Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Archivio per settembre, 2016

Segnalazione: “Wild side” di Sébastien Lifshitz

locand10In occasione della sua poiezione durante il primo appuntamento del nostro cineforum “Rovesci e Diritti” :
venerdì 30 settembre 2016

https://rainbowvalsesia.wordpress.com/2016/09/17/torna-rovesci-e-diritti-il-cineforum-di-arcigay-rainbow-primo-appuntamento-con-wild-side-di-sebastien-lifshitz-borgosesia-30-settembre-2016/

segnaliamo il film di Sébastien Lifshitz,

“Wild Side”

con Yasmine Belmadi, Stéphanie Michelini, Edouard Nikitine e Josiane Stoleru.

Francia, Belgio, Regno Unito 2004.

Wilde Side” racconta nella Parigi contemporanea la storia di Stéphanie, una giovane transessuale, di Djamel, giovane tunisino che si prostituisce nelle stazioni della città, e di Mikhail, disertore del contingente russo in Cecenia, emigrato clandestino, lavoratore in nero nei cantieri e boxeur dal sorriso demolito dai pugni.I tre hanno una vita caotica e sbandata, restano profondamente soli e trovano conforto solo nelle braccia l’uno degli altri, riunendosi infine per un week end in un casolare di campagna in attesa della morte della madre di Stéphanie.Diviso a metà tra la Parigi notturna degli incontri clandestini e una campagna francese dai colori sbiaditi, la pellicola è però più attenta alle emozioni che ai fatti, al lato umano che a quello sociale; Lifshitz ci restituisce un film intenso e maturo che seduce gli occhi facendoli soffrire davvero, pur essendo in grado di dare speranza e uno spiraglio d’amore: racconta in modo struggente e sincero, in un percorso di autentica comprensione emotiva, l’amore carnale e quello di un bizzarro eppur solido nucleo familiare.
Altra protagonista del film è la città, occasione di anonimato e di incontro, spazio di divertimento, ma pure di rivendicazione di diritti civili ancora negati; luogo di migrazione in bilico tra la scelta e la fuga, occasione di cucitura di rapporti inesplorati, altrimenti impossibili…
“Wild Side” è il terzo lungometraggio di Lifschitz, presentato nella selezione ufficiale al “Festival di Berlino” e vincitore del “Teddy Award” 2004 e del Festival Mix di Milano.

http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=film&id=415

mediaSébastien Lifshitz (Neuilly-sur-Seine, 21 gennaio 1968) è un regista e sceneggiatore francese. È apertamente omosessuale e i suoi film riguardano principalmente i temi legati al mondo LGBT.

Dal 1987 al 1992 ha studiato presso l’Ecole du Louvre, e si è laureato in storia dell’arte alla Sorbona, l’Università di Parigi.
Insegna a La Fémis (École Nationale Supérieure des Métiers de l’Image et du Son) la scuola nazionale superiore delle materie dell’immagine e del suono. Nel 1998, dopo aver diretto il cortometraggio “Les corps ouverts”, gli è stato attribuito il Premio “Jean Vigo” che annualmente viene assegnato al regista francese che meglio si è distinto per indipendenza di spirito e originalità di stile. Nel 2000 ha diretto la regia di “Quasi niente” (Presque rien) la storia d’amore di una giovane coppia omosessuale. Si è distinto nel 2001 per il suo documentario “La traversée”, selezionato nella categoria Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes. Il suo film “Wild Side” del 2004, che racconta la storia di una prostituta transessuale, un gigolò magrebino e un disertore russo in fuga dalla guerra in Cecenia ha vinto il “Teddy Award” al Festival di Berlino e il Festival MIX Milano. Nel 2012 ha diretto “Les invisibles”, un documentario sulla vita di undici uomini e donne omosessuali, nati a cavallo delle due guerre mondiali e cresciuti nella provincia francese, lontano dai grandi centri urbani, che raccontano la scoperta di loro stessi e il loro vissuto sentimentale. La pellicola è stata presenta tra le proiezioni speciali della selezione ufficiale alla 65ª edizione del Festival di Cannes ed ha vinto premio per il miglior documentario ai César 2013 e Étoiles d’or du cinéma français come miglior documentario francese del 2012. Con il documentario “Les vies de Thérèse”, incentrato sulla vita della militante femminista Thérèse Clerc, vince la Queer Palm al Festival di Cannes 2016.

https://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%A9bastien_Lifshitz

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“Giornata Internazionale dell’Orgoglio e della Visibilità Bisessuale” – 23 settembre 2016

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Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella aderisce alla “Giornata Internazionale dell’Orgoglio e della Visibilità Bisessuale” che si celebra ogni 23 settembre: in questa occasione tutti i profili della nostra piattaforma web porteranno la bandiera a bande orizzontali porpora, viola e blu come segno di solidarietà, partecipazione e promozione delle istanze della comunità bisessuale.

