Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Archivio per febbraio, 2017

Invito al Congresso di Circolo del PRC Valsesia

Unknown-2Abbiamo ricevuto dal Circolo Brigate Garibaldi Valsesia del Partito della Rifondazione Comunista un gradito invito al loro Congresso che si terrà sabato 11 marzo presso la sede in via Don Maio, 46 a Varallo.

Col ringraziare in particolare il Presidente Giuseppe Iriti, cogliamo anche l’occasione per augurare a tutt* loro fin d’ora un buon lavoro congressuale!

 

11034633_10206339448628920_1162400184_oIl Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella

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Segnalazione: Virginia Woolf – “Lunedì o martedì”

71hbh5ro5tlSegnaliamo la traduzione a opera di Mario Fortunato dei racconti di Virginia Woolf,

“Lunedì o martedì. Tutti i racconti”,

pp. 480, € 18,00;
Bompiani Editore, febbraio 2017.

Per la prima volta la raccolta completa dei racconti di Virginia Woolf, tradotti da un solo autore. Scritti fra il 1906 e i primi del ‘41, a poche settimane dal suicidio dell’autrice, testimoniano l’inesorabile messa a fuoco di uno dei maggiori talenti letterari del XX secolo.

Dall’introduzione di Mario Fortunato: “Una sera di molti anni fa Heiner Müller, un drammaturgo tedesco che non avrebbe potuto essere più lontano dalla scrittura e direi dall’ispirazione di Virginia Woolf, mi disse che per lui lavorare con le parole voleva dire scendere in cantina per dissotterrare i propri morti: e non una ma infinite volte, ogni giorno, senza sosta e inevitabilmente – per tutto il tempo che la stesura di un testo richiedeva. […] Non c’è una pagina, in queste quarantacinque storie lungo le quali si sperimentano e bruciano esperienze narrative diverse, talvolta incredibilmente diverse fra loro, e durante le quali la Woolf cerca, trova, decostruisce e ricostruisce instancabilmente la propria voce, attraversando i registri del realismo e della sua dissoluzione, del flusso di coscienza e della favola, del comico e del tragico, non c’è una pagina, dicevo, in cui Virginia Woolf non scenda nella cantina di cui sopra. E la sua discesa quotidiana, anno dopo anno, per oltre un trentennio, è tanto più stupefacente, coraggiosa e piena di generosità perché la cantina in cui lei approda non solo è molto più vasta del suo stesso io ma è invasa dall’acqua, allagata, sommersa, e i corpi dei suoi morti non possono essere dissotterrati per il semplice motivo che non giacciono da nessuna parte, ma vagano inquieti e irriconoscibili nella corrente.”

https://queerographies.wordpress.com/2017/02/24/lunedi-o-martedi/

virginia-woolfAdeline Virginia Woolf, nata Stephen (Londra, 25 gennaio 1882 – Rodmell, 28 marzo 1941), è stata una scrittrice, saggista e attivista britannica. Considerata come una delle principali figure della letteratura del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi; fu, assieme al marito, militante del fabianesimo. Nel periodo fra le due guerre fu membro del Bloomsbury Group e figura di rilievo nell’ambiente letterario londinese.
Con le stesse tecniche operate da James Joyce in Irlanda, Marcel Proust in Francia e Italo Svevo in Italia, Virginia Woolf abbandonò la tecnica di narrazione tradizionale per svilupparne una più moderna. Eliminando la forma comune di dialogo diretto e la struttura tradizionale della trama porta l’attenzione del romanzo al monologo interiore del soggetto preso in questione.
Le sue più famose opere comprendono i romanzi “La signora Dalloway” (1925), “Gita al faro” (1927) e “Orlando” (1928). Tra le opere di saggistica emergono “Il lettore comune” (1925) e “Una stanza tutta per sé” (1929); in quest’ultima opera compare il famoso detto: «Una donna deve avere denaro, cibo adeguato e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi.»
I suoi lavori sono stati tradotti in oltre cinquanta lingue.

https://it.wikipedia.org/wiki/Virginia_Woolf

 

Segnalazione: Judith Butler – “L’alleanza dei corpi”.

lalleanza-dei-corpi-d510Segnaliamo la traduzione di Federico Zappino del saggio di Judith Butler,

“L’alleanza dei corpi. Note per una teoria performativa dell’azione collettiva”;

pp. 352, € 17,00;
Nottetempo Edizioni, febbraio 2017.

