Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Archivio per luglio, 2015

Segnalazione: Helen Humphreys – “La verità, soltanto la verità”

humphreys_01Continuiamo la serie estiva di segnalazioni col romanzo di Helen Humphreys,

“La verità, soltanto la verità”,

pp. 248, € 16,00;
Playground Editore, 2011.

Intorno al 1830, in una Parigi putrida e vitale, attraversata da slanci rivoluzionari, dove si persegue la bellezza e nello stesso tempo si muore di colera, vive Charles Sainte-Beuve. Poeta e critico letterario, Sainte-Beuve nasconde un segreto, un’anomalia fisica che dovrebbe negargli perfino la possibilità dell’amore. A questa realtà dolorosa ha imparato a rassegnarsi, confortato anche dalla passione per la scrittura. Quando, però, incontra Adèle, moglie di Victor Hugo, all’epoca giovane scrittore smanioso di fama, in lui maturano impreviste speranze d’amore. Adèle Hugo donna bella, di temperamento, che rifiuta la retorica della parola maschile – in particolare quella del marito – non sembra spaventarsi di fronte a ciò che è insolito, subendo il fascino goffo e riservato di Sainte-Beuve. Ed è così che in un pomeriggio afoso, nella casa dell’amico Victor, Sainte-Beuve sarà finalmente toccato da una donna e Adèle Hugo potrà destinare la propria passione a un corpo che non desidera sopraffarla. Sarà questo l’inizio di una relazione entusiasmante, dolorosa e segnata dall’assenza.

http://www.playgroundlibri.it/libri.php?lid=54

humphreys_helenHelen Humphreys (London 1961) è una scrittrice e poetessa canadese. Nel 1997 il suo romanzo “Leaving Earth” ha vinto il prestigioso premio letterario “City of Toronto Book Award”. Il suo secondo romanzo, “Afterimage”, è stato segnalato fra i dieci romanzi più significativi dell’anno da “The New York Times” e ha vinto il “Rogers Writers’ Trust Fiction Prize”.
“Il giardino perduto” (2002) è stato selezionato dal Canadian Broadcasting Corporation (CBC) e dal Canada Reads Selection e il romanzo “Coventry” (2008) è stato diverse settimane ai vertici delle classifiche canadesi.
Nel 2009 Helen Humphreys ha vinto il prestigioso l’”Harbourfront Festival Prize2 e nel 2012 è stata finalista al “Canadian Authors Association Award” con “La verità, soltanto la verità” .

 

 

“The queens of the night”! Drag queen show a “è… la FESTA” con ArciBrovato – Brovato (BI), 02 agosto 2015

11707873_788404121278557_1726313412924606013_oArcigay “Rainbow” è felice di informarvi che sarà presente con un suo stand alla 40.a edizione di “È… LA FESTA” , evento che quest’anno riunisce tutti i Circoli Arci del Comitato Territoriale Biella-Vercelli-Ivrea a

Brovato in fr. Polto Inferiore 1
in Valle San Nicolao, Biella,

domenica 2 agosto 2015
dalle ore 20:00

in occasione della serata drag queen

THE QUEENS OF THE NIGHT”

con ospiti le favolose drag queen

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CÈLINE DIN DON
Miss Drag Queen Piemonte e Val D’Aosta

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INES LANCOME

RAFFAELLA SCARRAMBA

LOREDANA BELTHÈ

 Presso il nostro stand troverete le nostre volontarie e volontari che proporranno, oltre ai gadgets dell’Associazione, le t-shirts, i gadgets e gli opuscoli della campagna nazionale Arcigay contro l’omo\transfobia; ci sarà anche materiale informativo per sensibilizzare sulle MST e le pratiche di sesso sicuro e verrà distribuito gratuitamente materiale di prevenzione; inoltre avrete

la possibilità di tesserarvi o rinnovare la tessera di Arcigay “Rainbow”.

