Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

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“Là dove ci porta il cuore. l’Italia entra nell’Europa dei diritti civili : tutto quello che dovreste sapere sulla legge Cirinnà” – Crescentino 21 aprile 2016

12998634_10208920277595068_7588393832581373636_nArcigay “Raibow” Vi invita a una importante conferenza organizzata del Partito Democratico di Crescentino, Trino e Saluggia.

“Là dove ci porta il cuore. l’Italia entra nell’Europa dei diritti civili : tutto quello che dovreste sapere sulla legge Cirinnà”

giovedì 21 aprile 2016
0re 21:00

presso il Teatrino del Palazzo Comunale 
in Piazza Caretto, 5 a Crescentino.

Interverranno il nostro Filippo Stramaccioni con Alessandro Portinaro, Sindaco di Trino Vecellese e Simona Baulino, psicoterapeuta infantile presso la ASL To4. Presenterà la serata Nicoletta Ravarino.

Non mancate!

 

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Alcune ovvietà sul DdL “Cirinnà”…

UnknownIl dibattito sul Ddl “Cirinnà” attualmente in votazione al Senato oltre alla preziosa possibilità di esprimere la cultura, l’umanità e l’alto senso civico degli italiani e delle italiane ha dato purtroppo anche nuova visibilità a politicanti mummificati, riciclati vari screditati da vent’anni di fallimenti professionali e umani e a tutto un circo di piccole, spesso piccolissime associazioni confessionali per lo più finanziate da regimi stranieri più o meno autoritari, ma sempre poco raccomandabili. Di fronte a questo rigurgito di malcostume che crede di poter essere ancora protagonista della vita civile del Paese è necessario ribadire quello che in tutte le democrazie occidentali è una verità della ragione civile, un valore della vita associata e il buon senso della vita quotidiana.

L’omosessualità e l’eterosessualità sono condizioni esistenziali di pari dignità umana e sociale e l’orientamento sessuale è in sé irrilevante per la salute psicologica e le capacità intellettuali e morali di una persona. Ogni volta che l’omosessualità è associata a una mancanza psichica, intellettuale o morale, questa circostanza è una pura coincidenza o è il danno prodotto da una discriminazione ingiusta e violenta. Perciò chi lavora attivamente per mantenere la discriminazione giuridica, sociale e simbolica delle persone LGBT non agisce per una superiore razionalità o moralità, ma nasconde con argomenti più o meno puerili la volontà di danneggiare le persone omosessuali per un pregiudizio nutrito spesso da oscuri e inconfessabili motivi.

Quando si riconosce pari dignità giuridica alle persone LGBT, non si creano nuovi diritti, ma si elimina una discriminazione irrazionale e odiosa ristabilendo l’equilibrio dell’ordine giuridico.

Da quasi un secolo nel diritto delle democrazie occidentali il matrimonio è il luogo della pari dignità dei coniugi e con ciò del sostegno materiale e morale al libero sviluppo delle loro personalità: su questa base la differenza sessuale dei coniugi è irrilevante dal momento che le coppie omosessuali ed eterosessuali sono altrettanto stabili e capaci di prestarsi reciproca assistenza e di contribuire al libero e armonico sviluppo dei loro componenti, perciò non c’è nessuna ragione razionale per restringere l’istituto matrimoniale alle sole coppie eterosessuali.

Da tempo e per fortuna la riproduzione non è più il fondamento e il fine dell’istituto del matrimonio, tanto che la capacità riproduttiva dei coniugi è irrilevante per la sua validità e i figli nati fuori e dentro il matrimonio hanno finalmente raggiunto anche in Italia pari dignità giuridica e sociale; a sostenere il contrario restano solo i propagandisti prezzolati di una “famiglia confessionale” il cui riferimento ideologico e giuridico è il Codice Canonico di uno stato straniero, Codice che ha però una concezione volgare e inumana del rapporto matrimoniale ridotto a contratto d’uso reciproco degli organi genitali dei coniugi!

Ormai, nel Diritto delle democrazie occidentali, solo se garantisce tutti questi presupposti un matrimonio viene riconosciuto come il luogo più adatto per dare il supporto materiale, morale ed educativo necessario allo sviluppo armonico dei bambini e delle bambine, come dimostra ampiamente tutta la legislazione e giurisprudenza sulla sospensione della potestà parentale.

Inoltre le associazioni degli Psicologi, degli psichiatri, dei pediatri e degli educatori delle principali democrazie occidentali e la totalità degli studi scientificamente accreditati sull’argomento concordano che i bambini e le bambine non hanno bisogno di generiche e astratte “figure” paterne e materne, ma di persone concrete che siano presenti, competenti e amorevoli: quindi, dal momento che il sesso e l’orientamento sessuale del genitore è irrilevante per la salute fisica e psichica del figlio, non c’è nessun argomento razionale per negare la genitorialità alle persone omosessuali. Su questo punto tra gli esperti non c’è nessun contrasto o divisione e chi afferma il contrario per incompetenza o malafede compie un falso e un danno gravissimo non solo alla verità, ma soprattutto alla vita di migliaia di famiglie!

