Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Archivio per febbraio, 2014

Segnalazione: Adriana Cavarero – “Inclinazioni”.

UnknownSegnaliamo il nuovo saggio di Adriana Cavarero,

Inclinazioni. Critica della rettitudine.

pp. 240, € 15,00;Raffaello Cortina Editore, 2014.

Una fra le più autorevoli filosofe italiane si interroga sul significato morale e politico della postura verticale del soggetto e propone di ripensare la soggettività in termini di inclinazione. Si tratta di due geometrie, di due costruzioni ontologiche. Mentre nella classica figura dell’uomo retto e nei vari dispositivi rettificanti della tradizione filosofica si annida un io egoistico, chiuso in sé, autosufficiente e autoreferenziale, nella figura dell’inclinazione prende invece forma un sé altruistico, aperto e spinto a uscire dal suo asse per sporgersi sull’altro. Il riferimento non è solo a testi filosofici (Platone, Agostino, Hobbes, Kant, Arendt, Jonas, Canetti), ma anche a prodotti artistici (le tele di Barnett Newman, di Leonardo da Vinci e di Artemisia Gentileschi, le fotografie di Aleksandr Rodcenko) e a pagine letterarie (Marcel Proust, Virginia Woolf). Il capitolo conclusivo è dedicato a Lévinas e alla decostruzione geometrica del suo incontro etico “faccia a faccia”.

237Adriana Cavarero insegna Filosofia politica presso l’Università di Verona. Esponente di spicco del pensiero della differenza sessuale, è internazionalmente riconosciuta come una delle protagoniste più interessanti del dibattito filosofico attuale. Tra le sue pubblicazioni recenti, Orrorismo ovvero della violenza sull’inerme (Milano 2007).

http://www.raffaellocortina.it/inclinazioni#sthash.Aq5bheNl.dpuf

http://ilmanifesto.it/un-patriarcato-in-discesa-verticale/

“Frocinorosi” all’ambasciata russa di Roma…

imageSu segnalazione di Mattia Galdiolo, Consigliere di Arcigay “Tralaltro” di Padova pubblichiamo il lungo resoconto di Pasquale Ciano della manifestazione di protesta in sostegno degli omosessuali e transessuali russi e per il rilascio di Vladimir Luxuria organizzata dalle Associazioni lgbt di Roma nei pressi dell’abasciata russa della Capitale.

“Ci raduniamo lentamente intorno alle 20 davanti all’ambasciata russa a roma, erano con me Aurelio Mancuso Cupello e Guido Allegrezza Carrozza ci si salutava e si scambiavano sorrisi con chi man mano arrivava, a Enrico Cupido, Fiorenzo De Vecchis, l’Ipocoana Nera, Dario Gizzi, si aggiungevano Carmelo Mono Pappalardo, Gaia Logan, Salvo De Rosa Giam, Imma Battaglia, Fabrizio Marrazzo, Paola Dee, Andrea Maccarrone, Giuseppe Pecce, Angelo Ferro, Massimo Giorgi, Caramella Drag e tanti altri andavano aggregandosi PACIFICAMENTE.

Non appena qualcuno ha tirato fuori una enorme bandiera rainbow e ci stavamo muovendo per sventolarla sotto l’ambasciata dell’amico Putin, gli agenti in assetto ANTISOMMOSSA hanno fatto muro per impedirci di manifestare.
Attoniti e incazzati – da quando il diritto di manifestare pacificamente è stato sospeso anche in Italia con metodi “russi”? – ognuno urla il proprio disappunto come meglio crede, poi decidiamo di aggirare l’ostacolo passando da Via Castro Pretorio, dove all’incrocio decidiamo per un sit-in estemporaneo in attesa dell’autorizzazione ad esporre il nostro simbolo di liberà davanti all’ambasciata.

Cosa che a chi comanda pare sia sembrata un’intollerabile pretesa privilegistica… tant’è che ci circondano, noi tuttti seduti sulla rainbow intenzionati a non mollare, loro con caschi e scudi contro quattro froci in croce… nell’assordante silenzio dei mass media.

Decidono che stavamo bloccando il traffico.. con corsie libere e 3 macchine ogni 5 minuti che ci potevano comodamente aggirare… vabbè, la presa per il culo continua.
Gli animalisi prendono il megafono e denunciano le atrocità del governo Putin: legge contro i gay, omicidi di giornalisti scomodi, genocidio in cecenia, sterminio di cani randagi per ripulire le Olimpiadi di Sochi…

La rabbia montava e nonostante fossimo PACIFICI, SEDUTI e NON VIOLENTI decidono di caricarci come i peggiori dei delinquenti, mi strattonano per farmi alzare e così Ferrante Iaccaria, e bruno @kastKastaDiva Queen, quest’ultimo addirittura isolato e portato al commissariato. Noi ci risediamo a terra e non schiodiamo più.

