Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

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Recensione: “Biella diversamente innamorata. Testimonianze raccolte da A.Ge.D.O. Biella” di AA.VV.

Biella diversamente innamorataPubblichiamo una recensione del libro

“Biella diversamente innamorata. Testimonianze raccolte dall’A.Ge.D.O. Biella”
di AA.VV. a cura di Ilva Gibba, Marco Gallina, Giorgio Fogliano,

s.i.p, pp. 128;
Arte Stampa Editrice, maggio 2016.

Presentato lo scorso 17 maggio in occasione della XII “Giornata Internazionale contro L’Omo\Bi|Transfbobia” in un affollato “Salone delle Colonne” a Biella, presente il Sindaco, avv. Marco Cavicchioli e l’Assessore alle Politiche Sociali, dott.sa Francesca Salivotti.

“Se taceranno costoro, si metteranno a gridare le pietre” (Luca 19,40)
(p. 24)

Un testo prezioso e toccante che lascia sorpresi e grati per il numero e la qualità delle testimonianze e per il luogo in cui sono state raccolte; trentatré racconti autobiografici di omosessuali soli e sole o in coppia, una transessuale MtF e un bisessuale che presentano il loro percorso di scoperta, accettazione o rifiuto, coming out, incontri clandestini o meno, amore e a volte, ma sempre più spesso, vita di coppia con tutte le incombenze del quotidiano… un percorso che è allo stesso tempo la storia delle comunità di un intero territorio che passa dal silenzio e dalla ferocia contro la vita delle persone LGBT a una timida apertura e a una graduale e faticosa accoglienza come ancora in molta parte della provincia del nostro Paese. Un percorso che nella sua parte pubblica ha una data di svolta il 14 giugno 2008, data del Biella Pride, primo in Piemonte a tenersi fuori da Torino.

Con un passato di totale silenzio confessato degli storici locali in un territorio raccontato spesso come duro, chiuso e particolarmente diffidente, iniziando con alcune figure mitiche degli anni quaranta e cinquanta, indimenticabile la transgender Marcellina che evanescente attraversa la memoria come promessa di una vita più gentile per tutti e tutte, il libro apre uno spiraglio sulla vita delle persone LGBT dalle valli alpine popolate di “orsi” al centro Città col passeggio in Via Italia, attraverso i troppi incontri sgraditi sulle corriere di linea ritmati dagli insulti, le comitive che si trovano nei bar il fine settimana perché non c’è un solo locale friendly, ma “è meglio così perché meno ghettizzante”… e il via vai del “battuage” in posti fuori mano, ma mai abbastanza perchè un conoscente non passi al momento sbagliato… e le strategie di sopravvivenza nei paesini montani e nelle famiglie di Biella che si stringono per proteggere o per stritolare: prima fra tutte l’emigrazione a Milano o Torino, e oltre, per chi ha la fortuna di poterlo.

Scritti in prima persona spesso con un linguaggio semplice e piano a testimoniare, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’omosessualità si trova in tutti gli strati sociali, tutte le professioni e tutti i livelli di cultura, basterebbero i testi raccolti in questo libro per dare a tutti e tutte un’idea precisa di che cos’è stata e cos’è l’omofobia in questo Paese: un percorso comune che destina all’invisibilità chi può mimetizzarsi negli stereotipi di genere, pagando però sempre il prezzo di una vita mutilata e l’angoscia di essere scoperti e scoperte, ma che impone il calvario precocissimo del ridicolo, degli insulti, delle minacce e del bullismo scolastico, e non solo, per chi ancor prima di esserne cosciente mostra  nel suo solo aspetto o nei suoi modi una diversità inequivocabile rispetto agli stereotipi dei ruoli sessuali. Troppo spesso non risparmiando neppure  l’esperienza lacerante dell’incomprensione e del rifiuto da parte della famiglia, esperienza che A.Ge.D.O. opera per sanare.
Senza tacere, dove è molto sentita, la questione delle dolorose condanne da parte della religione cristiano cattolica, condanne mitigate da poche meritevoli aperture, ma anche dalla scoperta preziosa dell’accoglienza nella Chiesa Valdese o di altre forme di spiritualità.

Un testo imprescindibile per la storia delle persone LGBT nel nostro Paese.

Davide Depaulis

Tante piazze per raccontare l’uguaglianza: #svegliatitalia a Vercelli, 23 gennaio 2016!

12573899_10208109816614050_1158263205264046687_nArcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli insieme a numerose famiglie, esponenti politici locali, associazioni, organizzazioni e movimenti sarà in

Piazza Cavour a VERCELLI

sabato 23 gennaio 2016
dalle ore 15:00 alle 18:00
,

unendosi a una mobilitazione nazionale in numerose città italiane per dare forza all’uguaglianza di diritti in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili.

Le associazioni LGBT italiane (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) metteranno in campo una mobilitazione capillare nelle principali piazze del Paese. Inoltre, nei giorni caldi della discussione a Palazzo Madama, cioè dal prossimo 28 gennaio, è previsto un presidio in piazza delle Cinque Lune, nei pressi del Senato, per testimoniare l’attenzione e l’apprensione per il dibattito in corso.

Noi associazioni LGBT andando oltre ogni contrapposizione ci rivolgiamo al Paese intero. Abbiamo individuato il prossimo 23 gennaio come giornata di mobilitazione nazionale: stiamo lavorando sui territori, coinvolgendo sia le forze della società civile, le organizzazioni, i movimenti, i partiti politici, sia il mondo associativo delle realtà lgbt, per costruire le reti necessarie per far esprimere a gran voce la domanda di diritti e di uguaglianza che in questo Paese da troppo tempo rimane inascoltata.
Non parleremo di una legge, bensì di un valore, cioè dell’uguaglianza di tutti e tutte, e del diritto di vivere in uno Stato laico!
Staremo assieme alle famiglie, a tutte le famiglie. Assieme alle persone.

Attraverso le manifestazioni sarà rivolto il seguente appello a Governo e Parlamento:

“L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini e cittadine italiane pur pagando le tasse come tutt*. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.

Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli e figlie possano crescere in un Paese in cui tutt* abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il\la partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del\la partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini e le bambine figli e figlie di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati.

Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone.

Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti!”

Ricordiamo inoltre che una regolamentazione delle unioni civili e coppie di fatto aiuterebbe anche le numerose coppie conviventi eterosessuali che, ad oggi, sono escluse da forme di garanzia e tutela della loro relazione.

Arcigay “Rainbow” chiede a tutt* di partecipare, di portare un contributo in termini di presenza e di intervento alla iniziativa e di aiutarci nella distribuzione di materiale informativo appositamente preparato per l’occasione.

Dobbiamo essere tant*! I diritti non sono privilegi e un aumento della fruizione di essi non toglie nulla a nessun* ma arricchisce tutta la nostra società!

ASSOCIAZIONI ED ENTI CHE HANNO DATO LA LORO ADESIONE :

FIOM: nazionale e locale – interviene Ivan Terranova

UNIONS: nazionale e locale – interviene Alex Villarboito

CGIL: nazionale e locale – interviene Luca Quagliotti

UIL: nazionale e locale

ARCI: nazionale e locale

ANPI: nazionale e locale

AMNESTY INTERNATIONAL: nazionale e locale

PARTITO RADICALE: nazionale e locale

MOVIMENTO CINQUE STELLE: nazionale e locale

PARTITO SEL: nazionale e locale – interviene  Giovanni Pasquino

PARTITO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA: nazionale e locale – interviene  Giuseppe Iriti

PARTITO DEMOCRATICO:

  • Nazionale – Matteo Renzi – intervento di Cristina Bargero
  • Città di Vercelli – Daniele Peila
  • Provinciale – Gian Paolo De Dominici – intervento Filippo Stramaccioni
  • Regionale – Davide Gariglio – intervento Andrea Pacella
  • Rifare L’italia

AMMINISTRAZIONI COMUNALI:

  • Città di Trino – intervento del Sindaco Alessandro Portinaro
  • Città di Vercelli – intervento del Sindaco Maura Forte

LOCALI PUBBLICI:

  • Al Barotto
  • Bar Cavour
  • Officine Sonore
  • Smarting Aps
  • Circolo dei Lavoratori di Porta Torino

 

11034633_10206339448628920_1162400184_oIl Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli

“Le Cose Cambiano”. Storie di donne e uomini LGBT che ce l’hanno fatta… ad Alessandria – 21 novembre 2014

10435721_457892871015600_1170758025228073360_nArcigay “Rainbow” ha ricevuto un gradito invito che estende a tutt* per un importante evento organizzato ad Alessandria dall’Associazione “Tessere le Identità”.

