Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Articoli con tag ‘bullismo omofobico’

Segnalazione: Giuseppe Burgio – “Adolescenza e violenza”

Segnaliamo il saggio di Giuseppe Burgio,

“Adolescenza e violenza. Il bullismo omofobico come educazione alla mascolinità”,

pp. 252, € 20,00;
Mimesis Edizioni, 2012.

La letteratura scientifica sul bullismo, sia quella italiana sia quella straniera, si limita a una trattazione generale del fenomeno, senza analizzare le variabili rappresentate dalle caratteristiche delle vittime. Questo libro si concentra invece sulla costruzione sociale e relazionale del bullismo omofobico al fine di individuare possibili spiegazioni di come esso nasca e perché. L’autore studia i legami tra genere maschile, orientamento sessuale e violenza in adolescenza, sulla base dell’ipotesi – assolutamente innovativa – che il bullismo omofobico possa costituire in adolescenza una tappa della costruzione della maschilità e che alcuni ragazzi ricavino un “vantaggio” dall’esercitarlo. Il bullismo omofobico emerge quindi come un modo per produrre (e sottolineare) la differenza tra eterosessuali e omosessuali in quel periodo nodale nella costruzione dell’identità sessuale che è l’adolescenza. La violenza si mostra allora come performance utilizzata per affrontare i compiti di sviluppo connessi all’identità maschile, come manifestazione di genere, come uno dei modi per costruire e mettere in scena la virilità

Giuseppe Burgio, professore associato di Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi di Enna “Kore”, è Graduated SYLFF Fellow della Nippon Foundation di Tokyo. Oltre a contributi in volumi collettanei e in riviste scientifiche in Italia, Francia e Spagna, ha pubblicato il volume La diaspora interculturale. Analisi etnopedagogica del contatto tra culture: i Tamil in Italia (2007) e Mezzi maschi. Gli adolescenti gay dell’Italia meridionale. Una ricerca etnopedagogica (Mimesis, 2008). Nel 2002, il suo corso di formazione Bulli e prepotenti nella scuola. Prevenzione e tecniche educative ha ottenuto il premio “Bonsignore” dell’Associazione Italiana Formatori.

Adolescenza e violenza

http://www.sololibri.net/Adolescenza-e-violenza-Il-bullismo.html

 

Annunci

Segnalazione: Mattia Cesari – “Omofollia”

Nell’ambito delle nostre inizitive per la XIV “Giornata Internazionale contro l’omo\bi\transfobia” segnaliamo il libro di Mattia Cesari,

“Omofollia. Ho 19 anni e vi racconto come l’omofobia ha cambiato la mia vita”,

pp. 197, € 17,00;
Rizzoli Editori, 2016.

Gita di terza elementare, tutti in pullman, destinazione la necropoli etrusca di Cerveteri. Due bambine di un’altra classe sedute sul sedile davanti si girano verso di me. Una allunga la mano e mi afferra una ciocca lunga e bionda di capelli. Non tira, li accarezza stupita e dice: «Come ti chiami?». «Mattia.» «Mh-mh. E perché hai i capelli da femmina?» Non lo sapevo che quelli fossero «capelli da femmina». Per me erano i capelli come li portava quel figo di mio padre e gli avevo chiesto di lasciarmeli crescere proprio come i suoi, ma evidentemente su di me l’effetto era, come dire, diverso.
Da quel momento, anno dopo anno, Mattia inizia a vedere le cose da un altro punto di vista, a riconoscere e accettare gradualmente la sua identità sessuale, a confrontarsi con l’ottusità della gente, quella che lui definisce «omofollia», e a tentare talvolta di aprire almeno una piccola breccia nel muro dell’omofobia. Il tutto sullo sfondo della sua improvvisa e inaspettata popolarità sul web – con i pro e i contro che comporta – e la voglia di crescere ogni giorno di più. Una voce fresca e sincera per raccontare la storia di un adolescente normale.

