Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

UnknownPubblichiamo una recensione del romanzo di Vladimir Luxuria e due poesie che ne sono state ispirate della nostra amica e collaboratrice Serena Segantini che ringraziamo molto per la cortesia che ci fa:

Eldorado,
294 pp. brossura,
Prezzo € 17,50
Bompiani Editore,  2011.

“Eldorado” di Vladimir Luxuria è un romanzo da leggere e non da raccontare.
Ci sono emozioni da provare intimamente, da vivere da soli, ognuno nell’intimità del proprio cuore e soprattutto ognuno a modo suo.
E’ la storia di Raffaele, un anziano omosessuale originario di Foggia che vive da solo a Milano da molti anni.
Una sera sente di avere tanto bisogno di compagnia e sfida il freddo uscendo per cercare un po’ di calore umano.
Offre un passaggio a un giovane ragazzo piuttosto attraente che sembra intenzionato a sedurlo, ma poi viene malamente aggredito e lasciato per la strada senza auto e documenti.
Dovendo denunciare il triste incidente alla Polizia, si trova obbligato a cercare il numero di targa dell’auto e quello diviene un pretesto per sfogliare l’album dei ricordi.
La sua mente torna al suo amico d’infanzia Michele con cui trascorre il periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale e ai tempi in cui si esibiva in un locale gay a Berlino, l’ELDORADO appunto, con le simpatiche, ironiche e pungenti “ sorelle” Karl e Franz fino al giorno in cui questo venne invaso dalle SS e loro vennero portati ad Auschwitz, dove ha inizio l’inferno…

Mi ha particolarmente colpito la triste storia di Franz ed ho tratto questo piccolo pensiero, immaginando di essere lui, come se lui avesse scritto una sorta di lettera…

L’UCCELLO IN GABBIA
Ero un bambino a cui han tolto il futuro.
Nato maschio, ma mi ornavo tutta per nasconderlo.
Le mie belle e lunghe gambe mi han portato a far carriera.
E fu così che divenni una delle tre sorelle dell’Eldorado.
Applausi alla mia voce, applausi al mio trucco, applausi al nostro show!
Poi quella sera i cani randagi irruppero e ci portarono via ogni sogno.
Venimmo bollate come “ le più pericolose delle invertite”,
ci sentimmo come rose appassite,
ma lo spettacolo non si dovrà fermare,
così m’inventai dei numeri anche in quell’orrore.
I carnefici però vollero vedere danzare l’uccellino in gabbia
E con la paura nel cuore detti il mio meglio.
Volevo stupire quei maledetti.
Cantavo e ballavo finchè tuonò uno sparo
E un dolore sordo alla mia gamba
Ma continuavo a guaire e a zoppicare,
non volevo cedere
finchè la ballerina dentro di me non si lanciò nel filo spinato
perché le avevano rubato la sua candida bellezza.
Ora volteggio nel vento per l’eternità,
senza trovare mai un senso a quello che ci è accaduto.

Dopo aver scritto questo pensiero, pensavo e ripensavo, non ero soddisfatta, mancava qualcosa…
Anche la vita di Karl meritava di essere raccontata.
Così prendo carta e penna, ed ecco quello che ne è uscito…

USIGNOLO FERITO
Mi chiamo Karl
E canto nel vento,
ma non mi do ancora pace per quello che ho subito nella vita terrena.
Ero un bambino felice fino a quel giorno in cui fui mandato via di casa
Solo perché avevo dato un po’ d’amore a un altro ragazzo.
Andai a Berlino vendendo il mio corpo
Fino a quando trovai una famiglia accogliente come la zuppa calda di mamma.
All’Eldorado ero una delle “ tre sorelle” più in vista.
Fino a quella notte in cui ebbe inizio la nostra fine.
Catturati, portati in campi di lavoro, ammassati e torturati.
Sguardi ostili da tutti ricevevo, solo un uomo mi capiva.
Per gli altri altro non ero che un pagliaccio.
Persi le speranze dopo la morte orribile di “ sorella” Franz.
Scrissi a mamma e papà poco prima di essere portato via dal campo.
Un dottore voleva guarirmi,
io mi opposi,
ma mi fecero bere quella sostanza….
Mi svegliai legato,
con camici bianchi intorno.
Ero la loro cavia su cui fare esperimenti meschini.
Aghi mi perforarono la carne,
buio di nuovo,
un gran mal di testa…
Vedevo mamma e sentivo il profumo del sapone che usava per farmi il bagno da piccolo,
sentivo la sua voce calda e avvolgente,
odore morbido di lavanda…
Poi fu buio per sempre.
Fu così che mi guarirono.

Serena Segantini.

images-2Vladimir Luxuria, artista ed ex parlamentare, nata a Foggia nel 1965 come Vladimiro Guadagno, è oggi la transgender più famosa d’Italia.
Una laurea in Lingue con 110 e lode, attrice e scrittrice, è stata per anni la regina indiscussa del Muccassassina, storico locale gay romano.
“Chi ha paura della Muccassassina?” è anche il titolo della sua autobiografia uscita nel 2007 per Bompiani.
All’attività nel mondo dello spettacolo, fatta anche di radio e tv, ha sempre affiancato una grande partecipazione alla battaglia in favore dei diritti civili di tutte le minoranze. Il suo impegno politico ha raggiunto il culmine nel 2006, quando è stata eletta deputata nelle file di Rifondazione comunista: prima transgender a entrare nel Parlamento italiano.
La sua partecipazione all’Isola dei Famosi, conclusasi con la vittoria dell’edizione 2008 del programma, ha scatenato un acceso dibattito. Nel 2009 ha pubblicato con Bompiani “Favole non dette”.

http://www.youtube.com/watch?v=T09yj8bXk0g

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