Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘Christopher Isherwood’

Segnalzione: W. H. Auden – “Poesie scelte”

641afc4910d64c5ed6c20db87b818754_w600_h_mw_mh_cs_cx_cySegnaliamo la raccolta di poesie di Wystan Hugh Auden,

“Poesie scelte”,

A cura di Edward Mendelson,
Traduzione di Massimo Bocchiola e Ottavio Fatica,
Con un saggio di Iosif Brodskij;

pp. 899, € 70,00;
Adelphi Editore, 2016.

In questa preziosa raccolta, che copre l’intero arco dell’opera di Auden, il lettore non solo troverà tutte le sue poesie più celebri – riproposte in nuove o rinnovate traduzioni di Massimo Bocchiola e Ottavio Fatica –, ma scoprirà un giacimento di grandi e piccoli tesori, quali si possono celare in un corpus di testi capace di ravvivare o reinventare all’occorrenza ogni forma della tradizione: dall’apocalittico all’arcadico, dal propagandistico al meditativo, dall’ironico al sentimentale, passando dalle antiche saghe islandesi a Dante, a Shakespeare, per approdare infine a Goethe. Una produzione poetica che non ha eguali – per varietà, ricchezza e qualità – in tutto il Novecento.

http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/il-segnalibro/Wystan-Hugh-Auden-Poesie-scelte-Adelphi-8539231.html

auden-1Wystan Hugh Auden ( York, 21 febbraio 1907 – Vienna, 29 settembre 1973) è stato un poeta britannico.
Studiò all’Università di Oxford, dove  cominciò ad interessarsi agli studi di Freud e alle teorie del Marxismo, ma anche alla filosofia di Kierkegaard, al teatro di Ibsen e di Shakespeare e al teatro musicale di Mozart e Verdi.
Nel 1928 trascorse un anno a Berlino, allora sotto la Repubblica di Weimar, e lesse Bertolt Brecht, che influenzò la sua produzione teatrale. Tornato in Inghilterra, pubblicò la prima raccolta di poesie nel 1930, i “Poems” e, nel 1932, “The Orators”, rivelandosi autore impegnato e di sinistra. Inoltre lavorò insieme a Christopher Isherwood, scrivendo “The Dance of Death” 1933, “The Dog Beneath the Skin” 1935 e “The Ascent of F6” 1936. Negli anni inglesi conobbe T.S. Eliot e diventò amico di E.M. Forster.
Nel 1935 sposò Erika Mann, figlia dello scrittore Thomas Mann, per garantirle l’espatrio dalla Germania nazista, che le aveva annullato la cittadinanza. I due non vivranno mai assieme.
Nel 1937 partecipò alla Guerra Civile Spagnola, come autista. Colpito dalle atrocità commesse sia dai Republicanos, che lui sosteneva, sia dai Nacionales, maturò un senso di smarrimento ed ansia che lo accompagnò per tutta la vita. Il risultato di questa esperienza, una volta tornato in Inghilterra, fu la poesia “Spain”, pubblicata nel 1937.
Nel 1939 si trasferì negli Stati Uniti con Christopher Isherwood, prendendo nel 1946 la cittadinanza americana. A New York conobbe Chester Kallman, uno studente, con il quale ebbe una lunga relazione sentimentale mettendo alla luce la sua emarginata omosessualità. Il periodo tra il 1940 ed il 1948 fu prolifico: scrisse “Another Time”, “New Year Letter”, “For the Time Being” e “The Age Of Anxiety” – con cui vinse il premio Pulitzer per la poesia – che rappresentò il culmine della sua poetica. Negli anni americani rimase in contatto con intellettuali e scrittori tedeschi come Klaus Mann, Erich Heller ed Hannah Arendt. Dal 1948 al 1957 rimase a New York, ma trascorse molto tempo in Italia, ad Ischia, soprattutto d’estate. Auden continuò a scrivere: libretti d’opera, tra cui quello per 2La carriera di un libertino” di Igor Stravinskij, e raccolte poetiche, come “Nones” (1951) e “The Shield of Achilles” del 1955. Dal 1957 al 1961 insegnò all’Università di Oxford. Nel 1958 si trasferì in Austria, nel piccolo e tranquillo paese di Kirchstetten, vicino a Vienna. Nel 1967 fu insignito negli Stati Uniti della National Medal for Literature. Agli ultimi anni appartengono “Homage to Clio”, del 1960, “City Without Walls” del 1969 e 2Thank you, Fog”, pubblicato postumo nel 1974.
Una delle poesie di Auden più famose, “Funeral blues”, è contenuta nei film “Quattro matrimoni e un funerale” di Mike Newell, “L’attimo fuggente” di Peter Weir e “La tigre e la neve” di Roberto Benigni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Wystan_Hugh_Auden

Segnalazione: E.M. Forster, Ch. Isherwood – “Le luci della quotidianità”

3049664-9788877686596Segnaliamo la traduzione del carteggio tra E.M. Forster e Ch. Isherwood,

“Le luci della quotidianità. Lettere sulla letteratura e l’omosessualità”,

pp. 304, € 20,00;
Archinto Editore, 2014.