Con questo gesto infatti la nostra Associazione vuole celebrare la completezza umana delle persone bisessuali, la piena dignità esistenziale e civile loro, delle loro problematiche e del loro contributo, così come la loro necessità di prendere la parola in prima persona per parlare di se e nel fare questo il loro diritto a non essere isolati o cancellati dall’imposizione di un’identità univocamente omosessuale o eterosessuale:

e riconosce perciò la bisessualità come autentica condizione esistenziale di chi ha“in sé la potenzialità di essere attratt* sessualmente e/o romanticamente da più di un sesso e/o genere – non necessariamente nello stesso modo, non necessariamente nello stesso momento, necessariamente nello stesso grado.”

Riconoscendo la bisessualità come spettro di identità sessuali e sentimentali, vuole anche ricordare la fluidità intrinseca dell’orientamento sessuale attraverso la possibilità di essere attratt* sessualmente da un genere e romanticamente da altri, di cambiare nel tempo le persone da cui si è attratt* e dal non essere attratt* con eguale intensità dal proprio genere e da altri generi come può accadere alle persone bisessuali: e con ciò vuole ribadire e promuovere la libertà della persona anche e soprattutto rispetto a identità sessuali prefissate!

Perciò Arcigay “Rainbow” condanna con forza la bifobia come paura e rifiuto della bisessualità, paura e rifiuto fondati sulla presunzione che solo l’eterosessualità e l’omosessualità siano orientamenti sessuali e stili di vita concreti e validi, secondo un modello di binarismo sessuale che col suo monosessismo ricalca e rafforza l’eterosessismo e la sua svalutazione di tutte le sessualità minoritarie.

Ricordando pure che spesso anche le persone bisessuali sono vittime di omofobia oltre che di svalutazione da una parte della stessa comunità omosessuale, condanna quindi con forza anche il pregiudizio che attribuisce alla bisessualità immaturità, confusione, incapacità di impegno, promiscuità, infedeltà e irresponsabilità: pregiudizio e svalutazione ideologica che ha variamente colpito tutti gli orientamenti sessuali minoritari.

Su questa base e in conformità ai suoi valori fondativi Arcigay “Rainbow” coglie allora l’occasione di questa giornata per attivarsi in tutti i suoi eventi e in tutte le occasioni perché anche nella comunità LGBT aumenti la visibilità, l’accettazione, la considerazione e il contributo delle persone bisessuali.

Il Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella

 

Segnalazione: Colm Tóibín – “La famiglia vuota”

2856631-9788845269431Segnaliamo la traduzione della raccolta di racconti di Colm Tóibín

“La famiglia vuota”,

pp. 320, € 18,00;
Bompiani Editore, 2012.

La famiglia vuota è il ritratto composito e corale della quotidianità di uomini e donne di oggi che vivono lasciando indietro, a volte sbadatamente, a volte volontariamente, persone, volti, momenti. pezzi di vita che, improvvisamente, ritornano come punture di un ago invisibile a risvegliare la nostalgia, la rabbia, il dolore, l’amore. Nei racconti che compongono questo libro di uno dei maestri della narrativa contemporanea, libro attraversato da una unitaria e potente ispirazione, il passato non è mai passato. Il passato riprende sempre vita, il passato supera i personaggi in avanti e chiede loro di avanzare ancora qualche passo. Il passato è profezia, promessa, seme. Così, una scenografa di successo, torna nella sua Dublino – grande protagonista del libro – incontra la seconda moglie del suo grande amore, ora scomparso, lasciato in una notte di ira; o un professore di letteratura vola da New York per incontrare un’ultima vola sua madre in una corsa contro il tempo per chiederle perdono della sua assenza; o un giovane immigrato pakistano alla ricerca di stabilità in una città estranea; un riottoso e superbo sceneggiatore e romanziere di successo viene brutalmente convocato da ciò che pensava di essersi risolutamente lasciato alle spalle; un attivista di sinistra torna in Spagna dall’esilio londinese per trovare tutto cambiato.

