Comitato territoriale Arcigay delle Provincie di Vercelli e Biella

Archivio per aprile, 2013

Arcigay Rainbow – “Mine Vaganti” all’ Assemblea d’Istituto del Liceo Scientifico “G. Ferrari”.

UnknownArcigay Rainbow è stata invitata dalle rappresentanti d’ Istituto, Arianna Pin,
Eva Vittoria Maino e
Margherita Perucco – che ringraziamo molto – a partecipare all’ Assemblea d’Istitututo del Liceo Scientifico “G.Ferrari” di Borgosesia che si terrà martedì 30 aprile.

imagesVerrà proiettato in questa occasine il film “Mine Vaganti” di Ferzan Ozpetek con Riccardo Scamarcio e Alessandro Preziosi e le nostre Laura e Anita ne trarranno spunto per aprire una discussione con gli studenti sui temi dell’ identità di genere, dell’ orientamento sessuale e del bullismo omotransfobico.

Unknown-1 Mine Vaganti (2010).

Tommaso Cantone risiede a Roma da diverso tempo, dove ha avuto modo di crearsi una sua indipendenza e vive alla luce del sole la propria omosessualità. Dopo parecchio tempo ritorna nella sua terra natale, il Salento, dove viene a confrontarsi con i borghesi genitori e una società bigotta. I Cantone sono una famiglia numerosa e bizzarra, nota a Lecce come proprietari di un grande pastificio industriale. Tommaso dovrà fronteggiare la soffocante madre Stefania, il severo e duro padre Vincenzo deluso dalle scelte di vita del figlio, la sorella Elena che aspira ad una vita migliore rispetto a quella di casalinga, e il fratello maggiore Antonio che il padre vorrebbe venisse affiancato da Tommaso nella gestione del pastificio. Del numeroso clan dei Cantone fanno parte anche l’eccentrica zia Luciana e la nonna, imprigionata nel ricordo di un amore perduto, ma con una sua dolente e comprensiva saggezza.
images-2Tra segreti, liti e colpi di scena, il soggiorno in famiglia di Tommaso si protrarrà più del previsto. Infatti Antonio (che era l’unico in famiglia che sapesse dell’omosessualità del fratello minore Tommaso), rivela alla famiglia la propria omosessualità e viene cacciato di casa dal padre Vincenzo. Toccherà così a Tommaso, rimasto unico “maschio” in famiglia, gestire il pastificio e la nuova linea imprenditoriale; attività che dovrà svolgere insieme ad Alba Brunetti, la figlia del socio del padre.

http://it.wikipedia.org/wiki/Mine_vaganti

http://www.youtube.com/watch?v=C2lQOhQ2es8

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Recensione: “Bianca come il latte Rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia.

UnknownPubblichiamo una recensione della nostra Serena e una poesia che le ha ispirato il romanzo d’ esordio di Alessandro D’Avenia

BIANCA COME IL LATTE
ROSSA COME IL SANGUE

pp. 264,  € 13,00

Mondadori, 2011.

A volte accade che i sogni rimangano tali e non si riesca ad afferrarli completamente, ma li sfioriamo appena con una carezza e poi svaniscono.
Lui è Leo, sedicenne, studente del primo anno di ginnasio, non ama studiare ed è appassionato di calcio e gioca nella squadra dei “ Pirati” della sua scuola.
Silvia è la sua migliore amica, il suo angelo custode, il suo porto sicuro in cui rifugiarsi per ogni tipo di emergenza.
Si invaghisce della ragazza dai capelli rossi, dagli occhi verdi e con un nome angelico: Beatrice.
Un amore platonico, delicato, immaginato e senza malizie, molto speciale.
Intorno a questa ragazza Leo costruisce il suo sogno, ma poi viene a scoprire che quel rosso così acceso si sta spegnendo lentamente per una malattia che fa diventare il sangue bianco, il colore che lui teme di più perché è il colore del nulla, del vuoto.
Insieme a lei affronterà le paure più oscure, crescerà e darà la vita per non far appassire quel fiore, ma non basterà.
Oltre a Beatrice nel romanzo è presente un’altra figura fondamentale per la crescita interiore di Leo: il giovane supplente del professore di storia e filosofia che Leo ribattezzerà come “ Il Sognatore” per la sua abitudine a voler spiegare tutto con la poesia e la filosofia.
Un romanzo commovente, ma non tragico, contenente tante tematiche cruciali nella vita di ogni persona come il dolore, il rapporto con Dio e l’importanza dell’amore e dell’amicizia.
Un meraviglioso inno alla vita e un invito a credere nei sogni che vanno anche oltre la morte.

Ho dedicato questa poesia al personaggio di Beatrice che mi ha colpito molto per la sua maturità nell’affrontare una cosa più grande di lei.

LA RAGAZZA DAI CAPELLI ROSSI
Venisti forse da una favola
o da un’opera di Dante.
Fiore dai capelli rossi,
e occhi color del prato
conducevi in paradiso ogni volta che il tuo viso
si apriva in un timido sorriso.
Un giorno chissà come,
il tuo sangue si tinse di bianco
scolorendo la tua pelle e il tuo vigore.
Fiore appassito,
ti sfiorai in silenzio con una carezza,
col cuore in gola per paura di piegarti,
ma non ebbi il tempo di coglierti
perché già eri fuggita
in un soffio,
su una stella,
la più bella,
come un personaggio di fiabe.
Ora ti osservo lassù
in tutto il tuo rosso fuoco
che illumini il mio cammino
e serena brilli
con la certezza che
non scolorirai più.

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Alessandro D’Avenia (Palermo 1977)

Uno scrittore e insegnante perdutamente innamorato della realtà. Ama insegnare. Ama scrivere. E cerca il paradiso impastato nella polvere della vita quotidiana e nel cuore delle persone che incontra. Nasce a Palermo in una serena notte di maggio (2 maggio del 1977) e le prime cose che vede e sente sono i colori e i profumi della sua città e terra, Palermo e la Sicilia, che non lo lasceranno mai più. Cresce in una famiglia folle. Sì perché folli sono i suoi genitori che decidono di mettere al mondo ben sei figli (tre ragazzi e tre principesse), trasformando la casa in una specie di manicomio in cui ci si diverte molto e sembra che ciascuno stia facendo una cosa diversa, quando in realtà tutti stanno facendo la stessa cosa, come nei film di Frank Capra. Suo padre è un dentista (per questo non  ne ha mai avuto paura) e sua mamma una mamma che ricorda alla perfezione greco e latino e si occupa di scuola ed educazione. Il 90% delle cose che c’è da sapere sulla vita le impara vivendo con questa tribù.

http://www.wuz.it/biografia/780/avenia-alessandro.html

Segnalazione: Alice B. Toklas – I biscotti di Baudelaire.

9788833924243Segnaliamo il libro di ricette e ricordi di Alice B. Toklas (The Alice B. Toklas Cookbook, 1954)

I biscotti di Baudelaire

Bollati Boringhieri

Euro 16,50

Con il loro salotto artistico e letterario – che negli anni tra le due guerre era frequentato, tra gli altri, da Picasso, Picabia, Matisse, Braque, Hemingway, Fitzgerald, Sherwood Anderson – Alice B. Toklas e Gertrude Stein hanno fatto un pezzo di storia.
Ma quando, dopo la morte di Gertrude, un editore chiese ad Alice di scrivere le sue memorie, lei si schermì dicendo che al massimo sarebbe stata in grado di scrivere un libro di cucina.
L’editore promise di accontentarsi, ma Toklas fece molto di più. Uscito nel 1954 in America con il titolo The Alice B. Toklas Cook Book, I biscotti di Baudelaire è una ricchissima raccolta di ricette e di ricordi non solo culinari, di aneddoti divertenti, di convinte opinioni su questioni gastronomiche ma anche artistiche, di viaggi tra Francia e America, di pranzi e cene a casa di artisti bohémien ma anche di ricchi e famosi.