Al centro di questo libro di Judith Butler è l’indagine sulla “politica della strada” e sul diritto plurale e performativo di apparizione del corpo all’interno del campo politico, attraverso l’esperienza del raduno collettivo. Dal movimento “Occupy” alle proteste di Atene, dalle cosiddette “primavere arabe” al Parco Gezi di Istanbul, dalle mobilitazioni queer a quelle degli immigrati irregolari, negli ultimi anni abbiamo assistito al moltiplicarsi delle manifestazioni di dissenso contro le logiche neoliberiste o contro governi e poteri repressivi. Al di là delle differenze, l’alleanza dei corpi in queste azioni collettive affronta ed “espone” all’attenzione di tutti una serie di temi interconnessi come la precarietà, la vulnerabilità, la rivendicazione di una vita vivibile e l’esclusione dalla sfera pubblica di apparizione. La tesi di Butler è che, nelle lotte democratiche, questi raduni possano esprimere forme di resistenza e solidarietà radicali da cui emerge una nuova idea di “popolo” – un popolo che sperimenta una ricomposizione contro la frammentazione e le disuguaglianze indotte, interrogando in modo inaggirabile le frontiere dell’etica.

https://www.edizioninottetempo.it/it/prodotto/lalleanza-dei-corpi

http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/attualita-culturale/Judith-Butler-L%E2%80%99alleanza-dei-corpi-8588104.html

COL_News_Butler2_2318Judith Butler (Cleveland, 24 febbraio 1956) è una filosofa post-strutturalista statunitense.
Ha dato dei contributi nei campi del femminismo, della teoria queer, della filosofia politica e dell’etica. Attualmente è professoressa presso il Dipartimento di retorica e letterature comparate all’Università della California, Berkeley e professoressa presso European Graduate School. La sua ricerca varia dalla teoria della letteratura, alla moderna fiction filosofica agli studi femministi e della sessualità, alla letteratura e filosofia europea dei secoli XIX e XX, a Kafka e la perdita, il lutto e la guerra. Alcuni suoi lavori si sono concentrati sulla filosofia ebraica, esplorando le critiche alla violenza di stato pre e post sionismo.Nel 1990 ha pubblicato Gender Trouble, nel quale discute le opere di Simone de Beauvoir, Julia Kristeva, Sigmund Freud, Jacques Lacan, Jacques Derrida e Michel Foucault.

http://it.wikipedia.org/wiki/Judith_Butler

http://www.laterza.it//images/stories/pdf/9788858106761_Butler_Alphabeta2_gennaio_febbraio_2014.pdf

http://www.recensionifilosofiche.info/2014/03/butler-judith-questione-di-genere-il.html

Segnalzione: W. H. Auden – “Poesie scelte”

641afc4910d64c5ed6c20db87b818754_w600_h_mw_mh_cs_cx_cySegnaliamo la raccolta di poesie di Wystan Hugh Auden,

“Poesie scelte”,

A cura di Edward Mendelson,
Traduzione di Massimo Bocchiola e Ottavio Fatica,
Con un saggio di Iosif Brodskij;

pp. 899, € 70,00;
Adelphi Editore, 2016.

