Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

RAINBOW VALSESIA

Alcune considerazioni in merito all’Ordine Del Giorno presentato da Emanuele Pozzolo, Capogruppo di Avanguardia Vercellese – per Fratelli d’Italia al Consiglio Comunale della Città di Vercelli.

Posto che le opinioni di un esponente di una confessione religiosa poco dovrebbero influire con le decisioni politiche di uno Stato laico, ci chiediamo innanzitutto in quale modo e da quale punto di vista il riconoscimento di diritti alle unioni di fatto anche omosessuali potrebbe ledere l’istituzione della famiglia tradizionale.

Sicuramente e fortunatamente non spetta poi ad Angelo Bagnasco decidere come sia meglio tutelare i diritti individuali delle cittadine e dei cittadini italiani ed è comunque inopportuno che si esprima con tanta sufficienza sulla loro mancanza di tutela chi invece si è speso tanto per godere di un trattamento privilegiato da parte dello Stato Italiano.

Questo atteggiamento dovrebbe essere respinto dalla buona politica che ha il compito di lavorare per il bene di tutti e non di fare di alcuni fortunati una casta di privilegiati non permettendo a cittadini dello stesso sesso stabilmente conviventi e legati da un rapporto affettivo, di poter scegliere quale assetto conferire ai propri rapporti giuridici e patrimoniali come avviene per tutti gli altri cittadini.

E’ evidente l’iniquità della situazione legislativa italiana e si DEVE affermare in questo campo un elementare principio di uguaglianza giuridica: la pari dignità sociale dei cittadini, secondo quanto scritto nell’articolo 3, primo comma, della nostra Costituzione. E una legge che riconosca i matrimoni tra persone dello stesso sesso non sarebbe certo incostituzionale – vedi articolo 29 della Costituzione.

Se con la ratifica della Carta di Nizza, la nostra legislazione ha già accettato tutte una serie di pratiche di tutela dei diritti positivi delle persone rispetto al loro orientamento sessuale e la loro identità di genere, i giudici della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione hanno stabilito e più volte sollecitato che spetta ai legislatori che siedono in Parlamento razionalizzare e integrare i pochi diritti già goduti dai conviventi, perché solo una legge organica può intervenire efficacemente per tutelare le unioni di fatto, anche omosessuali, riconoscendone e proclamandone innanzitutto la dignità e il valore sociale.
Quindi aspettiamo che le recentissime proposte di legge che riguardano le coppie dello stesso sesso e la possibilità di poter decidere di sposarsi, da poco presentate a Roma, diventino efficaci al più presto facendo sì che la legislazione sui diritti umani nel nostro Paese si adegui all’evoluzione della coscienza politica europea che altro non è che un’evoluzione di civiltà.

Se poi pensiamo che i matrimoni o le unioni civili anche per le persone omosessuali sono già legge non solo in Belgio, Olanda, Danimarca, Norvegia, Svezia, Spagna, Portogallo, Islanda, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Andorra, Lichtenstein, Lussemburgo, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Austria, Germania, Finlandia, ma anche in Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Brasile, Uruguay, Città del Messico, Colombia, Ecuador, New York, Washington DC, Massachusetts, Connecticut, Vermont, New Hampshire, Iowa, Maine, Maryland, Delaware, Rhode Island, Minnesota e Canada, allora l’avanguardia di Pozzolo non è solo finita fuori dall’Europa: è proprio fuori dal mondo, sicuramente fuori dal mondo libero!

Ricordiamo anche a tutti gli avanguardisti da settant’anni in retromarcia che l’onere e la responsabilità di fare le leggi spetta alle donne e agli uomini eletti in Parlamento: non c’è nessun legislatore naturale se non nella testa di pochi curiosi mitomani, che però guarda caso ne sentono la necessità solo per limitare i diritti degli altri cittadini, mai i propri privilegi.

In riferimento invece all’aggravante per le violenze con motivazioni omofobiche, sottolineiamo come la “Risoluzione del Parlamento europeo sull’omofobia in Europa” del 18 gennaio 2006 richiama gli Stati membri “ad assicurare che le persone GLBT vengano protette da discorsi omofobici intrisi d’odio e da atti di violenza omofobici e di garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società” e ancora “chiede agli Stati membri di adottare qualsiasi altra misura che ritengano opportuna nella lotta all’omofobia e alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale e di promuovere e adottare il principio dell’uguaglianza nelle loro società e nei loro ordinamenti giuridici”.

Per questo ci auguriamo che la proposta di legge attualmente in discussione che chiede l’ampliamento della “legge Mancino” riguardante i reati commessi per odio, vada a equiparare l’odio basato sull’orientamento sessuale e l’identità di genere a quello, già punito nel nostro ordinamento, basato su motivi razziale, etnici, nazionali o religiosi. Questa semplice “modifica” racchiude un enorme portato di civiltà che avrà effetti sostanziali nella lotta alla violenza e all’odio.
Infatti un’aggravante specifica è un deterrente efficace proprio perché non solo aggrava la pena, ma segnala e avverte che il crimine ha una particolare condanna sociale, come avviene per l’antisemitismo e il razzismo già sanzionati dalla “legge Mancino” o come avverrà con una speriamo prossima legge contro il femminicidio.

In un clima in cui l’istigazione all’omofobia è prassi, anche le violenze contro le persone LGBT sono sentite come impunibili e questo in qualche modo giustifica e arma i violenti.
Segnare il limite con un’aggravante specifica rende coscienti delle conseguenze possibili quando l’intolleranza passa dal pensiero all’azione, sottolineando che le istituzioni prendono distanze morali ANCHE dai pregiudizi che provocano tali reati senza ambiguità e senza ammiccamenti.

Invece Pozzolo per continuare a non sentirsi in imbarazzo nel presentare i suoi ordini del giorno pretenderebbe da noi tutti di non riconoscere un’aggravante specifica nell’azione di insultare, aggredire, ferire, menomare, uccidere un altro essere umano unicamente perché omosessuale o transessuale?

I fautori della libertà d’opinione contrari ad una legge contro l’omofobia si assumano piuttosto la responsabilità di invocare l’abolizione dell’intera Legge Mancino, così… tanto per coerenza.
Se non lo fanno, forse è perché giustamente pensano che antisemitismo, razzismo e maschilismo non sono modi legittimi della libertà di espressione e di religione, ma pregiudizi violenti che mirano solo a svilire le persone per ottenere un guadagno dalla loro sottomissione. E allora forse pensano che i reati mossi da omofobia non siano reati gravi e meritevoli di aperta condanna sociale come quelli motivati da odio razziale e religioso?

Ma come l’antisemitismo, il razzismo e il maschilismo anche l’omofobia, che è anche un disturbo mentale e comportamentale, svilisce e mette in pericolo le vite delle sue vittime e né l’esperienza, né il buon senso né i principi della “legge naturale”, possono mai scusarla e giustificarla: una legge che aiuti a combattere l’omofobia non è solo utile e urgente per le vittime, è utile e urgente per tutta la società che ne è la vittima meno considerata, e proprio la presentazione di questo Ordine Del Giorno dimostra che è utile soprattutto per le persone, come Pozzolo, che pensano ancora di non averne bisogno.

Per tutti questi motivi riteniamo l’Ordine Del Giorno del Capogruppo Pozzolo pessimo per le sue fonti, pessimo per i suoi pregiudizi, pessimo per le sue richieste e invitiamo quindi il Sindaco della Città di Vercelli, Signor Andrea Corsaro a prenderne le distanze pubblicamente e con forza e invitiamo anche tutto il Consiglio Comunale a respingerlo con sdegno censurandolo e anzi a calendarizzare immediatamente un O.D.G. che condanni ogni forma di discriminazione e violenza omofobica, così che anche Vercelli possa essere dichiarata: Città libera dall’omofobia!

Il Direttivo di
Arcigay “Rainbow” Valsesia-Vercelli.

Articolo inviato in forma leggermente diversa a La Stampa, NotiziaOggi Valsesia, NotiziaOggi Vercelli, La Sesia. Pubblicato non in forma integrale da NotiziaOggi Vercelli del 01  luglio 2013.

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