http://www.rizzoli.eu/libri/omofollia/

http://francilettricesognatrice.blogspot.it/2016/01/recensione-omofollia-di-mattia-cesari.html

http://www.recensionilibri.org/2016/04/omofollia-di-mattia-cesari.html

Mattia Cesari (Roma, 1997) è un ragazzo come tanti che a 16 anni ha iniziato per gioco a postare video in cui imitava Belén Rodríguez e nel giro di poco è diventato noto sui social. Col tempo, a questo suo lato ironico, Mattia ne ha affiancato uno più intimo: dopo aver fatto coming out, ha iniziato a raccontare i suoi sentimenti e le sue posizioni sul mondo gay e sull’omofobia in modo onesto, tenero e magnetico, trasformandosi in un punto di riferimento per molti giovani della sua età che trovano in lui una voce amica e un esempio.

http://www.rizzolilibri.it/autori/mattia-cesari/

 

Segnalazione: Franco Cambi – “Omofobia a scuola”

4403In vista della XII “Giornata internazionale per la lotta contro l’Omo\Bi\Transfobia”, segnaliamo il testo di Franco Cambi,

“Omofobia a scuola. Una classe fa ricerca”,

pp. 88, € 18,00;
Edizioni ETS, 2015.

Prima allusioni, poi prese in giro, fino agli insulti. Come si può reagire in una scuola media quando si presenta un caso di bullismo omofobico?
In questo libro didattico, Franco Cambi prova a calarsi nei panni degli studenti di una terza media e immagina il percorso che una classe può fare per capire il pregiudizio e affrontarlo riflettendo, ricercando e imparando.
L’omofobia, l’aggressività, l’odio, diventano un’occasione per interrogarsi sulle paure, uno stimolo a conoscere imparando a farsi delle domande e, soprattutto, indagando l’identità personale in uno dei suoi aspetti più forti: la sessualità – proprio quando sta per risvegliarsi.

http://www.edizioniets.com/scheda.asp?n=9788846741738#tab2

ImagePath.ashx.htmlFranco Cambi (Firenze 1940) è stato professore ordinario di Pedagogia generale all’università di Firenze. È considerato uno dei più autorevoli e operosi specialisti di teoria e di storia dell’Educazione d’Italia e ha ricoperto e ricopre numerose cariche istituzionali. È stato direttore del Dipartimento di Scienze dell’Educazione (poi anche dei Processi culturali e formativi) dal 1994 al 2000 e dal 2003 al 2006. Divenuto Presidente dell’IRRE-Toscana dal 2002 al 2005, poi Commissario straordinario e rieletto presidente nel 2006. È direttore e fondatore della rivista “Studi sulla formazione”. Dirige inoltre diverse collane di studi pedagogici presso numerose case editrici. I suoi studi si sono concentrati su differenti ambiti dell’educazione e ad oggi ha all’attivo la pubblicazione di oltre sessanta volumi, oltre ad un cospicuo numero di articoli. Tra le sue opere più recenti si ricordano: “Collodi, De Amicis, Rodari. Tre immagini d’infanzia” (1985), “Storia della pedagogia” (1995), “Mente e affetti nell’educazione contemporanea” (1996), “Nel conflitto delle emozioni. Prospettive pedagogiche” (1997), “Itinerari nella fiaba” (1999), Manuale di filosofia dell’educazione (2000), “Erasmo da Rotterdam, Le buone maniere dei ragazzi” (2000), “Pedagogia generale” – con E. Colicchi, M. Muzi, G.Spadafora – (2001), “L’autobiografia come metodo formativo” (2002), “Le pedagogie del Novecento” (2005), “La cura di sé come processo formativo” (2010), “Incontro e dialogo. Prospettive della pedagogia interculturale” (2012).
Con questo libro si mette in gioco e lo fa con un esperimento pedagogico rivolto ai ragazzi.

http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_cambi+franco-franco_cambi.htm

” Papa, Mamma e Gender ” di Michela Marzano a Biella – 5 marzo 2016

Marzano - BiellaArcigay  “Rainbow” ha ricevuto un gradito invito che volentieri estendiamo a tutt*

La Fondazione “Biella Domani” è lieta di invitarVI all’incontro con

Michela Marzano

che si svolgerà

Sabato 5 marzo alle ore 21.00

presso il Palazzo Gromo Losa
in Corso del Piazzo, 24 a Biella .

