Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Archivio per maggio, 2016

Segnalazione: Beatrice Gusmano e Tiziana Mangarella – “Di che genere sei?”

9788861533875_largeConcludiamo il ciclo di segnalazioni in occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omo\bi\transfobia” con il manuale a cura di Beatrice Gusmano e Tiziana Mangarella,

“Di che genere sei? Prevenire il bullismo sessista e omotransfobico”

pp. 192, € 18,50;
Edizioni la Meridiana, 2014

Chi può dire chi si deve amare? Chi ha il diritto di negare l’identità di qualcun altro o qualcun’altra? Chi stabilisce come ci si debba mostrare, come ci si debba vestire, quale tipo di vita e di relazioni desiderare?
Agli insegnanti viene sempre più chiesto di adeguare gli apprendimenti, di formare competenze, di preparare le “risorse umane” da spendere in un futuribile mercato del lavoro, mentre, nel frattempo, rischia di scivolare sullo sfondo la centralità dei ragazzi come persone impegnate a gestire, troppo spesso in solitudine, il proprio sviluppo, elaborare le proprie rappresentazioni di femminilità e maschilità e, attraverso queste, definire la qualità delle relazioni con se stessi e con i coetanei.
La dimensione relazionale resta un terreno irrinunciabile d’impegno per gli educatori, e ancor più la dimensione delle relazioni tra generi, così come l’approccio con i diversi orientamenti sessuali, in un momento nel quale si intensifica la stereotipizzazione dell’immaginario maschile e femminile e i fenomeni di bullismo sessista e omofobico.

Questo denso e ricco manuale intende fornire molto più che una necessaria cornice teorica. Offre anche concreti strumenti di analisi degli stereotipi di genere e, soprattutto, un variegato repertorio di strumenti operativi per agire in contesti educativi con adolescenti.
Incrociando una lettura interdisciplinare, introduce a percorsi d’aula per prevenire e contrastare le discriminazioni sessiste e il bullismo omotransfobico, in tutte le possibili declinazioni.

http://www.lameridiana.it/SchedeDettaglio/DettaglioPubblicazione/tabid/61/Default.aspx?isbn=9788861533875

http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2016/02/08/di-che-genere-sei-prevenire-il-bullismo-sessista-e-omotransfobico/23849/

http://www.dols.it/2014/03/16/di-che-genere-sei-prevenire-il-bullismo-sessista-e-omotransfobico/

Beatrice Gusmano, sociologa, si occupa di educazione al genere nei contesti scolastici; politiche pubbliche per il riconoscimento dei diritti per le persone LGBT; discriminazione, tutele e coming out in ambito lavorativo; micropolitiche e dell’intimità.

Tiziana Mangarella, sociologa, svolge attività di ricerca, monitoraggio, valutazione e formazione in ambito educativo e socio-sanitario, occupandosi di tutela e salute dei minori, politiche per l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia. Collabora con enti pubblici, scuole e organizzazioni non profit che lavorano per la prevenzione del disagio, la promozione delle pari opportunità e il contrasto agli stereotipi di genere.

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Ecco l’ #OndaPride 2016!

mappa-pride-2016-2Anche quest’anno sarà #ondapride, la mobilitazione per i diritti delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali\transgender in venti città del nostro Paese!

Ecco il calendario degli eventi

 

28 maggio :
Mediterranean Pride of Naples (Bagnoli | Napoli) – http://www.napolipride.org/

11 giugno :
Pavia Pridehttps://www.facebook.com/pridepavia/
Roma Pridehttp://www.romapride.it/2016/

18 giugno :
Liguria Pride (Genova) – http://www.liguriapride.it/
Palermo Pridehttp://www.palermopride.it/
Varese Pridehttp://www.varesepride.it/
Toscana Pride (Firenze) – http://www.toscanapride.eu/
Treviso Pridehttp://www.trevisopride.it/

24-25-26 giugno :
Perugia Pride Villagehttp://www.perugiapride.it/

25 giugno :
Bologna Pridehttp://www.bolognapride.it/
Caserta Campania Pridehttps://www.casertapride.it/
Milano Pridehttp://www.milanopride.it/site/
Sardegna Pride (Cagliari) – https://www.google.it/?gws_rd=ssl#q=sardegna+pride

 2 luglio :
Catania Pridehttps://cataniapride.com/
Puglia Pride (Taranto) – https://it-it.facebook.com/pugliapride

9 luglio :
Torino Pridehttp://www.torinopride.it/

16 luglio :
Siracusa Pridehttps://www.facebook.com/siracusapride/

19 agosto :
Salento Pride (Gallipoli) – http://www.salentopride.it/

Calabria Pride (Reggio Calabria): data da confermare – https://www.facebook.com/calabriapride

Summer Pride (Rimini): fine luglio, data da confermare – https://www.facebook.com/RiminiSummerPride/

Per maggiori informazioni : http://www.gaypost.it/onda-pride/

 

 

Recensione: “Biella diversamente innamorata. Testimonianze raccolte da A.Ge.D.O. Biella” di AA.VV.

Biella diversamente innamorataPubblichiamo una recensione del libro

“Biella diversamente innamorata. Testimonianze raccolte dall’A.Ge.D.O. Biella”
di AA.VV. a cura di Ilva Gibba, Marco Gallina, Giorgio Fogliano,

s.i.p, pp. 128;
Arte Stampa Editrice, maggio 2016.

Presentato lo scorso 17 maggio in occasione della XII “Giornata Internazionale contro L’Omo\Bi|Transfbobia” in un affollato “Salone delle Colonne” a Biella, presente il Sindaco, avv. Marco Cavicchioli e l’Assessore alle Politiche Sociali, dott.sa Francesca Salivotti.

“Se taceranno costoro, si metteranno a gridare le pietre” (Luca 19,40)
(p. 24)

Un testo prezioso e toccante che lascia sorpresi e grati per il numero e la qualità delle testimonianze e per il luogo in cui sono state raccolte; trentatré racconti autobiografici di omosessuali soli e sole o in coppia, una transessuale MtF e un bisessuale che presentano il loro percorso di scoperta, accettazione o rifiuto, coming out, incontri clandestini o meno, amore e a volte, ma sempre più spesso, vita di coppia con tutte le incombenze del quotidiano… un percorso che è allo stesso tempo la storia delle comunità di un intero territorio che passa dal silenzio e dalla ferocia contro la vita delle persone LGBT a una timida apertura e a una graduale e faticosa accoglienza come ancora in molta parte della provincia del nostro Paese. Un percorso che nella sua parte pubblica ha una data di svolta il 14 giugno 2008, data del Biella Pride, primo in Piemonte a tenersi fuori da Torino.

Con un passato di totale silenzio confessato degli storici locali in un territorio raccontato spesso come duro, chiuso e particolarmente diffidente, iniziando con alcune figure mitiche degli anni quaranta e cinquanta, indimenticabile la transgender Marcellina che evanescente attraversa la memoria come promessa di una vita più gentile per tutti e tutte, il libro apre uno spiraglio sulla vita delle persone LGBT dalle valli alpine popolate di “orsi” al centro Città col passeggio in Via Italia, attraverso i troppi incontri sgraditi sulle corriere di linea ritmati dagli insulti, le comitive che si trovano nei bar il fine settimana perché non c’è un solo locale friendly, ma “è meglio così perché meno ghettizzante”… e il via vai del “battuage” in posti fuori mano, ma mai abbastanza perchè un conoscente non passi al momento sbagliato… e le strategie di sopravvivenza nei paesini montani e nelle famiglie di Biella che si stringono per proteggere o per stritolare: prima fra tutte l’emigrazione a Milano o Torino, e oltre, per chi ha la fortuna di poterlo.

Scritti in prima persona spesso con un linguaggio semplice e piano a testimoniare, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’omosessualità si trova in tutti gli strati sociali, tutte le professioni e tutti i livelli di cultura, basterebbero i testi raccolti in questo libro per dare a tutti e tutte un’idea precisa di che cos’è stata e cos’è l’omofobia in questo Paese: un percorso comune che destina all’invisibilità chi può mimetizzarsi negli stereotipi di genere, pagando però sempre il prezzo di una vita mutilata e l’angoscia di essere scoperti e scoperte, ma che impone il calvario precocissimo del ridicolo, degli insulti, delle minacce e del bullismo scolastico, e non solo, per chi ancor prima di esserne cosciente mostra  nel suo solo aspetto o nei suoi modi una diversità inequivocabile rispetto agli stereotipi dei ruoli sessuali. Troppo spesso non risparmiando neppure  l’esperienza lacerante dell’incomprensione e del rifiuto da parte della famiglia, esperienza che A.Ge.D.O. opera per sanare.
Senza tacere, dove è molto sentita, la questione delle dolorose condanne da parte della religione cristiano cattolica, condanne mitigate da poche meritevoli aperture, ma anche dalla scoperta preziosa dell’accoglienza nella Chiesa Valdese o di altre forme di spiritualità.

Un testo imprescindibile per la storia delle persone LGBT nel nostro Paese.

Davide Depaulis

“Non so perché ti odio” con i GD contro Omo\Bi\Transfobia a Vercelli – 22 maggio 2016

13266101_1008052975908712_3813111458638935287_nIn occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia” celebrata lo scorso 17 maggio, Arcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli e Biella partecipa a un incontro di sensibilizzazione della cittadinanza vercellese sul tema dei diritti civili della comunità LGBT promosso dai Giovani Democratici di Vercelli con la proiezione del documentario

“Non so perché ti odio”
di Filippo Soldi

domenica 22 maggio 2016
alle ore 17:00

presso la sede del Circolino ARCI dei Lavoratori di P.ta Torino
in C.so Marcello Prestinari, 193 a Vercelli.

Presentato nel 2014 al Festival Internazionale del Film di Roma. Il lungometraggio si addentra nell’analisi dei fattori sociali e psicologici dell’omofobia, mostrandone le più diverse sfumature: dall’outing di giovani omosessuali che viene misconosciuto quando non deriso dalla loro famiglie d’origine, al fenomeno delle “Sentinelle in piedi”, passando per le testimonianze di chi ha vissuto direttamente l’intolleranza.

http://www.movimentofilm.it/archivio-film/film/162

Alla proiezione del documentario seguirà l’intervento di Daniele Viotti, europarlamentare PD, di Ludovica Cioria, segretario dei Giovani Democratici del Piemonte e del nostro Filippo Stramaccioni.
Gli interventi saranno moderati da Andrea Formaggio, segretario provinciale dei Giovani
Democratici.

La giornata terminerà con uno spazio dedicato al libero dibattito fra i relatori e il pubblico.

Non mancate!

https://www.facebook.com/events/1730798487191774/

Il nostro incontro con la “Metropolitan Community Church”…

13010647_10209613443242511_1716942501790447509_n-1Pubblichiamo un articolo del nostro Giacomo, che ringraziamo molto, sul nostro incontro dello scorso 14 aprile con la “Metropolitan Community Church”.

È stata una serata diversa dalle solite, quella di giovedì 14 aprile al Circolino Arci di Porta Torino a Vercelli, che da alcuni mesi offre ospitalità a molte feste e iniziative di Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella. Una serata diversa, perché è stato affrontato lo spinoso nodo del rapporto tra mondo LGBT e mondo cristiano, che già affrontammo nel 2013 nell’incontro con gli attivisti valdesi della REFO di Milano; dopo d’allora, più nulla del genere è stato organizzato. Il nostro vulcanico Mauro ha fatto fruttare i suoi primi passi nel mondo di Internet contattando Mario Bonfanti, animatore di una comunità spirituale brianzola che dalla matrice cattolica, sua e di altri membri (è stato per alcuni anni sacerdote), è passato a una spiritualità di stampo universalista che a un tempo celebra la natura e la gioia di stare insieme e legge la Bibbia senza filtri confessionali. Recentemente il gruppo “Il Cerchio di Merate” (MB) si è unito alle “Metropolitan Community Churches”, una confederazione di chiese di matrice protestante storica fondata da credenti LGBT, nata negli Stati Uniti e oggi diffusa in 37 Paesi.
Bonfanti, che ha lasciato il sacerdozio cattolico anche a causa della sua omosessualità, ha scelto di aderire a questa denominazione per allacciare il suo gruppo a una comunione più ampia, che celebri l’identità LGBT rimanendo attenta al soffio dello Spirito, in qualsiasi modo esso si presenti: se le “Metropolitan Community Churches” nascono dal mondo protestante americano e la comunità di Firenze, la prima in Italia, è filiazione dell’ambito battista-metodista-valdese e professa una teologia luterana, “Il Cerchio” conserva il profilo spirituale che è suo proprio fin dalla fondazione, estraneo alle classiche risposte della teologia tradizionale. Con la sua affiliazione alle Metropolitan Community Churches “Il Cerchio” ha cominciato un nuovo cammino, che speriamo di cuore possa portare più persone LGBT a contatto con il soffio dello Spirito che turbina anche su di loro, anche se di solito non se ne accorgono… Inoltre, ci auguriamo che il gruppo, attraverso la sua adesione alla Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni, possa trovare un suo posto apprezzato nel panorama religioso lombardo non cattolico, messo a dura prova dalla cosiddetta “legge anti-moschee”.

L’incontro è stato ben partecipato: pur senza registrare “nuovi arrivi” per quanto riguarda le persone presenti, tutti amici e amiche di Arcigay “Rainbow”; l’esposizione di Mario Bonfanti e di Fabrizio Pizzolorusso è stata seguita attentamente e arricchita da molti interventi e domande. Credo che la curiosità fosse molta di conoscere un mondo, quello “spirituale” in generale e cristiano in particolare, che nella nostra epoca a molti fa paura ed è circondato da pregiudizi, anche e soprattutto nel mondo LGBT. Il leader del “Cerchio” ha introdotto gli ascoltatori, attraverso la teologia queer, cioè l’interpretazione LGBT delle Scritture e della tradizione cristiana, a un modo di leggere la Bibbia inedito in ambito cattolico italiano e ancora agli inizi in quello protestante storico: Bonfanti si è soffermato su alcuni noti passi biblici, spiegandoli da capo alla luce della più moderna esegesi e delle nuove interpretazioni che intendono togliere la polvere di letture ormai vecchie e superate, perché questi passi possano servire di luce e conforto a chi, in particolare le persone LGBT, si accosta alla Bibbia deluso dalle ristrettezze delle Chiese tradizionali. La lettura profonda della Bibbia è una scienza complessa, ma questo non è un motivo per allontanarsi dalle Scritture. Bonfanti ha poi risposto con garbo e umorismo alle numerose domande del pubblico, molte delle quali vertevano sulle “Metropolitan Community Churches” la loro storia e la loro organizzazione. Bonfanti ha intrapreso l’iter per diventare pastore riconosciuto dalla federazione. Ci ha parlato del suo percorso di vita e delle delusioni provate in ambito cattolico e anglicano per via della presunta inconciliabilità tra vocazione al ministero cristiano e omosessualità libera e gioiosa. Essere parte di una comunità internazionale non è facile, ma Il Cerchio accoglie con gioia la nuova sfida di essere parte di questa federazione al tempo stesso pienamente cristiana e pienamente LGBT, senza alcun complesso. Numerose sono state le occasioni di intrattenersi sui vari temi della sessualità, come quello scottante della pedofilia: come comportarsi con un membro che confessa al pastore, nel segreto, di essere attratto dai bambini? Mario Bonfanti ha risposto con delicatezza ed equilibrio alla questione, che in molti suscita sdegno e disgusto.

Il nostro auspicio è che questa serata possa essere ripetuta presto, magari a Borgosesia, dove si prevede un maggiore afflusso di partecipanti. E che non rimanga un’iniziativa isolata, ma che sia lo spunto di ulteriori discussioni con membri di altre confessioni religiose sul tema quanto mai attuale del rapporto tra religione e mondo LGBT.

Sito del Cerchio: http://mccilcerchio.it/

Pagina Facebook del Cerchio: https://www.facebook.com/ilcerchiomcc/

Pagina dedicata alle Metropolitan Community Churches in Italia: www.cesnur.com/la-metropolitancommunitychurch/

Sito ufficiale delle Metropolitan Community Churches (in inglese): http://mccchurch.org/

Giacomo Tessaro

Arcigay “Rainbow” per la “Giornata Internazionale contro l’Omo\Bi\Transfobia” – 17 maggio 2016

In occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omo\Bi\Transfobia” pubblichiamo un intervento della nostra Presidente, Laura Leone.

Quest’anno Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella celebra il 17 maggio, “Giornata Internazionale contro l’Omo\Bi\Transfobia”, con l’impegno delle sue attiviste e attivisti subito dopo l’approvazione di una legge che finalmente consente il riconoscimento in un quadro giuridico chiaro e la tutela di un gruppo di diritti minimi per le coppie omosessuali e con questo apre finalmente anche in Italia la possibilità del riconoscimento simbolico della dignità umana e sociale del nostro amore in tutti gli ambiti della convivenza civile; una legge che tuttavia non possiamo festeggiare, non solo per la mole di menzogne, insulti e minacce alla dignità e persino alla esistenza stessa delle persone LGBT che il dibattito, prima nel Paese e parlamentare poi, ha sollevato, mostrando così ancora una volta quanto grande è ancora il lavoro da fare per sconfiggere l’omofobia, ma soprattutto perché è una legge che ci arriva monca e in ritardo su tutte le legislazioni delle democrazie occidentali, non riconoscendo la piena dignità familiare e il diritto alla genitorialità delle coppie omosessuali e la piena tutela dei loro figli e figlie davanti alla legge e alla società.

Non possiamo dimenticare nemmeno che a oggi ancora non c’è in Italia una legge che introduca la specifica aggravante di omofobia per reati perpetrati contro le persone Lgbt a motivo della loro specifica condizione e che il disegno di legge che ne proponeva l’inserimento tra le fattispecie previste dalla legge “Mancino” giace da ormai tre anni bloccato in Senato in una palude di opportunismi e indifferenza in spregio alla sicurezza delle persone Lgbt e col pretesto di assecondare la presuntuosa pretesa di alcuni superstiziosi e superstiziose che le loro opinioni valgono più perfino della protezione della vita dei loro concittadini e concittadine.

E intanto in questo Paese ancora qualche giovane persona continua a essere costretta a scegliere di morire per non dovere più incontrare l’insulto, la minaccia, il rifiuto e l’esclusione: l’omo\bi\transfobia!
Recenti fatti di cronaca ci raccontano appunto non solo di una coppia di ragazzi di Torino che, dopo un anno di vessazioni e discriminazioni quotidiane da parte di alcuni condomini, hanno dovuto lasciare l’appartamento dove vivevano, ma addirittura di un ragazzo appena diciottenne che si è tolto la vita poiché rifiutato dalla famiglia: di fronte a queste tragiche vicende ci domandiamo come sia possibile che la classe politica italiana non si decida a prendere dei seri e concreti provvedimenti!?

Perciò è grande la responsabilità di tutte quelle istanze culturali e forze politiche che hanno lavorato attivamente perché tutto ciò accadesse e continuasse ad accadere, perché non si potesse pensare a un futuro differente e più umano per tutte e per tutti: grande responsabilità e imperdonabile per tutto quello che è stato così distrutto e non potrà più esserci restituito. A tutt* loro diciamo che anche noi conosciamo e conserviamo i nomi, i nomi delle vittime, ma anche quelli delle assassine e degli assassini e non li dimenticheremo mai!

Sarà allora nostro compito fondamentale continuare a mantenere alta l’attenzione nei nostri territori su questi argomenti e provvedere attivamente a fornire una corretta informazione in grado di decostruire gli stereotipi negativi colpevoli di fatti sempre spiacevoli, troppe volte purtroppo anche irrimediabili, stereotipi che colpiscono non solo le persone LGBT, ma la stessa qualità della vita sociale e politica di tutte le cittadine e cittadini.

11034633_10206339448628920_1162400184_oLaura Leone, Presidente di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli e Biella

Segnalazione: Filippo Soldi – “Non so perché ti odio”

551fb0e30f31fIn occasione della XII “Giornata Internazionale contro l’Omo\bi\transfobia” segnaliamo il film di Filippo Soldi, “Non so perché ti odio”.

DA SECOLI L’OMOSESSUALITÀ È OGGETTO DI RIPROVAZIONE E DI CONDANNA. TALVOLTA SUCCEDE DI COGLIERE UNAVENATURA DI FASTIDIO ANCHE NELLE PAROLE DI CHI, APERTAMENTE, NEGA DI NUTRIRE SENTIMENTI NEGATIVI VERSO DI ESSA. MA PERCHÉ? CHE COSA OFFENDE COSÌ TANTO NEL COMPORTAMENTO OMOSESSUALE?
“NON SO PERCHÉ TI ODIO” pone questa domanda a persone che hanno subito aggressioni omofobiche, persone che le hanno compiute e persone che rappresentano quei movimenti che, negli ultimi tempi, hanno preso posizioni nettamente contrarie alle istanze del mondo LGBT.
Ho incontrato un uomo che è stato condannato per l’omicidio di un omosessuale, il giovane che ha sparato al taxista che, secondo lui, gli aveva fatto proposte. Ma anche il presidente di “Giuristi per la Vita”, che ha inviato una lettera aperta ai parlamentari italiani perché non approvassero il disegno di legge che intende punire l’omofobia, il protavoce di “La Manif pour Tous”, movimento che ha organizzato manifestazioni e
convegni contro l’approvazione della stessa legge, il rappresentante nazionale di “Le sentinelle in piedi”, i portavoce di “Forza Nuova”. E, in mezzo, ho raccolto le testimonianze di chi ha subito aggressioni violente, di chi ha vissuto la propria
adolescenza fra le prese in giro dei compagni, di chi ha più volte pensato al suicidio per non dover vivere una vita da omosessuale. Di chi ha visto il proprio figlio togliersi la vita.

http://www.movimentofilm.it/archivio-film/film/162

filippo-soldi-intervista-1-400x300Filippo Soldi ha lavorato con Luca Ronconi, Werner Schroeter, Aurelio Grimaldi, Lino Capolicchio, Diego Ronsisvalle e altri e ha tenuto diversi laboratori teatrali per il teatro di Lecco, il Comune di Codogno. Per RAIUNO ha scritto Bakhita, miniserie in due puntate per la regia di Giacomo Campiotti.

Per RaiCinema ha realizzato i cortometraggi Mio figlio, con Claudio Santamaria e Alba Rohrwacher (presentato al Festival del Cinema di Roma 2008), Esserci, con Ileana Argentin e Raz Degan, Storia di Mario con Ricky Memphis e Solo cinque minuti con Valeria Golino.

Selezionato nella cinquina dei David di Donatello, Solo cinque minuti ha vinto il Festival NICE USA 2007. In tram, con Piera Degli Esposti e Gigio Alberti, ha vinto il Festival NICE USA 2003 in base ai voti del pubblico di New York e San Francisco.

In teatro ha diretto attori come Laura Curino, Lucilla Giagnoni e Caterina Vertova.

Per RaiCinema ha diretto il documentario Case chiuse, presentato al Festival del Cinema di Roma nel novembre 2011 e menzionato nei Nastri d’Argento 2012.

http://www.suicidioitalia.it/biografie/filippo-soldi-regista/

 

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