Con noi c’erano una Consigliera Comunale, un Consigliere Regionale e una Deputata della Repubblica a garantire la non violenza della nostra azione, ciononostante ci hanno trattato come dei FROCINOROSI da tenere a bada.

La nostra richiesta era semplice: fare sventolare la rainbow davanti ai russi. NIET. Partono gli appelli Facebook e Twitter a raggiungerci e a supportarci, Eva Grimaldi ci porta un po’ d’acqua e del cioccolato. Alle 22 una trattativa sblocca la situazione: una delegazione di “2 massimo 3 persone” può andare a sventolare il temibile tessuto colorato in Via Gaeta, li avremmo aspettati e avremmo marciato fino a Termini. Si sarebbe potuto marciare fino al Campidoglio, prendere la palla al balzo e denunciare come siamo stati trattati anche qui in Italia, non solo vilipesi in Russia, ma trattati come appestati A CASA NOSTRA. Ma gli accordi erano già presi e quindi addio Campidoglio.

La cosa però devo dire commovente è stato vedere i leader delle nostre Associazioni finalmente parlarsi, incazzarsi assieme, prendere decisioni condivise, inventarsi strategie efficaci e difensive, cosa che non succedeva dal World Pride di 14 anni fa. 14 ANNI. Ma meglio tardi che mai.

Sicuramente la strada da percorrere è questa: combattere per i nostri diritti a ESISTERE, manifestare, formare una famiglia ecc. senza divisioni, focalizzandoci solo sugli obiettivi, magari uno alla volta, ma per ottenere risultati CONCRETI, non promesse, o “solidarietà assolutamente”, o “impegni non più rimandabili”
…AVETE FINITO DI PREDERCI PER IL CULO.
Sappiamo come lottare e sappiamo dove arriveremo: a vincere.

Grazie a chi ha riacceso in me questa fiammella, grazie a tutti quelli che non hanno mangiato, che hanno saltato cene e lavori, per ottenere una semplice sventolata di solidarietà a Vladimir Luxuria E A TUTTI GLI OMOSESSUALI RUSSI.”

http://www.gaiaitalia.com/2014/02/17/roma-volevamo-solo-portare-la-bandiera-rainbow-davanti-lambasciata-russa-cronaca-di-una-vittoria/
http://www.gay.it/news/Tensioni-Roma-al-sit-gay-ambasciata-russa-Luxuria

http://www.lapresse.it/foto/cronaca/roma-protesta-associazioni-gay-davanti-ambasciata-russa-1.462177

I vigliacchi commenti omotransfobici sul fermo di Vladimir Luxuria a Sochi…

UnknownPubblichiamo la bella lettera di Ottavia Voza, responsabile Arcigay per i diritti delle persone trans, in merito agli ancora troppi commenti idioti, squallidi e vigliacchi seguiti al fermo di polizia di Vladimir Luxuria per aver  sventolato a Sochi una bandiera rainbow con scrtitto in russo “gay è ok”. A Vladimir Luxuria Arcigay “Rainbow” vuole esprime tutta la sua gratitudine, solidarietà e vicinanza.

Nelle quattro ore che sono trascorse tra l’arresto di Vladimir Luxuria e la sua liberazione (complimenti alla Farnesina per la concretezza e la tempestività dell’azione) la cosa più agghiacciante alla quale abbiamo dovuto assistere (io personalmente l’ho fatto in silenzio, allibita e sconfortata) sono le migliaia di commenti omotransfobici, violenti e volgari di cui la rete è stata disseminata, dai più rozzi “Piscia in piedi” ai sarcastici “Un’altra occasione per farsi pubblicità, si vede che siamo in campagna elettorale” (?).
Su quelli di primo tipo vale la pena di ricordare, proprio in relazione alla crudezza di quei commenti, quanto siamo inguaiati anche in Italia in tema di odio e disprezzo della persone omosessuali e trans, e che è proprio di ieri l’azione indegna da parte della vice ministro Guerra contro la diffusione nelle scuole, concordata e programmata anche con il MIUR dal 2012, di un programma formativo per i docenti organizzato dall’Unar, dunque con la firma del ministero per le Pari Opportunità, sul tema del rispetto delle diversità. Vale a dire che nelle scuole italiane gli insegnanti di religione possono serenamente raccontare, con uno stipendio pagato da noi tutti, cosa deve essere per tutti noi la “normalità” in termini di orientamento sessuale, matrimonio eccetera, ma che nessuno può permettersi “impunemente” di trasmettere i valori del rispetto per la persona.
Sui commenti di secondo tipo mi viene immediatamente da pensare che un personaggio pubblico (e Vladimir lo è non solo per i suoi trascorsi politici ma anche per le altre cose che tutti conoscono – io un pó di meno perché guardo pochino la TV) abitualmente utilizza la propria visibilità per dare un contributo ad una causa o ad una battaglia. È una azione lecita e condivisibile, e decine di personaggi pubblici, attrici ed attori, hanno utilizzato la propria visibilità per dare un contributo alle cause più disparate. Se lo fa una persona transgender la motivazione che viene addotta è “la bieca ed egoistica ricerca delle notorietà”. Credo che questo atteggiamento nasconda una inconfessata e recondita transfobia, che si traduce appunto in una automatica “attribuzione di indegnità”, anche da parte di persone da cui mai ti aspetteresti atteggiamenti di questo tipo.
Felice per l’immediata liberazione di una amica, spero che questa azione possa contribuire ancora di più ad accendere i riflettori sulla tristissima situazione delle persone omosessuali e trans di tutte le Russie.