L’autrice presenterà il suo ultimo libro:

” Papà, Mamma e Gender “

che affronta un tema di straordinaria attualità:

Le discriminazioni e la violenza contro le donne e le persone omosessuali e transessuali sono oggi, almeno a parole, unanimemente condannate in Italia. Una frattura profonda divide invece il Paese quando si discute dei mezzi per combattere questi mali. Al centro del durissimo dibattito c’è la cosiddetta “teoria del gender”. Da un lato, i sostenitori sentono tutta l’ingiustizia di una società in cui una persona può ancora essere considerata inferiore a causa del proprio diverso orientamento sessuale, del proprio sesso, della propria identità di genere. Dall’altro, gli oppositori vedono nella teoria una pericolosa deriva morale, il tentativo di scardinare i valori fondamentali del vivere umano. È una questione sulla quale esiste, come diceva il cardinale Martini, un “conflitto di interpretazioni” perché ha a che fare con “le caverne oscure, i labirinti impenetrabili” che ci sono dentro ognuno di noi.

Sulla questione, Michela Marzano fa convergere la luce – a tratti incandescente – di tutta la sua passione, sensibilità e intelligenza. Raro esempio di “filosofa pubblica”, spiega nitidamente al lettore la genesi e le implicazioni dell’idea di gender e, senza mai rinnegare le sue radici cattoliche, decostruisce le letture spesso fantasiose che ne danno oggi molte associazioni religiose. Soprattutto, come sanno i suoi lettori, non esita mai a mettersi in gioco direttamente, raccontando se stessa e identificandosi nell’esperienza di chi ha vissuto da vittima innocente il dramma dell’esclusione.

http://www.utetlibri.it/libri/papa-mamma-e-gender/

danese-recensione-papa-etc

Incontri con le scuole… calendario febbraio – marzo 2016

omofobia_medium Arcigay “Rainbow” Valsesia Vercelli su richiesta e in collaborazione con AGEdO Biella parteciperà a cinque incontri con Istituti Superiori del Biellese per sensibilizzare gli studenti e le studentesse sul tema della libertà di orientamento sessuale e del bullismo omo\transfobico:

– 23 febbraio all’ I.I.S.  “Eugenio Bona” di Biella; ore 07:50 – 12:30 incontro con due classi.

– 24 febbraio all’ I.I.S. “Giuseppe & Quintino Sella” di Biella; ore 08:00 – 12:00 incontro con due classi.

– 26 febbraio al Liceo Classico dell’ I.I.S.  “Giuseppe & Quintino Sella” di Biella; ore 07:50 – 09:40 incontro con una classe.

– 29 febbraio all’Istituto Superiore all’ I.I.S.  “Eugenio Bona” Sede di Mosso; ore 09:00 – 11:00 incontro con una classe

– 2 marzo all’I.I.S Quintino Sella; ore 08:00 – 10:00 incontro con una classe.

Contro il Cyber – Bullismo : un intervento della nostra Presidente

DSC_7069Pubblichiamo un articolo della nostra Presidente, Laura Leone, sul tema del contrasto al bullismo informatico.