Per tutte queste ragioni è evidente che chi oggi lavora contro i diritti matrimoniali delle persone LGBT in realtà lavora contro la parità giuridica e sociale di tutte le donne, confinate al loro ruolo riproduttivo e ridotte quindi tradizionalmente, loro sì, a uteri in affitto in cambio di un minimo di riconoscimento sociale ed economico; lavora contro la parità di diritti dei bambini nati fuori del matrimonio, parità raggiunta non a caso tanto tardi e con tanta fatica nel nostro Paese; lavora contro la vita, la serenità e la felicità dei figli delle coppie omoparentali, fino a poter concepire la follia inumana e spregevole di strapparli agli unici genitori che hanno mai conosciuto; lavora contro la stessa esistenza di tutti i bambini e le bambine concepite grazie alle tecniche di fecondazione assistita, gestazione per altri compresa, bambini e bambine che si pretende mostruosamente e vigliaccamente non vengano al mondo, perfino contro la volontà stessa dei loro genitori, perché la loro nascita sarebbe contro la “retta ragione” e la “dignità umana”!

Di fronte al pozzo di squallore di questa follia superstiziosa e inumana, noi di Arcigay “Rainbow” chiediamo a tutte le persone di buona intelligenza, buon cuore, buon senso e buona volontà di mobilitarsi, di fare sentire la loro voce in modo chiaro e non equivoco in tutti gli spazi pubblici di discussione, di non tacere, non sfumare, ma condannare il pregiudizio, la menzogna, la, falsificazione, la violenza e la discriminazione! Perché oggi è minacciata non l’estensione dei diritti di una minoranza, ma la qualità stessa della nostra vita civile e la verità della nostra democrazia, perché i diritti di uno sono sempre i diritti di tutti! Grazie!

11034633_10206339448628920_1162400184_oIl Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli

 

Articolo pubblicato integralmente su :

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?titolo=VERCELLI_-_Il_Ddl_Cirinn%E0_ha_dato_nuova_visibilit%E0_a_politicanti_mummificati_-_L%27Arcigay_%27%27Rainbow%27%27_dice_la_sua_sul_decreto_legge_pi%F9_discusso_degli_ultimi_tempi&id=66319&id_localita=2

Tante piazze per raccontare l’uguaglianza: #svegliatitalia a Vercelli, 23 gennaio 2016!

12573899_10208109816614050_1158263205264046687_nArcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli insieme a numerose famiglie, esponenti politici locali, associazioni, organizzazioni e movimenti sarà in

Piazza Cavour a VERCELLI

sabato 23 gennaio 2016
dalle ore 15:00 alle 18:00
,

unendosi a una mobilitazione nazionale in numerose città italiane per dare forza all’uguaglianza di diritti in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili.

Le associazioni LGBT italiane (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) metteranno in campo una mobilitazione capillare nelle principali piazze del Paese. Inoltre, nei giorni caldi della discussione a Palazzo Madama, cioè dal prossimo 28 gennaio, è previsto un presidio in piazza delle Cinque Lune, nei pressi del Senato, per testimoniare l’attenzione e l’apprensione per il dibattito in corso.

Noi associazioni LGBT andando oltre ogni contrapposizione ci rivolgiamo al Paese intero. Abbiamo individuato il prossimo 23 gennaio come giornata di mobilitazione nazionale: stiamo lavorando sui territori, coinvolgendo sia le forze della società civile, le organizzazioni, i movimenti, i partiti politici, sia il mondo associativo delle realtà lgbt, per costruire le reti necessarie per far esprimere a gran voce la domanda di diritti e di uguaglianza che in questo Paese da troppo tempo rimane inascoltata.
Non parleremo di una legge, bensì di un valore, cioè dell’uguaglianza di tutti e tutte, e del diritto di vivere in uno Stato laico!
Staremo assieme alle famiglie, a tutte le famiglie. Assieme alle persone.

Attraverso le manifestazioni sarà rivolto il seguente appello a Governo e Parlamento:

“L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini e cittadine italiane pur pagando le tasse come tutt*. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.

Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli e figlie possano crescere in un Paese in cui tutt* abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il\la partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del\la partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini e le bambine figli e figlie di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati.

Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone.

Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti!”

Ricordiamo inoltre che una regolamentazione delle unioni civili e coppie di fatto aiuterebbe anche le numerose coppie conviventi eterosessuali che, ad oggi, sono escluse da forme di garanzia e tutela della loro relazione.

Arcigay “Rainbow” chiede a tutt* di partecipare, di portare un contributo in termini di presenza e di intervento alla iniziativa e di aiutarci nella distribuzione di materiale informativo appositamente preparato per l’occasione.