E così ecco i piatti, le idee, gli spunti di ricette che Alice condivideva con gli amici: il branzino di Picasso, per esempio, decorato con uova sode, tartufi ed erbe tritate («Quando lo servii Picasso diede in esclamazioni di meraviglia. Poi aggiunse: Non sarebbe stato meglio prepararlo in onore di Matisse?»), le uova alla Francis Picabia («il solo pittore da cui riuscii mai ad avere una ricetta»), le mele glassate di Cecil Beaton, la crema di Josephine Baker, la minestra di alloro di Dora Maar, il caffè di James Joyce e quegli incredibili biscotti di Baudelaire…
Un libro che si legge d’un fiato dalla prima all’ultima pagina, non solo per consultare le ricette e catturare i sapori amati da artisti e scrittori, ma soprattutto per rivivere l’atmosfera di un tempo e di un ambiente davvero speciali.

tokl1Alice Babette Toklas (San Francisco, 30 04 1877 – Parigi, 07 03 1967).

Nel ruolo di confidente, amante, cuoca, segretaria, musa, editrice critica e organizzatrice della Stein, Alice Toklas rimase una figura sullo sfondo fin quando Gertrude Stein pubblicò le sue memorie nel 1933, sotto il titolo di Autobiografia di Alice Toklas. Ironicamente, divenne il libro più venduto della Stein. Fino alla morte di quest’ultima, avvenuta nel 1946, le due donne vissero assieme.

http://it.wikipedia.org/wiki/Alice_Toklas

Segnalazione: Auden, Isherwood, Spender – “Il diario di Sintra”.

cop.aspxSegnaliamo la pubblicazione in prima mondiale del diario portoghese di W. Hugh Auden,  Christopher Isherwood,  StephenSpender

Il diario di Sintra

180 pp., brossura, € 16,00

Barbès Editore, 2012.

Nel 1935, Wystan Hugh Auden, Christopher Isherwood e Stephen Spender, i tre più importanti scrittori inglesi della nuova generazione, arrivano a Sintra, in Portogallo. La loro idea è di cercare una casa grande da acquistare, dove poter vivere tutti insieme per sempre. I tre scrittori sono legati da comuni passioni per la politica, la letteratura, gli uomini. Nella scenografica cittadina si dedicano ad avventure della mente e del corpo e tengono un diario comune di queste occasioni, in cui tutti sono responsabili di osservazioni e storie. La guerra è sullo sfondo, vicinissima: nel luglio 1936 divampa la guerra civile in Spagna, prova generale della Seconda Guerra Mondiale. La realtà della politica e quella dei sentimenti si fondono e si scontrano, mentre compaiono, per scorcio, cronache e invenzioni che si ritrovano poi nelle opere seguenti degli scrittori. Pagine ritrovate e di grande interesse, quindi, curate attentamente da Matthew Spender, figlio di Stephen e a sua volte scrittore e scultore, che propongono una visione, da vicino, dei destini di alcune personalità d’eccezione della cultura del Novecento, dei loro amori e delle loro passioni culturali e politiche.

Segnalazione: Christopher Isherwood – “Addio a Berlino”.

3d3ad529b3d0e0982884f8329f9149ba_w190_h_mw_mhSegnaliamo la ripubblicazione del romanzo di Christopher Isherwood

Addio a berlino
Traduzione di Laura Noulian
Adelphi, 2013
pp. 252 € 18,00

«Io sono una macchina fotografica con l’obiettivo aperto» dichiara l’alter ego di Chris­topher Isherwood arrivando nell’autunno del 1930 a Berlino, dove resterà fino al 1933. Un obiettivo – si può aggiungere – inesorabile, attraverso il quale partecipiamo come dal vivo ai suoi incontri nel cuore pulsante di una Repubblica di Weimar che si avvia al suo fosco tramonto: da un’eccentrica, anziana affittacamere alla sensuale Sally Bowles, aspirante attrice un po’ svampita, a Otto, ombroso proletario diciassettenne, a Natalia Landauer, rampolla di una colta famiglia ebrea dell’alta società. Tra cabaret e caffè, tra case signorili e squallide pensioni, tra il puzzo delle cucine e quello delle latrine, tra file per il pane e manifestazioni di piazza, tra crisi economica e cupa euforia – da nulla dettata e in bilico sul Nulla –, Isherwood mette in scena «la prova generale di una catastrofe» e ci fa assistere alla resistibile ascesa del nazismo. Non solo: cogliendo con ironia corrosiva i presaghi rintocchi che accompagnano la grandeur di un mondo «inutilmente solido, insolitamente pesante», ci consegna una purissima, scabra narrazione che ci ricorda come la Storia – e ogni storia – sia sempre contemporanea.

UnknownChris­topher Isherwood

Wybersley Hall (Inghilterra), 1904 – Santa Monica , 1986.

Figlio di un ufficiale dell’esercito che morì durante la Prima guerra mondiale, incontrò a scuola Wystan  Hugh Auden con cui ebbe una relazione, ma che rimase suo amico per tutta la vita e con cui scrisse tre drammi teatrali ancora inediti in Italia. Studiò a Cambridge dove incontrò Stephen Spender che era alla Oxford University con Auden. Si trasferisce a Berlino dove scrive un romanzo e una serie di racconti (Addio a Berlino) che poi ispireranno il musical Cabaret. Nel 1931 conosce Edward Morgan Forster con cui diventa intimo amico. Nel 1932 il suo secondo romanzo, The memorial, fu pubblicato dalla casa editrice di Virginia e Leonard Woolf. Con Auden compie un viaggio in Cina e nel 1939 va a vivere negli Stati Uniti in California (nel 1946 diventerà cittadino americano) dove ottiene un lavoro come sceneggiatore cinematografico a Hollywood. Isherwood si converte poi all’induismo su cui scrive anche alcuni saggi, proseguendo nel frattempo la sua attività di romanziere. Dal 1953 fino alla morte vive con il suo compagno il pittore Don Bachardy.

Arcigay “Gioconda” di Reggio Emilia: Settimana contro l’omofobia e la transfobia.

images-1Pubblichiamo un comunicato di Arcigay “Gioconda” di Reggo Emilia.

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ARGIGAY GIOCONDA in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia (17 Maggio), organizza la “Settimana contro l’omofobia e transfobia” dal 11 al 18 Maggio.

PERIODO
Dal 11 al 18 Maggio 2013.

PROGRAMMA:

– VENERDI’ 10 ore 12:00. Inaugurazione della settimana e conferenza stampa con Bruno Moroni, responsabile nazionale Arcigay, visibilità e coming out, omofobia e transfobia presso la stanza Comunale di Reggio Emilia.

–  SABATO 11 ore 20:00. Premiazione del Bando di concorso “HIV E MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI: TEST E PREVENZIONE” + spettacolo teatrale “Fullin legge Fullin” di e con Alessandro Fullin presso il Teatro Regio.

– LUNEDI’ 13 ore 20:30. Proiezione del film “Mambo Italiano” di Emile Gaudreault presso la sede di Arcigay Gioconda.

– MARTEDI’ 14 ore 20:30. Transessualità e transfobia con Progetto Rosmery e Porpora Marcasciano, presidentessa MIT (Movimento Identità Transessuale) presso la sede di Arcigay Gioconda.

– MERCOLEDI’ 15. “Fuck omofobia” aperitivo grasso presso il circolo arci Gardenia in collaborazione con il circolo Arci Gardenia.