Nell’era della tecnologia e dei “social network” la comunicazione non conosce più limiti, nel bene e nel male. Perché se è vero che si ha la possibilità illimitata, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi posto, di entrare in contatto con chiunque, è altrettanto vero che spesso si rischia di trovarsi in situazioni troppo grandi da gestire e da poter fermare. Se si pensa ad esempio al bullismo, si può facilmente immaginare come possano essere devastanti questi mezzi: la bravata, lo scherzo troppo spinto, le battute, le minacce fino a qualche tempo fa restavano nella cerchia dei protagonisti di tali situazioni e quindi abbastanza controllabili. Adesso invece, nel giro di pochi minuti, questi fatti diventano di pubblico dominio grazie proprio a internet. Il cyberbullismo è un fenomeno molto grave perché in pochissimo tempo le vittime possono vedere la propria reputazione danneggiata in una comunità molto ampia, anche perché i contenuti, una volta pubblicati, possono riapparire a più riprese in luoghi diversi. Spesso i genitori e gli insegnanti ne rimangono a lungo all’oscuro, perché non hanno accesso alla comunicazione in rete degli adolescenti. Pertanto può essere necessario molto tempo prima che un caso venga alla luce. Ed è così che, tramite un post, una foto, un video (immagini che la vittima aveva messo in rete precedentemente o che aveva mandato a un amico, file modificati tramite Photoshop o simili, video o foto scattati nella vita reale per immortalare un “gesto goliardico”), si diventa lo zimbello di tutti, il bersaglio facile, quello/a da mettere alla gogna in pubblica piazza e non sono sufficienti tutti i provvedimenti, anche penali, di questo mondo per cancellare la vergogna, la rabbia e la sofferenza dal cuore di queste vittime, che nella maggior parte dei casi non raggiungono i venti anni d’età. Non tutti sono abbastanza corazzati da riuscire a reagire o a restarne immuni, questa è la legge della rete: chi lo è sopravvive e chi no soccombe, in molti casi nel vero senso della parola. Purtroppo la cronaca, troppo spesso negli ultimi anni, ci racconta di queste anime sensibili che non reggono, che vengono schiacciate dal peso di parole pronunciate senza pensare alle conseguenze. Come il bullismo tradizionale, il cyber bullismo può essere molto dannoso per il benessere e la salute mentale dei giovani. Il malessere viene spesso espresso tramite stati di ansia, bassa concentrazione, basso rendimento scolastico e può sfociare in comportamenti più gravi come depressione, isolamento e tentativi di suicidio che molte volte vanno purtroppo a buon fine. Chi si imbatte in rete in una foto imbarazzante di un compagno/a di classe e la diffonde, senza pensarci su, si rende artefice di mobbing anche senza volerlo, e se lo fa coscientemente, ancora peggio! Il mobbing non è cosa da poco e può essere paragonato a una rissa: se si è in cinque o in sei, è facile sopraffare una persona sola. Ciò non è una dimostrazione di forza, ma è una terribile azione di violenza. Tutto quello che si fa in un gruppo e proteggendosi con la forza del gruppo è un atto di viltà. Inoltre la possibilità di aprire un account con un falso profilo da una qualunque piattaforma rende impossibile identificare il colpevole. La vittima a volte non sa da chi viene attaccata, e questa sensazione di incertezza è davvero straziante. Come detto prima i principali protagonisti di questo fenomeno sono gli adolescenti, i maggiori utenti della rete. Chiaramente non si può sempre tenere sotto controllo i propri figli, anche perché in alcuni casi si potrebbe ottenere l’effetto contrario, ma si può sicuramente cercare di prevenire l’insorgere di tali situazioni, instaurando con loro una comunicazione improntata alla fiducia, interessandosi a come utilizzano i media e discutendo con loro di questo fenomeno. È importante far capire che si deve trattare i dati e i fatti privati altrui con la stessa sensibilità e accortezza usata per i propri e stimolare in loro un’empatia con chi è già stato protagonista di questi episodi. Fate riflettere vostro/a figlio/a su cosa farebbe e come si sentirebbe se qualcuno lo/la vessasse su Internet o tramite il cellulare. Oltre a insegnar loro a rispettare il privato di ogni persona, è fondamentale educare alle differenze. In