Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Archivio per dicembre, 2013

Segnalazione: Rigliano, Ciliberto, Ferari – “Curare i Gay?”

Curare-i-gay.-copertina_300E per chiudere bene l’anno di Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli segnaliamo il testo di Paolo Rigliano, Jimmy Ciliberto e Federico Ferrari,

Curare i gay? Oltre l’ideologia riparativa dell’omosessualità.

pp. 278, € 24,00;
Raffaello Cortina Editore, 2012.

Questo volume propone una visione nuova dell’affettività omosessuale, indagandone i caratteri unici e distintivi, le prospettive e le difficoltà che i gay e le lesbiche incontrano. Il testo italiano affronta il problema delle terapie riparative da un punto di vista rigorosamente scientifico: a partire dai risultati della revisione sistematica elaborata dalla American Psychological Association, che dichiara l’inconsistenza e la debolezza metodologica delle ricerche che pretendono di dimostrare il cambiamento dell’orientamento omosessuale, gli autori analizzano in profondità tutti gli aspetti delle terapie riparative, dimostrandone l’inefficacia e la rischiosità. Il libro offre un modello di accoglienza delle persone omosessuali – comprese quelle credenti – valido per ogni approccio e per ogni rapporto di cura, basato sulle evidenze scientifiche e sul rispetto etico integrale dei diritti di gay e lesbiche.

Paolo Rigliano, psichiatra e psicoterapeuta, dirige un Servizio territoriale psichiatrico all’ospedale San Carlo di Milano.

Jimmy Ciliberto, psicologo e psicoterapeuta, collabora con numerose strutture pubbliche e private come clinico e formatore.

Federico Ferrari, psicologo e psicoterapeuta, collabora con il Centro milanese di terapia della famiglia.

http://www.stateofmind.it/2013/03/recensione-curare-i-gay/

http://www.youtube.com/watch?v=Vd1YbBSdtfc

http://www.raffaellocortina.it/image/data/indici/CLI%20-%20Clinica/CLI-242%20Rigliano.pdf

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Un bacio ferma Vercelli…

3655_10202879984344475_977216039_nI nostri Stefano e Gioacchino hanno testato il tasso di omofobia della città di Vercelli: il risultato nell’articolo su “Notizia Oggi Vercelli” in edicola lunedì 23 dicembre.

“Giro in centro città per una coppia di ragazzi: Stefano e Gioacchino passeggiano tra vetrine e bancarelle dei mercatini. E finché si limitano alle mani allacciate, si guadagnano solo qualche occhiata incuriosita e magari qualche commento ad alto tasso di acidità. Ma è quando decidono di scambiarsi un bacio che la città si blocca…”

947283_10202879992104669_1975819532_n http://www.notiziaoggivercelli.it/notizie/cronaca/vercelli-essere-omosessuali-a-vercelli-come-reagisce-la-citta-a-un-bacio-3155991.html

E buon Natale a Tutt* da Arcigay “Rainbow”!

Registro delle Unioni Civili ad Alessandria!

Con gioia pubblichiamo una comunicazione dell’Associazione “Tessere le identità”.426539_233963483408541_657252855_a

Accogliamo con grande soddisfazione (e molta emozione) l’approvazione del Registro delle Unioni Civili nella città di Alessandria.
Un passo importante per il riconoscimento dei diritti di tutte, TUTTE le famiglie della nostra città.
Ci congratuliamo con il sindaco Maria Rita Rossa e con il Consiglio comunale per aver realizzato la promessa fatta pochi giorni all’ Associazione Cultura e Sviluppo Alessandria e per aver risposto con concretezza alla nostra lettera aperta in merito al registro delle Unioni Civili (in allegato) .

Lettera aperta al Sindaco Maria Rita Rossa

Oggi, abbiamo TUTTE e TUTTI, eterosessuali, omosessuali, bisessuali, transgender, transessuali, un motivo in più per essere orgogliose e orgogliosi di essere alessandrini. Perché la diversità è un bene comune!

Presto il nostro comunicato ufficiale.
Tessere Le Identità
Via Verona 116, Alessandria
http://www.tessereleidentita.it
tel. +39 392 2916031
info@tessereleidentita.it

Segnalazione: Margaret Mazzantini – “Splendore”.

splendore1-322x380Segnaliamo l’ultimo romanzo di Margaret Mazantini

“Splendore”,

pp. 312, € 20,00;
Mondadori editore, 2013.

“Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?” Si chiedono i protagonisti di questo romanzo. Due ragazzi, due uomini, due incredibili destini. Uno eclettico e inquieto, l’altro sofferto e carnale. Una identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto. Un legame assoluto che s’impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura. Un filo d’acciaio teso sul precipizio di una intera esistenza.
I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell’altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l’amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio. L’iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita, l’infanzia, l’adolescenza, il ratto dell’età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. E ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per quell’età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme.
La voce narrante del protagonista ha la limpidezza poetica, l’ingenua epicità dei grandi inetti della letteratura, s’impenna funambolica, s’immerge tragica e gioiosa nelle mille insenature di questo romanzo che è insieme classico e sperimentale. Un romanzo che cambia forma come cambia forma l’amore. Scortica pregiudizi, ci espone alla vertigine, ci libera. Ha la solitudine, l’audacia, la virulenza malinconica di tutti gli amori non perdonati, che inseguono l’illusione di uno splendore possibile. Un romanzo che non somiglia a nessun romanzo, perché una storia d’amore non somiglia a nessun’altra storia d’amore.
Ma la storia di Guido e Costantino è anche un viaggio attraverso i molti modi della letteratura, un caleidoscopio di suggestioni che attraversa l’archeologia e la contemporaneità… una Roma ventriloqua, lacustre, gli echi della mitologia greca, e una Londra turbìna di stravaganze. Osa addentrarsi nelle pieghe più scomode dell’amore, che sovrasta gli uomini stessi che lo provano, quello che gli artisti da sempre cercano di catturare perché trova nella propria bellezza la ragione di esistere, al di sopra di ogni giudizio.
Margaret Mazzantini ci affida un romanzo ipnotico, dotato di una luce che ti fucila alle spalle, che avanza con l’urgenza folle e anticonformista di un narratore che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. Il diritto della letteratura, quello di risvegliarci lasciandoci nello stupore di un fragoroso sogno. Perché il vero scandalo sarebbe non aver cercato se stessi. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.

margaret-mazzantini-1-286x430Margaret nasce a Dublino il 27 ottobre 1961. Suo padre Carlo, scrittore, e sua madre Anne Donnelly, pittrice, viaggeranno con le figlie tra la Spagna, l’ Irlanda e il Marocco, fino a trasferirsi nelle campagne di Tivoli, non lontano dalla villa del grande imperatore Adriano – cui Marguerite Yourcenar fa dire che “fondare biblioteche è come costruire granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito” .
Margaret frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma dove si diploma nel 1982. Nello stesso anno esordisce a teatro interpretando Ifigenia nell’omonima tragedia di Goethe. Nel corso degli anni ’80 dà vita sul palcoscenico a grandi personaggi femminili, recitando Cechov, Strindberg, Sofocle. Nel 1987 si sposa con Sergio Castellitto.
Sarà proprio Sergio a farle dono di un quaderno che sulla copertina ha l’immagine audace e seducente di Indiana Jones. È da lì, da quel quaderno di scuola che Margaret comincia a pensare per la prima volta alla scrittura come a qualcosa di necessario per lei. La scrittura come quell’arte faticosa, dura, a tratti ingrata che ha visto dominare l’esistenza di suo padre ma insieme come capacità di posare uno sguardo dilatato sul mondo e sugli uomini.
Il suo esordio in letteratura è del 1994 con “Il catino di zinco”, uscito per Marsilio. Margaret si impone subito a pubblico e critica per  la forza evocativa della sua prosa. Vince il premio Campiello in un anno in cui gli altri romanzi della cinquina  concorrenti al Super Campiello sono firmati da Alberto Arbasino, Francesco Biamonti, Giuseppe Pontiggia e Antonio Tabucchi.
Del 1999 è l’esilarante e visionaria  pièce “Manola”.
Nel 2001 pubblica “Non ti muovere”, Mondadori, con cui vince tra gli altri, il premio Grinzane-Cavour,  il premio internazionale Zepter come miglior libro europeo e nel 2002 il premio Strega. Non ti muovere è un caso editoriale da 2 milioni di copie e viene tradotto in 35 lingue. Nel 2004 il film tratto dal romanzo e diretto da Sergio Castellitto replica nelle sale il successo del libro e segna la nascita dell’amicizia con Penelope Cruz, straordinaria attrice protagonista.
Nel 2002 lavora a “Zorro. Un eremita sul marciapiede” (Mondadori), un monologo interpretato in teatro da Sergio Castellitto.
Nel novembre 2008, dopo pochi mesi di lavoro appassionato e febbrile, esce “Venuto al mondo” (Mondadori), con il quale vince il premio Super Campiello 2009: il film tratto dal romanzo, girato tra l’Italia, Sarajevo e la Croazia, è in corso di realizzazione sempre per la regia di Castellitto.
Nel frattempo, nel marzo 2011, esce sempre per Mondadori “Nessuno si salva da solo”, che domina le classifiche per mesi.
Nella collana Arcipelago di Einaudi esce nel novembre dello stesso anno il breve, intensissimo “Mare al mattino”.
Vive e lavora a Roma con Sergio ed i loro quattro figli Pietro, Maria, Anna e Cesare.

http://margaretmazzantini.com/

Segnalazione: Edmund White – “La bella stanza è vuota”.

bella_stanza_bigSegnaliamo la nuova traduzione di Fabio Viola dell’ ormai classico romanzo di Edmund White

“La bella stanza è vuota”,

pp. 268, € 18,00;
Playground, 2013.