Non mancate di passare a trovarci e non perdetevi questa festa divertentissima con una cucina in funzione fino a tarda sera e con pista da ballo sempre gremita!!!!

Di seguito il link dell’evento Fb:

https://www.facebook.com/events/899573546780611/

Segnalazione: Helen Humphreys – “Notturno”

notturno_bigContinuiamo la serie estiva di segnalazioni col romanzo di Helen Humphreys,

“Notturno”,

pp. 190, € 15,00;
Playground Editore, 2013.

Helen Humphreys affronta il racconto drammatico della morte del giovane fratello – un pianista di grande talento, un uomo determinato, generoso e inquieto – e dei giorni immediatamente successivi. I gesti dolenti e dovuti prima del funerale, i silenzi insopportabili, la ricerca spasmodica delle email del fratello. Poi, il dolore, nudo, violento e il tentativo di ripercorrere il rapporto con il fratello, alla ricerca delle origini e delle ragioni profonde del loro legame.
Con la consueta abilità nello scorgere e sottolineare la densità nel quotidiano, la poesia nei piccoli gesti, addirittura nei tic, l’autrice canadese ritorna all’infanzia, alla giovinezza e agli anni dell’età adulta trascorsi insieme al fratello sempre amato. Devoto alla musica lui, cultrice della parola lei. I viaggi insieme in Europa, senza un soldo, alla ricerca dell’arte e dell’ispirazione; l’apprendistato e il talento, la condivisione degli affetti e delle follie di famiglia. Poi il dramma: al fratello, che ha solo quarantacinque anni, viene diagnosticato un tumore. Comincia allora il racconto di un nuovo sodalizio, nel segno dell’accompagnamento verso la morte, un accompagnamento che è anche il tentativo di un’ultima e precaria affermazione della vita.

http://www.playgroundlibri.it/libri.php?lid=67

humphreys_helenHelen Humphreys (London 1961) è una scrittrice e poetessa canadese. Nel 1997 il suo romanzo “Leaving Earth” ha vinto il prestigioso premio letterario “City of Toronto Book Award”. Il suo secondo romanzo, “Afterimage”, è stato segnalato fra i dieci romanzi più significativi dell’anno da “The New York Times” e ha vinto il “Rogers Writers’ Trust Fiction Prize”.
“Il giardino perduto” (2002) è stato selezionato dal Canadian Broadcasting Corporation (CBC) e dal Canada Reads Selection e il romanzo “Coventry” (2008) è stato diverse settimane ai vertici delle classifiche canadesi.
Nel 2009 Helen Humphreys ha vinto il prestigioso l’”Harbourfront Festival Prize2 e nel 2012 è stata finalista al “Canadian Authors Association Award” con “La verità, soltanto la verità” .

 

 

Il “Cammino dei Diritti” fa tappa a Vercelli…! – 17\18 agosto 2015

48e1ed_175019eee0bf4ef3a73fef4e22ae1e5a.jpg_srz_p_134_100_75_22_0.50_1.20_0.00_jpg_srzUn gruppo di persone, guidate da Piero Spina, partirà il 15 agosto da Torino percorrendo a piedi la via Francigena fino ad arrivare il 19 settembre a Roma e compiere l’ingresso in Città il 20 settembre (giorno della breccia di Porta Pia).
Loro intenzione è incontrare il Primo Ministro Renzi cui consegneranno un manifesto con cui chiedono unioni di fatto e matrimonio per tutt*.
I camminatori e le camminatrici richiedono un aiuto e un sostegno a tutte le realtà che incontrano, aiuto e sostegno che può andare da un letto a un pasto, a un momento di incontro collettivo e sopratutto chiedono a chi può di “fare una tappa” di viaggio con loro…

Dal 15 agosto
al 20 settembre 2015.
Da Torino a Roma, a piedi,
per chiedere diritti
per le coppie di fatto.