molti di questi casi la causa scatenante del bullismo è la discriminazione. Può essere per motivi di etnia, estrazione sociale, orientamento sessuale, disabilità fisica ecc. In relazione alle tematiche trattate dalla nostra associazione, la discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere nel cyber bullismo è estremamente pericolosa, in quanto rivela una parte molto delicata della vita privata di una persona, che non sempre è nota. Il coming out è qualcosa che si raggiunge al termine ( o all’inizio ) di un percorso e solo i diretti interessati hanno il diritto di scegliere se, quando, come e con chi dichiararsi. Rendere pubblica un’informazione così riservata può creare danni inimmaginabili. Provate a pensare se un adolescente decide di non dichiararsi perché i genitori hanno mostrato più volte astio o, peggio ancora, odio verso le persone omosessuali. Supponiamo che questo/a ragazzo/a sia già alle prese con una difficile accettazione di se stesso/a, oppure se nel luogo dove lavora ha sentito ripetute battute o espressioni omofobe. Raccontare la storia di chiunque contro la sua volontà può mettere in condizioni di estrema difficoltà o addirittura di pericolo. E molte volte queste persone non reggono il peso della pressione, troppo spesso compiono gesti estremi per liberarsi dalla vergogna e dagli attacchi. Qualche settimana fa un ragazzo della provincia di Siracusa si è tolto la vita impiccandosi. Era solo un 16enne e come tutti i suoi coetanei avrebbe dovuto “spaccare” il mondo conquistando e realizzando i suoi sogni di adolescente. Avrebbe dovuto vivere con spensieratezza i suoi 16 anni senza vedere come un problema il suo orientamento sessuale, ma le continue vessazioni ricevute sui social network lo hanno portato a prendere questa drastica e terribile decisione. Preso di mira perché gay, non ce l’ha fatta, ha solo trovato la forza di stringersi una corda intorno al collo e uscire così di scena, la scena della vita che per lui, come per molti altri, era iniziata da pochissimo. Poco importa se la sua omosessualità fosse certa o presunta, tanto è bastato per iniziare a perseguitarlo, insultarlo, additarlo. Di recente è accaduto, nella provincia di Vercelli, un caso di bullismo. In questo caso la persona presa di mira probabilmente aveva “la colpa”di essere timido, di avere un carattere chiuso. Atti di bullismo e scherzi sempre più pesanti, come chiuderlo in un bidone dell’immondizia, fotografarlo e pubblicare l’immagine su Facebook hanno causato in lui una forte depressione che lo ha portato all’estremo gesto. Le motivazioni quindi possono essere diverse, ma le conseguenze sono tutte ugualmente pericolose ed è quindi necessario cercare di prevenire l’insorgere di queste situazioni attraverso l’educazione al rispetto, alla diversità e all’inclusione, sia da parte della famiglia che nelle scuole, iniziando dai primi gradi scolastici, perché l’età dei suicidi si sta abbassando sempre più. È bene ricordarsi che domani potrebbe essere vostro figlio o vostra figlia “la grassona”, “il marocchino”, ”la sfigata” o “il finocchio” da bersagliare e colpire senza nessuna pietà.

11034633_10206339448628920_1162400184_oLaura Leone, Presidente di
Arcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli

Articolo pubblicato su Vercelli.Oggi.it :

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?titolo=VERCELLI_-_Cyberbullismo__una_piaga_pericolosa__che_mette_a_rischio_soprattutto_i_soggetti_pi%F9_deboli_-_Mai_abbassare_la_guardia%3A_genitori__scuola__forze_dell%92Ordine&id=64474&id_localita=2

Arcigay “rainbow” alle “Unions Vercelli” – giovedì 8 ottobre 2015

12079632_10208198178821785_8001898073797170629_nIeri i nostri Filippo e Chiara hanno partecipato a un incontro Unions Vercelli; Unions è un movimento sociale, nato da Cgil e FIOM e appena costutiuto a Vercelli, ma già molto attivo è pieno di iniziative.
In questa occasione Filippo ha parlato al pubblico dei problemi dell’immigrazione in Italia, in particolare dei migranti e delle migranti LGBT, e di lotta al bullismo.

12107867_935780893124221_1794615774417784779_nRingraziamo Unions Vercelli per l’invito e l’attenzione prestataci e speriamo di por presto avere nuove occasioni di incontro e collaborazione!

 

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: