Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Archivio per agosto, 2017

Segnalazione: Judith Butler e Catherine Malabou – “Che tu sia il mio corpo”

Segnaliamo la traduzione del saggio di Judith Butler e Catherine Malabou,

“Che tu sia il mio corpo. Una lettura contemporanea della signoria e della servitù in Hegel”

pp. 122, € 10,00;
Mimesis Edizioni,  2017.

Scritta a quattro mani da Judith Butler e Catherine Malabou e tradotta per la prima volta in italiano, quest’opera prende le mosse da una rilettura della dialettica servo-padrone formulata originariamente da Hegel in Fenomenologia dello spirito. “Che tu sia il mio corpo” è il comando che il padrone impone allo schiavo. Malabou e Butler, da sempre attente studiose del corpo delle minoranze, sottolineano come questa ingiunzione sia di fatto impossibile, in quanto soggettività e corporeità non possono essere mai completamente disgiunte. Il distacco non può compiersi se non nella forma di un “attaccamento ostinato al distacco”, un attaccamento sempre più ostinato e addirittura disperato.

http://mimesisedizioni.it/libri/che-tu-sia-il-mio-corpo.html#yt_tab_products1

COL_News_Butler2_2318Judith Butler (Cleveland, 24 febbraio 1956) è una filosofa post-strutturalista statunitense.
Ha dato dei contributi nei campi del femminismo, della teoria queer, della filosofia politica e dell’etica. Attualmente è professoressa presso il Dipartimento di retorica e letterature comparate all’Università della California, Berkeley e professoressa presso European Graduate School. La sua ricerca varia dalla teoria della letteratura, alla moderna fiction filosofica agli studi femministi e della sessualità, alla letteratura e filosofia europea dei secoli XIX e XX, a Kafka e la perdita, il lutto e la guerra. Alcuni suoi lavori si sono concentrati sulla filosofia ebraica, esplorando le critiche alla violenza di stato pre e post sionismo.Nel 1990 ha pubblicato Gender Trouble, nel quale discute le opere di Simone de Beauvoir, Julia Kristeva, Sigmund Freud, Jacques Lacan, Jacques Derrida e Michel Foucault.

http://it.wikipedia.org/wiki/Judith_Butler

Catherine Malabou (1959), docente presso il Centre for Research in Modern European Philosophy (CRMEP) della Kingston University. La sua ricerca, di portata molto ampia, spazia dalle neuroscienze alla filosofia, dalla psicanalisi al femminismo.

http://ilrasoiodioccam-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/04/20/plasticita-tra-filosofia-continentale-e-neuroscienze-intervista-a-catherine-malabou/

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Segnalazione: Ronald Schernikau – “Canzone d’amore da un tempo difficile”

Segnaliamo la traduzione del romanzo di Ronald Schernikau,

“Canzone d’amore da un tempo difficile”,

pp. 120, € 11,00,
L’Orma Editore, 2017.

Un liceo come tanti in una provincia addormentata, alla fine degli anni Settanta. Tutto procede come deve, tutto è conforme alla norma. Tutto tranne un ragazzo vulcanico che trasforma i temi in pamphlet, le interrogazioni in comizi, la vita in uno sfavillante spettacolo di buffonerie e provocazioni. Anche i suoi amori creano scandalo, non solo perché omoerotici, ma soprattutto perché b. (così viene indicato il protagonista: in questo romanzo si sovvertono e annullano tutte le gerarchie, anche quella delle maiuscole) è allergico a ogni forma di ipocrisia. Quando si innamora di un compagno di classe, il mondo che lo circonda cercherà di domare (o addirittura schiacciare) la sua diversità, riuscendo però solo a rendere ancora più insopprimibile la spinta verso quella forma preziosa di liberazione che è la conquista di un’identità rivendicata. In questo romanzo lirico, ritmato da uno stile elettrico e saettante che lascia senza fiato, un giovanissimo poeta, ricalcando la propria stessa esperienza, ha saputo consegnarci l’affresco di un’adolescenza intransigente, pronta ad affrontare a viso aperto lo sconquasso del sesso, il tradimento degli adulti (con la luminosa eccezione della dolcissima madre single, immagine di un affetto capace di farsi consapevolezza) e la stagione irripetibile degli anni di scuola sempre in bilico tra la meschinità del branco e il miracolo degli amici. Un piccolo classico segreto che vibra della forza, scabra e a tratti indecente, della tenerezza.

https://www.lormaeditore.it/libro/9788899793289

Ronald M. Schernikau (1960-1991), poeta «sensibile come un’orchidea» e comunista militante, visse un’esistenza di stupefacente intensità che seppe riversare in opere letterarie dalla forte carica iconoclasta e anticonformista. Nato in Germania Est, a sei anni si trasferì all’Ovest con l’amatissima madre. Dopo un’adolescenza in provincia, partì alla volta della grande città dove prese a esibirsi in spettacoli di burlesque diventando un vero e proprio principe della vita notturna nella leggendaria Berlino degli anni Ottanta. Con il romanzo Canzone d’amore da un tempo difficile (1980), inedito fino a oggi in italiano, conquistò una nazione: la prima edizione andò esaurita in pochissimi giorni e in breve tempo diventò il più amato cantore delle irrequietudini di una generazione di tedeschi. Tale era la maturità del testo che la redazione della casa editrice tedesca da principio reputò falsa la data di nascita dell’autore, che all’epoca della pubblicazione doveva ancora finire il liceo. Ancora oggi, il nome di Schernikau evoca scelte orgogliose e coraggiosamente in controtendenza. Coerente fino in fondo, fu l’ultima persona a richiedere e ottenere la cittadinanza della DDR, a poche settimane dalla caduta del Muro. Morì di AIDS a Berlino Est.

https://www.lormaeditore.it/autori/118

Segnalazione: Didier Eribon – “Ritorno a Reims”

Segnaliamo il saggio di Didier Eribon,

“Ritorno a Reims”,

pp. 224 , € 18,00;
Bompiani editore, luglio 2017.