Secondo volume della tetralogia autobiografica (il primo è “Un giovane americano”), “La bella stanza è vuota” è la cronaca della giovinezza del narratore che dal Midwest approda infine a New York. Sono anni in cui il protagonista cerca di venire a capo delle proprie esigenze sentimentali e delle proprie ossessioni erotiche, praticandole e allo stesso tempo contrastandole; anni in cui sviluppa le prime relazioni intellettuali, approfondendo la passione per la letteratura e l’arte, e inoltrandosi nel mondo del giornalismo colto. Un ritratto degli Stati Uniti degli anni Sessanta capace di offrire al lettore un racconto originale di un’epoca di grandi trasformazioni che si concluderà con la rivolta di Stonewall, la prima tappa del movimento di liberazione omosessuale.

“Edmund White ha tre voci. Prima di tutto c’è lo spigliato raccontatore di storie, l’acuto flaneur con il gusto per la conversazione e l’aneddoto. Poi c’è il poeta: in ogni pagina si trova una metafora di una precisione sorprendente, un’immagine che attrae e monopolizza l’occhio. E infine c’è il filosofo laico, che osserva l’esistenza umana dall’alto, grazie ad abbondanti iniezioni di cultura e di vita vissuta.”
Martin Amis

EdmundWhiteEdmund White (1940, Cincinnati)
Romanziere, commediografo e critico letterario, ha esordito nella narrativa con Forgetting Elena (1973) e ha conseguito un enorme successo di pubblico e critica con la tetralogia di ispirazione autobiografica A Boy’s Own Story (1982), The Beautiful Room Is Empty (1988), The Farewell Symphony (1997) e The Married Man (2000) in Italia tradotta con i titoli Un giovane americano, La bella stanza è vuota, La sinfonia dell’addio e L’uomo sposato. Nel 1994 ha vinto il prestigioso National Book Critics Circle Award per la sua biografia di Jean Genet, in Italia pubblicata con il titolo Ladro di stile.
Playground ha pubblicato nel 2007 My Lives, nel 2008 Hotel de Dream, nel 2009 Caos e nel 2010 Ragazzo di città e nel 2011 Un giovane americano con una nuova traduzione.

Mozione contro l’omo\transfobia in Consiglio Provinciale…

RAINBOW VALSESIADurante l’ultimo Consiglio Provinciale svoltosi a Varallo Sesia lo scorso 29 novembre, il Consigliere Carlo Rossi – che ringraziamo per la sensibilità e l’impegno – ha presentato una Mozione sostenuta dalle Associazioni LGBT del vercellese, tra cui anche Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli.

Nella Mozione si chiede di approvare un Ordine del Giorno di condanna che impegni anche il Consiglio a delle politiche attive di sensibilizzazione e contrasto all’omo\transfobia sul territorio della provincia.

A nostra volta chiediamo a tutt* i\le Consiglier* di approvare quanto prima l’Ordine del Giorno del Consigliere Rossi e auspichiamo anche che venga finalmente creato un tavolo permanente di consultazione tra Provincia e Associazioni LGBT del teritorio; inoltre siamo certamente pronti fin d’ora a incontrare chiunque voglia approfondire con noi la questione.

Intanto consigliamo i Consiglieri interessati alle nostre attività e qualifiche di contattare direttamente le ormai tantissime scuole che siamo stati chiamati a visitare, l’elenco su questo stesso blog:

https://rainbowvalsesia.wordpress.com/2013/05/17/947/

Di seguito il video del Consiglio:

http://www.youtube.com/watch?v=7UJVbovqhF0

La maggioranza del Consiglio provinciale ha votato per rimandare la votazione alla prossima seduta: seduta che aspettiamo e seguiremo con viva attenzione.

Il Direttivo
Arcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli.

Cene Culturali. Marco Negri: Afganistan. Reportage in Teatro di Guerra – 12 dicembre 2013.

Arcgay “Rainbow” Valsesia-Vercelli ha ricevuto dalla dott.sa Antonella Politi, che ringraziamo molto,  un altro cortese invito che volenteiri estendiamo a tutti i nostri lettori: a Piane di Serravalle Sesia dove si presenterà l’opera del fotografo Marco Negri.

Afganistan.
Reportage in Teatro di Guerra.
Raccontata attraverso la fotografia di Marco Negri
(Lapresse)

Giovedì 12 dicembre 2013,

dalle ore 19:00,

listener

E dalle ore 20:30

aperitivo e cena,

Ristorante “Da Giovanni”

Via dei Ceri, 1 Fr. Piane, Serravalle Sesia (Vc)

Prenotazione telefonando al ristorante con almeno due giorni di anticipo: tel. 0163 – 450157

Non mancate!

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