http://www.bompiani.eu/libri/la-famiglia-vuota/

http://www.corriere.it/cultura/libri/12_gennaio_09/toibin-la-famiglia-vuota_280c3502-3ac7-11e1-8a43-34573d1838c1.shtml

http://www.sololibri.net/La-famiglia-vuota-Colm-Toibin.html

http://www.minimaetmoralia.it/wp/la-famiglia-vuota/

2850678-2757088Colm Tóibín è nato nel 1955 a Enniscorthy. Giornalista, saggista e romanziere, è considerato uno dei maggiori scrittori irlandesi contemporanei. Ha studiato Storia e letteratura inglese all’University College of Dublin e a venti anni ha cominciato a viaggiare, prima in Spagna, poi in Argentina, in Sudan, in Egitto, negli Usa. È stato inoltre direttore di due riviste irlandesi, “InDublin” e “Magill”, e ha collaborato a “The Sunday Independent” e “The London Review of Books”.
Tra i suoi romanzi “The Master” (2004), “Fuochi in lontananza” (2008) e “Brooklyn” (2009).

http://www.rizzolilibri.it/autori/colm-toibin/

Torna “Rovesci e Diritti”, il Cineforum di Arcigay “Rainbow”! Primo appuntamento con “Wild Side” di Sébastien Lifshitz – Borgosesia, 30 settembre 2016

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Ecco il primo appuntamento con il cineforum 2016\17 di Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella!

Proietteremo di Film di Sébastien Lifshitz

“Wild Side”

venerdì 30 settembre 2016
alle ore 20:30

presso la Sala Botta
in Via Vittorio Veneto, 60
a
Borgosesia (VC)

“Wilde Side” racconta nella Parigi contemporanea la storia di Stéphanie, una giovane transessuale, di Djamel, giovane tunisino che si prostituisce nelle stazioni della città, e di Mikhail, disertore del contingente russo in Cecenia, emigrato clandestino, lavoratore in nero e boxeur dal sorriso demolito dai pugni. I tre hanno una vita caotica e sbandata, restano profondamente soli e trovano conforto solo nelle braccia l’uno degli altri, riunendosi infine per un week end in un casolare di campagna in attesa della morte della madre di Stéphanie.

Diviso a metà tra la Parigi notturna degli incontri clandestini e una campagna francese dai colori sbiaditi, la pellicola è però più attenta alle emozioni che ai fatti, al lato umano che a quello sociale; Lifshitz ci restituisce un film intenso e maturo che seduce gli occhi facendoli soffrire davvero, pur essendo in grado di dare speranza e uno spiraglio d’amore: racconta in modo struggente e sincero, in un percorso di autentica comprensione emotiva, l’amore carnale e quello di un bizzarro eppur solido nucleo familiare.

Altra protagonista del film è la città, occasione di anonimato e di incontro, spazio di divertimento, ma pure di rivendicazione di diritti civili ancora negati; luogo di migrazione in bilico tra la scelta e la fuga, occasione di cucitura di rapporti inesplorati, altrimenti impossibili…

“Wild Side” è il terzo lungometraggio di Lifschitz, presentato nella selezione ufficiale al “Festival di Berlino” e vincitore del “Teddy Award” 2004 e del Festival Mix di Milano

http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=film&id=415

Prima dell’inizio della proiezione ci prenderemo un po’ di tempo per chiacchierare tra di noi e per conoscerci meglio;

inoltre troverete il nostro stand con i gadgets dell’Associazione, le t-shirts, i gadgets e gli opuscoli della campagna nazionale Arcigay contro l’omo\transfobia; ci sarà anche materiale informativo per sensibilizzare sulle MST e le pratiche di sesso sicuro e verrà distribuito gratuitamente materiale di prevenzione.

E infine, per chi vorrà venirci a trovare, ci sarà una bella sorpresa!

Non mancate!

 

Arcigay “Rainbow” alla commemorazione di Fra’ Dolcino – Bocchetta Margosio, 11 settembre 2016

Pubblichiamo un articolo del nostro Giacomo, che ringraziamo molto, sull’annuale celebrazione dolciniana di Bocchetta Margosio (BI).

Il 2016 è stato il secondo anno che la nostra Arcigay si è recata alla tradizionale commemorazione di Fra Dolcino, che si svolge ogni seconda domenica di settembre alla Bocchetta Margosio, lungo lo spartiacque tra Mosso e la Valsessera, vicino a quel monte Rubello dove Fra Dolcino tentò l’ultima resistenza alle forze coalizzate contro di lui tra il 1306 e il 1307.

Quest’anno, a differenza degli anni scorsi, sarà una bellissima giornata di sole e lo capiamo subito percorrendo la Panoramica Zegna con i suoi scorci sereni. Dovendo dipendere da altri per il trasporto, ogni anno mi chiedo se potrò partecipare a questa occasione di festa e di impegno che mi piace molto e mi conferma nella mia fede sia cristiana che civile. Anche quest’anno io e Mauro troviamo il passaggio di Sandra, che frequenta con noi la comunità metodista di Vintebbio. Il mio grande rammarico è non avere scoperto prima questa ricorrenza, che si celebra dal 1974, di non aver potuto condividere per un numero maggiore di anni una giornata che ora mi sta molto a cuore. La mia speranza, ora, è di non recidere il legame creatosi tra me e questo luogo, questa Bocchetta Margosio così stupenda quando lo sguardo può spaziare dal tratto terminale della Valsessera al Monte Rosa, alle molte cime di cui non ricordo il nome, per salire poi al piccolo spiazzo dove, stretto tra il dirupo, il bosco e una base militare costretta a cedere un tratto di terreno, si trova il cippo commemorativo di Fra Dolcino, nel luogo dell’obelisco eretto nel 1907 e distrutto dal regime fascista.

Come dicevo, questo è il secondo anno che la nostra Associazione porta la sua presenza a questa commemorazione voluta nel 1974 dall’indimenticato Tavo Burat per celebrare a un tempo la fierezza delle popolazioni alpine, tema prediletto della sua vita di uomo e di studioso, e il diritto al dissenso religioso, da lui praticato aderendo alla piccola Chiesa Evangelica Valdese. In Fra Dolcino in questi quarant’anni si è voluto celebrare la resistenza delle popolazioni montane, le loro prerogative e la loro cultura spesso minacciata (anche oggi dallo sfruttamento economico globalizzato), il dissenso al potere e la libertà all’insegna dell’alternativa (religiosa, politica, sociale). Con il tempo, accanto al culto con Santa Cena secondo la tradizione riformata valdese (curato dalla comunità valdese di Biella con l’apporto, di anno in anno, di altre comunità e singoli, come ad esempio la comunità di Vintebbio e la Federazione Giovanile Evangelica), sotto il segno di Fra Dolcino sono venute riunendosi varie anime (sinistra comunista e socialista, anarchici, libertari, ecologisti, componenti autonomiste, associazioni culturali) provenienti da molte zone del Nord Italia che hanno dato vita, assieme a Tavo Burat e al Centro Studi Dolciniani di Biella, alla commemorazione “laica” dell’”eresiarca” al cippo di monte Rubello, con l’offerta di una corona di fiori e i canti delle tradizioni operaie e anarchiche, in mezzo alle bandiere delle molte anime che in Fra Dolcino vedono un simbolo di libertà e di ribellione a tutti i poteri. Per tutta la giornata nello spiazzo della Bocchetta Margosio e nella sottostante baita è possibile vedere banchetti di libri, rappresentazioni teatrali e musicali e discorsi dei rappresentanti delle varie associazioni presenti, preceduti dalla relazione del Centro Studi Dolciniani.

Io, Anita, Mauro, Morena ed Enrico abbiamo portato al cippo, assieme alle altre bandiere, ognuna con la sua storia, anche i colori arcobaleno di Arcigay nel segno della non discriminazione e dell’accettazione di tutte le minoranze. Per me personalmente, come ho avuto modo di dire, la seconda domenica di settembre è una festa di fede cristiana e di impegno civile e la onoro partecipando sia al culto valdese che al raduno attorno al cippo. In occasioni come queste è certamente palpabile la fede laica dei molti che ritengono che “un altro mondo è possibile”, una speranza che il piccolo popolo che si raduna al Margosio si sforza di mantenere viva anche dopo la scomparsa di Tavo Burat, avvenuta nel 2009. Ora anche noi di Arcigay “Rainbow” siamo un piccolo pezzo di questa realtà nata molti anni fa, in un periodo di grandi speranze e utopie. Sapremo farle nostre e farle riviverle? Io, gli amici e le amiche di Arcigay Rainbow ci proviamo in quel passo montano bellissimo, tra un bicchiere di vino e un panino in compagnia, una bandiera posata sulle spalle mentre saliamo al cippo, uno spettacolo estemporaneo di danze occitane alla baita, parlando dei nostri progetti e delle nostre speranze, di quello che vogliamo e riusciamo a fare. Li/le ringrazio molto per aver voluto condividere con me questa giornata, anche solo per una volta.

Giacomo Tessaro

 dscn0262 dscn0263 dscn0260 dscn0252Foto di Giacomo Tessaro.

Segnalazione: Colm Tóibín – “Il testamento di Maria”

3509669-9788845280979Segnaliamo la traduzione del romanzo di Colm Tóibín,

“Il testamento di Maria”,

pp. 108, € 10,00;
Bompiani Editore, 2014.

Con una voce insieme tenera e piena di rabbia, Il testamento di Maria racconta la storia della Vergine, la storia di un evento sconvolgente che ha portato a un grande dolore. Per Maria, Gesù è un figlio perduto. E ora che, anziana, vive in esilio e nella paura, cerca di mettere insieme i ricordi dei fatti che hanno portato alla sua fine. Per lei Gesù era una persona vulnerabile, da proteggere, circondato da uomini che non le ispiravano alcuna fiducia. Da lontano ha assistito al suo “successo”, fino al capovolgimento degli eventi: i giorni del processo e della passione. Quando la sua vita comincia ad acquisire la risonanza del mito, Maria decide di rompere il silenzio che circonda l’accaduto. Nel suo sforzo di dire la verità in tutta la sua complessità, emerge la sua statura morale, insieme a tutta la sua umanità di madre. Un racconto umano e commovente che ancora una volta dimostra la sensibilità di Colm Tóibín quando si tratta di parlare di famiglia, dei legami che ci uniscono gli uni agli altri, con uno stile lirico e commovente.

http://www.bompiani.eu/libri/il-testamento-di-maria-2/

http://ilmanifesto.info/il-paradigma-di-maria-nel-cuore-di-colm-toibin/

http://www.lastampa.it/2014/01/14/cultura/tuttolibri/la-madonna-di-tibn-una-mamma-addolorata-I4cn7vyRJDPVLO1dG6E99J/pagina.html

http://www.sololibri.net/Il-testamento-di-Maria-Colm-Toibin.html

2850678-2757088Colm Tóibín è nato nel 1955 a Enniscorthy. Giornalista, saggista e romanziere, è considerato uno dei maggiori scrittori irlandesi contemporanei. Ha studiato Storia e letteratura inglese all’University College of Dublin e a venti anni ha cominciato a viaggiare, prima in Spagna, poi in Argentina, in Sudan, in Egitto, negli Usa. È stato inoltre direttore di due riviste irlandesi, “InDublin” e “Magill”, e ha collaborato a “The Sunday Independent” e “The London Review of Books”.
Tra i suoi romanzi “The Master” (2004), “Fuochi in lontananza” (2008) e “Brooklyn” (2009).

http://www.rizzolilibri.it/autori/colm-toibin/

MigrArcigay si costituesce a Ronco Biellese! 8 settembre 2016

14233266_1673080613020697_4408575113830132843_nGiovedì 8 settembre scorso si è ufficialmente costituito il gruppo AfricArcigay di Arcigay “Rainbow” Valsesia Vercelli e Biella: pubblichimao il racconto della giornata del nostro Giacomo.

Giovedì 8 settembre è stata una giornata molto importante per la nostra Arcigay: le nostre iniziative a favore dei migranti fuggiti dal loro Paese a causa delle persecuzioni contro le persone LGBT sono state in qualche modo sancite e rese ufficiali da una festa organizzata in primo luogo dai rifugiati stessi nella casa a loro assegnata dalla cooperativa Pacefuturo a Ronco Biellese.

Ci incontriamo alla stazione di Biella San Paolo dove troviamo ad aspettarci Cristian Berra, che cura diversi progetti di accoglienza di rifugiati LGBT tra Milano e Torino. Tra un bicchiere di vino e le informazioni che Cristian ci fornisce attendiamo l’arrivo di Flavio Romani, presidente nazionale dell’Arcigay; oggi è il suo compleanno e sarà festeggiato a dovere dai ragazzi di Ronco. Ora però è il momento di dirigerci verso le colline soprastanti Biella, verso la casa che ospita i rifugiati provenienti per la maggior parte dalla Nigeria ma anche dal Gambia e dal Senegal. Come molti di noi hanno potuto rendersi conto e come ci racconteranno loro stessi durante la serata, grandi sono i loro sforzi per integrarsi e collaborare alla scrematura dei rifugiati effettivamente gay tra i molti Africani che transitano sul territorio.

Al nostro arrivo siamo accolti da una ghirlanda arcobaleno e possiamo constatare come si siano impegnati al massimo per accoglierci: una saletta è adibita a locale per la festa, quella adiacente a sala conferenze. Come avviene solitamente per i gruppi di Africani all’estero, anche quello di Ronco ha espresso naturalmente un leader che lo rappresenti nella persona di Eghosa: sarà principalmente lui a guidarci durante la serata nel mondo gay nigeriano in patria e all’estero. Assieme ad Anita Sterna, Giulia Bodo, Filippo Stramaccioni e Flavio Romani è presente una coppia mista nigeriano-svizzera che vive in Italia e rappresenta un buon modello di integrazione: sarà il ragazzo nigeriano, James Osilama, a integrare in alcuni punti l’esposizione di Eghosa.

Giulia Bodo rappresenta il trait d’union tra i rifugiati e i membri della nostra Arcigay: è lei a seguirli più da vicino con i corsi d’italiano e sarà lei a fare la moderatrice e l’interprete della serata. L’ospitalità africana è molto calorosa e il gruppo rappresentato da Eghosa ci tiene a spiegare dettagliatamente la vita dei gay in Nigeria e le loro traversie una volta arrivati in Italia: fuggiti dal loro Paese per via delle persecuzioni (capita spesso che i gay vengano attirati in qualche casa o luogo isolato per essere pestati a sangue), faticano a credere che in Europa si possa essere liberamente gay e che proprio per il loro orientamento sessuale possano ricevere protezione da agenzie specializzate. Molti di essi passano a collaborare con i loro referenti italiani per capire chi effettivamente è gay tra i molti Africani che affermano di esserlo per poter ottenere lo status di rifugiato: tra i gay nigeriani infatti è in vigore un codice segreto che permette di capire (per esempio, al telefono) se l’interlocutore lo è veramente o se sta tendendo un tranello.

I racconti dei ragazzi africani si alternano ai saluti degli ospiti italiani. È palpabile l’emozione dei primi nell’essere in grado di accogliere degli ospiti per una festa, nonostante la ristrettezza dei loro mezzi, degli ospiti che sono lì per ascoltarli e aiutarli in qualche modo. Come è tradizione nigeriana, l’ospite porta qualcosa (abbiamo preparato diversi cibi e bevande da condividere) ma è prima di tutto chi ospita che porge un dono a chi è ospitato ed ecco infatti farsi avanti diverse casse di vino: a ogni ospite viene offerta una bottiglia. Molti si emozionano e si rendono conto di stare facendo parte di qualcosa di molto importante e bello, che si auspica possa dare ancora più frutto in futuro.

Dopo le testimonianze e l’offerta del dono viene il momento della festa: è l’occasione per mangiare e bere (finalmente!), per festeggiare Flavio Romani con una torta dotata di candelotto e per ringraziarlo della sua presenza in questa serata tanto importante per la nostra Arcigay. Come ogni festa che si rispetti non può certo mancare la musica ed ecco che a Justin Bieber si alternano i ritmi africani: nel ristrettissimo spazio a nostra disposizione il nostro Filippo Stramaccioni si cimenta nella danza con gli amici nigeriani.

Ci auguriamo davvero che questa serata sia solo una delle tante tappe di un cammino da compiere insieme, Italiani e Africani, etero e LGBT, verso un mondo arcobaleno, come molti auspicavano in occasione della manifestazione di Vercelli a favore delle unioni civili.

Giacomo Tessaro

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