Siamo orgogliosissimi di presentare il progetto

LE COSE CAMBIANO

un appuntamento da non perdere, poiché siamo convinti che lo strumento più potente di comprensione ed educazione, nonché il migliore antidoto contro l’isolamento, sia la narrazione; che le storie possano fare bene sia a chi le racconta, sia a chi le ascolta.

Le cose cambiano se siamo noi a farle cambiare.

Vi aspettiamo

Venerdì  21 novembre 2014
ore 19:00

presso l’Associazione Cultura e Sviluppo
in Via Fabrizio de Andrè, 75 ad Alessandria

Con i testimonial di “Le Cose Cambiano” che ci racconteranno il progetto e le storie che li hanno portati fino a qui. Storie di donne e uomini LGBT che ce l’hanno fatta.

Ospiti della serata:

Chiara Reali
Cosimo Morleo
A queer culture illustrated guide
Federico Novaro

INGRESSO GRATUITO

ore19:00: inizio dibattito

previsto buffet nel corso della serata

426539_233963483408541_657252855_ahttp://www.tessereleidentita.it/event/le-cose-cambiano

https://www.facebook.com/pages/Tessere-Le-Identit%C3%A0/200191146785775

L’autodeterminazione è un diritto. Richiesta di celere discussione ed approvazione del ddl405, norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso

bannersitoCondividiamo la lettera aperta con cui lo scorso 10 ottobre 32 associazioni LGBT hanno chiesto al Parlamento e al Consiglio dei Ministri di riformare la legge 164/82 per la rettifica di nome e sesso anagrafico e Arcigay “Rainbow” invita tutt* a firmare la petizione a stesso oggetto al link:

https://www.change.org/p/per-l-approvazione-di-una-legge-che-tuteli-le-persone-transessuali

http://disegnodilegge405.blogspot.it/

Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, Dott. Matteo Renzi
Sig. Presidente del Senato della Repubblica, Dott. Pietro Grasso
Sig. Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, Dott. Luigi Manconi
Sig.ra consigliera in materia di pari opportunità, Dott.ssa Giovanna Martelli
Sig. Presidente della Commissione Giustizia al Senato, Dott. Francesco Nitto Palma
Ai componenti della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica

Oggetto: Richiesta di celere discussione ed approvazione del ddl405, norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso.

Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri,

Le associazioni ed i collettivi firmatari della presente si rivolgono a Lei per richiedere una legge che consenta alle persone transessuali di assicurarsi nome e sesso coerenti al proprio vivere sociale e per impedire qualsiasi intervento genitale su bambini nati con condizione intersex/DSD.
I firmatari di tale documento ritengono sia indispensabile una modifica della 164/82 che abroghi l’attuale iter giudiziario per la rettifica di nome e sesso anagrafici, in favore di un più snello e gratuito iter amministrativo che ponga il sesso sociale al di sopra di quello genitale, perché questa oggi è l’interpretazione più consona alla società italiana ed europea. Sentiamo forte, inoltre, la necessità di uniformare su tutto il territorio nazionale i percorsi, perché diverse sono le impostazioni delle regioni dal punto di vista dei servizi alle persone transessuali e diversi sono gli orientamenti dei tribunali nell’interpretare la sopracitata legge 164/82.
Attualmente occorrono anni per poter ottenere la rettifica di nome e sesso, anni in cui il solo mostrare un documento è motivo di esclusione sociale e lavorativa e motivo di continua violazione della privacy: ci si trova costretti e costrette a dover spiegare la discrepanza tra documenti ed aspetto a datori di lavoro, ad impiegati di negozi, banche e poste, all’iscrizione a qualsiasi corso, associazione o alla stipula di qualsiasi tipo di contratto e persino alle urne prima del voto. Troppe sono le persone transessuali che per questo motivo faticano a trovare lavoro, una casa in affitto e troppe sono le persone transessuali che per mettersi al riparo dalla transnegatività evitano situazioni che le obblighino ad esporsi: la discriminazione nei confronti delle persone transessuali, secondo un sondaggio ISTAT (1), è sentita dall’80% dei cittadini.
L’Italia è uno dei paesi dell’unione Europea che, secondo la Trans Right Europe Map di TgEu (2), costringe le persone transessuali (ed intersessuali) alla sterilizzazione per poter accedere alla riassegnazione del sesso.
Una modifica della legge 164/82, che renda possibile il cambio anagrafico senza la necessità di affrontare chirurgie mutilanti, è auspicata anche da Amnesty International (3), in accordo con il rapporto Lunacek (4) redatto dal Parlamento europeo.
Siamo concordi con Marco Perolini, esperto in materia di discriminazioni di Amnesty International quando afferma: “vi sono persone transgender che intendono usufruire dei trattamenti medici disponibili, ma molti altri non vogliono. Gli stati non dovrebbero forzare le scelte delle persone transgender facendo dipendere il riconoscimento legale della loro identità di genere da interventi chirurgici, trattamenti ormonali o sterilizzazioni – molte persone transgender devono superare enormi ostacoli prima di conciliarsi con la loro identità e i problemi aumentano a causa di una manifesta discriminazione di stato – Gli stati devono assicurare che le persone transgender possano ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere attraverso una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla propria identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d’imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani” 5). A quanto appena descritto si aggiungono le sentenze di alcuni tribunali italiani (Roma, Rovereto, Siena), che hanno disposto il cambio di nome e sesso anagrafico in assenza di chirurgia genitale.

