i rifugiati provenienti per la maggior parte dalla Nigeria ma anche dal Gambia e dal Senegal. Come molti di noi hanno potuto rendersi conto e come ci racconteranno loro stessi durante la serata, grandi sono i loro sforzi per integrarsi e collaborare alla scrematura dei rifugiati effettivamente gay tra i molti Africani che transitano sul territorio.

Al nostro arrivo siamo accolti da una ghirlanda arcobaleno e possiamo constatare come si siano impegnati al massimo per accoglierci: una saletta è adibita a locale per la festa, quella adiacente a sala conferenze. Come avviene solitamente per i gruppi di Africani all’estero, anche quello di Ronco ha espresso naturalmente un leader che lo rappresenti nella persona di Eghosa: sarà principalmente lui a guidarci durante la serata nel mondo gay nigeriano in patria e all’estero. Assieme ad Anita Sterna, Giulia Bodo, Filippo Stramaccioni e Flavio Romani è presente una coppia mista nigeriano-svizzera che vive in Italia e rappresenta un buon modello di integrazione: sarà il ragazzo nigeriano, James Osilama, a integrare in alcuni punti l’esposizione di Eghosa.

Giulia Bodo rappresenta il trait d’union tra i rifugiati e i membri della nostra Arcigay: è lei a seguirli più da vicino con i corsi d’italiano e sarà lei a fare la moderatrice e l’interprete della serata. L’ospitalità africana è molto calorosa e il gruppo rappresentato da Eghosa ci tiene a spiegare dettagliatamente la vita dei gay in Nigeria e le loro traversie una volta arrivati in Italia: fuggiti dal loro Paese per via delle persecuzioni (capita spesso che i gay vengano attirati in qualche casa o luogo isolato per essere pestati a sangue), faticano a credere che in Europa si possa essere liberamente gay e che proprio per il loro orientamento sessuale possano ricevere protezione da agenzie specializzate. Molti di essi passano a collaborare con i loro referenti italiani per capire chi effettivamente è gay tra i molti Africani che affermano di esserlo per poter ottenere lo status di rifugiato: tra i gay nigeriani infatti è in vigore un codice segreto che permette di capire (per esempio, al telefono) se l’interlocutore lo è veramente o se sta tendendo un tranello.

I racconti dei ragazzi africani si alternano ai saluti degli ospiti italiani. È palpabile l’emozione dei primi nell’essere in grado di accogliere degli ospiti per una festa, nonostante la ristrettezza dei loro mezzi, degli ospiti che sono lì per ascoltarli e aiutarli in qualche modo. Come è tradizione nigeriana, l’ospite porta qualcosa (abbiamo preparato diversi cibi e bevande da condividere) ma è prima di tutto chi ospita che porge un dono a chi è ospitato ed ecco infatti farsi avanti diverse casse di vino: a ogni ospite viene offerta una bottiglia. Molti si emozionano e si rendono conto di stare facendo parte di qualcosa di molto importante e bello, che si auspica possa dare ancora più frutto in futuro.

Dopo le testimonianze e l’offerta del dono viene il momento della festa: è l’occasione per mangiare e bere (finalmente!), per festeggiare Flavio Romani con una torta dotata di candelotto e per ringraziarlo della sua presenza in questa serata tanto importante per la nostra Arcigay. Come ogni festa che si rispetti non può certo mancare la musica ed ecco che a Justin Bieber si alternano i ritmi africani: nel ristrettissimo spazio a nostra disposizione il nostro Filippo Stramaccioni si cimenta nella danza con gli amici nigeriani.

Ci auguriamo davvero che questa serata sia solo una delle tante tappe di un cammino da compiere insieme, Italiani e Africani, etero e LGBT, verso un mondo arcobaleno, come molti auspicavano in occasione della manifestazione di Vercelli a favore delle unioni civili.

Giacomo Tessaro

14264059_1673080699687355_2011340222194404085_n14316780_1673080929687332_5459472728465788634_n

Annunci

Riunione a Bologna 17\18 gennaio 2015.

UnknownPubblichiamo un comunicato di Arcigay Nazionale.

Care amiche e cari amici,

non sfugge a nessuno che il 2015 potrebbe essere l’anno decisivo per una delle nostre rivendicazioni più importanti. È quasi certo ormai che a fine gennaio in Commissione Giustizia al Senato si andrà avanti con l’iter sulle unioni civili partendo dal testo base redatto dalla senatrice Monica Cirinnà.