In questa preziosa raccolta, che copre l’intero arco dell’opera di Auden, il lettore non solo troverà tutte le sue poesie più celebri – riproposte in nuove o rinnovate traduzioni di Massimo Bocchiola e Ottavio Fatica –, ma scoprirà un giacimento di grandi e piccoli tesori, quali si possono celare in un corpus di testi capace di ravvivare o reinventare all’occorrenza ogni forma della tradizione: dall’apocalittico all’arcadico, dal propagandistico al meditativo, dall’ironico al sentimentale, passando dalle antiche saghe islandesi a Dante, a Shakespeare, per approdare infine a Goethe. Una produzione poetica che non ha eguali – per varietà, ricchezza e qualità – in tutto il Novecento.

http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/il-segnalibro/Wystan-Hugh-Auden-Poesie-scelte-Adelphi-8539231.html

auden-1Wystan Hugh Auden ( York, 21 febbraio 1907 – Vienna, 29 settembre 1973) è stato un poeta britannico.
Studiò all’Università di Oxford, dove  cominciò ad interessarsi agli studi di Freud e alle teorie del Marxismo, ma anche alla filosofia di Kierkegaard, al teatro di Ibsen e di Shakespeare e al teatro musicale di Mozart e Verdi.
Nel 1928 trascorse un anno a Berlino, allora sotto la Repubblica di Weimar, e lesse Bertolt Brecht, che influenzò la sua produzione teatrale. Tornato in Inghilterra, pubblicò la prima raccolta di poesie nel 1930, i “Poems” e, nel 1932, “The Orators”, rivelandosi autore impegnato e di sinistra. Inoltre lavorò insieme a Christopher Isherwood, scrivendo “The Dance of Death” 1933, “The Dog Beneath the Skin” 1935 e “The Ascent of F6” 1936. Negli anni inglesi conobbe T.S. Eliot e diventò amico di E.M. Forster.
Nel 1935 sposò Erika Mann, figlia dello scrittore Thomas Mann, per garantirle l’espatrio dalla Germania nazista, che le aveva annullato la cittadinanza. I due non vivranno mai assieme.
Nel 1937 partecipò alla Guerra Civile Spagnola, come autista. Colpito dalle atrocità commesse sia dai Republicanos, che lui sosteneva, sia dai Nacionales, maturò un senso di smarrimento ed ansia che lo accompagnò per tutta la vita. Il risultato di questa esperienza, una volta tornato in Inghilterra, fu la poesia “Spain”, pubblicata nel 1937.
Nel 1939 si trasferì negli Stati Uniti con Christopher Isherwood, prendendo nel 1946 la cittadinanza americana. A New York conobbe Chester Kallman, uno studente, con il quale ebbe una lunga relazione sentimentale mettendo alla luce la sua emarginata omosessualità. Il periodo tra il 1940 ed il 1948 fu prolifico: scrisse “Another Time”, “New Year Letter”, “For the Time Being” e “The Age Of Anxiety” – con cui vinse il premio Pulitzer per la poesia – che rappresentò il culmine della sua poetica. Negli anni americani rimase in contatto con intellettuali e scrittori tedeschi come Klaus Mann, Erich Heller ed Hannah Arendt. Dal 1948 al 1957 rimase a New York, ma trascorse molto tempo in Italia, ad Ischia, soprattutto d’estate. Auden continuò a scrivere: libretti d’opera, tra cui quello per 2La carriera di un libertino” di Igor Stravinskij, e raccolte poetiche, come “Nones” (1951) e “The Shield of Achilles” del 1955. Dal 1957 al 1961 insegnò all’Università di Oxford. Nel 1958 si trasferì in Austria, nel piccolo e tranquillo paese di Kirchstetten, vicino a Vienna. Nel 1967 fu insignito negli Stati Uniti della National Medal for Literature. Agli ultimi anni appartengono “Homage to Clio”, del 1960, “City Without Walls” del 1969 e 2Thank you, Fog”, pubblicato postumo nel 1974.
Una delle poesie di Auden più famose, “Funeral blues”, è contenuta nei film “Quattro matrimoni e un funerale” di Mike Newell, “L’attimo fuggente” di Peter Weir e “La tigre e la neve” di Roberto Benigni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Wystan_Hugh_Auden

Arcigay “Rainbow” ancora in attivo: il bilancio 2016…

UnknownLo scorso 05 febbraio l’Assemblea ordianaria di Arcigay “Rainbow” ha approvato il Programma di attività 2017, il Bilancio consuntivo 2016 e preventivo 2017.