Un link  ad alcuni dei commenti.
http://www.spetteguless.it/2014/02/vladimir-luxuria-arrestata-i-commenti-choc-su-facebook/

logoOttavia Voza,
Responsabile Arcigay
per i diritti delle persone trans.

Segnalazione: Lorenzo Bernini – “Apocalissi queer”.

3563Segnaliamo il saggio di Lorenzo Bernini,

Apocalissi queer. Elementi di teoria antisociale.

pp. 270, € 22,00;
ETS Edizioni, 2013.

Nella ricezione delle teorie queer in Italia, a prevalere ne è stata finora la versione più rassicurante (Foucault, Butler, la rielaborazione del loro pensiero nei Gender Studies). A restare ancora in ombra è la cosiddetta “tesi antisociale”, sviluppata da autori gay quali Bersani ed Edelman che, anziché fare del “sessuale” un’istanza di emancipazione, insistono sui perturbanti legami che esso intrattiene con la pulsione di morte e parteggiano per la fine della civiltà.
Con l’intento di colmare una lacuna, il libro discute criticamente questa declinazione “apocalittica” del queer, ne cerca le premesse nella contestazione degli anni settanta (Hocquenghem, Mieli), ne mette in risalto la radicalità sullo sfondo della filosofia politica della modernità (Hobbes, Kant). Per fornire una rappresentazione figurale dell’attacco che le teorie queer antisociali sferrano all’immaginario politico contemporaneo, l’autore chiama in causa gli zombie gay del cinema di Bruce LaBruce: “Quando non ci sarà più posto all’inferno, i morti cammineranno sulla terra”…

“Apocalissi queer è la prima monografia italiana di respiro internazionale dedicata alle teorie queer. Lorenzo Bernini interroga con competenza e lucidità i rapporti che legano genere, sessualità e politica, riuscendo a far dialogare le tesi antisociali dei più radicali autori gay statunitensi con l’etica della relazione del femminismo europeo. Il risultato illumina finalmente un aspetto decisivo della filosofia politica contemporanea”
Adriana Cavarero

“Benché non sia sempre d’accordo con le sue interpretazioni, non esito a riconoscere in Lorenzo Bernini un pensatore serio che affronta questioni cruciali della teoria e della politica queer contemporanee. Apocalissi queer annuncia l’emergere di una nuova voce autorevole in questo campo e dà un contributo vitale all’evoluzione del pensiero queer”
Lee Edelman

berniniLorenzo Bernini è ricercatore in Filosofia politica presso l’Università degli Studi di Verona, dove coordina il centro di ricerca Politesse – Politiche e teorie della sessualità. Fa parte del comitato scientifico di AG – About Gender: Rivista internazionale di studi di genere e della redazione di Filosofia politica. I suoi studi spaziano dalla filosofia politica classica alle teorie contemporanee della democrazia radicale, dal pensiero di Michel Foucault ai suoi sviluppi nei Gender Studies e nelle teorie queer. È autore di articoli pubblicati su riviste specializzate e volumi collettanei, e inoltre dei libri: Le pecore e il pastore: Critica, politica, etica nel pensiero di Michel Foucault (2008), Maschio e femmina Dio li creò!? Il sabotaggio transmodernista del binarismo sessuale (2010), La sovranità scomposta: Sull’attualità del Leviatano (2010, con Nicola Marcucci e Mauro Farnesi Camellone). Ha inoltre curato Differenza e relazione: L’ontologia dell’umano nel pensiero di Judith Butler e Adriana Cavarero (2009, con Olivia Guaraldo) e Michel Foucault, gli antichi e i moderni: Parrhesìa, Aufklärung, ontologia dell’attualità (2011).