La nostra rivendicazione in questi anni sulle coppie è sempre stata il matrimonio egualitario, e senza dimenticare questo punto, come ci vogliamo porre rispetto a ciò che accadrà in parlamento?

Ovviamente se il testo Cirinnà, pur con aspetti ancora lacunosi, può rispondere nell’immediato alla tutela delle coppie omosessuali e delle famiglie con genitori omosessuali, non dobbiamo permettere che diventi una caricatura svuotata e lesiva della nostra dignità. Dobbiamo perciò essere estremamente vigili sul testo proposto ma anche chiari nel non demordere dalla nostra aspirazione alla totale uguaglianza di fronte al diritto e dunque dall’accesso al matrimonio civile.

Una cosa è chiara: quest’anno richiede la nostra massima attenzione e massima coordinazione per essere attivi, efficienti e pronti alla reazione.

Vi proponiamo di vederci per due giorni di riflessione e per mettere a punto una serie di eventi sul medio periodo che possano dimostrare con forza la nostra vigilanza e la nostra volontà di reagire con unità.

La prima riunione sarà sabato 17 e domenica 18 gennaio a Bologna, con un unico punto all’ordine del giorno: matrimonio/unioni civili, testo Cirinnà, calendario parlamentare e azione nostra, proposta di campagne e momenti di mobilitazione.

A questa ne seguiranno altre in varie città (Firenze, Roma, Napoli) in cui verranno affrontati via via altri argomenti, per aggiornare così in maniera condivisa il punto su tutti i temi che ci riguardano e cercare il modo per affrontarli al meglio, con efficienza, energia e soprattutto unità.

Oltre alle tante anime del mondo lgbt abbiamo pensato di allargare l’invito anche ad altre entità da sempre attente alla difesa dei diritti, che spesso si sono trovate al nostro fianco ma che dobbiamo coinvolgere in maniera più forte e sistematica, perché questa non può essere solo la nostra battaglia.

Per una parte della discussione abbiamo pensato di invitare la Senatrice Cirinnà in qualità di relatrice del testo base, che verrà a spiegarci in che cosa consiste e risponderà a domande, dubbi, chiarimenti, anche rispetto alla tempistica parlamentare.

Queste due giornate avranno all’incirca questo programma:

SABATO 17
h.14.00/16.00: inizio riflessione comune su matrimonio/unioni civili, rispettive posizioni, punti in comune e punti in contrasto
h.16.00/17.30: discussione sul testo base assieme alla relatrice del testo, la Senatrice Monica Cirinnà, a cui porremo tutte le domande possibili, i dubbi, le critiche
h.18.00/20.00: ancora discussione su matrimonio egualitario/unioni civili: che posizione prendere, che azioni mettere in campo, come possiamo agire nell’agenda parlamentare, fin dove vogliamo spingerci, ecc.
DOMENICA 18
h.09.30/12.00: presentazione di due campagne di azione per il movimento (Arcigay e Condividilove); presentazione Festa delle Famiglie Arcobaleno (Famiglie Arcobaleno); presentazione presenza EXPO (Agedo); proposta marcia dei diritti; altre proposte.
h.12.00/14.00: conclusioni e redazione eventuale documento
Le associazioni che seguono hanno già confermato la propria presenza. Stiamo cercando di contattare tutto il mondo lgbt e “friendly” proprio per avere la massima condivisione. Aiutateci ad allargare l’invito a chiunque potrebbe essere interessato.

Per motivi logistici vi preghiamo di confermare la vostra presenza mandando una mail a info@arcigay.it entro il 14 gennaio.

Grazie e a presto.

Hanno finora confermato la propria presenza:
– Agedo
– Arcigay
– Arcilesbica
– Associazione Radicale Certi Diritti
– Circolo Mario Mieli
– Condividilove
– Equality Italia
– Famiglie Arcobaleno
– Gaycenter
– Mit
– RGR Rete Genitori Rainbow


Flavio Romani
Presidente Arcigay – Associazione LGBT italiana

Arcigay aderisce alla campagna “1 ora d’amore”.

Pubblichiamo un comunicato di Arcigay Nazionale.