Dopo la morte del padre, Didier Eribon ritorna a Reims, sua città natale, e riscopre il mondo che ha lasciato dietro di sé trent’anni prima. Rievocando la realtà operaia della sua infanzia e ricostruendo il suo percorso di ascesa sociale, intreccia al racconto intimo riflessioni sulle classi sociali, sul ruolo del sistema scolastico, sulla formazione dell’identità di classe e di quella sessuale e sulla storia politica francese più recente. ”Ritorno a Reims” è un libro importante di indagine sociologica e di teoria critica, interessante per chi guarda alle scelte politiche della sinistra nel mondo contemporaneo e per chiunque abbia sperimentato come l’identità sessuale possa scontrarsi con altre parti della propria identità.
Titolo originale: ”Retour à Reims” (2009).

http://www.giunti.it/libri/saggistica/ritorno-a-reims/

Didier Eribon (Rheims 1953), filosofo e professore all’Università di Amiens, ha organizzato al Centre Georges Pompidou, nel giugno 1997, un colloquio dedicato agli studi gay e lesbici e alla teoria queer, colloquio al quale presero parte anche Monique Wittig e Eve Kosofsky Sedgwick. L’anno successivo ha pubblicato gli atti del colloquio con il titolo di Les Études gays et lesbiennes (Ed. Georges Pompidou, 1998). Dal 1998 al 2004 ha animato un seminario all’École des hautes études en sciences sociales sugli studi gay, lesbici e queer. Questo seminario, al quale ha invitato importanti ricercatori statunitensi (come Judith Butler, Georges Chauncey, Leo Bersani, Michael Warner, Michael Lucey, Carolyn Dinshaw) e francesi (come Pierre Bourdieu, Michel Tort, Jeanne Favret-Saada) ha contribuito a avviare in Francia questo nuovo campo di ricerca.
È autore di numerose opere, tra le quali una celebre biografia di Michel Foucault (tradotta anche in italiano); Une morale du minoritaire; Échapper à la psychanalyse; Retour à Reims; La société comme verdict. Classes, identités, trajectoires

https://it.wikipedia.org/wiki/Didier_Eribon

 

Segnalazione: Didier Eribon – “Riflessioni sulla questione gay”

Segnaliamo la traduzione del saggio di Didier Eribon,

“Riflessioni sulla questione gay”,

pp. 440, € 24,00;
Ariele Edizioni, 2015.

«In principio è l’ingiuria»: è la frase con cui inizia questo libro e costituisce il punto di partenza di un insieme di riflessioni che affrontano in modo nuovo il problema dell’assoggettamento e della dominazione. L’autore insiste sulla forza del linguaggio e della stigmatizzazione, ma sostiene anche che occorre inserire la violenza delle parole che feriscono e offendono in una teoria generale dell’ordine sociale e dei meccanismi che lo perpetuano. L’opera è suddivisa in tre parti. La prima è un’«antropologia sociale» basata sull’esperienza vissuta; la seconda un’analisi storica della dissidenza letteraria e intellettuale e della presa di parola «omosessuale» a partire dagli ellenisti di Oxford (metà del XIX secolo) fino ad arrivare ad André Gide, passando per Oscar Wilde e Marcel Proust; la terza un’appassionata reinterpretazione degli sviluppi di Michel Foucault nel suo modo di pensare il potere e la resistenza ad esso. Interamente rivisto rispetto alla prima edizione, questo libro fornisce gli strumenti più adatti a tutti coloro che vogliono pensare e riflettere sulla naturale e legittima diversità degli esseri umani e sull’urgenza di cambiare ed emancipare il proprio modo di pensare nel rispetto di tale differenza.

http://www.edizioniariele.it/ilviandante_24.htm

Didier Eribon (Rheims 1953), filosofo e professore all’Università di Amiens, ha organizzato al Centre Georges Pompidou, nel giugno 1997, un colloquio dedicato agli studi gay e lesbici e alla teoria queer, colloquio al quale presero parte anche Monique Wittig e Eve Kosofsky Sedgwick. L’anno successivo ha pubblicato gli atti del colloquio con il titolo di Les Études gays et lesbiennes (Ed. Georges Pompidou, 1998). Dal 1998 al 2004 ha animato un seminario all’École des hautes études en sciences sociales sugli studi gay, lesbici e queer. Questo seminario, al quale ha invitato importanti ricercatori statunitensi (come Judith Butler, Georges Chauncey, Leo Bersani, Michael Warner, Michael Lucey, Carolyn Dinshaw) e francesi (come Pierre Bourdieu, Michel Tort, Jeanne Favret-Saada) ha contribuito a avviare in Francia questo nuovo campo di ricerca.
È autore di numerose opere, tra le quali una celebre biografia di Michel Foucault (tradotta anche in italiano); Une morale du minoritaire; Échapper à la psychanalyse; Retour à Reims; La société comme verdict. Classes, identités, trajectoires

https://it.wikipedia.org/wiki/Didier_Eribon

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