http://www.edizioniets.it/Priv_File_Libro/2210.pdf

http://www.academia.edu/5058138/Contro_natura_a_chi_Alcune_riflessioni_sul_male_in_politica._Intervento_al_convegno_Contro_natura_Lesbiche_gay_bisessuali_asessuali_trans_intersex_dsd_si_interrogano_sul_loro_posto_nel_creato_Verona_9_novembre_2013_

http://www.edizioniets.it/scheda.asp?N=9788846736697

http://ilmanifesto.it/il-perturbante-sessuale/

#ALLACCIAMOLI – Campagna nazionale contro l’omotransfobia negli sport.

campagna_1602_1000x1000campagna_1502_1000x1000-1Arcigay “Rainbow” Valsesia -Vercelli con Arcigay Nazionale Arcilesbica Nazionale e Fondazione Candido Cannavò per lo Sport partecipa alla campagna nazionale contro l’omolesbofobia negli sport promossa come testimonial dal blog Paddy Power e dall’attaccante del Bologna F.C. 1909, Davide Moscardelli

http://blog.paddypower.it/2014/02/16/6018/

#ALLACCIAOMOLI – “Chi allaccia ci mette la faccia: Diamo un calcio all’omofobia!”

Invitiamo  tutt* i\le sportiv* e in particolare le giocatrici e i giocatori professionist* di calcio del nostro territorio a idossare i lacetti rainbow come segno di adesione ai valori di inclusione, rispetto e libertà di orientamento sessuale propugnati della campagna…

“La sfera sessuale di ogni persona deve essere una scelta libera, dettata dal cuore e dai sentimenti. E’ ora di dire basta perché uguale e diverso sono facce della stessa medaglia.”

Paddy Power

Arcigay “Rainbow” all’Incontro Nazionale del Movimento LGBTQIA di Torino.

logocoordinamento_okiCome Presidente di Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli lo scorso 8 e 9 febbraio ho partecipato a Torino a un importantissimo convegno nazionale organizzato egregiamente dal Coordinamento Torino Pride LBGT per il quale ringrazio in particolare la coordinatrice, Donata Prosio e i rappresentanti dei coordinamenti nazionali di alcuni paesi europei che ci hanno presentato la loro esperienza: Evelyne Paradis, Executive Director di ILGA – Europe, Patricia Prendiville di Equality Works Irlanda e Ruben Lopez di FRLGBT Spagna.
Abbiamo avuto anche il piacere di avere con noi Stuart Milk da San Francisco che ci ha parlato della sua esperienza e degli obiettivi della Harvey Milk Foundation che ha cofondato in memoria di suo zio Harvey Milk.

Lo scopo dell’incontro di Torino era appunto quello di cercare dei punti in comune per creare un futuro coordinamento nazionale aperto a tutte le realtà LGBTQIA italiane per essere più uniti e incisivi sugli obiettivi da cui ormai non si può più prescindere e che per noi non possono più essere oggetto di compromesso.
Questa nuova realtà dovrebbe anche aiutarci a favorire l’accordo e l’unità di tutto il movimento per l’organizzazione di grandi eventi e manifestazioni come i Pride nazionali e territoriali.
Durante tutti i lavori di gruppo il clima era molto tranquillo e collaborativo; si è respirata la vera volontà di cooperare per far sì che l’attuale situazione non provochi disillusione e disimpegno nel movimento italiano nonostante le molte difficoltà e criticità che sono emerse anche al suo interno.

Si è quindi deciso di ritrovarsi regolarmente per strutturare un lavoro comune. La prossima riunione sarà molto probabilmente a maggio a Roma o Napoli, ed è mia ferma intenzione rappresentare l’Associazione anche in quell’occasione.
Penso infatti che noi di Arcigay “Rainbow”, con la nostra pratica e con la nostra linea associativa da sempre inclusiva, possiamo essere utili a questo coordinamento che speriamo prenderà forma man mano che andranno avanti i suoi lavori.
Speriamo soprattutto che riesca/riusciamo a diventare un interlocutore importante nei confronti della politica e della società italiana, esercitando una forte e seria pressione affinché il nostro Paese riconosca finalmente pieni diritti anche alle persone LGBT…

RAINBOW VALSESIA

Anita Sterna,
Presidente di Arcigay “Rainbow”
Valsesia-Vercelli.

 

Anche nel 2013 bilancio in attivo per Arcigay “Rainbow”.

UnknownDurante la riunione di Direttivo di giovedì 6 febbraio è stato tra l’ altro presentato e controfirmato il bilancio 2013 del Comitato Arcigay “Rainbow” Valsesia -Vercelli che pubblichiamo di seguito.

bilancio 2013 firmato

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