– GIOVEDI’ 16 ore 20:30. “Omosessualità e immigrazione” con Giorgio Dall’amico, responsabile nazionale migrazione e asilo presso la sede di Arcigay Gioconda.

– VENERDI’ 17 ore 21:00. Rappresentazione teatrale “A qualcuno piace protetto” a cura di NET e UP, regia di Delmonte Luca presso Officina delle Arti.

– SABATO 18 ore 16:30. II edizione del torneo di calcetto contro l’omofobia e transfobia  presso il circolo arci “Pigal”, in collaborazione con UISP REGGIO EMILIA e Polisportiva Zelig.

PARTNER:
Progetto Rosmery; MIT (Movimento Identità Transessuale); Arci Gardenia; Net; UP; Uisp RE; Polisportiva Zelig; Tavolo HIV Reggio Emilia, Comune di Reggio Emilia, Provincia di Reggio Emilia, Regione Emilia Romagna, Arcigay, Arci, Teatro del cigno, Arci “Pigal”.

L’omofobia, transfobia e lesbofobia sono fenomeni che nel nostro paese sono sempre più all’ordine del giorno.

ALCUNI DATI:
– Il 20% degli omosessuali e bisessuali intervistati in una ricerca ha tentato il suicidio in più di un’ occasione in età giovanile (Rivers, 1996).
– Giovani omosessuali e bisessuali tentano il suicidio 6 volte di più rispetto ai loro coetanei eterosessuali (Teacher, 2003).
– L’omofobia interiorizzata è legata a comportamenti ad alto rischio (Warwick & Douglas, 2001).

La violenza può essere di tre tipi: Verbale, Fisica, Psicologica; le persone LGBTQI* subiscono la violenza verbale e psicologica ogni giorno, con sguardi di disgusto, frasi offensive ecc. queste violenze sono molto conosciute e frequenti anche a un livello scolastico chiamato Bullismo omofobico. Arcigay Gioconda nel 2013 ha incontrato due istituti superiori ,“Galvani Iodi” e “Filippo Re”, per parlare di bullismo in tutte le sue forme, analizzando più a fondo il bullismo omofobico. I giovani saranno il futuro del nostro paese ed è proprio dal loro che noi vogliamo cominciare a parlare di educazione: educazione al rispetto del prossimo, imparando a conoscere impariamo a non discriminare.
La settimana sarà caratterizzata da vari eventi cinematografici, dibattiti, spettacoli teatrali, aperitivi, sport ecc.

Omofobia – complesso di reazioni di ansia, avversione, rabbia e paura nei confronti dell’omosessualità, costruite a partire da stereotipi e pregiudizi, che determinano la messa in atto di comportamenti discriminatori verso le persone omosessuali, sotto diverse forma: da una generale chiusura ad aggressività e violenza verbale e/o fisica. Se riferita all’omosessualità femminile, si può definire anche LESBOFOBIA.

Transfobia – complesso di reazioni di ansia, avversione, rabbia e paura nei confronti della transessualità e del transgenderismo, costruite a partire da stereotipi e pregiudizi eterosessisti, che determinano la messa in atto di comportamenti discriminatori verso le persone trans* sotto diverse forme più aggressive e violente, verbali e/o fisiche.

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CERCHIAMO VOLONTAR* – IMPORTANTE RIUNIONE al Caffè Beccuti di VERCELLI!

RAINBOW VALSESIAIMPORTANTE RIUNIONE A VERCELLI!

MERCOLEDI’ 24 APRILE alle 20:30 al Caffè Beccuti in Corso Libertà, 186

Arcigay Rainbow Valsesia – Vercelli  incontra tutti coloro che hanno intenzione di diventare VOLONTAR* ARCIGAY e impegnarsi attivamente sul territorio per affermare i diritti LGBTQI.

Durante la serata discuteremo le attività future dell’ associazione, in particolare per la città di Vercelli e per le zone circostanti, e ci coordineremo per realizzarle.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!

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