Le lettere di Forster e di Isherwood sulla letteratura e l’omosessualità raccontano non solo una parte della vita e alcune delle opere dei due grandi scrittori, ma anche due storie d’amore e di devozione parallele seppur molto diverse, quelle fra ciascuno scrittore e il suo rispettivo compagno. Raccon­tano, soprattutto, l’evolversi di un’amicizia che ha inizio nei turbolenti anni Trenta del Novecento e vede i due scrittori confrontarsi con l’ascesa del fascismo in Europa e la minaccia di una guerra. Le lettere dei primi anni Quaran­ta contrappongono i mondi, straordinariamente differenti, nei quali Forster e Isherwood stavano vivendo: da una parte Londra e i suoi dintorni durante i bombardamenti aerei, dall’altra la California del Sud e la comunità di artisti e di scrittori lì esiliata. Le lettere scritte dopo la guerra, per quanto poco numerose, soprattutto dopo i primi anni Cinquanta, si soffermano su alcuni mo­menti significativi, come ad esempio il tentativo di Isherwood di trovare nei suoi romanzi una voce nuova che tratti i personaggi omosessuali con maggiore franchezza. La vita dei due scrittori in una società nella quale non era possibile dichiarare apertamente le proprie preferenze sessuali, è un tema presente in modo quasi impercettibile in tutti e tre i periodi in cui l’epistolario è diviso, anche perché entrambi sono reticenti a svelare i dettagli intimi delle loro relazioni.

http://www.rcslibri.it/libri/le-luci-della-quotidianita/

Edward-Morgan-Forster-1Edward Morgan Forster, romanziere e saggista inglese (Londra 1879- Coventry 1970). Educato a Cambridge, provò ben presto l’ansia di uscire da un mondo troppo angusto facendo viaggi in Paesi (Grecia, Italia, India) che furono fonte di ispirazione per i suoi romanzi. Frutto di un soggiorno italiano sono “Where Angels Fear To Tread” (1905; Monteriano) e “A Room With a View” (1908; Camera con vista), mentre è ambientato a Cambridge “The Longest Journey” (1908; Il viaggio più lungo). Nel 1910 uscì “Howard’s End” (Casa Howard) e nel 1924 “A Passage to India” (Passaggio in India), certamente il suo romanzo più riuscito per la rappresentazione realistica e simbolica dei difficili rapporti anglo-indiani. Dopo aver pubblicato i volumi “The Celestial Omnibus And Other Stories” (1911; L’omnibus celeste) e “The Eternal Moment” (1928), Forster abbandonò i racconti per dedicarsi esclusivamente ai saggi e ai libri di ricordi, tra cui si segnalano l’importante “Aspects Of The Novel” (1927; Aspetti del romanzo), raccolta di conferenze tenute a Cambridge, “Abinger Harvest” (1936), che accoglie saggi su Eliot e, tra gli altri, su Beethoven, una monografia su Virginia Woolf (1942) e infine Marianne Thornton (1956), realistico quadro di costume ispirato alla vita della zia dello scrittore W. Thornton. Solo dopo il 1940 i romanzi di Forster furono pienamente apprezzati, soprattutto “Howard’s End” e “A Passage To India”, che conservano intatta la loro vitalità. Movendo da un atteggiamento di tolleranza e dall’istanza etica di dimostrare la superiorità di ciò che è spontaneo e naturale nei confronti dello snobismo intellettuale e dei preconcetti razzisti, a Forster importa soprattutto l’espressione di un mondo interiore di cui osserva le passioni con straordinario acume e pronunciato distacco, e la qualità dello stile che, volutamente disadorno, resta insuperabile nei mezzi toni, nel suggerire più che nel rappresentare. Uscì postumo (1972), per volere dell’autore, “Maurice”, romanzo giovanile, che ha al centro il tema dell’omosessualità, da cui Forster era stato segretamente tormentato.

http://www.sapere.it/enciclopedia/Forster,+Edward+Morgan.html

UnknownChris­topher Isherwood, Wybersley Hall (Inghilterra), 1904 – Santa Monica , 1986.
Figlio di un ufficiale dell’esercito che morì durante la Prima guerra mondiale, incontrò a scuola Wystan  Hugh Auden con cui ebbe una relazione, ma che rimase suo amico per tutta la vita e con cui scrisse tre drammi teatrali ancora inediti in Italia. Studiò a Cambridge dove incontrò Stephen Spender che era alla Oxford University con Auden. Si trasferisce a Berlino dove scrive un romanzo e una serie di racconti (Addio a Berlino) che poi ispireranno il musical Cabaret. Nel 1931 conosce Edward Morgan Forster con cui diventa intimo amico. Nel 1932 il suo secondo romanzo, The memorial, fu pubblicato dalla casa editrice di Virginia e Leonard Woolf. Con Auden compie un viaggio in Cina e nel 1939 va a vivere negli Stati Uniti in California (nel 1946 diventerà cittadino americano) dove ottiene un lavoro come sceneggiatore cinematografico a Hollywood. Isherwood si converte poi all’induismo su cui scrive anche alcuni saggi, proseguendo nel frattempo la sua attività di romanziere. Dal 1953 fino alla morte vive con il suo compagno il pittore Don Bachardy.