Per i motivi sopra esposti e per garantire dignità, inserimento sociale e uguaglianza tra tutti i cittadini, chiediamo che il disegno di legge 405, norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso, venga presto calendarizzato nella Commissione Giustizia del Senato e trasformato in legge.

Ringraziamo per quanto potrà essere fatto per favorire il rispetto dei diritti delle persone transessuali ed intersessuali e per il contrasto dell’omo-trans-negatività, ancor oggi imperante in Italia.

Inviamo i nostri migliori saluti, in attesa di una cortese risposta.

Gruppo promotore DDL405 – disegnodilegge405.blogspot.it
Maurice GLBTQ
Coordinamento trans Sylvia Rivera
Mit- movimento di identità transgender
Associazione Consultorio Transgenere
Sat. Pink – Sportello Accoglienza Trans Verona
Sportello Trans Ala Milano Onlus
ATN – Associazione Transessuale Napoli
ONIG – Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere
Associazione Radicale Certi Diritti
Arcigay – associazione LGBT italiana
Arcilesbica associazione nazionale
Equality Italia – Diritti. Energia per l’Italia
Plus Onlus
Amnesty International
Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford
Rete Genitori Rainbow – genitori LGBT con figli/e da relazioni eterosessuali
A.GE.D.O. – Associazione Genitori Di Omosessuali
Polis Aperta – associazione LGBT appartenenti alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine
Aven Italia
Circolo di cultura omosessuale – Mario Mieli
Stonewall – associazione d’iniziativa GLBT di Siracusa
Di’Gay Project – DGP
Mondo Arcobaleno LGBT
Circolo culturale Harvey Milk
Coordinamento Torino Pride
Ireos – Centro Servizi Comunità Queer Firenze
Arcigay “Tralaltro” Padova
Arcigay “Marcella di Folco” Salerno
Intersexioni
Anguane – Collettivo Anarco- Queer Ecovegfemminista
DeGender Communia
Contronatura – collettivo anarcofrocio
Fondazione GIC – Genere Identità Cultura
SInAPSi – Servizi per l’inclusione attiva e partecipata degli studenti – Univ. Napoli
Be Free Cooperativa Sociale contro tratta, violenze e discriminazioni.

1) La popolazione omosessuale nella società italiana – 17 maggio 2012
2) http://www.tgeu.org/Trans_Rights_Europe_Map
3) In Europa le persone transgender subiscono discriminazione e trattamenti disumani e degradanti – 04/02/2014
4) http://www.unar.it/unar/portal/?p=2084
5) http://www.arcigay.it/comunicati/rapporto-lunacek-italia-legiferi-per-i-diritti-delle-persone-trans/

Lettera Richiesta di celere discussione ed approvazione del ddl405, norme in materia di modificazione dellattribuzione di sesso

Comunicato stampa affermate la dignità e i diritti delle persone transessuali e intersessuali

 

Concoso fotografico “Love is in the air” ad Asti.