Bologna, 24 aprile 2014 – Arcigay ha aderito alla campagna “1 ora d’amore” (https://www.change.org/it/petizioni/educazione-sentimentale-nelle-scuole-1oradamore) a sostegno della proposta di legge per l’istituzione dell’educazione sentimentale nelle scuole. “Da oltre 10 anni – commenta il presidente di Arcigay, Flavio Romani – la nostra associazione mette in campo nelle scuole un’azione metodica e ostinata di educazione alla diversità e di formazione del personale docente e non docente sui temi della discriminazione, del bullismo e dell’educazione sessuale. Un’ora d’amore, cioè l’istituzione di un’ora di educazione sentimentale nelle scuole, non rappresenterebbe perciò soltanto il doveroso adempimento di una delle azioni previste dalla Convenzione di Istanbul, ma anche la messa a regime di uno sforzo che da molto tempo la rete delle associazioni produce, nella convinzione che sia nelle scuole il punto nevralgico in cui si riproduce una cultura degli stereotipi, quella che genera pregiudizi, perciò discriminazioni e atti d’odio. Dotare gli studenti e le studentesse degli strumenti per vivere serenamente e a pieno la propria primavera affettiva, fornire loro i luoghi e le occasioni per una discussione trasparente e sana sui propri sentimenti e sui propri desideri, non vuol dire solo scommettere concretamente sul futuro di quelle generazioni, ma anche sabotare quella cultura della doppia morale e dei retroscena in cui i minori diventano spesso vittime della furbizia degli adulti”.

Ufficio stampa Arcigay – Vincenzo Branà.

IV “Festa delle Famiglie” – Firenze, 4 maggio 2014.

FF2014-FBPubblichiamo un comunicato con la preghiera di diffondere il più possibile.

Anche per il 2014 Famiglie Arcobaleno, l’associazione nazionale dei genitori e degli aspiranti genitori omosessuali, bisessuali e transessuali, organizza una giornata per festeggiare tutte le famiglie che si riconoscono in un’idea inclusiva di società. Quest’anno la VI edizione della Festa sarà nazionale e si terrà infatti in un’unica città, a Firenze, domenica 4 maggio; si articolerà lungo l’intera giornata con momenti di gioco e divertimento dedicati ai bambini, e momenti più impegnati con testimonianze di vita.

Le precedenti edizioni hanno registrato le adesioni e la partecipazione attiva di un numero crescente di associazioni e movimenti, da quelli rappresentativi della galassia LGBT per i diritti civili universali, a realtà familiari come il Coordinamento Genitori Democratici, ad altre grandi organizzazioni attive nel sociale e per i diritti umani, come Legambiente ed Amnesty International.

Vi scriviamo perché vorremmo avervi accanto in questo evento di gioia e vita. I luoghi dell’evento potranno inoltre ospitare tavoli per la promozione delle singole associazioni, nonché attività e laboratori per i più piccoli, rispetto alla cui logistica sarà premura di Famiglie Arcobaleno organizzare l’assegnazione degli spazi in base alle richieste che perverranno dopo l’adesione. Vorremmo che passasse anche il messaggio che è fondamentale la partecipazione di tutti, anche fisicamente, per affermare una volta di più che tutte le famiglie sono belle e necessitano delle stesse tutele.

La nostra Festa nasce proprio con l’intento di coinvolgere tutte le realtà associative ed i singoli, perché pensiamo che solo insieme si possa abbattere il muro dell’odio e del pregiudizio che pochi, invero, ancora tentano di puntellare, per proteggere se stessi dalle proprie insicurezze e dalle proprie paure.

Ci piacerebbe riempire questa giornata dell’allegria e gioia di stare insieme. Per questo vi chiediamo di partecipare alla Festa, e innanzitutto di

formalizzare l’adesione contattando Famiglie Arcobaleno
entro il 7 aprile alle 20:00

e di sostenerci nella sua pubblicizzazione, mediante i canali di comunicazione interna ed esterna, locali e nazionali, formali e non: dagli uffici stampa alle newsletter al semplice passaparola, dai blog ai siti Internet, FB e Twitter, già in uso presso le vostre realtà.

Nel documento allegato troverete maggiori dettagli sull’articolazione della giornata: 20140325.festa.delle.famiglie.lancio

UnknownFlavio Romani,
Presidente Arcigay
Associazione LGBT italiana

 

 

“Dimenticare a Memoria” a Genova…

dimenticare_a_memoriaPubblichiamo un comunicato di Arcigay “Approdo” di Genova con cui ci complementiamo per la quantità e qualità degli eventi che ha organizzato, eventi cui vi invitiamo caldamente a partecipare se ne avete l’occasione.