14 settembre 2011: Rossana Podestà, compagna per trent’anni dell’alpinista esploratore Walter Bonatti, viene allontanata dalla rianimazione di un ospedale romano (“tanto lei non è la moglie”).

24 maggio 2014: un mio caro amico muore di cancro. Il compagno di una vita non può autorizzare l’espianto delle cornee perché “non è un parente”, con grave danno per la collettività.

Questi sono solo due tra i numerosi episodi di ingiustizia sociale che continuano a succedere nel nostro Paese, che non vuole dare tutele alle coppie di fatto, spesso invocando la priorità, quando non l’esclusiva nelle scelte, alla famiglia tradizionale.

Dal Dopoguerra ad oggi, tutti i Governi che si sono succeduti hanno colpevolmente ignorato i diritti di milioni di persone.

Questo Cammino dei Diritti vuole sensibilizzare l’Opinione Pubblica e chiedere al Governo Italiano:

una legge che garantisca alle coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale, diritti equiparabili a quelli delle coppie sposate (possibilità di stare accanto al proprio compagno in ospedale, reversibilità della pensione, ecc.)
una legge che garantisca alle coppie dello stesso sesso che lo desiderano, di potersi sposare civilmente
Negli altri Paesi europei dove queste leggi già esistono, la famiglia tradizionale non ha subito contraccolpi di alcun tipo e tutto procede come prima, con una sola differenza: è stato posto rimedio a una grave ingiustizia e finalmente tutti i cittadini sono garantiti allo stesso modo.

Piero Spina, Presidente
del Comitato promotore del
Cammino dei Diritti

QUESTE LE TAPPE DEL CAMMINO.

15-ago Torino-Castiglione Torinese km 15,6
16-ago Castiglione Torinese-Lamporo km 32,9
17-ago Lamporo-Vercelli km 29,9
18-ago Vercelli-Robbio km 18,5
19-ago Robbio-Mortara km 15,6
20-ago Mortara-Gropello Cairoli km 24,6
21-ago Gropello Cairoli-Belgioioso km 33,1
22-ago Belgioioso-Orio Litta km 24,1
23-ago Orio Litta-Montale km 26,3
24-ago Montale-Fiorenzuola km 22,7
25-ago Fiorenzuola-Costamezzana km 28,5
26-ago RIPOSO
27-ago Costamezzana-Sivizzano km 26,8
28-ago Sivizzano-Berceto km 22,8
29-ago Berceto-Pontremoli km 26,3
30-ago Pontremoli-Aulla km 27,9
31-ago Aulla-Sarzana km 15,8
01-set Sarzana-Pietrasanta km 33,9
02-set Pietrasanta-Lucca km 32,3
03-set Lucca-Altopascio km 16,4
04-set Altopascio-San Miniato Alto km 23,5
05-set San Miniato Alto-Gambassi Terme km 23,6
06-set Gambassi Terme-San Gimignano km13,5
07-set RIPOSO
08-set San Gimignano-Monteriggioni km 24,8
09-set Monteriggioni-Siena km 15,3
10-set Siena-Ponte d’Arbia km 26,2
11-set Ponte d’Arbia-San Quirico d’Orcia km 22,3
12-set San Quirico d’Orcia-Radicofani km 28,6
13-set Radicofani-Acquapendente km 23,8
14-set Acquapendente-Bolsena km 20,0
15-set Bolsena-Viterbo km 32,4
16-set Viterbo-Capranica km 30,9
17-set Capranica-Campagnano di Roma km 25,8
18-set Campagnano di Roma-La Storta km 24,3
19-set La Storta-Roma km 14,5

MAIL DI CONTATTO DEI CAMMINATORI : camminodeidiritti@gmail.com
SITO WEB: http://camminodeidiritti.wix.com/
PAGINA FB: https://www.facebook.com/pages/Cammino-dei-Diritti/1537874093147720

Segnalazione: Helen Humphreys – “Il canto del crepuscolo”

PG_Humphreys-crepuscolo_OKMCCominciamo una serie estiva di segnalazioni con la traduzione del romanzo di Helen Humphreys,

“Il canto del crepuscolo”,

pp. 208, € 16,00;
Playground Editore, aprile 2015.