10409854_10203939654400842_411015338_nArcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli è felice di informarvi che la nostra Presidente, Anita, assiame a rappresentanti della “Rete Genitori Rainbow”, di “Agedo”, di “Tessere le identità” e di “Donne di cuori”, farà parte della giuria del concorso fotografico

“Love is in the air”

venerdì 6 giugno 2014
ore 16:00

in occasione della inaugurazione della sede

dell’ Ufficio Nuovi Diritti CGIL

in Via Ventura, 26 ad Asti.

Evento organizzato da Ufficio Nuovi Diritti CGIL Asti e Agedo.

https://www.facebook.com/events/1468334023401405/

Pic by Giulia Borrelli — con Agedo Torino, Tinello Barbara, Giulia Lorenzi, Katia Baldin, Anita Sterna, Letizia Salerno Pittalis e Chiara Dalla Longa a Asti.
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Davide Bono, Sergio Chiamparino, Mauro Filingeri, hanno sottoscritto il documento di impegno redatto dal Coordinamento Torino Pride

logocoordinamento_okiPubblichiamo un comunicato del Coordinamento Torino Pride GLBT.

Il Coordinamento Torino Pride Lgbt rende noto che i candidati presidenti di Regione Davide Bono, Sergio Chiamparino e Mauro Filingeri hanno sottoscritto la proposta di impegno politico.

A oggi sono invece pervenute le seguenti firme di candidate e candidati al Consiglio Regionale: Silvana Accossato (PD), Daniela Albano (Movimento 5 stelle), Xavier Bellanca (Movimento 5 stelle), Igor Boni (PD), Damiano Carretto (Movimento 5 stelle), Marco Casciola (SEL), Luca Cassiani (PD), Monica Cerutti (SEL), Mario Cifarelli (Moderati), Dario Cucco (SEL), Michele Curto (SEL), Mirko Dancelli (Movimento 5 stelle), Emanele Di Caro (PD), Daniela Di Virgilio (Movimento 5 stelle), Lia Fubini (SEL), Marco Grimaldi (SEL), Lidia Krieger (SEL), Fabio Martina (Movimento 5 stelle), Piera Levi Montalcini (Moderati), Antonino Martino (SEL), Marcello Mazzù (PD), Michele Presutti (SEL), Rosaria Tribolo (SEL), Giovanni Zarrillo (Movimento 5 stelle) e Massimo Zesi (L’altro Piemonte a sinistra).

Il documento, che richiede alle candidate e ai candidati di impegnarsi a sostenere alcune richieste durante tutto il mandato, è diviso in otto punti, tra i quali: l’inserimento nello Statuto Regionale del principio di non discriminazione; l’approvazione di una legge quadro regionale per la piena applicazione del principio di non discriminazione, comprensivo della non discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere, nelle materie di competenza regionali; l’utilizzo di fondi strutturali per la realizzazione di iniziative di contrasto alle violenze e discriminazioni e assistenza alle vittime di violenza e discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere; l’estensione di diritti e doveri previsti dalle leggi regionali (nelle materie di competenza regionale) per le coppie sposate anche alle coppie non sposate (definite secondo la legge anagrafica) e inoltre la stesura di linee guida regionali per definire standard di qualità per l’accesso al servizio sanitario delle persone che intendono effettuare riconversione chirurgica (legge 164/1982) e la garanzia per l’utilizzo dei farmaci necessari durante l’intero arco di vita per il trattamento delle persone intersessuali. Infine chiede di mettere in campo iniziative rivolte al mondo del lavoro, dell’educazione, dell’associazionismo giovanile e sportivo per combattere l’omofobia e la transfobia e la strutturazione del dialogo tra le associazioni e la Regione.

Il documento è stato redatto dal Coordinamento Torino Pride LGBT (a cui aderiscono AGEDO Torino; ArciGay “Ottavio Mai” Torino; Associazione Culturale/Ricreativa Sauna 011; Associazione di Volontariato LAMBDA; Associazione GattoNero; Associazione Radicale Certi Diritti; Associazione TeSSo – Associazione Trasformazione e Sviluppo Sociale; Associazione Viottoli – Pinerolo esperienze di liberazione umana e di ricerca di fede; Centro Studi e Documentazione “Ferruccio Castellano” – fede, religione omosessualità; Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni; Gruppo L’Altra Martedì – spazio di politica, cultura e aggregazione lesbica femminista; Gruppo Luna – supporto e aggregazione per persone transessuali/trans gender; L’Altra Comunicazione, Associazione culturale per la diffusione della Cultura di Genere attraverso le arti visive; Maurice GLBTQ; Polis Aperta; RGR Rete Genitori Rainbow) e sostenuto dalle associazioni Arcigay Figli della Luna di Cuneo, Arcigay Rainbow Vercelli, Arcigay Nuovi Colori di Verbania e Tessere le Identità di Alessandria.