Dal 25 gennaio al 2 febbraio 2014 si terrà presso il Mu.MA – Museoteatro della Commenda di Pré (secondo piano) l’esposizione d’arte contemporanea Dimenticare a Memoria, promossa in occasione della Giornata della Memoria del 2014 da Approdo Comitato Territoriale Arcigay Genova in collaborazione con Loredana Galante, con la Galleria d’Arte Contemporanea Sabrina Raffaghello, con il Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e della Navigazione e Consorzio Sol.co Liguria. Saranno esposte le otto installazioni degli artisti Gianluca Chiodi, Massimo Festi, Loredana Galante, Pierpaolo Koss, Julia Krahn, Giancarlo Marcali, Stefano Scheda e Mona Lisa Tina.
Attraverso il linguaggio dell’arte, la mostra vuole coinvolgere l’osservatore in un’esclusiva esperienza emotiva e corporea, invitandolo ad una serie di riflessioni sui temi dell’Omocausto e di tutte le deportazioni.
I temi con cui gli artisti si rapportano accolgono considerazioni su ogni tipo di emarginazione – passata e presente – con attenzione particolare al significato, a più livelli, dei termini “straniero” e “diverso”.

L’inaugurazione è prevista per sabato 25 gennaio alle ore 18:30.

Partecipano:
Pierangelo Campodonico, Direttore Mu.MA
Vladimir Luxuria, Scrittrice e attivista
Flavio Romani, Presidente Arcigay Nazionale
Carla Peirolero, Direttrice Festival e Compagnia SUQ
Ostilia Mulas, Presidente di Approdo Comitato Territoriale Arcigay Genova

Eventi correlati alla mostra presso il Museoteatro della Commenda di Prè tranne il dibattito di lunedì 27 gennaio, che si terrà allo Starhotel  President,  in Corte Lambruschini 4:
Sabato 25 gennaio
ore 17:30  Performance «Ich höre dir zu» di Loredana Galante e Mona Lisa Tina. Prenotazione obbligatoria
ore 18:30  Conferenza di inaugurazione
Domenica 26 gennaio
ore 10:30  Workshop di arte-terapia «I colori dell’incontro» a cura di Mona Lisa Tina (primo ciclo). Prenotazione obbligatoria
ore 15:30  Workshop di arte-terapia «I colori dell’incontro» a cura di Mona Lisa Tina (secondo ciclo). Prenotazione obbligatoria
Lunedì 27 gennaio
ore 16:30  Dibattito «Dai silenzi sull’Omocausto ad internet.
Conflitti in Rete tra diritti civili e omofobia» con Fulvio Marcello Zendrini, Chiara Reali e Yuri Guaiana.
Mercoledì 29 gennaio
ore 16:30  Dibattito «Nemici e nemiche dell’Uomo Nuovo. La storia, il romanzo» con Giuliana Franchini, Lorenzo Benadusi, Roberto Paterlini e Nicoletta Poidimani.
Venerdì 31 gennaio
ore 16:30  Dibattito «Vent’anni di Legge Mancino. Quali sviluppi per i diritti LGBT?» con Damiano Fiorato, Sergio Lo Giudice e Lara Trucco.
Sabato 1 febbraio
ore 16:30  Dibattito «Olocausti dimenticati. Omocausto, Porrajmos e Aktion T4 ieri e oggi» con Ostilia Mulas, Luciano Rosasco, Silvana Baroni e Francesco Cassata.
Domenica 2 febbraio
ore 16:00  Reading «Leggere la Memoria» a cura di Officina Letteraria.

ORARI DI APERTURA
Da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 17:00
Sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:00
Lunedì chiuso
In presenza di eventi collaterali l’orario di apertura sarà esteso
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Si possono prenotare visite guidate alle ore 10:30 dal 28 gennaio al 2 febbraio e alle 15:00 dal 28 gennaio all’1 febbraio (cell. 3403126349)

UnknownINFORMAZIONI:
Sito: http://www.arcigaygenova.it
E-mail: memoria@arcigaygenova.it
Cell. 3403126349

https://www.facebook.com/events/807669519249956/812551722095069/?notif_t=plan_mall_activity

Flavio Romani: Sulle coppie omosessuali ecco i primi cattolici folgorati sulla via di Damasco mentre la sinistra continua ad arretrare.

UnknownPubblichiamo un comunicato stampa di Arcigay Nazionale.