Nel 1940, James e Rose sono una giovane coppia inglese che la guerra separa immediatamente. Lui, pilota della Raf, viene catturato dai tedeschi e spedito in un campo di concentramento per ufficiali dell’esercito Alleato, mentre lei si ritrova sola in un piccolo villaggio del Sussex, a svolgere il lavoro di sorveglianza per il mantenimento del coprifuoco.
Sicuro dell’inutilità dei tentativi di fuga dei compagni di prigionia, James combatte la noia della vita del campo, studiando una coppia di uccelli, precisamente due codirossi, che hanno costruito il nido nelle vicinanze del campo, incoraggiato in questa attività dal Kommandant tedesco.
Rose, intanto, costretta a una vita di solitudine e di indipendenza, si innamora di un giovane soldato in attesa di partire per il fronte. All’improvviso, però, nella sua vita irrompe la sorella del marito, Enid, costretta ad abbandonare Londra dopo un bombardamento tedesco che le ha distrutto la casa.
I tre protagonisti sopravviveranno alla guerra, ma le cicatrici dell’animo saranno molte.

http://www.playgroundlibri.it/libri.php?lid=81

humphreys_helenHelen Humphreys (London 1961) è una scrittrice e poetessa canadese. Nel 1997 il suo romanzo “Leaving Earth” ha vinto il prestigioso premio letterario “City of Toronto Book Award”. Il suo secondo romanzo, “Afterimage”, è stato segnalato fra i dieci romanzi più significativi dell’anno da “The New York Times” e ha vinto il “Rogers Writers’ Trust Fiction Prize”.
“Il giardino perduto” (2002) è stato selezionato dal Canadian Broadcasting Corporation (CBC) e dal Canada Reads Selection e il romanzo “Coventry” (2008) è stato diverse settimane ai vertici delle classifiche canadesi.
Nel 2009 Helen Humphreys ha vinto il prestigioso l’”Harbourfront Festival Prize2 e nel 2012 è stata finalista al “Canadian Authors Association Award” con “La verità, soltanto la verità” .

 

 

Arcigay “Rainbow” alla festa del “Cechin” di Pianceri Alto – 19 luglio 2015.

11221997_1656744067890979_8063002686136232377_nSiamo felici di informarvi che Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli sarà presente con un suo stand

Domenica 19 luglio 2015
dalle ore 10 alle ore 18:00

al Parco giochi del Cechin di Pianceri Alto (BI)
in Valsessera.

Nell’ambito della “Festa al Parco” organizzata dal “Gruppo Ricreativo Cechin”, che ringraziamo vivamente per l’invito, parteciperemo all’iniziativa “Mercatini nei Cortili”;

presso il nostro stand troverete le nostre volontarie e volontari che proporranno, oltre ai gadgets dell’Associazione, le t-shirts, i gadgets e gli opuscoli della campagna nazionale Arcigay contro l’omo\transfobia; ci sarà anche materiale informativo per sensibilizzare sulle MST e le pratiche di sesso sicuro e verrà distribuito gratuitamente materiale di prevenzione; inoltre avrete

la possibilità di tesserarvi o rinnovare la tessera di Arcigay “Rainbow”.

Non mancate di passare a trovarci!

Di seguito le foto del nostro stand:

11013353_498037753685123_9214352428530589779_n 11742893_498037703685128_8710159506888676597_n 11750612_498037797018452_6043621903883843739_n

Per la prima volta al Torino Pride…!

DSCN0680Pubblichiamo un articolo del nostro Giacomo, che ringraziomo moltissimo, sulla sua partecipazione al Torino Pride.

Da diversi anni guardavo con curiosità al “Pride”. Mi ricordo quando, forse nel 2006, chiesi a un mio amico gay se sarebbe andato a Torino a sfilare, ma non era nei suoi programmi: la mia prima occasione mancata. Nel 2008 ci fu un Pride a Biella, ma l’amico era già perso di vista. L’anno scorso avrei voluto davvero partecipare (già ero amico e collaboratore di “Rainbow”), ma mi ero rifugiato per un mesetto in un centro sulle montagne del Pinerolese a lavare pentole e pulire gabinetti e non avevo nessuna intenzione di abbandonare la mia postazione.
Quest’anno finalmente ho potuto soddisfare la mia grande curiosità/voglia di vedere/partecipare a un Gay Pride. Cosa mi aspettavo?

Una marea di gente in prima battuta: quella c’era, di solito non amo la calca ma semel in anno…
In seconda battuta, il caldo: c’era anche quello, ma non è stato insopportabile nonostante la mia bassa tolleranza all’afa.

Poi, la caciara: ovviamente ce n’era in abbondanza, ma la cosa alquanto stranamente non mi ha disturbato… è stata una grande festa, tanta musica, danze e spettacolo per le strade prive di traffico, un evento che allude all’amicizia e all’amore pur consapevole che la realtà quotidiana è diversa, meno “colorata” e più “seria”.

Stare nel flusso del Pride mi ha fatto bene, ho visto molta gente gioire e festeggiare, felice di essere nello stesso luogo di molti altri che reclamano dignità e diritti non solo per sé, ma anche per i propri cari e i propri amici e amiche: alla sfilata non hanno certo partecipato solamente persone LGBT ma anche amici, genitori e sostenitori, accomunati dalla fede nell’accettazione e nella valorizzazione delle differenze.

Un altro aspetto che vorrei citare come componente ineliminabile di un vero Gay Pride è la musica: quella che ho potuto sentire era rigorosamente dance, molto spesso anni ’90, un buon segno per un appassionato del genere come me.

Noi di Arcigay “Rainbow” Vercelli-Valsesia ci siamo dovuti dividere, come l’anno scorso, tra Torino e Milano, ma la nostra rappresentanza di iscritt* e simpatizzanti era ben nutrita. La nostra Vicepresidente Anita ha avuto l’idea, in collaborazione con me, di preparare alcuni cartelli con dei versetti biblici sull’amore: uno spunto, come speriamo, per un prossimo appuntamento serale della nostra associazione, in collaborazione con i gruppi LGBT cristiani. Ornati di bandiere, cartelli, arcobaleni dipinti sul viso e tanta acqua ci apprestiamo a entrare nel vivo del corteo che si sta avviando. I primi metri si svolgono in un’atmosfera surreale: a dire il vero ignoro se siamo più avanti o più indietro rispetto al grosso del corteo, ma io e chi mi sta vicino abbiamo la sensazione di esserci solo noi in mezzo alla strada, a marciare, e che il resto della città stia ai lati, a fotografarci e riprenderci, in un (relativo) silenzio innaturale. Vediamo fiancheggiarci, fermi, brandendo macchine fotografiche e telefonini, una folla di tutte le età, incuriosita e divertita, che comunque mi infonde una sensazione di benevolenza e amicizia. Una forte sensazione di straniamento, in ogni caso, che scompare quando a un certo punto facciamo una pausa e in qualche modo ci riuniamo al grosso del corteo con la sua musica e le sue danze. L’atmosfera è meno intima di prima, meno riservata, ma per la prima volta vedo il Pride così come me lo sono sempre immaginato: costumi di ogni genere e forma, drag queen, carri colorati e pieni di gente, musica e altoparlanti a tutto volume, striscioni di gruppi e associazioni.