Pubblichiamo qui il Bilancio consuntivo 2016 del Comitato Arcigay “Rainbow” Valsesia -Vercelli, anche quest’anno in attivo grazie all’impegno delle nostre volontarie e volontatari.

Di seguito il Verbale dell’Assemblea con in allegato programma e bilanci :

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Segnalzione: Tove Jansson – “Fair play”

20161223123329_274_piatto_definitivocorretto4-1Segnaliamo la traduzione della raccolta di racconti autobiografici di Tove Jansson,

“Fair play”,

pp. 160, € 15,00;
Iperborea, gennaio 2017.

“Fair Play” è una tenera, delicata, luminosa storia d’amore e di amicizia tra due artiste straordinarie.

Mari e Jonna, due artiste, due atelier ai capi opposti di un grande edificio sul porto di Helsinki, e una casetta condivisa su una piccola isola solitaria davanti al mare aperto. Mari scrive, illustra, sogna, si fa domande, accoglie un maestro burattinaio russo che sacrifica il sonno all’arte, si appassiona a una donna sola al mondo che le chiede il senso della vita. Jonna dipinge, intaglia il legno e trova risposte, cerca di catturare la realtà con la sua cinepresa, ama i film western di serie B e i capolavori di Fassbinder, e mette mano al fucile da caccia quando c’è bisogno di una «sana spietatezza». Le loro personalità si scontrano e si confrontano attraverso dialoghi sagaci e silenzi che non hanno bisogno di parole, unite da un’urgenza creativa che riesce ogni volta a gettare una luce nuova sulle cose e sulla natura umana, a trasformare la quotidianità in una riserva di piccole epiche fuori dall’ordinario e di inattese rivelazioni. Definito da Ali Smith «una vera opera d’arte», Fair play è una partita a due, un gioco sottile tra due donne fieramente indipendenti che con ironia e nel rispetto inviolabile dei reciproci spazi mantengono sempre vivo uno scambio autentico, pungente, eppure pieno di tenerezza. Con la sua finezza di lingua e di sguardo, capace di cogliere il significato racchiuso nel gesto più semplice, Tove Jansson traduce in un gioiello letterario il rapporto con la donna con cui ha condiviso quarant’anni di lavoro e di vita, in un equilibrio lieve e rivoluzionario, all’insegna di quella libertà che accompagna una riuscita storia d’amore.

http://iperborea.com/titolo/451/

http://www.lastampa.it/2017/02/04/multimedia/cultura/tuttolibri/lamore-questione-di-fair-play-tove-jansson-racconta-larte-di-vivere-in-due-Noi87QX47O8dtBuh3M6lhI/pagina.html

https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2017/02/02/tove-jansson-fair-play/

tove-jansson-sommarbildTove Marika Jansson (Helsinki, 9 agosto 1914 – Helsinki, 27 giugno 2001) è stata una scrittrice e pittrice finlandese di lingua svedese.

È nota in tutto il mondo per la serie dei Mumin, libri per l’infanzia apparsi per la prima volta nel 1946. Sono stati tradotti in trenta diverse lingue, tra cui anche l’italiano, e portati sullo schermo con successo negli Stati Uniti.

A partire dagli anni settanta ha iniziato a rivolgersi anche agli adulti con una decina di libri di cui sei pubblicati in italiano.

Tove Jansson ha ricevuto diversi premi tra cui la medaglia Hans Christian Andersen (1966), il premio dell’Accademia svedese (1972), il Premio Topelius (1978), il premio di stato della Finlandia per la letteratura (1963, 1971, 1982) e il premio Helsinki (1980).

Dopo un breve fidanzamento, negli Anni Quaranta, con Atos Wirtanen, incontrò durante i suoi studi la sua futura compagna Tuulikki Pietilä. Le due donne hanno collaborato a diversi lavori e progetti, tra cui la Moominhouse, in collaborazione Pentti Eistola. L’opera è ora esposta al Museo dei Mumin di Tampere.

https://it.wikipedia.org/wiki/Tove_Jansson

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