Bologna, 5 gennaio 2014 –  “Inedito e a tratti paradossale”: così Flavio Romani, presidente di Arcigay, commenta il dibattito in corso sul riconoscimento giuridico delle coppie formate da persone dello stesso sesso. “Sul tema – dice Romani – la stampa rappresenta in questi giorni uno sgretolamento del fronte dei cattolici contrari: pesano certamente le parole del pontefice, per quanto riscritte ogni volta all’indomani dalla sala stampa vaticana, ma soprattutto attirano l’attenzione quelle di alcuni rappresentanti di partito, “folgorati” sulla via di Damasco. Ad esempio, il segretario dell’Udc di Genova, Massimiliano Tovo, in un’intervista rilasciata oggi al quotidiano la Repubblica, sprona il centro cattolico al superamento del tabù del riconoscimento delle coppie omosessuali. Un’importante novità che però purtroppo, nel contesto generale, non riesce ad essere determinante per colpa di un centrosinistra schiacciato su posizioni di assoluta retroguardia. E il paradosso – dice Romani – sta tutto qui: nella discussione di questi giorni sul riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso, minimo e massimo coincidono e puntano entrambi alla creazione di un nuovo istituto giuridico che non risolve il problema della discriminazione. Fa bene Tovo a ricordare il dibattito che, subito dopo la seconda guerra mondiale, si sollevò in Italia sul tema del suffragio femminile e le argomentazioni misogine che quel passaggio nevralgico portò a galla. Eppure quel dibattito, il segretario genovese dell’Udc questo lo dimentica, non portò a un riconoscimento parziale o progressivo del diritto di voto delle donne, bensì all’estensione piena del suffragio, da quel momento universale. Rispetto ad allora, oggi manca proprio questo, cioè lo sguardo puntato verso il principio di uguaglianza, ormai estinto anche nelle formazioni politiche che hanno voluto includere nel proprio nome il concetto di democrazia. Dove sono finiti in questa discussione – chiede Romani – i politici che si battono per la piena uguaglianza tra tutti i cittadini e le cittadine? Può chi si batte per l’uguaglianza considerare la diseguaglianza  un compromesso accettabile? E’ questo il vuoto che sbilancia questa discussione e  che la snatura, mettendo in mostra posizioni “anni Quaranta”, nelle quali alla misoginia di allora subentra l’omotransfobia di oggi, e facendo sparire il riferimento all’unico vero valore – l’uguaglianza – che è tale per i credenti e per i non credenti, e che l’Italia aveva ben presente quando sulla linea gotica combattevano i partigiani ma che oggi sembra pericolosamente sbiadito, se non addirittura perso. È invece tenendo fede a quel valore che la nostra battaglia continua a essere quella per l’estensione del matrimonio civile alle coppie omosessuali, senza cedere alle lusinghe di chi, con retorica da piazzista, tenta oggi di far passare per “rivoluzionario” un istituto giuridico discriminatorio  che continua a considerarci cittadine e cittadini di serie B”.

Vincenzo Branà

Arcigay sulla legge contro l’omofobia: “istituzionalizza la discriminazione e l’infamia ed elegge zone franche in cui l’odio può essere coltivato”.

UnknownPubblichiamo un comunicato stampa di Arcigay Nazionale.

BOLOGNA, 19 Settembre – Spunta un subemendamento di Gregorio Gitti (Scelta Civica) all’emendamento di Walter Verini (Pd) per le aggravanti di omofobia alla legge Mancino, e l’Arcigay – finora accomodante nel difficile dibattito in Parlamento – insorge e lancia un appello ai deputati Pd: ”ascoltate l’appello di Sel e M5S”. ”Con grande preoccupazione – scrive il presidente Arcigay, Flavio Romani – seguiamo in queste ore il dibattito alla Camera sulla legge contro l’omotransfobia. Nell’emendamento a firma Pd che avrebbe dovuto estendere le aggravanti della Mancino compare oggi un sub emendamento irricevibile che definisce persone, ruoli e luoghi di immunità rispetto a quella norma. Un’eventualità gravissima che tiene espressamente vivo il principio della discriminazione, esponendo tra l’altro la scuola e i luoghi della formazione a questa sciagura. Anziché cogliere l’occasione di proiettare l’Italia verso un modello europeo, questa legge rischia di certificare l’arretratezza di questo Paese, istituzionalizza la discriminazione e l’infamia ed elegge zone franche in cui l’odio può essere coltivato. Il Pd prenda le distanze da questo approccio e accolga il sostegno pieno che Sel e Movimento 5 stelle stanno offrendo alla possibilità di votare una buona legge”. Anche per il senatore Sergio Lo Giudice (Pd) l’emendamento Gitti è irricevibile, e twitta così: ”subemendamento Gitti inaccettabile: crea zona franca per antisemitismo, razzismo, omofobia”. (ANSA).

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: