Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

baciami_bSegnaliamo la raccolta di “cronache piumate” e saggi di Pedro Lemebel,

“Baciamo ancora, forestiero”,

pp. 149, € 13,50;
Marcos y Marcos, marzo 2008.

Un’automobile corre verso il Nord del Cile, a bordo Pedro Lemebel, un autista con voce “da cattedrale” e una splendida fata, la Africa Sound, DJ assai singolare. Di sorso in sorso, di “salute” in “salute!”, il viaggio si trasforma in una festa di risate.
Pedro ti porta con lui, come una piuma, per le strade di una città di mare. Nella notte brava di Valparaíso, dopo un clamoroso agguato ordito da ladri-pagliacci. Di fronte a una platea euforica di ragazzini, cui lancia baci alla panna montata.
Oppure giù, verso i Caraibi, verso il suono, a bordo di uno dei velivoli folli e gioiosi della Cubana de Aviación: e l’Avana si apre come una scatola musicale, come una conchiglia antica…
Sfodera perle, Lemebel: le sue lettere d’amore si arrampicano in cielo, sono come una danza di parole che illumina una giornata arrugginita.
Rammenda orrende cicatrici: evoca l’orrore ruvido della dittatura, lasciata da poco alle spalle e sempre dietro l’angolo. Denuncia ingiustizie che opprimono umili e diversi, anche oggi, in piena cosiddetta democrazia.
Sono davvero un inno alla libertà, queste “cronache piumate”, queste saette contro potere e omologazione, queste carezze funamboliche, queste avventure per mari, per cieli, per dittature, per trasgressioni: benedette dalla classifica dei best seller in Cile, sono amate in tutto il mondo.

http://www.culturagay.it/recensione/390

http://www.wuz.it/recensione-libro/2494/baciami-ancora-forestiero-pedro-lemebel.html

pedro-lemebel-disorderPedro Lemebel (1954 – 2015), nato “negli anni Cinquanta”, come gli piaceva dire, in un quartiere popolare di Santiago ha avuto come vocazione il desiderio; come istinto insopprimibile la difesa delle differenze come principio vitale. Si è esposto in prima persona nell’opposizione a Pinochet, restando in Cile durante la dittatura, e non ha esitato, in seguito, a denunciare le menzogne della democrazia: è diventato un simbolo internazionale della liberazione omosessuale. Ha scritto un unico, memorabile romanzo, tradotto e amato in tutto il mondo: “Ho paura torero”. La sua testimonianza implacabile e il suo umorismo vivono nelle cronache che scriveva per “Pagina Abierta”, “The Clinic”, o che leggeva a Radio Tierra. Il suo sguardo è acuto, la sua voce limpida; le sue parole amano volteggiare e mutare come i suoi vestiti, dove di colpo spunta un boa o un tacco a spillo. Pedro è morto a Santiago il 23 gennaio 2015, lasciando un vuoto incolmabile. Ai suoi funerali, al rullo dei tamburi, ha danzato il popolo latino che tanto lo amava.

http://www.marcosymarcos.com/autori/lemebel/

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