207-3Segnaliamo il secondo capitolo della trilogia di romanzi di Jaime Bayly,

“L’uragnao ha il tuo nome”,

pp. 536, € 16,00;
Sellerio Editore, 2006.

Gabriel ama Sofía e sogna di scrivere un romanzo: avranno una figlia e di lui si interesserà un grande editore; ma Gabriel è gay. Un amore e una carriera normalmente difficili, ma dalla prospettiva di un omosessuale.
Gabriel è un giovane divo della televisione, ricco e celebre; ha avuto una fidanzata ufficiale e un periodo di sbandamento tra alcol e droga da cui è uscito; lo accompagna una reputazione di gaudente dongiovanni; e intrattiene una relazione segreta con Sebastián. Una sera incontra la splendida Sofía, dall’affettività comprensiva e grande, che è stata amante di Sebastián e sa della doppia vita di Gabriel. Tra i due inizia un amore pieno, complicato; e corrono anni movimentati e non avari di successo tra Lima, Miami, Washington e Madrid. Hanno una figlia, lui pubblica il romanzo della sua vita con un importante editore di Barcellona. Ma quale strada li aspetti, di chi Gabriel, alla fine, sarà, resta sospeso. Un epilogo «Dieci anni dopo» dà una risposta dolceamara e rassegnata, che forse significa che non c’è risposta. L’uragano ha il tuo nome è la cronaca di un amore difficile e di una carriera controversa, nel segno dello sforzo di affermare il sentire omosessuale come una legittima modalità del vivere. Ma è anche, come gli altri di Bayly, il romanzo di una formazione di un genere particolare; interrotta e infinita, che confina con esistenze picaresche o on the road che debbono accontentarsi dell’effimero. Perché – osserva il curatore del volume Angelo Morino, nella sua Nota fortemente interpretativa -: «L’omosessualità comporta un viaggio che finisce solo per ricominciare e un’identità in continuo divenire».

Peruviano, autore tra i più interessanti della letteratura sudamericana d’oggi, lanciato da Mario Vargas Llosa, Jaime Bayly non rientra nelle atmosfere sognanti e mitiche alla García Márquez o nelle finzioni intellettuali della cerchia borgesiana, i due versanti più noti e rappresentativi di quella letteratura. Scrive sulla scia di un realismo cittadino, di innocente crudezza e prosa scabra e immediata. Il suo universo è il mondo crudelmente élitario dei sudamericani ricchi e bianchi, che vivono con un piede nelle cittadelle per privilegiati dei loro paesi e l’altro nelle metropoli multietniche degli Usa. Un gruppo rappresentato sempre come una casta, bigotta e autoreferenziale, più che una classe sociale di una società aperta. Ma non è tanto la critica sociale – comunque mai declamata ed esplicita, e certo tutt’altro che moralistica – la chiave della sua narrativa. È la scelta dei protagonisti e delle loro problematiche: sono omosessuali, raccontati in prima persona, dal punto di vista omosessuale, che vivono esistenze difficili. E questo loro porsi nel mondo dorato, cui appartengono per nascita, alla stregua di meticci tra bianchi razzisti, diventa il pennello sottilissimo di una raffigurazione sociale rivelatrice.

http://sellerio.it/it/catalogo/Uragano-Ha-Tuo-Nome/Bayly/1254

http://www.nonsolocinema.com/L-URAGANO-HA-IL-TUO-NOME-DI-Jaime.html

Bayly-JaimeJaime Bayly (Lima, 1965) è considerato tra i più innovativi scrittori latino americani, anche per la irriverente descrizione della classe dirigente cui appartiene.
Dopo aver abbandonato gli studi universitari, ha iniziato la carriera giornalistica presso il quotidiano La Prensa di Lima, passando poi a condurre programmi televisivi.
La sua prima opera letteraria,” No se lo digas a nadie” (1994, da cui è stato tratto l’omonimo film quattro anni dopo) ha suscitato un ampio scandalo in Perù. Nel suo romanzo d’esordio, ricco di riferimenti autobiografici, Bayly affronta apertamente i temi dell’omosessualità e della diffusione della droga tra le classi abbienti peruviane, considerati temi scabrosi e intrattabili. Tanto che la famiglia di Bayly tentò di impedire la pubblicazione del libro. Molte delle opere di Bayly girano attorno ai temi dell’omosessualità, della bisessualità. Oltre a costituire una affilata e irriverente descrizione dell’alta società peruviana, alla quale lo scrittore stesso appartiene. È soprannominato Il Bambino Terribile e La Chola Gayly.
Le opere di Bayly sono state pubblicate in Italia da Sellerio, tradotte da Angelo Morino.

https://it.wikipedia.org/wiki/Jaime_Bayly

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