Assieme a Chiara e Marylisa, in cerca di amiche e amici di amiche, vado avanti e indietro per il corteo e riesco a vedere in maniera più completa la manifestazione, mentre il caldo padano comincia a farsi sentire duro e impietoso: una cosa che non mi ero aspettato, ma che in realtà non mi colpisce più di tanto, sono i venditori di acqua, birra e bibite, spesso a torso nudo, che trascinano grandi vasche piene di ghiaccio e bottiglie protette da ombrelloni. Un po’ mi fanno pena, un po’ mi incuriosiscono, mentre mi faccio strada tra i manifestanti che sfilano e la gente, sempre numerosa, che assiste dai marciapiedi e dai portici, tanto da farmi pensare che siano più gli spettatori che i partecipanti, e mi chiedo cosa impedisca loro di mettersi in gioco come hanno fatto in molti, non necessariamente LGBT.

Mi reimmetto nel flusso della parata, cerco con lo sguardo e un po’ d’ansia i membri di “Rainbow” che camminano in ordine sparso. Quando arrivo in piazza Castello si ripete l’incantesimo: io e Alex stiamo camminando vicini, chiacchierando, quando all’improvviso sembra che del corteo siamo rimasti soltanto noi e che tutta la gente ai lati stia guardando e fotografando noi e i cartelli che portiamo al collo. Mentre il sole del giugno torinese picchia, devo cercare di passare il più indifferente possibile in mezzo a due ali di occhi, di macchine fotografiche e di smartphone mentre parlo con Alex. Il tempo di immetterci in via Po e ritorniamo nell’anonimato. Mentre la parata si avvia alla fine (ma dopo ci saranno ancora i discorsi in piazza Vittorio e la sera, per i più resistenti ed eccitati, una festa notturna della quale non possiedo dettagli per poterla descrivere) c’è ancora il tempo per gettare uno sguardo a chi cammina assieme a me, persone che non conosco, che sono state spinte lì da motivi forse molto diversi dai miei, ma che ora mi fa piacere avere accanto e osservare. La fatica e il caldo mi fanno desiderare di raggiungere presto piazza Vittorio per potermi riposare un poco e sentirmi meno al centro dell’attenzione (non che io sia un’attrazione, ma nei momenti descritti in precedenza mi era parso quasi di essere preso di mira dagli sguardi di mezza Torino)…

11209524_10206918129340762_4371490810107159139_npenso però che, tra noi, chi abbia attirato di più gli sguardi sia il nostro Mauro: ghirlanda di fiori in testa a mo’ di aureola, bandiera dell’Arcigay a mo’ di pareo, doppio cartello ironico al collo e seconda bandiera in mano! Non è certo passato inosservato: sembra una Statua della Libertà arcobaleno!

Eccoci all’inizio dei portici di piazza Vittorio, ci fermiamo e ci ritroviamo tutti, c’è tempo di sedersi e tirare il fiato prima di proseguire con i discorsi di circostanza, per alcuni, di incamminarsi verso la stazione dopo aver calcolato il percorso, per altri. Io appartengo al secondo gruppo: cerco di salutare un po’ tutti e di raccogliere i miei tre compagni di viaggio, andata e ritorno, e di dare loro il ritmo necessario per arrivare in tempo a Porta Nuova: invano. A un certo punto ci rendiamo conto che il treno che contavamo di prendere è perso, e rallentiamo il passo mentre risaliamo via Po. Passeggiando tranquillamente, un po’ più freschi, abbiamo modo di fermarci al fontanone di via Roma per un ultimo sguardo alla vita torinese. C’è ancora tutto il tempo di prendere il prossimo treno e, più tardi, di fermarsi a mangiare in un posto alla buona per non arrivare troppo presto a casa. Il mio primo Pride si è concluso con una pizza alle cipolle, ho camminato, sudato e fatto incontri importanti, vedremo se quello del prossimo anno sarà semplicemente all’altezza di questo o se sarà qualcosa di molto più significativo.

Giacomo Tessaro

Foto di Giacomo Tessaro e Laura Leone.

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