Dobbiamo essere tant*! I diritti non sono privilegi e un aumento della fruizione di essi non toglie nulla a nessun* ma arricchisce tutta la nostra società!

ASSOCIAZIONI ED ENTI CHE HANNO DATO LA LORO ADESIONE :

FIOM: nazionale e locale – interviene Ivan Terranova

UNIONS: nazionale e locale – interviene Alex Villarboito

CGIL: nazionale e locale – interviene Luca Quagliotti

UIL: nazionale e locale

ARCI: nazionale e locale

ANPI: nazionale e locale

AMNESTY INTERNATIONAL: nazionale e locale

PARTITO RADICALE: nazionale e locale

MOVIMENTO CINQUE STELLE: nazionale e locale

PARTITO SEL: nazionale e locale – interviene  Giovanni Pasquino

PARTITO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA: nazionale e locale – interviene  Giuseppe Iriti

PARTITO DEMOCRATICO:

  • Nazionale – Matteo Renzi – intervento di Cristina Bargero
  • Città di Vercelli – Daniele Peila
  • Provinciale – Gian Paolo De Dominici – intervento Filippo Stramaccioni
  • Regionale – Davide Gariglio – intervento Andrea Pacella
  • Rifare L’italia

AMMINISTRAZIONI COMUNALI:

  • Città di Trino – intervento del Sindaco Alessandro Portinaro
  • Città di Vercelli – intervento del Sindaco Maura Forte

LOCALI PUBBLICI:

  • Al Barotto
  • Bar Cavour
  • Officine Sonore
  • Smarting Aps
  • Circolo dei Lavoratori di Porta Torino

 

11034633_10206339448628920_1162400184_oIl Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli

Arcigay sulle unioni civili: “è ignobile il tentativo di marchiare i figli delle persone omosessuali”

UnknownPubblichiamo un comunicato di Arcigay nazionale.

13 ottobre 2015 – “Troviamo sconcertanti i tentativi di mediazione che in queste ore i media raccontano sul testo delle unioni civili e in particolare sull’istituto della “stepchild adoption”, che alcuni parlamentari vorrebbero sostituire con l’affido rinforzato”: lo dichiara Flavio Romani, presidente di Arcigay. Che aggiunge: “Nonostante i pareri univoci degli esperti e le sentenze della Magistratura, che proprio ieri a Napoli per la terza volta ha registrato un bambino come figlio di due mamme, assistiamo negli ambienti della politica a un dibattito vergognoso, in cui alcuni parlamentari vorrebbero trovare il modo di “marchiare” con istituti claudicanti e assolutamente offensivi i figli delle persone omosessuali. Chi pubblicamente si professa sostenitore della famiglia è pronto, nella pratica, a punire le persone omosessuali che hanno deciso di creare una famiglia. Un furore tutto ideologico che con disinvolto cinismo sceglie di colpire i più deboli , cioè i bambini, minando con escamotage legislativi senza precedenti nel mondo la loro stabilità familiare. Una minaccia che non solo mette in pericolo l’esito del ddl sulle unioni civili ma che già si concretizza in altre proposte di legge che rapidissimamente stanno concludendo il proprio iter parlamentare, formalizzando un’oscura discriminazione tra bambini. Oggi la Camera ad esempio è chiamata a dare il via libera definitivo al disegno di legge sul diritto alla continuità affettiva dei bambini in affido familiare, una norma che mossa dal sacrosanto principio di garantire continuità affettiva ai minori in affido, inspiegabilmente a un certo punto retrocede da quel principio e esclude da questo diritto i bambini affidati a coppie non sposate o a single, esprimendo un giudizio irricevibile sulle famiglie monogenitoriali e con coppie di fatto, e scaricandone gli esiti sulla pelle dei minori. Una discriminazione sconcertante che contiene un’argomentazione ancora più sconcertante: i single vanno esclusi perché potrebbero essere omosessuali. Questi sono ragionamenti che sfiorano la superstizione e che giustificano provvedimenti volti a discriminare, in fatto di continuità affettiva, alcune situazioni rispetto ad altre. Tutto questo è inaccettabile: la presunta inadeguatezza delle persone gay e lesbiche a crescere figli è la negazione di secoli di storia, perché gli omosessuali esistono da sempre e in innumerevoli casi sono stati padri e madri. Quale legislatore si arroga il diritto di esprimere giudizi sulle qualità genitoriali dei cittadini e delle cittadine, al punto da discriminare per legge tra figli e figli? I figli non si toccano: respingiamo con forza ogni tentativo di effettuare sulla loro pelle ignobili mediazioni. E ci aspettiamo che altrettanto facciano le presone che hanno giurato sulla nostra Costituzione”, conclude Romani.

Ufficio stampa Arcigay – Vincenzo Branà

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