Il Torino Pride è on line su:

http://www.torinopride.it

http://www.facebook.com/TorinoPride

Sbadatelli a Varallo.

RAINBOW VALSESIAIn data 9 maggio 2014 si è tenuto il Consiglio Comunale di Varallo Sesia in cui era prevista la votazione di un Ordine del Giorno relativo alla lotta e contrasto all’omo\transfobia, votazione che nella precedente seduta era già stata rimandata per esaminare meglio il testo.

L’Ordine del Giorno, presentato dai Consiglieri di minoranza Augusto Luttore e Franco Camosso, invitava la Giunta Comunale a “sostenere, in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica per una cultura del rispetto delle differenze e al fine di condannare qualsiasi forma di discriminazione, nella speranza che si possa procedere in tempi rapidi all’approvazione di una legge nazionale specifica di tutela per atti di discriminazione relativa all’orientamento sessuale”.

Nello specifico, si invitava il Comune di Varallo Sesia ad “appoggiare e incentivare le attività di lotta all’omo\transfobia che si tengono regolarmente sul territorio comunale durante la settimana del 17 maggio (Giornata Mondiale di Lotta contro l’Omo\transfobia), siano esse appuntamenti informativi, conferenze e proiezioni di filmati inerenti al tema”.

Si chiedeva anche al Comune di “attivare nuovi incontri con gli studenti di scuole medie inferiori e superiori con l’ausilio e la collaborazione degli esperti forniti dalle associazioni provinciali di riferimento e dell’associazione AGEDO (Associazione GEnitori Di Omosessuali) e di incentivare in prima persona, fornendo il patrocinio, i progetti già avviati con le scuole di Varallo Sesia, vedi per esempio gli incontri con gli studenti e i banchetti informativi gestiti dagli studenti delle scuole superiori della zona”.

Nessun* può onestamente dubitare che il contenuto e l’intento di questo documento sono di elevata rilevanza per tutte le cittadine e i cittadini, soprattutto giovani, che devono poter crescere in un ambiente che li protegga, capisca e aiuti a vivere senza affrontare i traumi legati alle difficoltà oggettive derivate dal proprio orientamento sessuale, difficoltà che ancora oggi purtroppo segnano una società che deve cambiare per migliorarsi.

Quindi con profondo rammarico apprendiamo che anche stavolta il documento non è stato votato perché incredibilmente “dimenticato” fuori dall’elenco degli atti in discussione.

Notiamo allora con sorpresa e delusione che i temi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere vengono tenuti in scarsissima considerazione da chi, ad ogni livello istituzionale, dovrebbe invece essere attento alle esigenze di tutte le cittadine e i cittadini che amministra.

Perciò chiediamo innanzitutto che l’Amministrazione si impegni formalmente a mettere ai voti l’Ordine del Giorno quanto prima. Ma, vista l’importanza del documento “smarrito”, non possiamo neppure fare finta di nulla di fronte a questa “dimenticanza” e perciò, per rispetto non solo delle Consigliere e dei Consiglieri, in particolare quelle quelli che hanno lavorato al documento e che ringraziamo, ma anche di tutte le cittadine e cittadini,

riteniamo come minimo che siano necessarie le scuse formali della Amministrazione Comunale nella Persona del Sindaco, Sig. Eraldo Botta; scuse che in occasione del Consiglio non sono purtroppo pervenute.

Questa resta infatti una grave mancanza di sensibilità e rispetto di fronte a un tema che tocca diritti fondamentali delle cittadine e dei cittadini ancora oggi negati e diciamo questo consapevoli del fatto che moltissime sono le valsesiane e i valsesiani che vogliono una società migliore e che ritengono questa battaglia patrimonio comune, soprattutto in politica.

Il Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli

 

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