Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

3049664-9788877686596Segnaliamo la traduzione del carteggio tra E.M. Forster e Ch. Isherwood,

“Le luci della quotidianità. Lettere sulla letteratura e l’omosessualità”,

pp. 304, € 20,00;
Archinto Editore, 2014.

Le lettere di Forster e di Isherwood sulla letteratura e l’omosessualità raccontano non solo una parte della vita e alcune delle opere dei due grandi scrittori, ma anche due storie d’amore e di devozione parallele seppur molto diverse, quelle fra ciascuno scrittore e il suo rispettivo compagno. Raccon­tano, soprattutto, l’evolversi di un’amicizia che ha inizio nei turbolenti anni Trenta del Novecento e vede i due scrittori confrontarsi con l’ascesa del fascismo in Europa e la minaccia di una guerra. Le lettere dei primi anni Quaran­ta contrappongono i mondi, straordinariamente differenti, nei quali Forster e Isherwood stavano vivendo: da una parte Londra e i suoi dintorni durante i bombardamenti aerei, dall’altra la California del Sud e la comunità di artisti e di scrittori lì esiliata. Le lettere scritte dopo la guerra, per quanto poco numerose, soprattutto dopo i primi anni Cinquanta, si soffermano su alcuni mo­menti significativi, come ad esempio il tentativo di Isherwood di trovare nei suoi romanzi una voce nuova che tratti i personaggi omosessuali con maggiore franchezza. La vita dei due scrittori in una società nella quale non era possibile dichiarare apertamente le proprie preferenze sessuali, è un tema presente in modo quasi impercettibile in tutti e tre i periodi in cui l’epistolario è diviso, anche perché entrambi sono reticenti a svelare i dettagli intimi delle loro relazioni.

http://www.rcslibri.it/libri/le-luci-della-quotidianita/

Edward-Morgan-Forster-1Edward Morgan Forster, romanziere e saggista inglese (Londra 1879- Coventry 1970). Educato a Cambridge, provò ben presto l’ansia di uscire da un mondo troppo angusto facendo viaggi in Paesi (Grecia, Italia, India) che furono fonte di ispirazione per i suoi romanzi. Frutto di un soggiorno italiano sono “Where Angels Fear To Tread” (1905; Monteriano) e “A Room With a View” (1908; Camera con vista), mentre è ambientato a Cambridge “The Longest Journey” (1908; Il viaggio più lungo). Nel 1910 uscì “Howard’s End” (Casa Howard) e nel 1924 “A Passage to India” (Passaggio in India), certamente il suo romanzo più riuscito per la rappresentazione realistica e simbolica dei difficili rapporti anglo-indiani. Dopo aver pubblicato i volumi “The Celestial Omnibus And Other Stories” (1911; L’omnibus celeste) e “The Eternal Moment” (1928), Forster abbandonò i racconti per dedicarsi esclusivamente ai saggi e ai libri di ricordi, tra cui si segnalano l’importante “Aspects Of The Novel” (1927; Aspetti del romanzo), raccolta di conferenze tenute a Cambridge, “Abinger Harvest” (1936), che accoglie saggi su Eliot e, tra gli altri, su Beethoven, una monografia su Virginia Woolf (1942) e infine Marianne Thornton (1956), realistico quadro di costume ispirato alla vita della zia dello scrittore W. Thornton. Solo dopo il 1940 i romanzi di Forster furono pienamente apprezzati, soprattutto “Howard’s End” e “A Passage To India”, che conservano intatta la loro vitalità. Movendo da un atteggiamento di tolleranza e dall’istanza etica di dimostrare la superiorità di ciò che è spontaneo e naturale nei confronti dello snobismo intellettuale e dei preconcetti razzisti, a Forster importa soprattutto l’espressione di un mondo interiore di cui osserva le passioni con straordinario acume e pronunciato distacco, e la qualità dello stile che, volutamente disadorno, resta insuperabile nei mezzi toni, nel suggerire più che nel rappresentare. Uscì postumo (1972), per volere dell’autore, “Maurice”, romanzo giovanile, che ha al centro il tema dell’omosessualità, da cui Forster era stato segretamente tormentato.

http://www.sapere.it/enciclopedia/Forster,+Edward+Morgan.html

UnknownChris­topher Isherwood, Wybersley Hall (Inghilterra), 1904 – Santa Monica , 1986.
Figlio di un ufficiale dell’esercito che morì durante la Prima guerra mondiale, incontrò a scuola Wystan  Hugh Auden con cui ebbe una relazione, ma che rimase suo amico per tutta la vita e con cui scrisse tre drammi teatrali ancora inediti in Italia. Studiò a Cambridge dove incontrò Stephen Spender che era alla Oxford University con Auden. Si trasferisce a Berlino dove scrive un romanzo e una serie di racconti (Addio a Berlino) che poi ispireranno il musical Cabaret. Nel 1931 conosce Edward Morgan Forster con cui diventa intimo amico. Nel 1932 il suo secondo romanzo, The memorial, fu pubblicato dalla casa editrice di Virginia e Leonard Woolf. Con Auden compie un viaggio in Cina e nel 1939 va a vivere negli Stati Uniti in California (nel 1946 diventerà cittadino americano) dove ottiene un lavoro come sceneggiatore cinematografico a Hollywood. Isherwood si converte poi all’induismo su cui scrive anche alcuni saggi, proseguendo nel frattempo la sua attività di romanziere. Dal 1953 fino alla morte vive con il suo compagno il pittore Don Bachardy.

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