Segnalazione: Auden, Isherwood, Spender – “Il diario di Sintra”.

cop.aspxSegnaliamo la pubblicazione in prima mondiale del diario portoghese di W. Hugh Auden,  Christopher Isherwood,  StephenSpender

Il diario di Sintra

180 pp., brossura, € 16,00

Barbès Editore, 2012.

Nel 1935, Wystan Hugh Auden, Christopher Isherwood e Stephen Spender, i tre più importanti scrittori inglesi della nuova generazione, arrivano a Sintra, in Portogallo. La loro idea è di cercare una casa grande da acquistare, dove poter vivere tutti insieme per sempre. I tre scrittori sono legati da comuni passioni per la politica, la letteratura, gli uomini. Nella scenografica cittadina si dedicano ad avventure della mente e del corpo e tengono un diario comune di queste occasioni, in cui tutti sono responsabili di osservazioni e storie. La guerra è sullo sfondo, vicinissima: nel luglio 1936 divampa la guerra civile in Spagna, prova generale della Seconda Guerra Mondiale. La realtà della politica e quella dei sentimenti si fondono e si scontrano, mentre compaiono, per scorcio, cronache e invenzioni che si ritrovano poi nelle opere seguenti degli scrittori. Pagine ritrovate e di grande interesse, quindi, curate attentamente da Matthew Spender, figlio di Stephen e a sua volte scrittore e scultore, che propongono una visione, da vicino, dei destini di alcune personalità d’eccezione della cultura del Novecento, dei loro amori e delle loro passioni culturali e politiche.

Segnalazione: Christopher Isherwood – “Addio a Berlino”.

3d3ad529b3d0e0982884f8329f9149ba_w190_h_mw_mhSegnaliamo la ripubblicazione del romanzo di Christopher Isherwood

Addio a berlino
Traduzione di Laura Noulian
Adelphi, 2013
pp. 252 € 18,00

«Io sono una macchina fotografica con l’obiettivo aperto» dichiara l’alter ego di Chris­topher Isherwood arrivando nell’autunno del 1930 a Berlino, dove resterà fino al 1933. Un obiettivo – si può aggiungere – inesorabile, attraverso il quale partecipiamo come dal vivo ai suoi incontri nel cuore pulsante di una Repubblica di Weimar che si avvia al suo fosco tramonto: da un’eccentrica, anziana affittacamere alla sensuale Sally Bowles, aspirante attrice un po’ svampita, a Otto, ombroso proletario diciassettenne, a Natalia Landauer, rampolla di una colta famiglia ebrea dell’alta società. Tra cabaret e caffè, tra case signorili e squallide pensioni, tra il puzzo delle cucine e quello delle latrine, tra file per il pane e manifestazioni di piazza, tra crisi economica e cupa euforia – da nulla dettata e in bilico sul Nulla –, Isherwood mette in scena «la prova generale di una catastrofe» e ci fa assistere alla resistibile ascesa del nazismo. Non solo: cogliendo con ironia corrosiva i presaghi rintocchi che accompagnano la grandeur di un mondo «inutilmente solido, insolitamente pesante», ci consegna una purissima, scabra narrazione che ci ricorda come la Storia – e ogni storia – sia sempre contemporanea.

UnknownChris­topher Isherwood

Wybersley Hall (Inghilterra), 1904 – Santa Monica , 1986.

Figlio di un ufficiale dell’esercito che morì durante la Prima guerra mondiale, incontrò a scuola Wystan  Hugh Auden con cui ebbe una relazione, ma che rimase suo amico per tutta la vita e con cui scrisse tre drammi teatrali ancora inediti in Italia. Studiò a Cambridge dove incontrò Stephen Spender che era alla Oxford University con Auden. Si trasferisce a Berlino dove scrive un romanzo e una serie di racconti (Addio a Berlino) che poi ispireranno il musical Cabaret. Nel 1931 conosce Edward Morgan Forster con cui diventa intimo amico. Nel 1932 il suo secondo romanzo, The memorial, fu pubblicato dalla casa editrice di Virginia e Leonard Woolf. Con Auden compie un viaggio in Cina e nel 1939 va a vivere negli Stati Uniti in California (nel 1946 diventerà cittadino americano) dove ottiene un lavoro come sceneggiatore cinematografico a Hollywood. Isherwood si converte poi all’induismo su cui scrive anche alcuni saggi, proseguendo nel frattempo la sua attività di romanziere. Dal 1953 fino alla morte vive con il suo compagno il pittore Don Bachardy.

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